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Albania

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Albania
Albania - Bandiera
Albania - Stemma
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Motto: {{{motto}}}

Informazioni
Nome completo: Repubblica di Albania
Nome ufficiale: Republika e Shqipërise
Lingua ufficiale: Albanese
Capitale: Tirana  (con le zone limitrofe, 1.000.000 ab. / 2006)
Politica
Governo: Repubblica Parlamentare
Presidente della Repubblica: Bamir Topi
Primo Ministro: Sali Berisha
Indipendenza: 28 novembre 1912 dall'Impero Ottomano
Ingresso nell'ONU: 14 dicembre 1955
Area
Totale: 28.748 km²  (139°)
 % delle acque: 4,7 %
Popolazione
Totale (2006): 3.600.523[1] ab.  (127°)
Densità: 125 ab./km²  
Geografia
Continente: Europa
Fuso orario: UTC +1
Economia
Valuta: Lek albanese
PIL (PPA)  (2006): 17.965 milioni di US$  (116°)
PIL procapite (PPA)  (2006): 5.405 US$  (100°)
ISU  (2005): 0,801 (alto)  (68°)
Energia: 0,21  kW/ab.
Varie
TLD: .al
Prefisso tel.: ++ 355
Sigla autom.: AL
Inno nazionale: Hymni i Flamurit
Festa nazionale: 28 novembre

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L'Albania [al-ba-nì-a] (denominazione ufficiale: Repubblica di Albania, in albanese: Republika e Shqipërisë, in IPA ['ɾepublika e 'ʃcipəɾisə]) - detta anche Shqipëria, letteralmente Paese delle aquile - è uno stato della Penisola balcanica, nel sud-est dell'Europa.

Confina a nord-ovest con il Montenegro, a nord-est con il Kosovo, a est con la Macedonia e a sud con la Grecia; le sue coste si affacciano sul Mar Adriatico e sul Ionio.

L'Albania è una Repubblica Parlamentare, l'attuale Primo ministro è Sali Berisha (in carica dal 2005), il Presidente della Repubblica è invece Bamir Topi (in carica dal 2007).

La lingua ufficiale del paese è l'albanese.

Indice

[modifica] Storia

Per approfondire, vedi le voci Storia dell'Albania e Origine e storia del nome dell'Albania.

[modifica] Origini

Il territorio albanese è stato abitato fin dall'antichità, come dimostrano i ritrovamenti archeologici e gli studi antropologici su campioni di resti umani del medio-tardo paleolitico, risalenti a un periodo compreso tra 100.000 e 10.000 anni fa, rinvenuti presso la località di Xare e nelle caverne di Santa Marina a Saranda, nel sud del paese.

L'Albania fu abitata anticamente da diverse colonie autoctone, da Illiri il cui territorio confinava con le colonie tracie e dardane a nord e con le colonie macedoni e greche a sud-est.

Intorno al VI secolo a.C. gli stessi Illiri, grazie ad un rapido sviluppo economico agricolo e produttivo artigianale determinato dalla metallurgia — per uso civile e militare — del bronzo e del ferro, svilupparono una forte identità comune, rafforzando il predominio sul territorio con il commercio e, in molti casi, con atti di pirateria. Fondarono importanti città sulla costa mediterranea, tra cui le attuali Durazzo (in albanese: Durrës), Valona (Vlorë), Scutari (Shkodër), Alessio (Lezhë o Lezha), Butrinto (Butrinti), Santi Quaranta ( Sarandë) e Argirocastro (Gjirokaster).

[modifica] Epoca romana

Le rovine romane di Apollonia.
Le rovine romane di Apollonia.

L'invasione dell'esercito romano nel II secolo a.C., come altrove ,comportò l'integrazione e e l'assimilazione delle popolazioni locali, specie sulle coste. Il territorio fece in seguito parte della provincia romana dell'Illiria (Illiricum), all'epoca di Gaio Giulio Cesare. È a Durrachium (odierna Durazzo) infatti che Cesare combatté contro Gneo Pompeo Magno.

[modifica] Impero bizantino

Al crollo dell'Impero romano, sul finire del IV secolo, l'Illiria si ritrovò sotto il dominio dell'Impero bizantino e subì, in rapida successione, le invasioni di popolazioni barbare come i Goti e gli Avari; intorno al V secolo fu la volta degli Slavi macedoni, che occuparono la parte settentrionale del territorio illirico.

[modifica] Impero ottomano

Nel 1478 il territorio del Principato dell'Albania entrò a far parte parte dell'Impero ottomano.

Le Province Illiriche furono uno dei governatorati dell'Impero napoleonico, costituito in seguito al trattato di Vienna (14 ottobre 1809). Comprendeva gli antichi domini veneziani della Dalmazia e dell'Istria, Ragusa, e le province austriache dell'Alta Carinzia, Carniola, Istria, Friuli e Croazia meridionale. Occupate dagli Austriaci nel 1813, le Province Illiriche furono assegnate agli Asburgo dal congresso di Vienna.

[modifica] Indipendenza del 1912

Al termine della Prima Guerra Balcanica, il 28 novembre 1912, alcuni esponenti politici del paese - tra cui Ismail Qemali - dichiararono l'indipendenza dell'Albania dall'Impero Ottomano mentre il paese versava nel disordine civile e politico. Diversi governi si succedettero nel tentativo di sviluppare uno stato laico, indipendente e democratico. Tali tentativi furono appoggiati dalle élite intellettuali, da parte della piccola e media borghesia nazionalista urbana, da parte della nobiltà e dei rappresentanti dei ceti elevati delle famiglie albanesi nazionaliste e dalla comunità legata alla diaspora albanese in Europa e negli Stati Uniti d'America, con il supporto e l'intervento della Società delle Nazioni negli anni '20.

Il processo di riforma democratica e laica fu interrotto dal colpo di stato politico-militare guidato da Ahmet Zogu, che trasformò la nazione in un regno, autonominatosi re col nome di Zog I.

Nel periodo 1924-1943 si svilupparono intensi rapporti bilaterali economici tra Italia e Albania.

Il regime monarchico fu rovesciato nel 1939, quando l'Albania fu occupata dall'esercito italiano. Vittorio Emanuele III venne proclamato re d'Albania.

[modifica] Seconda guerra mondiale

Dopo l'8 settembre 1943, subito dopo la firma dell'armistizio con gli Alleati da parte del Governo italiano, l'Albania venne invasa dall'esercito nazista.

Si formò così un movimento composto da gruppi nazionalisti e di resistenza partigiana (formato principalmente dai componenti dal partito nazional-comunista guidato da Enver Hoxha). Ci fu anche il contributo degli ex militari italiani che formarono la formazione partigiana Brigata Gramsci (Albania). La resistenza antinazista riuscì a prendere il controllo del paese nel 1944. I nazionalisti e i patrioti antifascisti albanesi si organizzarono nella L.A.N.Ç. - Lufta Antifashiste Nazional Çlirimtare.

[modifica] Periodo comunista

Dal 1946 al 1990 l'Albania fu uno stato nazional-comunista estremamente isolazionista, stalinista e anti-revisionista, che dedicò poche energie alla cooperazione politica anche con gli altri stati comunisti del Patto di Varsavia dominato dall'Unione Sovietica in quanto quest'ultima, con l'ascesa al potere di Nikita Kruscev aveva assunto una forte opposizione al culto della personalità di Stalin, dopo la pubblicazione del rapporto "Sul culto della personalità e le sue conseguenze". Il regime di Enver Hoxha, terminò con la sua morte nel 1985.

[modifica] Post comunismo

Cinque anni dopo, in seguito alla la caduta del Muro di Berlino, si ebbe un movimento di rivolta, guidato dagli studenti e dai professori universitari di Tirana, da intellettuali moderati e da tecnici delle fabbriche, che portò alla rinascita della democrazia e al ripristino del multi-partitismo. Il Paese soffriva però di molti problemi legati al limitatissimo sviluppo socio-economico. La prima riforma legislativa riguardò la nuova Costituzione e il revisionismo del sistema politico in un economia di transizione; in particolare il diritto alla proprietà privata venne sostituito alla gestione statale dei beni. Successivamente venne intrapresa la lunga strada verso l'adeguamento ai programmi europei del Patto di stabilità e crescita secondo il protocollo del Trattato di Maastricht.

[modifica] Relazioni con l'Unione Europea

L'Albania sta conducendo con l'Unione Europea il percorso di adesione alla stessa Unione. Negli ultimi anni ha fatto registrare progressi più o meno ampi nel rispetto di tutti i criteri di adesione: democrazia, stato di diritto, economia. Queste le tappe già percorse:

[modifica] Geografia

Per approfondire, vedi la voce Geografia dell'Albania.

[modifica] Morfologia

È bagnata dal Mare Adriatico e dal Mar Ionio; le sue coste misurano 363 km. Le pianure occidentali si affacciano sul mare Adriatico e sul canale d'Otranto, largo 70 km, che separa l'Albania dalla Puglia.

Il territorio è costituito da una piccola porzione di terreno pianeggiante e agricolo (700.000 ettari di terre agricole prevalentemente nella fascia costiera e nelle pianure di Myzeqe e Korca), mentre la gran parte del territorio è collinare, montagnoso e impervio. La vetta più alta raggiunge i 2.753 m di altezza. Il clima nell'entroterra è principalmente di tipo continentale, mentre la fascia costiera è caratterizzata da un clima mediterraneo.

[modifica] Clima

Paesaggio montuoso albanese
Paesaggio montuoso albanese

Trovandosi ad una latitudine soggetta a diverse caratteristiche climatiche durante le stagioni estiva ed invernale ed avendo la costa affacciata sui mari Adriatico e Ionio e le regioni montuose appoggiate all'elevata massa dei Balcani, l'Albania ha un elevato numero di regioni climatiche considerata la sua modesta superficie.

Le pianure litoranee hanno tipicamente un clima mediterraneo, le regioni montuose hanno un clima continentale mediterraneo. Sia nelle pianure che nell'interno, il clima varia marcatamente da nord a sud. Le pianure hanno inverni miti, con una temperatura media di 7°C. D'estate la temperatura media è di 24°C con un'alta percentuale di umidità. Nelle pianure del sud, le temperature medie sono di circa cinque gradi più alte durante tutto l'anno. La differenza è più marcata durante l'estate.

[modifica] Suddivisione amministrativa

Per approfondire, vedi la voce Suddivisioni dell'Albania.

L'Albania è suddivisa amministrativamente in 12 prefetture o "contee" (il termine ufficiale è qark/qarku, ma viene usato anche prefekturë/prefektura), a loro volta suddivise in 36 distretti (rrethe in albanese). Vi sono poi 351 comuni. La capitale del paese, Tirana, è sottoposta a uno statuto particolare in quanto metropoli.

[modifica] Città principali

Oltre alla capitale Tirana, che insieme ai comuni limitrofi conta circa 1.000.000 abitanti, le città principali sono Durazzo, Scutari, Elbasan, Korca/Corizza , Valona e Fier. Le città storiche in convenzione per la protezione del patrimonio mondiale culturale dell'UNESCO e con dei valori e simboli laici culturali architettoniche sono Butrint , Gjirokastra/Argirocastro e Berat.

[modifica] Popolazione

Andamento demografico dal 1961 al 2003
Andamento demografico dal 1961 al 2003


[modifica] Lingua ufficiale e minoranze linguistiche

La lingua ufficiale è l'albanese, anche se una parte della popolazione dell'estremo sud parla il greco. Una minoranza linguistica nell'est parla il macedone e un'altra minoranza linguistica nel nord-ovest parla il serbo (dialetto iekavo). Ampiamente conosciuta è la lingua italiana.

[modifica] Etnie

Composizione etnica[2]:

  • Albanesi 95%,
  • Greci 3%
  • Altri 2% (Valacchi, Zingari Rom, Serbi, Macedoni, Bulgari secondo una stima del 1989; le stime sulla popolazione greca variano nello stesso anno da un minimo dell'1%, secondo i dati albanesi, sino al 12%, secondo una ONG Greca).

La diaspora albanese vanta una tradizione secolare e riguarda molti Paesi e in particolare l'Italia. Si calcola che la più antica migrazione fu quella che riguardò un cospicuo gruppo di persone della comunità Arbëreshë, i cui discendenti vivono ancora oggi in alcune regioni del sud Italia.


[modifica] Storia sociale e religiosa

Gli abitanti dell'antico territorio d'Illiria praticavano riti pagani e credevano nei miti della guerra, della natura e degli animali.

Il cristianesimo si diffuse nelle terre illiriche durante il I secolo d.C.

San Paolo scrisse di aver predicato anche nelle province romane dell'Illiria, e le Sacre Scritture [citazione necessaria] narrano di una sua visita a Durazzo: l'apostolo conobbe l'Albania grazie ai suoi viaggi via terra dalla Giudea a Roma, durante i quali ci si imbarcava a Durazzo per raggiungere la penisola Italica.

L'opera di cristianizzazione fu portata avanti, in seguito, anche dai missionari cristiani attraverso l'antica Via Egnatia e il territorio dell'antica Illiria, dove si fondano le prime comunità e chiese cristiane illire. Secondo recenti scoperte archeologiche come le Sinagoghe Ebree nelle citta' di Saranda e Valona [citazione necessaria], in alcune città costiere del territorio dell'Albania in quei tempi sorsero anche alcune piccole comunità ebraiche. Le comunità cristiane rimasero legate alla Chiesa cattolica grazie alla presenza di capi spirituali italiani e albanesi e alla volontà dei principi dei clan Arianiti, Kastrioti, Balshaj, Topiaj, Gjon Markaj, Dukagjini, Muzakaj.

In seguito alla divisione dell'Impero Romano in Impero d'Oriente e d'Occidente nel 395, il territorio oggi noto come Albania venne posto sotto la giurisdizione dall'Impero d'Oriente, ma in termini ecclesiastici rimase dipendente da Roma. Nel 732 l'imperatore bizantino, Leone l'Isaurico, assoggettò l'area al patriarcato di Costantinopoli. Per secoli la terra di Albania divenne l'arena delle lotte ecclesiastiche fra Roma e Costantinopoli. Molti degli albanesi gheghi che vivevano a nord del fiume Shkumbini (area comprendente l'odierna Durrazo - Apollonia - Elbasan fino a Korca e l'area di Scutari - la pianura compresa fra il Mare Adriatico e il lago di Scutari) si convertirono al cattolicesimo, mentre gli albanesi toschi che vivevano fra le regioni montuose del sud-est e le regioni sudoccidentali a sud del fiume Shkumbini aderirono alla Chiesa Ortodossa di rito Bizantino. Una volta scoppiata la guerra tra Impero Romano e Impero Bizantino, quest'ultimo invase il territorio dell'Epiro del nord, dell'Arberia, della Grecia e della Macedonia. Le comunità cristiane sotto il regime politico-militare dell'Impero Bizantino si divisero sia dai riti ortodosi (passando alla liturgia della Sacra Scrittura e ai simboli cristiani), sia dall'autorità di Costandinopoja del clero bizantino.

Seguì l'occupazione da parte dell'Impero Ottomano durante la quale l'autorità turca imponeva la conversione sia con la tassazione sulla proprietà delle famiglie albanesi, sia con la minaccia di arruolare i figli nelle campagne militari. In molti accettarono la conversione imposta.

Nel periodo 1944-1990, tutte le religioni erano proibite durante il regime nazional-comunista di Enver Hoxha, quando l'ateismo di stato era stato assunto a principio costituzionale ed imposto con la forza.

[modifica] Religione

Le confessioni religiose diffuse in Albania furono represse e interdette dal regime al potere dal 1946 al 1990. Oggigiorno il culto è consentito e vi è un aumento di fedeli di varie religioni. Il problema principale è la mancanza di sacerdoti e di suore nei diversi ordine religiosi di nazionalità albanese con diverse professioni in servizio delle persone nelle loro comunità religiose, sono pochi novizie di nazionalità albanese che studiano scienze teologiche e filosofiche nel Seminario di Scutari e di ricerca teologica presso le università pontificio a Roma e in Italia, ma anche nelle altre discipline accademiche di scienze umane, antropologia, pedagogia ed educazione, agricoltura e in etica medica e biologica. Un altro problema giuridico è anche la restituzione della proprietà immobiliare dei tutti ordini religiosi in Albania, confiscati dai governi durante il regime totalitario comunista.

Secondo ricerche quantitative permanenti di alcuni centri di ricerca sociale, organizzate dalla Facoltà delle Scienze Sociali presso l'Università di Tirana e dalle altre pubbliche Università di Scutari, Elbasan, Valona, Argirocastro e Korca, la popolazione religiosa si suddivide in [3]:

  • Religione Musulmana e Bektashiana (70%).
  • Religione Cattolica (10%, vedi Chiesa cattolica in Albania), a sua volta suddivisa in:
    • Chiesa Cattolica Romana di rito Latino;
    • Chiesa Cattolica di rito Bizantino (Chiesa cattolica greco-albanese), in particolare le comunità delle minoranze linguistiche Arbëreshë in Italia Meridionale e gli Arvaniti di origine albanese in Grecia;
  • Religione Ortodossa albanese e greca (Chiesa Ortodossa (20%) rito bizantino e greco);

[modifica] Ordinamento

[modifica] Il Presidente

Per approfondire, vedi la voce Presidenti dell'Albania.
Stemma presidenziale
Stemma presidenziale

Capo di stato dell'Albania è il Presidente della Repubblica eletto ogni cinque anni con i 3/5 dei voti dell'Assemblea (Kuvendi) a scrutinio segreto. La maggior parte dei 140 membri dell'Assemblea viene eletta ogni 4 anni.

L'attuale presidente è Bamir Topi, eletto nel luglio 2007.

Il Presidente ha il potere di garantire il rispetto della costituzione e di tutte le leggi, opera come comandante supremo delle forze armate, esercita le funzioni dell'Assemblea quando l'Assemblea non è in carica.

Il Presidente, con la proposta del leader del partito o coalizione di partiti che detiene la maggioranza nell'Assemblea, nomina il Primo Ministro, il quale propone al Presidente i membri del Consiglio dei Ministri. L'intero Consiglio poi viene approvato dal voto dell'Assemblea.

[modifica] Il Consiglio dei Ministri

Per approfondire, vedi la voce Primi Ministri dell'Albania.

Il potere esecutivo viene esercitato dal Consiglio dei Ministri. Il presidente del Consiglio è nominato dal Presidente; i ministri sono anche essi nominati dal Presidente sulla base di raccomandazioni del Primo Ministro. L'Assemblea del Parlamento dà l'approvazione definitiva alla composizione del Consiglio. Il Consiglio è responsabile sia della politica interna che estera. Dirige e controlla l'attività dei Ministeri e di altri organi dello Stato.

[modifica] Ordinamento scolastico e il sistema universitario

In Albania attualmente ci sono università di diritto pubblico statali e private che sono nella fase di sviluppo dei curricula accademica per il riconoscimento del titolo di studio con ECTS European Credit Transfert System, con obiettivo l'integrazione nel sistema accademico e universitario dell'Unione Europea, secondo il processo della dichiarazione di Bologna.

Molte hanno sedi a Tirana, come l'Università statale di Tirana, il Politecnico statale, l'Università statale Agraria, Accademia statale delle Belle Arti e della Musica, l'Accademia statale dell'Educazione Fisica e per lo Sport (Scienze dello Sport), l'Università statale degli Studi Militari, l'Accademia statale della Polizia, (le due ultime in collaborazione per la riforma della curricula accademica con le strutture di formazione della NATO, PAMECA missione dell'Unione Europea in Albania), specializzazioni nelle accademie dell'Esercito Italiano e Carabinieri in Italia ecc.

Altri sedi universitarie pubbliche sono nelle principali città: Scutari, Durazzo, Elbasan, Korca, Valona e Gjirokastra.

Attualmente ci sono 15 università private come status economico in Società di responsabilita limitata (S.r.l.), e una fondazione italiana non profit, da questi (S.r.l.), 10 sono proprieta dei investitori privati albanesi, 1 turco, 2 greco-cipriota, 1 greco-americana, 1 italiana di educazione a distanza (e-learning). L'offerta delle università private in Albania è invece maggiormente concentrata sulle facoltà di economia finanziaria e commercio, giurisprudenza, medicina, odontoiatria, ingegneria elettronica, edile e architettura.

[modifica] Sistema sanitario

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[modifica] Forze armate

Le forze armate albanesi sono supervisionate dal Quartiere Generale dello Stato Maggiore, e consistono nelle forze armate di terra (esercito), Commando Forza Navale (Marina), Difesa Aerea , Commando di Dottrina e Formazione e dal Commando Logistico. Nel 2002, le forze armate albanesi hanno lanciato un programma di riforma di 10 anni sponsorizzato e supervisionato dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti per rifinire ed ammodernizzare approfonditamente le proprie forze armate, ad oggi l'esercito impiega più di 25,000 soldati. Lavorando verso l'adesione alla NATO, i paesi del patto adriatico (Albania, Croazia e la Repubblica di Macedonia) stanno aspettando di unirsi all'Alleanza Euro-Atlantica della NATO nel 2008. Attualmente, l'esercito albanese partecipa a missioni di pace sia in Afganistan che in Iraq.

[modifica] Politica

[modifica] Politica interna

Capo del Governo attualmente è il primo Ministro Sali Berisha del Partito Democratico Albanese (PD) che ha vinto le elezioni del 3 luglio 2005. Egli è a capo di una coalizione politica di centro e centrodestra di cui fanno parte anche:

  • il Partito Repubblicano Albanese (PR) guidato da Fatmir Mediu;
  • il Nuovo Partito Democratico Albanese (PDR) guidato da Genc Pollo;
  • il Partito Democristiano Albanese (PDK) guidato da Nard Ndoka;
  • l'Unione Liberal-Democratica Albanese (BLD).

Sono entrati nel governo attuale precedentemente alleati con i socialisti e la sinistra anche:

  • il Partito della Minoranza Greca (PBDNJ) con un ministro (Koco Barka) e due vice-ministri;
  • il Partito Agrario Ambientalista Albanese (con Lufter Xhuveli).

[modifica] Elezioni del 3 luglio 2005

Le elezioni del 2005 si sono svolte in clima pacifico, l'affluenza ha sfiorato il 60% ed è molto alta se si considera che molti cittadini sono emigrati all'estero. L'OSCE(Organizzazione per la Sicurezza e Cooperazione in Europa) ha ammesso che sono state elezioni sostanzialmente regolari, il fatto stesso che la coalizione socialista al governo che controllava gli apparati dello stato abbia perso è indice che in fondo la consultazione è stata regolare, nonostante molti limiti.

Lo scontro è stato tra il blocco socialista al governo da 8 anni e il blocco democratico-conservatore di centrodestra. Il sistema elettorale è complicato: il parlamento unicamerale con 140 seggi viene eletto su base maggioritaria per 100 seggi e su base proporzionale con scorporo per i rimanenti 40 seggi.

Nel dettaglio sui 100 seggi maggioritari

  • i candidati del Partito Democratico d'Albania (PDSH) di Sali Berisha hanno vinto in 56 casi (soprattutto nel nord),
  • i candidati del Partito Socialista d'Albania (PSSH) di Fatos Nano, premier uscente, hanno vinto in 42 casi (soprattutto nel sud), premier attuale del partito dal anno 2006 e Edi RAMA, gia Sindaco di Tirana;
  • 1 seggio è andato all'indipendente ex-ministro della giustizia Spiro Peci,
  • 1 seggio è stato conquistato da Ilir Meta, ex-socialista in rotta con Fatos Nano che ha fondato un movimento autonomo (Movimento Socialista per l'Integrazione, LSI).

Va detto che in molti collegi il centro-sinistra ha pagato la propria divisione interna: dovunque oltre al candidato ufficiale del PSSH si sono presentati candidati di partiti affini e alleati: i Socialisti di Ilir Meta (LSI), i Socialdemocratici di Skender Gjinushi(PSD), la Democrazia Sociale (PDS), l'Alleanza Democratica (PAD), tutti hanno presentato propri candidati nei collegi maggioritari disperdendo molti voti di centro-sinistra.

Con i 57 seggi maggioritari il PD non ha raggiunto da solo la maggioranza (ne servono almeno 71). L'ha raggiunta però con i propri alleati che, non presenti nel maggioritario per una sorta di "desistenza", nel proporzionale hanno ottenuto altri 18 seggi. In totale il centro-destra al proporzionale ha raccolto circa il 40% dei consensi

  • Partito Repubblicano d'Albania (PR) 20% 11 seggi,
  • Partito Democratico Rinnovato d'Albania (PDR) 7,4% 4 seggi,
  • Partito Democristiano d'Albania (PDK) 3,3% 2 seggi,
  • Unione Liberal-Democratica albanese (ULD) 1,1% 1 seggio,
  • nessun seggio per il 7,7% del Partito Democratico d'Albania (PDSH) che ha fatto il pieno nel maggioritario.

La coalizione di centrodestra può così contare su una base di 75 seggi su 140.

Sul fronte opposto, sempre nel proporzionale, anche le forze di centro-sinistra si collocano attorno al 40%:

Al di fuori degli schieramenti

  • il Partito Agrario Ambientalista (Albania) (PAA) ha ottenuto il 6,5% dei voti con 4 seggi
  • l'Unione per i Diritti Umani (PBDNJ), che rappresenta la minoranza linguistica greca, romena e slava il 4,1% e 2 seggi.

Questi ultimi 2 partiti, in precedenza alleati con i socialisti, dopo le elezioni si sono uniti alla maggioranza di centrodestra e sono entrati nel governo Berisha.

[modifica] Elezioni del 18 febbraio 2007

Il 18 febbraio 2007 si sono tenute le elezioni amministrative. Ha prevalso l'opposizione di sinistra, con a capo i socialisti di Edi Rama (sindaco di Tirana), che ha battuto il raggruppamento del presidente del consiglio Sali Berisha. Tuttavia, secondo gli osservatori del OCSE, le elezioni "non sono state pienamente conformi agli standard occidentali".[citazione necessaria]

[modifica] Confini

Albania confina con il Montenegro a nord (per 287 km), con la Serbia (Kosovo, attualmente sotto amministrazione ONU) e con la Macedonia a nord-est (151 km), e con la Grecia per 282 km a sud. Ad eccezione della linea costiera, tutti i confini dell'Albania sono convenzionali, stabiliti in linea di principio durante il Congresso degli Ambasciatori del 1912-1913 a Londra, dopo la proclamazione dell'indipendenza.

Il principio originale definiva linee di separazione, per quanto possibile, in conformità con gli interessi del popolo albanese e delle nazionalità delle regioni confinanti, seguendo le caratteristiche fisiche del territorio più marcate e mirando a separare nel modo migliore i gruppi nazionali ed etnici. I confini settentrionali ed orientali erano posti tra gli albanesi ed i serbi e i montenegrini; il confine sudorientale tra gli albanesi ed i greci; l'importante regione dei laghi della Macedonia occidentale era da dividersi fra i tre stati, Albania, Grecia e Regno di Jugoslavia, la cui popolazione viveva nella zona.

Il Paese venne occupato, durante la prima guerra mondiale, dagli eserciti di Italia, Serbia, Grecia e Francia, ma i confini stabiliti nel 1913 furono essenzialmente riaffermati dalle potenze vincitrici nel 1921. Alcune variazioni sono state accordate per salvaguardare le situazioni economiche locali, ad esempio per impedire la separazione di un villaggio dalle sue zone di pascolo o i mercati dalle relative zone di produzione. Le pressioni politiche inoltre furono un fattore importante nelle trattative, ma il risultato fu condizionato dall'approvazione delle Potenze, che avevano interessi più astratti, soprattutto mantenere l'equilibrio delle forze piuttosto che specifiche ambizioni economiche.

La divisione della regione dei laghi fra tre nazioni richiese che ciascuno di essi avesse una parte delle pianure nelle vicinanze. Questa decisione artificiale, una volta presa, condizionò necessariamente i confini settentrionale e meridionale. Il confine che si estende dai laghi generalmente verso nord, sebbene segua le creste degli alture orientali, rimane distante dai 16 ai 32 km dallo spartiacque. Poiché i negoziatori al congresso di Londra si rifiutarono di utilizzare lo spartiacque come confine nordorientale del nuovo stato dell'Albania, la popolazione albanese del Kosovo fu incorporata nella Serbia.[citazione necessaria]

Nell'estremo nord e nelle regioni montagnose del nordest dell'Albania, il confine segue le creste delle montagne attraverso le in gran parte inaccessibili Alpi Albanesi settentrionali, conosciute localmente come Bjeshkët e Namuna. Per la maggior parte, non esiste un confine naturale dalle alture all'Adriatico, anche se il lago di Scutari (Shkoder) e una parte del corso del fiume Buna a sud del lago sono stati usati per contrassegnare il confine nord-occidentale dell'Albania. A sud e sud-ovest, tra la regione dei laghi e il Mar Ionio, il confine sudorientale del paese non segue lo spartiacque ma attraversa alcune creste montuose.

[modifica] Rapporti con la cultura italiana

La lingua italiana contemporanea è la lingua più conosciuta, dopo la lingua materna albanese, dagli albanesi di ogni generazione e gruppo etnico sociale, anche grazie alla trasmissione di diversi canali radio televisivi italiani, i quali raggiungono la maggior parte del territorio albanese via satellite o terrestre[citazione necessaria].

Lo studio e la conoscenza dell'italiano è sostenuta, inoltre, dal "Programma Illiria" (convenzione politica ottenuta con accordi bilaterali dei governi italiano e albanese), che offre la possibilità di studiare la lingua italiana contemporanea a diversi alunni presso le scuole pubbliche statali del primo ciclo fino alle medie superiori nelle sessioni bilingue in Albania e studenti albanesi di studiare anche in Italia. Il programma di Protocollo Scientifico Italia-Albania prevede anche la formazione continua di docenti, professori, insegnanti e traduttori albanesi, anche nell'ambito del Dipartimento di Italianistica della Facoltà delle Lingue Straniere e del Dipartimento di Scienze Pedagogiche e di Psicologia della Facoltà delle Scienze Sociali dell’Università di Tirana.

Altre note riguardo i rapporti culturali fra Albania ed Italia: *nelle scuole pubbliche statali e regionali paritarie in Italia studiano più di 77.200 alunni albanesi;

  • nelle università italiane studiano più di 12.000 studenti universitari albanesi;
  • è stata aperta la prima Libera Università privata Italiana a Tirana; [citazione necessaria]
  • L'Istituto Italiano di Cultura a Tirana organizza eventi di promozione culturale dedicati all'arte, alla musica e alla letteratura italiana che coinvolgono artisti italiani, europei e albanesi.

[modifica] Lingua

Per approfondire, vedi la voce Lingua albanese.

La lingua albanese (nome nativo Gjuha Shqipe /ˈɟuˌha ˈʃciˌpɛ/) è una lingua parlata da oltre 14 milioni di persone principalmente in Albania (3.350.000), Kosovo (2.500.000), Macedonia (750.000), e Montenegro (70.000).

L'albanese costituisce un gruppo a parte della famiglia linguistica indoeuropea. Alcuni studiosi suggeriscono che sia l'unico sopravvissuto del gruppo illirico parlato un tempo nella penisola sud-occidentale dell'Europa. Altri suggeriscono che possa essere imparentato più con l'antico daco, un tempo parlato in Mesia e in Dacia.

[modifica] Economia

Porto di Durazzo
Porto di Durazzo

Il sistema socio-economico attuale di Albania viene considerata come un "Paese in Via di Sviluppo", secondo la metodologia del Fondo Monetario Internazionale (IMF) e delle Nazioni Unite (UN). L'Albania non è un paese ricco per gli standard europei e sta attualmente compiendo la difficile transizione verso un'economia di mercato. La caduta del regime politico comunista del 1990 è infatti avvenuta più tardi e in modo più caotico rispetto agli altri paesi del Europa dell'Est ed è stata caratterizzata da un massiccio esodo di rifugiati politici e emigranti economici verso l'Italia e la Grecia nel 1991 e nel 1992. I primi tentativi di riforma cominciarono all'inizio del 1992, dopo che il valore reale del PIL era diminuito di oltre il 50% rispetto al picco del 1989.

Il governo, democraticamente eletto ed insediato nel 1992, lanciò un ambizioso programma di riforme per arrestare il decadere dell'economia e instradare il paese verso un'economia di mercato. Gli elementi chiave della riforma comprendevano la liberalizzazione del sistema dei prezzi e degli scambi, un consolidamento fiscale, un più serrato controllo sulla politica monetaria e una rigorosa politica delle entrate. Questi cambiamenti erano supportati da un ampio pacchetto di riforme strutturali, che comprendevano la privatizzazione, la creazione delle nuove imprese per il nuovo regime social-economico, riforme nel settore finanziario e la creazione di un quadro legale per l'economia di libero mercato e le attività del settore privato.

La maggior parte dei prezzi furono liberalizzati. Furono privatizzate la maggior parte delle imprese di stato, delle piccole industrie, dallo fallimento delle società cooperative agricole delle comune rurali, come le imprese statali artiganali medie e piccole. A partire dal 1995, il governo iniziò a privatizzare le grandi imprese di stato, mantenendo però il controllo delle ferrovie di stato, il servizio pubblico statale per le Poste Albanesi, INSIG (l'Istituto Nazionale delle Assigurazioni), KESH (la Compagnia Corporate Albanese per l'Energia Elettrica) e Albpetrol/ARMO, su cui vennero investiti grandi capitali per il rilancio.

I risultati degli sforzi del Sistema Albania furono inizialmente incoraggianti. Dietro il settore trainante dell'agricoltura il PIL (prodotto interno lordo) crebbe di circa l'11% nel 1993, dell'8% nel 1994 e di più dell'8% nel 1995, con la maggior parte di questa crescita nel settore privato. L'inflazione annua cadde dal 25% del 1991 a percentuali ad una sola cifra. La moneta albanese (il Lek) si stabilizzò. L'Albania divenne meno dipendente da aiuti alimentari esterni. La rapidità e il vigore della risposta imprenditoriale privata alle aperture e alla liberalizzazione fu maggiore delle aspettative.

A partire dal 1995, tuttavia, il progresso si arrestò. Un indebolimento nella risoluzione del governo a continuare le politiche di stabilizzazione in occasione delle elezioni del 1996 contribuì al rinnovarsi della pressione inflazionistica, che raggiunse il 20% nel 1996, spinta anche dal deficit superiore al 12%.

Il collasso sociale ed economico e del sistema finanziario agli inizi del 1997 portò il fallimento della Banca statale Agricola Albanese e della Banca statale Commerciale Albanese. Un regime finanziario viziato dalla creazione di schemi piramidali speculativi finanziari e da trafficanti usurai che avevano attirato depositi di una parte notevole della popolazione, diede origine a disordini che causarono più di 1500 morti, una diffusa distruzione di proprietà pubblica e privata con una caduta dell'8% del PIL e l'esplosione dell'inflazione al 50%. Il valore della moneta albanese durante la crisi del 1997 diminuì della metà, prima di salire nuovamente nel gennaio del 1998 alla quota di 143 lek per un dollaro. Il nuovo governo (insediato nel luglio del 1997), fu costretto ad adottare energiche misure per ristabilire l'ordine pubblico e rivitalizzare le attività economiche e il commercio.

Nel 1998 l'Albania si riprese dalla crisi del sistema.

Il 1999 nella regione fu caratterizzato dalla conflitto fra NATO e Serbia (allora Repubblica Federale di Jugoslavia) per la questione del Kosovo. Molti aiuti economici vennero stanziati dalla comunità internazionale per aiutare il Governo albanese a sostenere gli alti costi dovuti all'afflusso di quasi mezzo milione di rifugiati dal Kosovo.

Nel 2007 è finalizzata la gara di privatizzazione di TELECOM ALBANIA-ALBTELECOM, impresa statale di telecomunicazione fissa (con le tecnologie Alcatel&Lucent di fibra ottica, servizi di larga banda ADSL e una licenza integrata di rilancio per un Operatore Mobile GSM) con l'acquisizione da parte in un consorzium di Gruppo "CETEL", TÜRK TELEKOMUNIKASYON A.S. 20%(S.p.A.), & "CALIK" 80% di un Holding Arabo Turko-Libico con il gruppo bancario della BKT-Banca Nazionale di Commercio, BERS e IFC a Tirana.

Altre imprese statali sono nella fase di privatizzazione: INSIG (l'Istituto Nazionale delle Assigurazioni), il settore distribuzione della KESH (la Compagnia Corporate Albanese per l'Energia Elettrica) e Albpetrol/ARMO.

Attualmente l'Albania è sottoposta ad un intensivo regime di ristrutturazione macroeconomica sotto la sorveglianza del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale, in collaborazione per la politica monetaria con la Banca d'Albania (Banca Centrale dello stato Albanese). Esiste una profonda necessità di riforme, che riguarda tutti i settori dell'economia reale, ma la possibilità di attuarle è limitata da una scarsa capacità amministrativa pubblica della migrazione del capitale umana specializzata e da bassi livelli di reddito per confrontare il alto costo della vita, che rendono molti gruppi sociali della popolazione particolarmente vulnerabile alla disoccupazione ed alla fluttuazione dei prezzi.

L'economia sociale e specialmente l'economia famigliare albanese continua ad essere sostenuta dalle rimesse di migranti economici albanesi (1.100,000 persone attive da 18-70 anni), di un miliardo e trecento milioni di euro all'anno, poiché circa il 20% della forza lavoro opera all'estero, soprattutto in Europa Occidentale come in Italia, in Grecia, Germania e Grand Bretagna. Queste rimesse sostengono il PIL ed aiutano a mitigare il notevole deficit della bilancia dei pagamenti.

Gran parte delle terre agricole, privatizzate nel 1992 dai governi post-comunisti attraverso una diffusa distribuzione sociale senza obblighi finanziari (che aveva dato luogo a mini-fattorie della piccola proprietà contadina), negli ultimi anni con lo sviluppo delle alcune imprese familiari medie e piccole di agricoltura biologica di olio di oliva naturali, erbe naturali medicinali, di aquavite/grappa, vino, late, orto, fruti di bosco e frutticoltura registrano comunque redditi economici di una domanda in aumento specialmente per i prodotti selvagi e naturali senza Organismi Geneticamente Modificati (OGM), Genetically modified organisms (GMOs).

Investimenti esteri su larga scala sono tuttavia ancora ostacolati dalla mancanza di infrastrutture pubbliche e sociali, a cui si aggiungono:

  • la ridotta capacità delle autorità governative pubbliche fiscali ad esercitare un'adeguata vigilanza sul sistema bancario e tributario specialmente su settore agricolo e sulla proprietà immobiliare nella zona rurale, urbana e sub-urbana per i motivi politici elettorali;
  • la mancanza nella legislazione nazionale di un sistema centrale di banca dati con un registro nazionale fiscale con il codice personale individuale e sociale per tutti gli cittadini albanesi e stranieri in Albania;
  • l'assenza nella Borsa di Tirana di una banca dati contenente informazioni on line telematici e ufficialmente certificati dei titoli giuridici sulla proprietà mobiliare e immobiliare da parte di persone fisiche o/e giuridiche private, degli enti statali e pubblici, nonché sulla proprietà privata, di imprese agricole, agro-industriali, industriali, commerciali di export-import e dei servizi;
  • l'assenza di una legislazione nazionale e strutture pubbliche di autorita' sulla vigilanza di diritto d'autore sulla difesa della proprietà industriale e intellettuale d'autore;
  • la mancanza di legislazione adeguata e di un appropriato sistema fiscale riguardo ai contratti ancora non strutturati;
  • l'assenza delle informazioni sull sistema dei crediti dalle banche commerciali e nella Banca d'Albania di una banca dati nazionale per le imprese economiche e le persone fisiche;
  • la mancanza nel regime bancario in Albania della presenza delle banche e/o fondazioni privati europei agroindustriali e industriali per lo sviluppo delle medie imprese e le grandi aziende per la produzione locale e progetti di sviluppo sostenibile di medie e lungo termine.

Il sistema paese è attualmente investito dalla più grave crisi energetica e finanziaria degli ultimi decenni.

[modifica] Sistema bancario

Dopo gli anni novanta molte banche commerciali private straniere e albanesi hanno aperto importanti sedi e filiali nelle principali città. Fra queste, una decina di banche sono controllate da società commerciali bancarie greche (una di queste filiali con la banca madre in Grecia è stata acquistata ultimamente da Groupe Crédit Agricole francese); poi abbiamo una dall'austriaca Raiffeisen Bank (che si è avvalsa della privatizzazione della Banca del Risparmio Albanese); due dalle tedesche ProCredit Bank e KFW Bankengruppe (quest'ultima è prevalentemente impegnata nel settore energetico e nella collaborazione del credito per lo sviluppo); due dalle italiane Banca Italo-Albanese del Gruppo Intesa Sanpaolo (in joint-venture con SIMEST Società Italiana per le Imprese all'Estero e BERS - Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo) e dalla Banca Popolare Pugliese con il brand Banca Italiana per lo Sviluppo; due dalle statunitensi American Bank of Albania, creata dall'AAEF (Albanian American Enterprise Fund) che ultimamente è stata acquistata 80% del capitale azionaria dalla Banca Italo-Albanese e l'altra Union Bank / Western Union; due arabe; una dalla società turca che si è avvalsa della privatizzazione della BKT Banca Nazionale del Commercio; una malese; una bulgara. Due istituti di credito appartengono con capitale 100% ai privati albanesi: Banka Credins e Banca Popolare con una parte del pacchetto azionario 75% di Societe Generale Francese.

Esistono inoltre alcuni istituti privati finanziari di micro-credito nel settore dello sviluppo sostenibile, dediti ai servizi all'agricoltura per le comunità montane e per le piccole imprese di agroindustria:

  • Fondazione per il Finanziamento Rurale;
  • Opportunity Albania Partner Albanese di Micro-Credito (creata dall Opportunity International insieme a USAID);
  • Unione Finanziario "Jehona";
  • Unione Albanese del Credito di Risparmio;
  • Fondazione "Drejt se Ardhmes";
  • Fondazione "Besa";
  • Fondazione per il Finanziamento delle Communitá Montane.

[modifica] Sistema imprenditoriale

Negli ultimi anni della transizione economica hanno cominciato a diffondersi e sviluppare piccole e medie imprese (PMI/SME) manifatturiere nei settori dell'abbigliamento e delle calzature, e alcune piccole imprese industriali e agro-industriali, ad opera di privati albanesi o/e società miste con imprenditori italiani (soprattutto dalla Puglia e dalle altre regioni meridionali del Sud Italia). Partecipano anche imprese greche, turche, tedesche ed alcune industrie di export statunitensi con imprese dei albanesi (queste ultime attive nel settore delle erbe officinali naturali e medicinali).

I punti di forza di queste imprese sono:

  1. Basso costo del lavoro e mercato del lavoro flessibile. Il costo del lavoro in Albania è tra i più bassi in Europa. Il reddito mensile medio di un addetto operaio nel settore dell'abbigliamento e calzaturiero è pari a circa 200-250 Euro;
  2. Disponibilità di significative risorse naturali. L'Albania ha importanti risorse minerarie, tra cui cromo, nichel, rame, petrolio e carbone. Inoltre, sono presenti anche giacimenti di bauxite e fosfati, ancora poco sfruttati. Di minor importanza le riserve di dolomite, gesso, argilla, vetri vulcanici, bitume e marmo. Sale marino bio-naturale di prima qualità a Valona e lungo la Riviera del sud fino al Konispol;
  3. Favorevole locazione geografica. Grazie alla sua collocazione geografica, il regime dei costi economici in l'Albania può essere utilizzata come base per la delocalizzazione di alcuni processi produttivi. I collegamenti giornalieri di trasporto via aereo e via mare di traghetto con l'Italia, da Durazzo e Valona verso i porti di Trieste, Ancona, Bari e Brindisi garantiscono un flusso rapido e continuo di merci;
  4. Lo sviluppo del settore dei servizi di terziario avanzato, che può contare sui nuovi laureati albanesi con conoscenza avanzata della lingua inglese e della lingua italiana, preparatisi nelle maggiori università italiane ed europee, in collaborazione anche con i diplomati nelle Università Statali di Tirana e in altre citta del'Albania.

Si sta inoltre creando un ambiente favorevole alla creazione di imprese per le nuove tecnologie industriali e dei servizi di terzario avanzato (soprattutto nelle città di Tirana, Durazzo, Scutari, Korca e Valona), specialmente nelle seguenti aree di sviluppo:

  • Internet Service Provider ISP;
  • nuova tecnologia radio televisiva Europea DVB - Digital Video Broadcasting;
  • programmatori informatici Software in Outsourcing on-line in Internet, sviluppo di Software Open Source per numerose le piattaforme software, sviluppo di siti web e sistemi avanzati di economia digitale;
  • ingegneria matematica applicata;
  • area strategica di ricerche e sviluppo per le nuove tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni - ICT;
  • aziende di Outsourcing dedite all'assemblaggio dei Personal Computer e degli accessori relativi alle nuove tecnologie hardware del mercato TV satellitare.

[modifica] Sistema economico-industriale

Il livello della produzione industriale nazionale, ancora limitato per lo sviluppo dell'economia reale e del PIL, lascia ampie opportunità agli investitori privati albanesi e stranieri per eventuali partnership.

La Confindustria Albanese (Konfindustria Shqiptare) ha sviluppato studi e ricerche nel campo dell'ingegneria industriale per lo sviluppo dei progetti di lungo termine in partenariati con la Confindustria Italiana e con le corrispondenti organizzazioni dei paesi più industrializati dell'Europa Occidentale, interessate a stabilire nuove unità industriali produttive, sviluppate con il supporto finanziario dei grandi gruppi privati bancari e delle fondazioni industriali europee. Questo processo apre importanti prospettive rivolte ai mercati regionali dell'Europa sudorientale, su cui possono trovare spazio tanto i prodotti industriali e agro-industriali europei, quanto quelli agricoli bio-organici naturali albanesi, come frutta, ortaggi e verdura fresca prodotte da agricoltori diretti e certificati dalle Associazione Albanese dell'Agricoltura Biologica, con ICEA Italia, "FiBL/IMO" Svizzera ed "Ecocert" France, secondo gli standard dell'Unione Europea.

Il mercato albanese costituisce anche elemento di attrazione sia per le grandi distribuzioni (iper e supermercati: nuova apertura a Tirana per il mese di Marzo 2008 nel settore Ipermercati da Venezia e Veneto del Gruppo PAM è un'azienda di GECOS SpA: Panorama, Pam Superstore e discount "Meta", il primo in Albania per i prodotti originali europei; -Agosto 2006- del Consorzium Sociale di distribuzione commerciale italiana CONAD ADRIATICO e francese-albanese EUROMAX, nel "novembre 2007" con la nuova apertura in un nuovo centro commerciale a capitale TIRANA del Consorzium CASA ITALIA con Super store CONAD, TRONY Elettronica e COIN), con un target ad alto potere d'acquisto verso i grandi marchi registrati italiani e dell'Europa occidentale, sia per i Discount alimentari e industriali, con un target di basso potere d'acquisto dei prodotti base per la familia senza costi agguntivi di Marketing e Comunicazione Commerciale Pubblicitària.

Le opportunità economiche imprenditoriali includono la creazione delle società miste o/e di consorzi con le medie e grandi aziende famigliari albanesi (è importante dalla storia nazionale socio-economica di Albania, di conservare l'identita nazionale e l'eredita delle famiglie dei albanesi sulla proprietà privata delle terre agricole), e/o in affito direttamente con i proprietari delle terre agricole, secondo la tradizione secolare economica albanese, italiana e europea. Tali aziende familiari agricole, agro-industriali ed agrituristiche, dal anno 2006, con la nuova legge per lo sviluppo della dimensione di proprietà privata in Albania sono in fase di sviluppo in linea con la media Europea, che lo permette per possedere una proprietà privata da 40 fino a 100 ettari.

Il turismo è una risorsa in crescita, con la creazione delle agenzie private turistiche albanesi e straniere, e si concentra sulla costa adriatica dal nord e sulla riviera ionica, in particolare grazie alla presenza di turisti albanesi kosovari e dalla macedonia.

Il sistema produttivo del paese ha un livello di esportazione minimo e importa molti prodotti alimentari e industriali, dalle materie prime ai prodotti di largo consumo. Il rapporto export/import è di 1/7 ed è costituito soprattutto da merci provenienti da Italia, Grecia, Macedonia e Turchia. Oltre che con le rimesse degli emigrati (che ammontano a quasi un miliardo e trecento milioni di Euro al'anno), le importazioni vengono finanziate grazie agli aiuti allo sviluppo ricevuti da alcuni paesi donatori (fra i quali Italia, Germania, Austria, Francia, Svizzera, Gran Bretagna, Irlanda, Spagna, Paesi Bassi, Giappone, Israele, USA, Canada, Turchia, Arabia Saudita e Kuwait) e tramite gli investimenti diretti esteri.

[modifica] Capitale umano e lavoro

Più di un quarto della forza lavoro albanese è impiegato all'estero. Secondo i dati dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, dagli anni novanta al 2006 sono emigrati piu di 1.100,000 di cittadini albanesi; di questi, la maggior parte ha assunto lo status di migrante economico permanente o a medio termine/stagionale; un centinaio circa sono emigrati inserendosi come imprenditori e commercianti nelle società straniere a partecipazione mista; una decina circa come liberi professionisti di artisti, musicisti e nelle attivita sportive, mentre molti svolgono attività di ricerca e sviluppo come tecnici specialisti e professori presso i centri di ricerca esteri, sia statali che privati. Attualmente si calcolano circa 25.000 studenti albanesi nel mondo, di cui 12.000 nel solo sistema universitario italiano. In Italia vi sono 400.000 albanesi emigranti economici legalmente riconosciuti (altri 100 mila in fase di legalizzazione) e da quelli 15,9% sono titolari come persone fisiche stranieri delle piccole imprese dell'associazione di Confartigianato in Italia, mentre in Grecia sono 600.000 emigranti economici albanesi. Altri paesi di forte emigrazione sono Germania, Svizzera, Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti e Canada.[4]


[modifica] Inno

Per approfondire, vedi la voce Hymni i Flamurit.

[modifica] Musica

Per approfondire, vedi la voce Musica albanese.

[modifica] Cinema

  • Tana (1958), di Kristaq Dhamo Il primo film albanese
  • Udha e shkronjave (1978), di Vladimir Prifti
  • Tela per violine (1978), di Bujar Kapexhiu
  • Tirana year zero (1989), di Fatmir Koçi
  • Lamerica (1994), di Gianni Amelio
  • Butrinti (2001), di Vladimir Prifti
  • Ngadhnjim mbi vdekjen(1967), Gezim Erebara
  • Guximtarët (1970), Gezim Erebara
  • Në fillim të verës (1975),Gezim Erebara
  • Pylli i lirisë (1976) Gezim Erebara
  • Vajzat me kordele të kuqe (1978) ,Gezim Erebara
  • Përtej mureve të gurta (1979), Gezim Erebara
  • Nusja (1980): Gezim Erebara
  • Një natë pa dritë (1981),(Gezim Erebara)
  • Fushë e blertë-fushë e kuqe (1986),(Gezim Erebara)
  • Një jetë më shumë (1986)(Gezim Erebara)
  • Letra ere (2003), Edmond BUDINA
  • Gjoleka, djali i Abazit, Dhimiter Anagnosti
  • I dashur armik, Gjergj Xhuvani
  • Lule te kuqe, lule te zeza, Mevlan Shanaj
  • Vera, Artan Minarolli (jashte konkurrimit)
  • Nata pa hene, Artan Minarolli
  • Parullat, Gjergj Xhuvani
  • Syri magjik, Kujtim Cashku
  • Tirana viti zero, Fatmir Koci
  • Trishtimi i Zonjes Shnajder, Pirro Milkani (Jashte konkurrimit)
  • Yllka, Ylli Pepo
  • Keshilltaret, di Marika Vila (1979)
  • Njeriu me Top, di viktor Gjika
  • Gunat Parmbi Tela, di Muharrem Fejzo

[modifica] Personaggi celebri

Statua equestre di Giorgio Castriota Skanderbeg in piazza Albania a Roma
Statua equestre di Giorgio Castriota Skanderbeg in piazza Albania a Roma

[modifica] Note

  1. ^ Stima CIA luglio 2007
  2. ^ CIA, The World Fact Book
  3. ^ CIA The world factbook: Albania
  4. ^ Per approfondire le ricerche sull'integrazione socioeconomica della comunità dei nuovi emigranti economici albanesi in Italia, è possibile consultare il rapporto dell'Osservatorio di Confartigianato sull'imprenditoria straniera, è dei ultimi rapporti statistici economici dell'ISTAT, della Banca d'Italia, del CENSIS, del Ministero della Pubblica Istruzione e quella dell'Università e della Ricerca della Repubblica Italiana.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

Albania su DMoz (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Albania")


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