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Nuoro - Wikipedia

Nuoro

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Nùoro
[[Immagine:{{{panorama}}}|300px|Panorama di Nuoro]]
Nome ufficiale: {{{nomeUfficiale}}}
Stato: bandiera Italia
Regione: Sardegna
Provincia: stemma Nuoro
Coordinate: 40°19′N 9°20′E / 40.31667, 9.33333
Altitudine: 554 m s.l.m.
Superficie: 192,27 km²
Abitanti:
36.454 31-12-2006 (ISTAT)
Densità: 189,6 ab./km²
Frazioni: Lollove, Pratosardo 
Comuni contigui: Benetutti (SS), Dorgali, Mamoiada, Oliena, Orani, Orgosolo, Orune
CAP: 08100
Pref. tel: 0784
Codice ISTAT: 091051
Codice catasto: F979 
Nome abitanti: nuoresi 
Santo patrono: Santa Maria della Neve 
Giorno festivo: 5 agosto 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia
Collabora a Wikiquote « È il cuore della Sardegna, è la Sardegna stessa con tutte le sue manifestazioni. È il campo aperto ove la civiltà incipiente combatte una lotta silenziosa con la strana barbarie sarda, così esagerata oltre mare »

Nùoro (in sardo Nùgoro) è una città ed il capoluogo dell'omonima provincia della Sardegna centro-settentrionale, e conta circa 37.000 abitanti. È il centro geografico ed ideale della Barbagia. È detta anche Atene sarda per la sua posizione centrale di cultura in Sardegna.

Si estende ai piedi del Monte Ortobene, su un altopiano granitico a circa 600 m.s.l.m., che fu forse l'area di primo popolamento in età nuragica, come testimonierebbero ritrovamenti. Sarebbero invece del VII secolo i resti di una tomba ritrovata nell'attuale abitato.

Indice

[modifica] Brevi cenni storici

[modifica] L'età del rame e la civiltà nuragica

Il nuraghe Tanca Manna
Il nuraghe Tanca Manna

I più antichi insediamenti di tipo "urbano" presenti a Nuoro si trovano presso il nuraghe Tanca Manna, dove sorgono i resti di abitazioni di un villaggio prenuragico del 2000 a.C. costituito da circa 800 capanne, rilevate agli infrarossi, in un insediamento dell’estensione di oltre 2 ettari. Alcune di queste capanne presentano ancora l'originario pavimento costituito da un battuto di argilla e sughero adatto per l'isolamento termico. Tale insediamento fa di Nuoro uno dei centri di tipo urbano più antichi della Sardegna. Nelle immediate vicinanze del sito sorgono sepolture scavate nella roccia, dette Domus De Janas, di periodo precedente. Sono stati inoltre trovati frammenti di ceramiche della cultura di Ozieri risalenti al 3500 a.C.. Presso le alture vicine a "Sedda Ortai" nel monte Ortobene sono presenti tracce di muratura di una fortificazione verosimilmente dell'età del Rame.

La civiltà nuragica, a partire dal 1500 a.C. e fino all’invasione romana, ha lasciato una forte impronta nella storia di Nuoro come dimostrano i numerosissimi nuraghi presenti nella zona, i quali coronano tutti i colli della città risultando ormai inglobati nel tessuto urbano (nuraghi Tanca manna, Ugolio, Biscollai) o collocati nelle periferie (Corte, Tigologoe, Tèrtilo, Tres Nuraghes, Gabutèle), spesso accompagnati da tombe dei giganti o da villagi nuragici. Alcuni di questi nuraghi sono assai rilevanti per la complessità costruttiva legata anche al culto delle acque (nuraghe Nurdole e nuraghe Noddule) e per il ritrovamento di oggettistica che segnala importanti commerci mediterranei (ad esempio un piccolo leone bronzeo di probabile fattura etrusca o perle di ambra baltica).

[modifica] L'età romana

Dagli ultimi studi sull’età romana risulta che gli abitanti della zona si rifugiarono prima nei pressi del vicino Monte Ortobene e, solo successivamente, si sarebbero spostati più a valle e stabiliti nella zona in cui sorse il più antico rione di Nuoro: Seuna. Tuttavia la penetrazione romana fu di grande importanza come testimoniato sia dalla parlata del Nuorese, la lingua romanza più vicina al latino, sia dallo scavo, nelle campagne di Orune, di una rilevante cittadella romana di tardo periodo imperiale e successivamente bizantino, chiamata Sant’Efis, dal nome della chiesa del 1600 che vi sorge vicino. La cittadella risulterebbe essere estesa su circa 3 ettari, in cui stanno venendo alla luce importantissime testimonianze sulla presenza di insediamenti urbani lungo la strada romana "aliud iter ab Ulbia Caralis". Assai importante il ritrovamento di un manufatto vitreo che raffigura i Santi Pietro e Paolo. A Nuoro sono presenti resti di sepolture romane con copertura in terracotta nella località di Ugolìo.

[modifica] Il Medioevo

Alla fine dell’impero romano Plinio il Vecchio menziona i celeberrimi popoli Ilienses situati nella Sardegna centrale per la particolare bellicosità. Tra questi nella zona tra Nuoro e Orotelli erano situati i "Nurritani". Nell’età vandalica e bizantina si inizia a parlare dei "Barbaricini" per le testimonianze dirette di Procopio e di Gregorio Magno, sensibile oltre che agli aspetti religiosi anche alle tristi condizioni dei sudditi di Sardegna, Sicilia e Corsica oppressi dalla fiscalità bizantina che spesso costringeva le popolazioni a vendere i figli e familiari ai barbari (Longobardi) per pagare le tasse.

Papa Gregorio I (590-604) con 39 lettere ricostruisce il quadro politico e religioso di due Sardegne di cui una oramai romanizzata, nonostante l'incursione degli Ostrogoti di re Totila, cristianizzata e bizantina (quella dei Provinciales) e una interna, costituita da aggregati cantonali, con forte identità etnica, di religione "idolatra e pagana", la Gens Barbaricina agli ordini del carismatico Dux Hospiton, coinvolta, quest'ultima, in una vicenda bellica con le forze armate imperiali agli ordini del Dux Sardiniae Zabardas.

Nell’estate del 594 si conclude una pace tra Bizantini (vincitori) e Barbaricini che prevede tra le clausole la conversione al Cristianesimo e il probabile riconoscimento ad Hospiton (di cui si esaltano il carisma e le virtù cristiane) delle insegne del comando della sua gens sotto l'egida dell'Impero e sotto il controllo di una serie articolata di castra tutt'attorno al ducato dei barbaricini.

Dentro la città, in via Brusco Onnis (quartiere San Pietro), è stata rinvenuta una tomba bizantina (poliandro), probabilmente del VII secolo d.C., recante cuspidi di lance e fibbie bronzee di cinturoni dell'equipaggiamento bellico di una decarchia, un piccolo corpo di guardia di soldati-coloni con famiglia al seguito, detti Kabaddaris, indicante la presenza in città della èlite bizantina allora dominante e l'introduzione di nuove tecnologie e di componenti religiose legate al culto dei Santi della Cristianità greca, che sopravvivono a tutt'oggi nelle tradizioni popolari (si pensi che lo stesso natale, in nuorese, si traduce con pasqua di natale, esattamente come viene chiamato oggi dagli ortodossi).

Con l'affievolirsi del controllo imperiale anche in seguito all'affermarsi della potenza islamica nel mediterraneo nascono in Sardegna i Giudicati, 4 regni autonomi che spartiscono la Barbagia sotto la propria autorità. Durante i "secoli bui" Nuoro e la "Curatoria Dore-Orotelli" fecero parte del Giudicato di Torres, regno giudicale di tradizione vicina a quella carolingia nei costumi e negli usi diplomatici, che si estendeva dal sassarese alle parti più settentrionali delle attuali province di Oristano e di Nuoro;

Il villaggio di "Nugor" di poche centinaia d’abitanti si rileva su carte medievali risalenti al 1147 (spesso con la dicitura "Nori"). Il Villaggio sorgeva attorno alla chiesa di "Santu Milianu" nel quartiere "Seuna" ed alla chiesa si "Santu Pedru" nel quartiere omonimo. Il nome di Sant’Emiliano è fondamentale nella storia di Nuoro in quanto testimonia il passaggio della popolazione dal monte Ortobene, località "Milianu", al quartiere Seuna, in cui si preservò, tramandandola, la tradizionale devozione al Santo da parte della comunità.

Nel XII secolo fu annessa alla sede vescovile di Galtellì, nell'ambito del Giudicato del Logudoro; la diocesi assunse nel tempo titolo di "Galtellì e Nuoro", sino a che il vescovo spagnolo Roich non la trasferì definitivamente nel capoluogo nel 1779, ottenendone il decreto da Papa Pio VI.

Fra il 1300 ed il 1400 l’importanza di Nugor cresce insieme ad i suoi abitanti, più di mille, e fra il 1341 e 1342 viene indicato come uno dei villaggi che versavano le più alte tasse alla Diocesi di Ottana.

Nei secoli seguenti restò relativamente isolata e non rilevò per i conquistatori che si succedettero nell'Isola (Pisani, Aragonesi e Spagnoli), se non per la pesante imposizione fiscale. Si noti infatti che forse la prima traccia scritta dell'esistenza della città si reperisce nel liber fondachi, un registro fiscale pisano sui possedimenti in Gallura e Baronia della metà del Trecento. Il villaggio cresce e nei registri Spagnoli si riporta negli atti del Viceré Gerolamo Piementel che "La encontrada de Nuero tiene 4 villas Y la primera Villa de Nuero 1434 Fuegos, Villa de Orgosolo 1162 fuegos, Villa de Loloy 83 fuegos, Villa de Locoy 54 fuegos".

Nel 600 si contavano 15 chiese urbane, 7 chiese periferiche e 9 chiese campestri. Non particolarmente ricca di risorse agricole e nella sua orografia accidentata che consentiva però l'alternativa della pastorizia, sviluppò modesti commerci e vi si sviluppò un rilevante banditismo che nel corso dei secoli assunse un condizione di ordinarietà, tanto da consentire lo sviluppo di un codice di tradizione orale costituente un ordinamento giuridico di fatto: il c.d. "codice barbaricino" [2]. La dominazione catalana prima e spagnola successivamente hanno contribuito in modo determinante all'elaborazione delle tradizioni religiose, dei manufatti artigianali e delle ricche vesti d'uso quotidiano, impreziositesi nei secoli, poi divenute "costumi" da indossare nelle sagre folkloristiche. Il 22 ottobre 1679 il Vescovo di Alghero Francesco Lopez de Urraca concedeva a Nicolau Ruju Manca la "permissione di poter fabbricare una chiesa in onore della Vergine delle Grazie di Nuoro". Comincia con quest'atto ufficiale la storia della chiesa delle Grazie, edificio che è da considerarsi tra i più rilevanti della città di Nuoro. L’antico rosone in trachite, incastonato nella facciata, si dice provenisse dalla antica chiesa di "Santu Milianu" andata ormai in rovina. Alla fine del 600 pestilenze e carestie, con una mortalità media del 60% della popolazione, si arresta lo sviluppo demografico e nel 1698 negli atti del Viceré De Solis Volderrabano si registrano 936 Hombres y 1168 Mujeres ma il paese di "Nuero" diventa il primo centro abitato delle zone vicine (Barbaja Ololay, Marquesado de Orani, Encontrada de Nuero) e versa al Regno di Spagna la più ingente quantità di tasse con 924,08 Libras.

[modifica] Il Regno di Sardegna

La cattedrale di Santa Maria della Neve
La cattedrale di Santa Maria della Neve

Più estesa e popolata dei paesi del circondario, Nuoro crebbe con la cessione della Sardegna ai Savoia.

In una bolla pontificia del 1779 si legge che "… Nuoro conta 589 famiglie e 2782 abitanti, vi sono 5 case di cavalieri e oltre 30 di gente civile e benestante, qualche laureato e otto notai…"

Divenne sede del Tribunale di Prefettura (1807), città nel 1836, e sede di Divisione Amministrativa e di Intendenza nel 1848 (praticamente una provincia, insieme a Cagliari e Sassari); poi l'ultimo titolo fu ridotto nel 1859 a quello di sottoprefettura. Si sviluppò perciò come centro amministrativo a partire dalla seconda metà dell'Ottocento, periodo in cui si aprì ad un rilevante insediamento di funzionari piemontesi del Regno di Sardegna e commercianti continentali. Così avrebbe in seguito descritto questo passaggio storico il Satta: "In breve, i nuoresi si trovarono amministrati, rappresentati dagli estranei, e in fondo non se ne dolsero. Era un fastidio in meno [3].

Il Regno di Sardegna in realtà non giunse in loco che dopo molti decenni dopo la sua istituzione (1720) e celebrò il suo centenario con una manovra legislativa di armonizzazione del sistema immobiliare che avrebbe creato disordini gravissimi. Con l'Editto delle Chiudende del 6 ottobre 1820, infatti, l'intera Barbagia fu messa sottosopra dall'appropriazione selvaggia di terreni sino ad allora adibiti ad uso comunitario (e giuridicamente anche ad uso civico) [4]. Si ebbero rivolte sanguinose, faide e numerosi omicidi in una sempre più grave serie di tragedie, tali da sconsigliare il Valery, che nel 1834 stava realizzando il suo "Voyage en Sardaigne", dall'approssimarsi a Nuoro, solo lambita nel suo articolatissimo itinerario; tragedie gravissime che sarebbero sfociate nei noti moti de "su Connottu" [5], quando al culmine della tensione il 26 aprile 1868 diverse centinaia di persone assaltarono i simboli del sempre più foresto potere savoiardo e diedero alle fiamme il palazzo del municipio, curando che la carta, strumento di sperequazione fra alfabetizzati e popolo, scomparisse insieme con il malefico potere che vi era impresso sopra [6].

Il banditismo, che dopo Su Connottu si pretese almeno in parte corroborato da sentimenti di ribellione all'invasore, ebbe una recrudescenza e lo stato rispose con l'invio di truppe di polizia, numerose quanto poco efficaci nel contrastare grassazioni e faide. Sul finire dell'Ottocento si fece più grave l'usura, i cui maggiori gestori erano dei "miserabili napoletani" [7] ed anche la Deledda ebbe a citarla in una delle sue opere. Una singolare e copiosa aneddotica del periodo si ricava da un romanzo scritto da un carabiniere continentale, paracadutato dalla Firenze-bene alle scabre montagne del circondario della città, del quale vale riportare un brano:

Collabora a Wikiquote « Nuoro: un brulichìo nerastro di villaggio steso fra le stoppie giallicce, in uno scenario fantastico di monti, dei pastori di vestiti pelli, delle vie di granito battute dal vento, delle campane martellanti un eterno tintinnìo di tarantella, la capitale del brigantaggio ci appare com un grosso e squallido borgo, dove il vescovo mitrato, il sottoprefetto e il comandante del presidio fanno l'effetto di una commenda sulla casacca di un villano. »
(Miles (Giulio Bechi), "Caccia grossa", 1900?)

Il romanzo riporta incidentalmente ma con buona fedeltà il nuovo ruolo di Nuoro sede del tribunale penale, cui si traducevano gli imputati di un vastissimo mandamento, comprendente moltissimi paesi ad altissimo tasso di criminalità. Il secolo si chiuse con una rilevante partecipazione dei nuoresi all'emigrazione verso il continente americano e le miniere del Nord-Europa; fra le cause non vi era solo la povertà ma spesso anche il desiderio di sottrarre le famiglie all'implacabilità della vendetta od a diverse rischiosità sempre di versante criminoso. Gli abitanti scesero a circa 7.000.

[modifica] Il Novecento

Con il Novecento il fermento culturale che avrebbe dato vita alla più importante avanguardia artistica sarda si giovò del notevole miglioramento dei trasporti per la comunicazione col Continente, ed anzi prese proprio questa a suo obiettivo; pian piano, si fecero conoscere oltremare le opere della Deledda, dei pittori, dei poeti. Nuoro divenne il centro culturale della Sardegna, lasciando alla sola Sassari un minimo spazio residuo che questa tentava di rimpinguare con il pubblico mecenatismo per attrarne i migliori esponenti. Con l'allargamento dei servizi e dei posti di lavoro amministrativi, iniziarono a trasferirsi a Nuoro molti abitanti dei paesi vicinanti e fra questi molti artisti.

Passate la guerra di Libia e la prima guerra mondiale con un elevato numero di caduti, si ebbero in città i primi sviluppi delle sinistre. Uno dei principali attivisti fu l'avvocato Salvatore Sini (noto "Badore"), originario di Sarule, più conosciuto come autore dei testi di "Non potho reposare", canzone in lingua sarda di grande successo nell'isola, ma in realtà impegnato in molte campagne fra le quali una per la fondazione di una lega fra le donne operaie.

Nel 1921 fu visitata da David Herbert Lawrence, anche se solo di passaggio e per una sola notte, e di questa fugacissima tappa nemmen troppo programmata, restano alcune interessanti pagine di "Mare e Sardegna" nelle quali descrisse una animatissima sagra in costume.

Avendo già assunto almeno moralmente questo ruolo, ed essendola in pratica già stata nel secolo precedente, Nuoro ri-divenne provincia durante il Fascismo, nel 1927 [8]. I rapporti del regime con la popolazione passarono attraverso la mediazione di alcuni artisti, i quali imposero il rispetto di forme culturali autoctone, nonostanze le politiche di unificazione nazionale. L'uso degli indumenti della tradizione fu tollerato e si giunse anzi ad avere diversi nuoresi in abiti sardi per le cerimonie del matrimonio di Umberto II. Notevole fu, tra gli artisti di punta, Remo Branca, preside del liceo ginnasio (suucceduto al padre di Indro Montanelli, che in questa città trascorse l'infanzia [9]) ed infaticabile animatore culturale.

Nel 1931 raggiunse i 9.300 abitanti, che nel 1936 celebrarono il premio Nobel conferito alla loro più illustre concittadina (ormai però trasferitasi a Roma per seguire il marito).

La città cominciò ad espandersi attorno ai quartieri originari, Santu Predu, dei pastori e dei proprietari terrieri e Seuna, dei contadini, dei braccianti e degli artigiani, e la via Majore (attuale Corso Garibaldi, tutt'ora la via "di passeggio"), dei signori.

Gli altri dieci rioni erano S'Ispina Santa (via Sassari), Irillai (via della Pietà), Santu Carulu (via Alberto Mario), Su Serbadore (via Malta), Corte 'e susu (via Poerio), Santa Ruche (via Farina), Sette Fochiles (via Lamarmora), Fossu Loroddu (Largo Nino di Gallura), Su Carmine (Piazza Marghinotti), Lolloveddu (via Guerrazzi). Vi è poi Lollove, frazione che dista circa 15 chilometri dal capoluogo, piccolo centro rurale che mantiene un aspetto quasi incontaminato rispetto alle origini.

La sua provincia è una delle meno popolose d'Europa, e raccoglie numerose bellezze paesaggistiche e naturali di grande rilievo, tra cui il Gennargentu ed il Golfo di Orosei, con un interesse particolare per le bellezze naturali che ci offre il tratto di costa della zona tra Cala Gonone e Baunei.

[modifica] Etimologia e pronunzia

Il nome deriva dal nuorese "Nùgoro" [10]; si è sostenuto dallo Spano (1872) che questa a sua volta provenisse da una non precisata radice nur o ur con significato "casa" o "luce" o "fuoco", quest'ultima intesa come "focolare domestico" [11], stante il radicamento dell'uso fiscale del termine, ma questa interpretazione è stata oggetto di rilevanti contestazioni di altri linguisti.

La radice ha comunque secondo la maggior parte degli studiosi origine "prelatina, protosarda, non chiarita" [12].

A partire dall'XI secolo si rileva il tipo toponimico nugor.

È frequente l'errata pronuncia del nome di questa città. Derivando da tre sillabe (Nù-go-ro), la pronuncia corretta mantiene l'accento iniziale sulla "u". come in Nùoro, e non Nuòro, benché secondo alcuni studiosi quest'ultima potrebbe essere utilizzata come forma meno corretta [13].

Il dialetto nuorese ("Su nugoresu") è considerato centrale, sia per ragioni storiche che per numero di parlanti, nella lingua sarda logudorese, ed insieme a quelli di alcuni paesi circonvicini, ne è fra le evidenze più pure e consolidate. Il dialetto sardo originale, il più vecchio, si può originare a Nuoro e nei paesi dei dintorni.

[modifica] Clima

Nuoro gode, come quasi tutti i comuni della Sardegna, di un clima mediterraneo temperato, con estati moderatamente calde e inverni freschi, solo raramente gelidi.

Tuttavia la quota sul livello del mare e la particolare posizione della città favoriscono dei repentini cali di temperatura in occasione di ondate fredde da nord, soprattutto da nord/est. Al contrario, il capoluogo nuorese subisce moltissimo anche il caldo scirocco, che arriva dalla valle di Dorgali e spesso genera delle piogge molto intense.

Vista di Nuoro
Vista di Nuoro

La temperatura media annua varia tra i 13 e i 15°C, a seconda delle annate (Media 2004: +13.09°C / Media 2005: +13.07°C / Media 2006: +14.30°C) e dei quartieri, avendo la città una discreta estensione ed un dislivello massimo di 275 m tra il punto più alto e quello più basso.

In inverno sono numerose le gelate (20 nel 2004) e in estate sono abbastanza rari i giorni con temperature superiori ai 35°C (neanche uno nel 2004), anche grazie al fatto che la brezza marina spesso riesce a giungere in città e mitiga di qualche grado la temperatura. Nel decennio 1996-2006 la temperatura più bassa registrata a Nuoro è stata di -10,5°C il 31 gennaio 1999, proprio in occasione di un'ondata fredda da N/E, con 40 cm di neve cumulati in circa 15 ore. Dal 2001 in poi invece non si sono superati i 38.1°C (ovviamente i dati sono riferiti ad una precisa area della città, quella dove c'è il Quadrivio).

La neve in genere fa la sua comparsa in città tutti gli anni, e presenta una media trentennale di circa 20/25 cm annui (20 cm nel 2004). Nel dicembre 2007 c'è stata però una nevicata paragonabile solo a quella "storica" del 1956. Per tre giorni le scuole sono rimaste chiuse e la circolazione è rimasta anche dopo talvolta problematica, causa i rami spezzati degli alberi che occupavano la strada.. I fuochi più frequentati sono solitamente quelli dei quartieri del centro storico, come quello di Santu Predu o quello della cattedrale.

[modifica] Cultura

La città ha avuto, a cavallo tra il XIX ed il XX secolo, un forte fermento culturale, da cui l'appellativo di "Atene Sarda".

Ha tra l'altro dato i natali a Grazia Deledda, scrittrice, vincitrice del premio Nobel per la Letteratura nel 1926, ed a Salvatore Satta, grande giurista e scrittore, autore del capolavoro Il Giorno del Giudizio. Questo libro è forse una delle testimonianze più profonde e delle descrizioni più intime della città e dei suoi abitanti, dei quali ritrae le famiglie più note nel primo Novecento sotto una labillima copertura di nomi fittizi ma non troppo, simili ma non coincidenti, fedeli al vero nella narrazione come i veri personaggi furono fedeli al connotato medio del nuorese secocondo questa visione.

Altre importanti personalità artistiche nate a Nuoro sono il poeta Sebastiano Satta (1867-1914); lo scultore Francesco Ciusa (1883-1949), vincitore del premio per la scultura alla Biennale di Venezia nel 1907; il pittore Giovanni Ciusa Romagna (1907-1958).

Nùoro è sede dal 1989 del Seminario di studi sulla musica Jazz Nuoro Jazz diretto dal trombettista Paolo Fresu ed organizzato dall'Ente Musicale di Nuoro. Il Seminario si tiene tutti gli anni fra l'ultima settimana di agosto e la prima di settembre.

Riveste enorme importanza, sia per l'attaccamento e devozione dei nuoresi sia come attrattiva turistica, la Sagra del Redentore che dura circa una settimana, all'interno della quale vi è anche la sfilata dei costumi della Sardegna. La sagra ha termine con la funzione religiosa che ha sede ai piedi della statua del redentore il 29 di Agosto di ogni anno.

[modifica] Il Comune

[modifica] Giunta Comunale

Cognome e Nome Delega o Assessorato
Demuru Zidda Mario Sindaco
Carboni Ivo Vice Sindaco - Qualità Urbana Reti Tecnologiche e Mobilità
Meloni Bonaventura Lavori Pubblici e Politiche per la casa
Marteddu Piero Mario Affari Generali e Personale
Cottu Paolo Urbanistica Programmazione e Assetto del Territorio
Angioi Gianni Bilancio, Patrimonio e Tributi
Pintori Teresa Ambiente Energia e Parchi
Corvetto Agostino Politiche giovanili Sport Turismo e Tempo libero
Pintori Giuseppe (noto Graziano) Servizi Sociali e Diritti di cittadinanza
Mercurio Antonello Attività Produttive


[modifica] Monumenti e principali luoghi d'interesse

[modifica] Chiese

  • Cattedrale di Santa Maria della Neve, del XIX secolo, in stile neoclassico.
  • Chiesa della Madonna delle Grazie
  • Chiesa di San Giuseppe
  • Chiesa di San Francesco
  • Chiesa di San Paolo
  • Chiesa del Sacro Cuore di Gesù
  • Chiesa del Rosario
  • Chiesa di San Carlo (Santu Carolu)
  • Chiesa dei Salesiani di Don Bosco

La semplice chiesetta, un oratorio in realtà, era frequentata dallo scultore Francesco Ciusa, la cui casa natale, oggi purtroppo in rovina, si trova proprio di fronte. All'interno del tempio si trova la tomba dell'artista, sopra la quale è collocata una delle copie della famosa scultura La madre dell'ucciso, opera con la quale Ciusa vinse la Biennale di Venezia nel 1907.

  • Chiesa della Madonna della Solitudine

La chiesetta, cara al premio Nobel Grazia Deledda, che la cita nelle sue opere, si trova sulla strada che conduce al Monte Ortobene, immersa nel verde. Di origine seicentesca, è stata ampiamente rimaneggiata; ospita la tomba della Deledda.

  • Chiesa di Santa Maria di Valverde
  • Chiesa della Madonna del Monte

Risale circa al 1600 è situata nel parco del Monte Ortobene a circa 900 metri d'altitudine.

[modifica] Monumenti

  • Statua del Redentore, eretta nel 1901 (sul Monte Ortobene)
  • Madre dell'ucciso (Francesco Ciusa Romagna)
  • Piazza Sebastiano Satta (opere di Costantino Nivola 1911-1988)

[modifica] Musei

[modifica] Shopping e cinema/teatri

  • La città di Nuoro è dotata di un centro commerciale tra i più grandi della Sardegna; si trova nella zona industriale di Pratosardo.
  • Il Teatro Eliseo, da poco ristrutturato: spettacoli di teatro, ma anche a proiezioni di film. Vi è anche il cine-teatro dell' oratorio "Le Grazie" . Al secondo piano della struttura del Centro Commerciale, inoltre, si può trovare il "Multiplex Prato" un multisala da sei sale; le sale possono contenere complessivamente 1350 persone.

[modifica] Trasporti

[modifica] Trasporti pubblici

Nuoro dispone di un sistema di trasporto pubblico, gestito dall'ATP Nuoro. L'autobus a Nuoro viene comunemente chiamato Postalino.

[modifica] Trasporti su gomma

La SS 131 dcn è la superstrada che collega Nuoro con Olbia e Cagliari.

[modifica] Trasporti ferroviari

Nuoro è capolinea della ferrovia FdS per Macomer, che collega il capoluogo con i paesi del Marghine e con l'altro capolinea di Macomer

[modifica] Sport

  • La squadra di calcio della città è la Nuorese Calcio che, nel campionato di serie C2 2006/07 ha disputato, per la prima volta nella sua storia, i play-off promozione per la serie C1, uscendo sconfitta in semifinale contro il Pergocrema.
  • Squadre di calcio giovanili: Atletico Nuoro, Puri e Forti , Sadosan, Sales, Santu Predu.
  • Sono presenti in città tre squadre di pallavolo che militano in serie D: Ambra Costruzioni (maschile/femminile), Libertas Nuoro (femminile) e Pvn Nuoro (femminile). Altre squadre di campionato inferiore sono la Pgs Volley, Gennargentu.
  • Altro sport molto seguito a Nuoro è il Sollevamento Pesi, che ha nell' Olimpic Club Nuoro la società di maggior prestigio. Proprio dal sollevamento Pesi arrivò una delle poche medaglie olimpiche sarde ad opera di Sebastiano Mannironi, il quale conquistò un fantastico Bronzo alle Olimpiadi di Roma 1960.

La figura di spicco della pesistica Nuorese è sicuramente Leonardo Masu; da tutti meglio conosciuto come "Nardino" ha ottenuto negli anni risultati prestigiosi sia come atleta (partecipò alle olimpiadi di Roma 60') sia come allenatore (ha allenato per diversi anni la nazionale italiana). Negli ultimi anni fondamentale è stata l'opera di un allievo di Nardino, Andrea Conchedda che nonostante le innumerevoli difficoltà legate alle condizioni logistiche del sollevamento pesi nuorese ha saputo dare a tutto il movimento cittadino quella continuita di risultati fondamentale per far si che non vada sprecata una delle realtà sportive più importanti della città. Gli anni 2000 sono stati densi di successi per gli atleti si Masu e Conchedda; Alessandro Mossoni, Francesco Capra, Filippo Soma, Antonio Belloi, Adriano Ruiu sono solo alcuni nomi che hanno portato l'Olimpic Club verso risultati prestigiosi fino alla vittoria nel 2001 dei Campionati Italiani Juniores per società.

(*Altre attività sportive presenti in città: atletica leggera (Circolo Sportivo Atletica Amatori Nuoro), nella pallacanestro si può trovare la Lokomotiv (femminile) che milita in serie B2 e la Pallacanestro Nuoro (maschile) in serie C2 e la Ichnos Basket in serie D, la pallamano HC Seat Nuova Man Nuoro che milita in A1 con ottimi risultati disputando per la prima volta la competizione europea, la squadra Nuoro Softball che milita nella serie A1, nuoto e pallanuoto rappresentati dalla Rari Nantes Acquatica, bocce,nel rugby è presente un sodalizio che partecipa al campionato di serie c, la Nuororugby.

[modifica] Cittadini illustri

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Curiosità

[modifica] Istruzione

[modifica] Note

  1. ^ Citata nel libro a cura di Dolores Turchi. Tradizioni popolari di Sardegna. , Newton Compton Editori, 1995. ISBN 88-7983-934-9, pp. 65-66
  2. ^ Si veda in proposito Antonio Pigliaru, "Il banditismo in Sardegna, La vendetta barbaricina".
  3. ^ Salvatore Satta, "Il giorno del giudizio".
  4. ^ In realtà non si trattava del primo tentativo di normazione di questo indirizzo, e già erano stati emanati provvedimenti nel 1771 e nel 1806, ma quello del 1820 fu sicuramente il più foriero di effetti sociali ed economici.
  5. ^ "Su Connottu" è una porzione dello slogan "Torramus a su connottu", "torniamo al conosciuto", alla tradizione, agli usi tramandati di generazione in generazione, cioè alla situazione precedente l'editto.
  6. ^ Con questi ed altri anche assai più partecipati termini viene descritta da storici e politici e letterati e poeti isolani la rivolta, considerata dalla maggior parte di essi come la suprema reazione popolare al soffocamento del sistema sociale tradizionale autoctono, stravolto dalla cancellazione di quell'equilibrio millenario raggiunto attraverso l'uso dei terreni alternato in "bidatzone" e "paberile", ma soprattutto dalla recinzione delle terre.
  7. ^ Tale è la menzione in diverse fonti tra cui il Satta, op. cit.
  8. ^ Nel 1913 era stata pressantemente richiesta l'istituzione della provincia, ma non era stata concessa.
  9. ^ Ne ricordò il passaggio in "Tagli su misura", Milano 1960, ed in alcune interviste, in una delle quali raccontò della "ordinarietà" del banditismo isolano: ""Mio padre e mia madre mi lasciavano vivere – a Nuoro, cioè nell'epicentro del banditismo – in piena libertà scavallando alla ricerca di nidi di merli sulle falde dell'Orthobene...".
  10. ^ DETI 370
  11. ^ Segue questa interpretazione "Pitzinnu de Nugoro eris" ("Il bambino di Nuoro ieri") a cura di Tina Falchi Marras e degli alunni della seconda D della scuola media N. 3 di Nuoro: "NUGORO da una rad. nugor -- fuoco dimora"
  12. ^ Così Massimo Pittau, 1987, che però nel 1958 (Studi sardi di linguistica e storia) aveva sostenuto potesse trattarsi di derivazione dal latino nux, noce.
  13. ^ Enciclopedia internazionale Grolier.

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