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Arcugnano - Wikipedia

Arcugnano

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Arcugnano
[[Immagine:{{{panorama}}}|300px|Panorama di Arcugnano]]
Nome ufficiale: {{{nomeUfficiale}}}
Stato: bandiera Italia
Regione: Veneto
Provincia: stemma Vicenza
Coordinate: 45°30′N 11°32′E / 45.5, 11.53333
Altitudine: 150-160 m s.l.m.
Superficie: 41 km²
Abitanti:
7.768 28 febbraio 2007
Densità: 189 ab./km²
Frazioni: Fimon, Lago di Fimon, Lapio, Perarolo dei Berici, Pianezze del Lago, Sant'Agostino-Nogarazza, Torri di Arcugnano (sede comunale), Villabalzana 
Comuni contigui: Altavilla Vicentina, Barbarano Vicentino, Brendola, Castegnero, Longare, Mossano, Nanto, Vicenza, Zovencedo
CAP: 36057
Pref. tel: 0444
Codice ISTAT: 024006
Codice catasto: A377 
Nome abitanti: arcugnanesi 
Santo patrono: Santa Giustina 
Giorno festivo:  
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Arcugnano è un comune di 7.768 abitanti[1] della provincia di Vicenza, e si estende su un territorio collinare e vallivo facente parte del comprensorio dei Colli Berici. Le vicende storiche seguono i fatti di Vicenza dalla quale è sempre dipeso il territorio, non soltanto economicamente.

Indice

[modifica] Natura

Il territorio collinare è scarso di fonti risorgive, mentre le valli che si aprono a nord sono soggette ad alluvioni nelle stagioni fredde. Di un grande lago che copriva le valli di Fimon, chiamato lago di Lòngara, almeno fino alla prima metà del quattrocento è rimasto un piccolo specchio d'acqua il lago di Fimon per l'appunto, oggi al centro di vari progetti discordanti sul suo futuro, dopo innumerevoli manomissioni, anche recenti, che ne hanno peggiorato l'esistenza.

[modifica] Economia

L'economia è sempre stata nella stragrande maggioranza agricola: il vitigno, il più raro ulivo, gli alberi da frutto, sono stati alla base della sussistenza delle popolazioni di collina; per i valligiani invece l'agricoltura e la pesca hanno fatto la differenza. La fine dello sfruttamento della cavatura della torba e del legname: attività che hanno caratterizzato la faccia del territorio fino agli anni dell'industrializzazione massiccia, hanno ridato un volto verde e lussureggiante a queste colline dolci e a forma allungata con pianori d'altura disegnati da radure coltivate. Oggi il turismo è poco sviluppato all'infuori della gita domenicale al lago e al turismo alimentare in virtù dei numerosi ristoranti e trattorie presenti.

[modifica] Storia

Le testimonianze di presenza umana nel territorio risalgono alla preistoria infatti i ritrovamenti di palafitte e canoe sono a tutt'oggi conservati nel museo archeologico di Vicenza e rapportano la vita legata alla presenza di un grande lago chiamato lago di Lòngara ritiratosi, per motivi diversi già alla fine del Quattrocento.

[modifica] Bibliografia storica su Arcugnano

  • Associazione Biblioteca di Arcugnano, Camminare ad Arcugnano, Biblioteca di Arcugnano, Arcugnano 1997.
  • Dal Lago Reginaldo, Illi de Ladapio, s.n., Arcugnano 1995.
  • Dal Lago Reginaldo, Planecie a Lacu, Parrocchia di Pianezze, Arcugnano 1995
  • Dal Lago Reginaldo, Villabalzana, Parrocchia di Villabalzana, Arcugnano 2003.

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Vittorio Zolla (lista civica) dal 14/06/2004
Centralino del comune: 0444 530622
Email del comune: info@comune.arcugnano.vi.it

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Arte e Architettura

[modifica] Romanità

Non ci sono testimonianze artistiche importanti nell'epoca della romanità e del tardo impero.

[modifica] Alto medioevo

[modifica] Architettura

Torre pentagonale
Torre pentagonale
  • Torre pentagonale del X secolo, a pianta irregolare; dà il nome alla contrada di Torri di Arcugnano; secondo alcune testimonianze del Seicento (Filippo Pigafetta) e primi dell'Ottocento (Gaetano Maccà) dovevano esistere due torri di controllo e avvistamento, affiancate nelle due quote del monte Crocetta che domina la Val di Burra e la Valle della Fontega sedi del grande lago di Lòngara, ipotesi avvalorata anche da antiche mappe che rappresentano, in loco, due torri. Lo stile è grezzo: il basamento è a blocchi di pietra lavorata a cubo verso il vertice la costruzione è a materiale misto oltre alla pietra troviamo il laterizio intervallati a fila orizzontali. Recentemente è stata posta una croce il ferro sulla sommità del manufatto. La situazione conservativa è grave e bisognosa di restauro conservativo. Sito: monte Crocetta, Arcugnano capoluogo - Torri di Arcugnano.

[modifica] Il Trecento e Quattrocento

[modifica] Architettura

  • Chiesa di Santa Margherita dei Berici del XIV secolo, situata lungo la Dorsale dei Berici si affaccia sulla Valle della Fontega, è una costruzione di piccole dimensioni ad una navata absidata con struttura a capanna, sulla facciata un piccolo occhio a mo' di rosone sovrasta l'entrata principale. Sito:Villa Margherita, Arcugnano capoluogo.
  • Villa Anti del XV secolo, in stile tardogotico è situata sul un dolce declivio in vista dell'Abbazia di Sant'Agostino, presenta dalla strada una barchessa del XVII secolo (ricovero di bestiame e attrezzi da lavoro agricolo) con un grande arco a tutto sesto. Sito: strada Breganzola, Arcugnano capoluogo - Sant'Agostino.

[modifica] Pittura

  • Ciclo di affreschi del XV secolo, nella chiesa di Santa Margherita dei Berici attribuiti a Battista da Vicenza con influenze tardogotiche, rappresentano I dodici apostoli dipinti nel catino absidale, con gli attributi iconografici per aiutarne l'identificazione; al centro, all'interno di una cornice a mandorla, si nota un Cristo Pantocratore, ai lati i smboli zoomorfici degli evangelisti. Sulla parete verticale che inscrive l'arco absidale vi è una Annunciazione e, in un piccolo tondo sopra la chiave di volta, è raffigurato il Padre Eterno; a fianco dell'entrata laterale risulta difficile la lettura di un'altra figura di vescovo, la direzione verso la valle di Sant'Agostino farebbe pensare alla rappresentazione di quest'ultimo. La composizione ricorda vagamente la stasi della pittura bizantina, anche se si sentono le influenza dei giotteschi. Lo stato odierno delle pitture è pessimo. Sito: Villa Margherita, Arcugnano capoluogo .

[modifica] Scultura

  • Cristo Patiens del XV secolo circa, a bassorilievo di anonimo in pietra scura di Nanto, conservata nell'area presbiterale a destra dell'altare maggiore della Chiesa parrocchiale di Santa Giustina ad Arcugnano. Presenta un Cristo flagellato, già coronato di spine che emerge col busto da una cornice, e affiancato da due cherubini, le braccia conserte in prossimità dei polsi incrociati sull'addome, la figura è racchiusa nella concavità di una conchiglia; incornicia la dolente figura un arco decorato nella cornice con semplici motivi modulari, le lesene all'interno sono ornate a motivi fitomorfici, in basso al centro un pertugio quadrangolare indica il tabernacolo. Sito: Arcugnano capoluogo.

[modifica] Il Cinquecento

[modifica] Architettura

Chiesa di Santa Maria della Neve e di San Rocco
Chiesa di Santa Maria della Neve e di San Rocco
  • Chiesa di Santa Maria della Neve e di San Rocco del XVI secolo. Le forme esterne della chiesa odierna sono principalmente cinquecentesca. Ma il sacello è già esistente, secondo documenti, alla fine del Duecento. Dapprima dedicata alla Madonna della Neve (documenti del 1418-1443), e dopo la peste "manzoniana" del 1630, fu ridedicata a San Rocco, al quale va la devozione delle vittime delle epidemie. La chiesa è attorniata da un recinto in muratura, comprendente l'antico cimitero, e dominata da un piccolo campanile intradosso. Sito: Villa di Fimon .

[modifica] Il Seicento

[modifica] Architettura

  • Oratorio della Madonna della Pace, datata 1700, semplice cappella dalla facciata vagamente verticalizzante coronata da un frontone triangolare, nel quale è inscritto un fregio che raffigura una stella a otto punte, e da tre statue, una breve scalinata conduce alla porta d'ingresso incorniciata ad architrave, l'abside è a pianta semicircolare. Sito: Pilla, Arcugnano capoluogo.
    • Villa Bornigni, Monza, Vidi, Todescan, Gozzi, della metà del Seicento, il corpo centrale della villa presenta al pian terreno tre arcate cromaticamente accese dal cotto, sostenute da pilastri a bugnato; resa ben più esile è la loggia balaustrata soprastante, divisa in tre luci da colonne tuscaniche a fusto liscio. Costruita su un preesistente edificio del Quattrocento. Adibita ad abitazione privata. Sito: Pilla, Arcugnano capoluogo.
    • 'Villa Colonnese, detta Villa Amelia, rimaneggiamenti del 1681 e del 1803, su una base del Cinquecento. Oggi in fase di riqualificazione secondo un progetto dell'architetto portoghese Alvaro Siza, dopo numerose manomissioni e ampliamenti anche pesanti che l'avevano strasformata in convento di clausura dal 1961. Sito: Villa Amelia, Arcugnano capoluogo.

[modifica] Il Settecento

[modifica] Architettura

  • Oratorio della Sacra Famiglia del 1752, presso Villa Calvi, in sobrio stile rococò, dalle forme lineari e fortemente geometriche, presenta nella facciata un timpano nel quale è inscritto un fregio ellittico decorato da cornici auricolari; al centro è posta una finestra dalla cornice mistilinea, fortemente anticlassica, che sovrasta un portale elegante dal timpano spezzato, che inscrive una decorazione a conchiglia lapidea a rilievo. L'interno è compromesso dal crollo del soffitto, nella parete opposta alla facciata è un altare tardobarocco. Lo stato del manufatto è gravissimo. Sito: Valle dei Calvi, Arcugnano capoluogo.
  • Oratorio di San Gaetano del 1790, presso la Contrada Sacco, in stile neoclassico accorpato ad un altro edificio, e con il piano rialzato adibito ad attico. resta soltanto le mura perimetrali e la facciata esterna, poiché oggi è la portineria di un albergo. Sito: Via Sacco, Arcugnano capoluogo.
  • Oratorio di San Pietro del 1706, presso la Contrada Zanchi, piccolo gioiello barocco, nella accezione classicheggiante vicentina, l'aula è quadrangolare, decorata da numerose stature in pietra di Vicenza o dei Berici. La facciata presenta un timpano mistilineo arrotondato e appiattito nel vertice, coronato da tre statue poste simmetricamente, al centro della parete si apre un rosone trilobato che richiama il trifoglio, che lascia intravedere all'interno un gruppo scultoreo chiamato il "Presepe" (vedi sotto "scultura"). Il portale è sormontato da un timpano ad arco spezzato, al centro del quale vi è un gruppo scultoreo. Bisognoso di restaturo. Sito: Contrada Zanchi, Arcugnano capoluogo.
  • Oratorio di Santa Teresa di Gesù del 1772, presso Villa Vegre, la piccola cappella presenta una struttura timpanata lineare; ai lati sostengono il timpano della facciata due lesene, al centro è una finestra quadrangolare, anche il portale è timpanato. Lo stato di conservazione è buono. Sito: Contrada Vegre, Arcugnano capoluogo.
  • Villa Calvi del 1720 circa, villa rurale settecentesca dalla facciata tripartita, il blocco centrale diviso da sette intercolumni. Presenta all'interno stanze affrescate in stile arcadico con temi pittoreschi della rovina e del paesaggio selvaggio, cupo. Oggi gravemente compromessa. Sito: Valle dei Calvi, Arcugnano capoluogo.

[modifica] Scultura

  • Presepe del 1706 opera a tuttotondo di Giacomo Cassetti, presso l'Oratorio di San Pietro, la composizione si staglia sulle quinte teatrali date dalla posizione rialzata, nella controfacciata nello spazio del rosone trilobato. Al centro la madonna orante genuflessa guarda Gesù deposto sulla magiatoia, alla sinistra è seduto San Giuseppe, mentre quattro pastori dietro Maria contemplano il bambino, sulla destra della composizione altri due pastori, il bue e l'asino; tre putti volteggiano sul gruppo incorniciato da una lunetta. L'Oratorio contiene altre statue della bottega del Cassetti, allegorie delle virtù teologali e figure di santi, nonché il busto del committente che osserva dalla controfacciata del manufatto l'aula. Sulla facciata esterna sul timpano sopra la porte campeggia la statua dell'Arcangelo Michele che infilza un demone, ai lati vi sono due angioli adagiati michelangiolescamente sulla curvatura del timpano. Sito: Contrada Zanchi, Arcugnano capoluogo.

[modifica] L'Ottocento

[modifica] Architettura

  • Chiesa parrocchiale di Santa Giustina di Arcugnano 1826, a partire dal 1824 avviene la ristrutturazione dell'antica chiesa del capoluogo, viene ingrandita per soccorrere l'accrescimento della comunità. Le forme sono neoclassiche; la facciata è di composizione lineare ed essenziale: un grande timpano con decorazione dentata aggettante sostiene ai vertici tre statue; sotto il timpano quattro lesene accoppiate, in stile ionico baroccheggiante, sono collegate da due festoni di frutta in pietra ad altorilievo, dividono la facciata in tre campi verticali, al centro posto sopra il portale timpanato c'è un tondo a mo' di rosone cieco; sotto entrambi i festoni sono due spazi decorativi rettangolari ciechi dalla cornice liscia, ove al posto degli angoli vi sono delle convessità dal sapore rococò; sottostanti altre due spazi incorniciati rettangolari di diverse misure. L'interno è a navata unica rettangolare, l'abside è a pianta mistilinea trapezoidale, la cupola absidale, a sesto ribassato, è invisibile dall'esterno, tre gli altari barocchi decorati a tarsia di marmo. Il sagrato della chiesa è sopraelevato rispetto la strada e si ascende per mezzo di una gradinata. Restaurata nel 2001. Sito: Arcugnano capoluogo.
  • Campanile di Arcugnano 1845, iniziato nel 1838 è alto 45 metri, presenta una base a prisma di piramide, il fusto è a sezione quadrangolare, sormontato da una cella campanaria a quattro luci ad arco, decorato ad ogni angolo dal lesene ioniche; il vertice è coronato da una guglia che sormonta una "cupola a cipolla" in stile alpino, sostenuta da un tamburo ottagonale con feritoie aperte quadrangolari, culmina con una croce in metallo con banderuola che riporta l'acronimo IHS. Restaurato nel 2005. Sito: Arcugnano capoluogo.
Villa Montanari
Villa Montanari
  • Villa Montanari 1806 circa - 1857Dal punto di vista architettonico ci troviamo dinanzi ad un neoclassicismo ottocentesco, che risente influenze neopalladiane, frequenti in opere di architetti settecenteschi veneti e soprattutto vicentini, che si riprendono nella struttura simmetrica e nei materiali economici (laterizio e pietra di Vicenza intonacati). Il corpo centrale presenta, al piano nobile, tre finestre balaustrate intervallate da due lesene ioniche, alle estremità del corpo medesimo le troviamo accoppiate. Nelle ali il ritmo che contraddistingue la facciata è mantenuto dallo stesso numero di finestre per porzione, sormontate da timpani ad arco o triangolari che vengono intervallati, citando ad esempio le opere michelangiolesche del palazzo del Campidoglio a Roma. All'interno, al piano terra si è accolti da un ampio atrio affrescato a monocromi e da possenti colonne di mattoni intonacate, i pavimenti sono a tarsia. Nell'ampio cortile antistante si trovavano, come testimoniano carte topografiche dell'epoca napoleonica (1806), altri edifici, sull'architrave è impressa una data "MDCCCLVII" (1857), e il restauro del manufatto ad opera del proprietario Teofilo Montanari.

[modifica] Il Novecento

[modifica] Architettura

  • Torre campanaria di Perarolo 1911, in stile neogotico di Vittorio Barichella, pianta ottagonale. Colpito da un fulmine agli inizi degli anni Ottanta del Novecento è stato ricostruito nelle forme precendenti. Sito: Perarolo dei Berici.

L'arte è presente nella tradizione della Villa veneta e nell'arte ecclesiastica. Seicento si hanno le costruzioni di alcune ville tra le quali Villa Colonnese detta Villa Amelia, mentre del Settecento è l'importante Villa Pasini Canera di Salasco del palladianista Ottavio Bertotti Scamozzi.

[modifica] Letteratura

  • Il Cinquecento:
    • Nella letteratura Arcugnano è presente ne "La tubbia del Menon" ("La trebbia di Menon", quest'ultimo citato anche da Tassoni, come vedremo), è un componimento in lingua pavana la lingua di Ruzante, della metà del Cinquecento, il testo è comico, libertino e parodistico, di ambientazione bucolica e vagamente arcadica (prima della nascita dell'Accademia dell'Arcadia ufficiale), nel quale viene magnificata la bella Tietta abitante di Sacco, contrada di Arcugnano capoluogo, teatro delle vicende e degli struggimenti amorosi di Menon; l'opera fu celebre in tutto lo Stato veneto.


  • Il Seicento:

XXXVII

Valmarana, Arcugnan, Pilla e Fimone,

Sacco e Spianzana guida; ove le chiome

de la Betia cantò su 'l Bachiglione

Begotto e 'l volto e l'acerbette pome,

e dove la sampogna di Menone

fe' risonar de la Tietta il nome;

e Montecchio e la Gualda, Olmo e Cornetto,

e trenta ville e più di quel distretto.

["La secchia rapita", Canto ottavo, stanza 37]


  • L'Ottocento:
    • Tra gli ultimi letterati a definire i luoghi di Arcugnano fu il poeta vicentino Giacomo Zanella, con una poesia "Un mattino d'inverno sui colli Berici" (1871) descrive il poggio di Villa Margherita e il sottostante, oggi prosciugato, piccolo laghetto della Fontega.

[modifica] Toponomastica

Il nome Arcugnano è di derivazione toponomastica romana antica; l'ipotesi più accreditata dà la derivazione nominale ad un fondo collinare a solatìo per coltivazioni a vitigno: dal quale si può ipotizzare il nome del proprietario, "Arquiniano", più in genrale si può parlare di un Fundus Arquinianus, da cui il nome odierno.

Il vasto territorio di Arcugnano comprende contrade, ivi disseminate, che hanno dignità di frazione anche se non possiedono il simbolo socio-religioso dato dalla parrocchiale; vale la pena segnalarle: nel territorio del capoluogo nella zona di collina troviamo a partire da nord: Costacolonna detta anche Tormenello; lungo la Dorsale dei Berici la zona Santa Margherita dei Berici o Villa Margherita attorno al castello Rambaldi Calvi e all'antica chiesa di Santa Margherita; è verso il paese la zona Villa Amelia, con la vista sulla sottostante Valle della Fontega, si arriva quindi alla Crosara Bassa dominata dalla bellissima Villa Pasini sullo sbocco della via breganzola detta anche strada di Anti, per la presenza della quattrocentesca Villa Anti; lungo la Dorsale si arriva all'abitato di Villa di Arcugnano attorno all'ottocentesca Villa Montanari, un bivio porta alla contrada Sacco e alla Chiesa di Arcugnano, un sentiero, allora strada importante di comunicazione collega la Chiesa con Sacco sulla sommità del monte Cucco; oltre la chiesa di Arcugnano si arriva alla contrade della Crosara Alta e dei Paoloni. La Valle dei Vicari è un piano incastonato tra il colle di Villa di Arcugnano e il colle Bollon, sulla testata della valle (tipica di origine carsica detta a reculée, per le frane provocate dalle gallerie scavate dall'azione idrica, che dà vita alla valle stessa) è situata la contrada Chiesa di Arcugnano il cuore simbolico del capoluogo; il nome di questa valle è data dalla possessione dell'Abbazia di Sant'Agostino, poco distante dal sito, ma già in territorio comunale di Vicenza. La parte di Sant'Agostino in territorio comunale arcugnanese è chiamata Nogarazza dalla presenza di un grande albero noce (in dialetto nogàra, qui declinato al dispregiativo che ne indica però la mole), l'abitato (piuttosto recente) si situa al termine della via Pilla, già sede di un comune d'età napoleonica (Villa Gozzi): questa strada congiunge la valle alla Chiesa di Arcugnano. In un'altra valle di Sant'Agostino troviamo Valle dei Calvi oggi luogo in forte degrado, che comprende una villa settecentesca (Villa Calvi) caratterizzata da un ampio loggiato ad architravi oggi deturpato da uno sciagurato rimaneggiamento, la cappella gentilizia , poco distante, intitolata alla Sacra Famiglia, versa in una situazione disperata. Nella Valle della Fontega, sede di un laghetto fino all'estrema bonifica del 1939 ricordo del più grande lago ormai prosciugato, si allunga la contrada del Tormeno sorta di dogana del comune di Arcugnano, il caseggiato si snoda anche sotto il comune di Vicenza. In altura troviamo la zona chiamata Spianzana lungo la Dorsale dei Berici il nome forse di origine romana, ed è legato alla proprietà terriera, ad un fondo a solatio; collaterale alla Spianzanza è l'ultima condrada di Arcugnano capoluogo, intitolata alla famiglia Zanchi, dominata dal prezioso sacello settecentesco intitolato a San Pietro, ospita delle statue in pietra calcarea dei Berici, o pietra di Vicenza, tra le quali il gruppo che raffigura la Natività, conosciuto dai paesani come il Presepio. Perarolo dei Berici è una frazione che sorge su un importante bivio della Dorsale berica, la strada si divide portando al sito fortificato di Brendola, o alla piazza agricola di Barbarano Vicentino; l'abitato è caratterizzato dal campanile neogotico dell'architetto Vittorio Barichella, il nome è oscuro pare che si riferisca a pietre rotolanti nei cosiddetti scaranti, torrenti, che dal monte scendono nelle valli circostanti. Salendo verso Zovencedo (a Sud)si arriva a San Gottardo santo nordico che ricorda che i colli furono colonizzati da tedeschi maestri d'ascia, come fu per l'Altopiano di Asiago chiamati gergalmente cimbri in realtà in maggioranza bavaresi. Scendendo la strada vicinale delle Gasparasse si arriva all'antico sito, sorta di pianoro, chiamato Villa di Fimon alle pendici del Monte Castellaro, al centro dell'abitato troviamo la piccola chiesa dedicata a San Rocco, santo protettore delle epidemie, e la grande fontana lavatoio, oggi ristrutturata. Da questo sito si arriva alla frazione di Fimon nome che non è stato italianizzato, l'origine del toponimo è data dalla presenza dell'antico lago che visto dall'alto sembrava un grande fiume (fiumone), la chiesa posta in un luogo rialzato è scenografica, dall'abitato si snoda la gola detta valle dei molini, orrido, ricco di cascine a con mulino ad acqua l'ultimo smise di funzionare negli anni ottanta del Novencento. Lungo la valle di Fimon troviamo i siti chiamati Covolo, ossia ghiacciaia, catino sotterraneo a bacìo dove veniva conservata la neve che serviva a ghiaccio per i mesi caldi. Valdemarca, alle pendici di Lapio, luogo che ha dato vita ad un cognome autoctono, e sotto il monte Spianzana troviamo in piano le Casette e a mezza costa le Vegre (letteralmente: bonificate dagli sterpi) una villa con piccolo sacello gentilizio. Sotto il monte si arriva all'abitato recente di Torri di Arcugnano (Val di Burra), contrada del capoluogo divenuta da quindici anni frazione, posta all'imbocco delle valli di Fimon fu scelta per trasportare la sede comunale quale crocevia di tutte le frazioni del comune. Attorno alla sede municipale (Villa Salviati) sorge oggi un quartiere piuttosto anonimo assolutamente privo di contatti con la natura e la tradizione, che si vuole caratterizzare con la costruzione di una piazza. Dominano l'abitato il monte Crocetta, sul quale sorge un'antichissima torre poligonale dell'alto medioevo, una torre di avvistamento, che oggi versa in pessime condizioni e l'imponente monte Cucco, segnato dalla strada militare. Di fronte il monte Bisortole un tempo vera e propria isola, ospita un castelletto romantico. Proseguendo verso Ovest troviamo Pianezze del Lago, frazione divisa in almeno tre contrade di importanza nominale, Grancare Basse, Grancare alte e Chiesa vecchia, il nome pianezze evoca il terrazzamento naturale del colle sul quale sorge l'abitato, che digrada dalla valle del lago di Fimon fino al colli retrostanti, sui quali sorge la frazione più remota del comune: Villabalzana. Villabalzana è collegata alla Riviera berica (statale che congiunge Vicenza con il Sud della provincia), dalla strada di San Rocco. Proseguendo in altura e e superando la contrada Soghe e la testata della valle del lago di Fimon, si arriva a Lapio, promontorio che divide la valle del lago di Fimon dalla valle di Fimon frazione. Dalla parrocchia di Lapio dipende tutt'ora la frazione di Lago di Fimon alla quale è collegata da una impervia strada; proseguendo verso Sud, sempre lungo la valle del lago, si arriva in Val Chegozzo: pianoro che dà una visione in prospettiva allo specchio d'acqua. Tornando verso Torri di Arcugnano si arriva alla località Monticello segnalato da un piccolo colle dalla cima arrotondata, a forma di panettone; di fronte troviamo l'ansa valliva della Val dei Bianchi alle pendici del monte Cucco, si intravede la guglia a cipolla del campanile di Arcugnano.

[modifica] Note

  1. ^ Fonte: ISTAT - Bilancio demografico al 28/02/2007 [1].

[modifica] Collegamenti esterni

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