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Zafferana Etnea - Wikipedia

Zafferana Etnea

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Zafferana Etnea
Panorama di Zafferana Etnea
Nome ufficiale: {{{nomeUfficiale}}}
Stato: bandiera Italia
Regione: Sicilia
Provincia: Catania
Coordinate: 37°41′N 15°6′E / 37.68333, 15.1
Altitudine: 574 m s.l.m.
Superficie: 76 km²
Abitanti:
8.823 07-2006 (ISTAT)
Densità: 107 ab./km²
Frazioni: Fleri, Petrulli, Pisano Etneo 
Comuni contigui: Aci Sant'Antonio, Acireale, Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Castiglione di Sicilia, Giarre, Maletto, Milo, Nicolosi, Pedara, Randazzo, Sant'Alfio, Santa Venerina, Trecastagni, Viagrande
CAP: 95019
Pref. tel: 095
Codice ISTAT: 087055
Codice catasto: M139 
Nome abitanti: zafferanesi (zafaranoti in siciliano
Santo patrono: Maria Santissima della Provvidenza 
Giorno festivo: seconda domenica di agosto 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia
Collabora a Wikiquote « A Zafferana l'aria è buona alle labbra, sa di pane fresco di forno, di ginestre. E da lassù, dai tremila metri dell'Etna, la Sicilia è una stella a tre punte nel cielo capovolto del suo mare antico. »
(Igor Man, La Stampa Settembre 1996)

Zafferana Etnea (Zafarana in siciliano) è un comune della provincia di Catania.

Diverse sono le ipotesi sull’origine del nome; alcuni studiosi ritengono che la parola derivi dall’arabo Zaufanah, che significa “giallo”, per l’abbondanza dei giunchi e delle ginestre che si trovano nei boschi del territorio; altri pensano che il nome provenga da parole arabe col significato di “contrada ricchissima d’acqua” oppure “fischio del vento”; altri ancora, infine, indicano l’etimo come derivante dalla coltivazione, anticamente molto diffusa, dello zafferano. É definita la "Perla dell'Etna".

Il Comune di Zafferana Etnea fa parte delle seguenti istituzioni e associazioni:

Per quanto concerne l'amministrazione ecclesiastica, il territorio di Zafferana Etnea ricade all'interno dell'Arcidiocesi Metropolitana di Catania, XI Vicariato-Paesi della Zona Bosco.

Indice

[modifica] Geografia

Posizione di Zafferana Etnea all'interno della Provincia
Posizione di Zafferana Etnea all'interno della Provincia

Zafferana Etnea sorge a 574 m. s.l.m., alle pendici orientali dell’Etna, il vulcano attivo più grande d’Europa. Si estende da quota 600 m. s.l.m. fino alla vetta sommitale del vulcano, includendo nel proprio territorio paesaggi di inestimabile bellezza naturalistica, dai fitti boschi alle distese di deserto lavico.

È uno dei comuni del Parco regionale dell'Etna e nel suo territorio rientrano le tre grandi valli che secondo accreditate ipotesi rappresentano la testimonianza della sequenza della genesi del vulcano: Valle del Bove, Val Calanna e Valle San Giacomo.

L’abitato è adagiato in una vallata, ai piedi dei monti Pomiciaro (1715 m. slm), Zoccolaro (1739 m. slm) e Fior di Cosimo (1178 m. slm), disposto in lunghezza parallelamente alla costa jonica, sul cui mare si affaccia come una terrazza.

Collocata in una posizione gradevole per gli amanti della tranquillità e della natura, dista pochi chilometri dai centri maggiori (Catania 23 km, Taormina 24 km, Acireale 12 km) e si trova a metà strada tra il mare e la montagna.

Zafferana rappresenta una delle porte d’accesso al vulcano, grazie alla strada provinciale dell’Etna che la collega alla stazione turistica di Rifugio Sapienza (Nicolosi) da un lato, e a quella di Piano Provenzana (Linguaglossa) dall’altro.

[modifica] Storia

La storia di Zafferana Etnea ha origine con la fondazione del Priorato di San Giacomo, un monastero benedettino costruito nel Medioevo e di cui si hanno notizie certe a partire dal 1387 in un documento firmato dal Vescovo di Catania Simone del Pozzo. Da una bolla papale firmata da Papa Eugenio IV nel 1443 si apprende dell'esistenza di un’annessa chiesa dedicata a san Giacomo, sacramentale e parrocchiale, il che fa presumere che fosse frequentata da un primo nucleo di abitanti sorto attorno al monastero, oltre che dai numerosi pellegrini che accorrevano nel giorno della festa del santo, il 25 luglio. La vita monastica nel Priorato finì nel 1464, ma la chiesa rimase aperta al culto fino almeno al 1677, venendo poi probabilmente distrutta, insieme all’intero complesso, dal terribile terremoto del 1693. Il Priorato si trovava all’inizio della svasatura della Valle San Giacomo, a monte dell’odierno abitato.

Il primo toponimo che si riscontra nella storia di Zafferana è “Cella”, che indicava lo stesso territorio di San Giacomo, dove era ubicato il Priorato. In un documento del 1694, invece, compare per la prima volta il toponimo “Zafarana” che darà poi il nome al paese. Le terre della contrada Zafarana dipesero amministrativamente dai comuni di Trecastagni, Viagrande ed Aci Sant'Antonio fino al 1826, mentre dal punto di vista religioso la chiesa del borgo (chiesa della Madonna della Provvidenza), costruita agli inizi del '700, fu vincolata all'Arcipretura Parrocchiale "S. Nicola di Bari" di Trecastagni fino alla costituzione della parrocchia (1753).

Il 21 settembre 1826 un decreto di Francesco I, dispose che i quartieri Zafarana Etnea, Sarro, Rocca d'Api, Bongiardo e Pisano formassero, distaccandosi dai comuni di Trecastagni, Viagrande ed Aci SS. Antonio e Filippo, un nuovo comune col nome di Zafarana Etnea, poi Zafferana Etnea. A questo nuovo Comune si unirono in seguito le altre frazioni di Fleri (1851) e Petrulli (1951), mentre la frazione Bongiardo passò, nel 1934, al neo-costituito comune di Santa Venerina.

[modifica] L'eruzione dell'Etna del 1792

Eruzione dell'Etna del 1792 e processione della Madonna della Provvidenza - Pannello bronzeo del portale della Chiesa Madre.
Eruzione dell'Etna del 1792 e processione della Madonna della Provvidenza - Pannello bronzeo del portale della Chiesa Madre.

A seguito degli eventi eruttivi cominciati nel marzo 1792, il primo di giugno si aprì un cratere sul lato est dell'Etna, preannunciato da terremoti. Il fuoco del vulcano divorò fertili terreni lasciando dietro di sé una lingua nera di lava.

I primi di agosto la colata lavica si affacciò dalle colline che vanno dall'Airone alla Valle San Giacomo, seminando il panico nel piccolo borgo. Ormai privi di speranza per la salvezza delle proprie case, i zafferanesi raccolsero le loro cose e si prepararono a lasciare le loro proprietà.

Collabora a Wikiquote « La montagna conica dell'Arcimisa restò in gran parte seppellita da questa copiosa ed alta corrente di lava, la quale empì la profondissima valle del signor Gioacchino a segno di non lasciarne il menomo vestigio. Da qui il torrente focoso diviso in cinque braccia proseguì il suo corso nelle contrade di Cassone, distruggendo e snaturando tutte quelle fertili campagne, che incontrò nel suo passaggio ed andò finalmente a devastare le vigne in faccia della Zafarana. Gli abitanti del paese colti dallo spavento erano già in istato di abbandonare le loro case in preda del torrente infocato; ma la lava divisa in tante ramificazioni, si arrestò in quella scoscesa collina tutta vestita di vigneti, che è a poca distanza dalla Zafarana »
(Giuseppe Recupero, Storia naturale e generale dell'Etna Catania 1815)

Dai zafferanesi, che in un impeto di fede avevano portato in processione dalla chiesa la statua della Madonna della Provvidenza, l'improvviso cessare dell'eruzione alle porte dell'abitato venne inteso come una grazia straordinaria. Il popolo tutto gridò al miracolo e fece voto di recarsi in quel luogo in pellegrinaggio ogni anno. Sul posto nel 1861 venne edificato un monumentale altarino e, ancor oggi, la cittadinanza scioglie il voto dei padri recandovisi ogni anno durante i festeggiamenti patronali.

[modifica] Il terremoto del 19 ottobre 1984

Il 19 ottobre 1984, alle ore 17.43, la cittadina fu colpita da un terremoto di magnitudine macrosismica 3.7.

Il terribile evento sismico creò il panico tra gli abitanti di Zafferana e dei borghi limitrofi: si contò una vittima colpita da un calcinaccio durante la fuga; ingenti i danni alle abitazioni, agli edifici civili e amministrativi, a quelli sacri.

La Chiesa Madre fu interessata dal crollo della volta della navata centrale che cadde rovinosamente sul pulpito distruggendolo, da crepe sugli stucchi e da profonde fratture lungo i pavimenti e le pareti; i danni la resero inagibile alle sacre funzioni e fu sostituita da una tensostruttura realizzata nella vicina Piazza della Regione Siciliana, che ospitò i fedeli per ben quattordici anni. Anche il Palazzo Municipale divenne impraticabile per i pericoli di crollo.

Gli abitanti, privati delle loro case, furono ospitati per mesi in tende messe a disposizione dalla Croce Rossa Italiana e dall'Esercito Italiano, chiamati sul posto per far fronte alle necessità dei senza tetto.

Una replica importante si ebbe sei giorni dopo, il 25 ottobre 1984, con epicentro nella frazione Fleri. Anche questo terremoto causò danni ingenti agli edifici civili e sacri nella frazione stessa e in quella limitrofa di Pisano Etneo.

[modifica] Cronologia degli eventi sismici

  • 11 gennaio 1693 - Terremoto del Val di Noto - Il Priorato di san Giacomo e l'annessa chiesetta vengono rasi al suolo.
  • 20 febbraio 1818, tardo pomeriggio - 34 vittime, 29 delle quali all'interno della Chiesa Madre.
  • 30 settembre 1911, ore 00.40 (magnitudine macrosismica 3.4) - Epicentro Pisano Etneo.
  • 19 marzo 1952, ore 08.13 (magnitudine macrosismica 3.9) - Epicentro Linera - Distruzione del cimitero comunale di Zafferana Etnea.
  • 19 ottobre 1984, ore 17.43 (magnitudine macrosismica 3.7) - Epicentro Zafferana Etnea - Una vittima, danni ingenti ad edifici civili e sacri.
  • 25 ottobre 1984, ore 01.11 (magnitudine macrosismica 3.0) - Epicentro Fleri, danni ingenti ad edifici civili e sacri nelle frazioni di Fleri e Pisano Etneo.
  • 09 gennaio 2001, ore 02.51 (magnitudine macrosismica 3.4) - Epicentro Zafferana Etnea.
  • 29 ottobre 2002, ore 10.02 (magnitudine macrosismica 4.1) - Epicentro Bongiardo.
  • 29 ottobre 2002, ore 17.14 (magnitudine macrosismica 3.7) - Epicentro Milo.

[modifica] Cronologia degli eventi eruttivi

  • 1792 La lava si ferma alle porte di Zafferana dopo aver seppellito i vigneti delle contrade Cassone e Airone.
  • 1852 La lava lambisce l'abitato distruggendo boschi e fertili terreni.
  • 1992 La lava si arresta a meno di un chilometro dal centro abitato, in contrada Piano dell'Acqua.

[modifica] Luoghi d'interesse

[modifica] Architetture religiose

La chiesa madre
La chiesa madre
Chiesa di Santa Maria delle Grazie
Chiesa di Santa Maria delle Grazie

[modifica] Chiesa Madre

Per approfondire, vedi la voce Chiesa di Santa Maria della Provvidenza.

La chiesa madre di Santa Maria della Provvidenza è il monumento più importante della città. Iniziata nel 1731 è stata più volte danneggiata e resa inagibile da terremoti, l'ultima volta dal sisma del 1984. Il suo prospetto, realizzato nel XX secolo, è in pietra bianca di Siracusa. Al suo interno conserva opere di Giuseppe Sciuti.

[modifica] Altre chiese

  • Chiesa di Santa Maria delle Grazie, filiale della chiesa madre.
  • Chiesa parrocchiale Santa Maria del Rosario, frazione Fleri.
  • Chiesa parrocchiale San Giuseppe, frazione Pisano Etneo.
  • Chiesa parrocchialeSan Vincenzo Ferreri (nuova), contrada Sarro.
  • Chiesa San Vincenzo Ferreri (vecchia), contrada Sarro.
  • Chiesa Santa Maria del Buon Consiglio, contrada Spoligni.
  • Chiesa dell'Annunziatella, contrada Pisanello (diroccata, proprietà privata).
  • Chiesa Sant'Antonio da Padova, contrada Passopomo.

[modifica] Altarini monumentali

  • Altarino della Madonna della Provvidenza, centro storico - Fu costruito nel 1861 ad opera dei fedeli nello stesso luogo in cui nel 1792 avvenne un miracolo attribuito all'intercessione della Vergine: il fronte lavico dell'eruzione dell'Etna, ormai incombente sull'abitato, prodigiosamente si arrestò nel medesimo punto in cui il simulacro della Madonna fu portato in processione. Proprio a ricordo di quell'evento sul timpano che sormonta l'altare è scritto: "TU SALUS NOSTRA", cioè "Tu nostra salvezza". Ancor oggi l'Altare contiene l'originario simulacro della Vergine, bella opera settecentesca in gesso dipinto. Questo Altarino rappresenta una testimonianza della devozione alla Madonna e ogni anno, in memoria del miracolo del 1792, il popolo scioglie l'antico voto pronunciato dagli avi, raggiungendolo in processione il sabato che precede la seconda domenica di Agosto. Una lapide marmorea, collocata ai piedi del simulacro della Madonna, così recita: "A piè di questo simulacro dell'Augusta Vergine della Provvidenza, la lava etnea del 1972 prodigiosamente qui ristette. I fedeli questo monumento vi eressero nel 1861".
  • Altarino della Madonna delle Grazie, centro storico - Il primo altarino dedicato alla Madonna delle Grazie venne costruito quando ancora la strada non esisteva, nel torrente sottostante. Qui si trovava la piccola abitazione di un mendicante che, per guadagnarsi da vivere, vendeva l'acqua alle famiglie, non essendovi ancora una rete idrica. Un giorno, durante una piena, il mendicante venne trascinato dalle acque; impaurito, pregò la Madonna e improvvisamente si sentì afferrato dai capelli e trascinato verso un masso dove credette di scorgere il profilo della Madonna. Con la costruzione della strada attuale, la famiglia Marano, allora proprietaria del Parco Comunale (Villa Anna), offrì lo spazio per costruire questo nuovo altarino, all'interno del quale è stata riportata la pietra che salvò il mendicante.
  • Altarino di san Vito martire, quartiere omonimo - L'edicola votiva si trova lungo la strada provinciale che porta da Zafferana a Milo, posizionato ad angolo con la strada che conduce in contrada Algerazzi. Riproduce in un dipinto l'immagine del santo siciliano, nella sua classica iconografia.
  • Altarino della Madonna della Provvidenza, quartiere Cancelliere - In contrada Cancelliere, alle porte di Zafferana per chi viene da Bongiardo di Santa Venerina, in prossimità della Chiesa della Madonna del Buon Consiglio, si incontra questo altarino, posto ad un crocevia e circondato da un piccolo cancelletto. Dentro la nicchia si trova un dipinto della Madonna della Provvidenza che riproduce un famoso quadro di Pierre Mignard (1612-1695) intitolato "La Vierge à la Grappe" (La Vergine del Grappolo). L'ultimo intervento di restauro all'altarino è stato realizzato nel 1983, come riportato su una lapide marmorea.
Altarino monumentale della Madonna della Provvidenza (1861).
Altarino monumentale della Madonna della Provvidenza (1861).
  • Altarino della Madonna della Provvidenza, contrada Dagalone - Questo piccolo altarino si trova nella parte più alta della città, in una contrada denominata Dagalone, in una zona di campagna lungo un'antica mulattiera (in buona parte ancora esistente) che attraversando vigne, frutteti e sciare di lava, collegava Zafferana a Milo. L'edicola è molto semplice, realizzata in pietra bianca a forma di tempietto; nel timpano è visibile lo stemma mariano, mentre all'interno vi è collocata un'immagine della Madonna della Provvidenza.
  • Stele votiva della Madonna della Provvidenza, contrada Piano dell'Acqua - La stele votiva della Madonna della Provvidenza che sorge in contrada Piano dell'Acqua fu voluta dai cittadini zafferanesi a memoria del prodigioso arresto della colata lavica che nel 1992 incombeva sull'abitato. Allora, in processione, il popolo dei fedeli raggiunse il fronte lavico, chiedendo la grazia della salvezza della loro città. E così fu: la lava si fermò poco tempo dopo nel punto in cui il simulacro della Madonna era stato portato. La stele col simulacro della Madonna venne inaugurata il 13 novembre 1994 dal Cardinale Salvatore Pappalardo e fu fatto voto di raggiungere questo luogo in processione ogni primo sabato di giugno. Ai piedi della stele, una targa commemorativa, così recita: "Tu fosti, o Madre della Divina Provvidenza, difesa e baluardo della nostra città che a Te deve salvezza dal fuoco ormai incombente dell'eruzione 1991-'92. Il popolo grato questa stele eresse il 13 novembre 1994 ".
  • Altarino del Santissimo Redentore, frazione Fleri.
  • Altarino della Madonna delle Grazie, quartiere Fortino.

[modifica] Palazzo Municipale

Il Palazzo Municipale
Il Palazzo Municipale

L’elegante costruzione fine ottocentesca, posta sullo stesso livello urbanistico della Chiesa Madre, si affaccia sulla centralissima piazza Umberto I .

Il palazzo è un gradevole esempio di stile liberty, con cornicione merlato, inserti floreali sul prospetto principale e, al centro, sopra il balcone d’onore, uno stucco riprende lo stemma comunale, con l’aquila che tiene tra gli artigli due grappoli d’uva, posta sopra un medaglione su cui è dipinta l’Etna in eruzione.

L’edificio, reso inagibile dal terremoto del 19 ottobre 1984, è in fase di restauro.

Al suo interno si conservano due importanti opere del pittore locale Giuseppe Sciuti: “Il Benessere e le Arti”, collocato nella sala consiliare, e “L’eruzione dell’Etna del 1852”. Per raggiungere il Municipio dalla piazza si percorre una coreografica scalinata curvilinea a doppia rampa, con lampioni anch’essi liberty; al centro della scalinata è collocato un busto del pittore Giuseppe Sciuti, in memoria dell’artista cui Zafferana diede i natali.

[modifica] Parco Comunale

Palazzina liberty
Palazzina liberty

Il Parco Comunale è il più grande giardino pubblico del comune, situato in pieno centro, sul lato nord del torrente Salaro in prossimità della Chiesa della Madonna delle Grazie e vi si accede da un piazzale intitolato a Papa Giovanni Paolo II.

Anfiteatro comunale
Anfiteatro comunale

Il giardino è di notevole interesse sia dal punto di vista naturalistico che culturale. Un intricato percorso di tortuosi vialetti conduce il visitatore attraverso grandi aiuole da cui si slanciano verso l’alto pini e magnolie secolari e in cui sono coltivate pregiate varietà di rose, di ortensie e di camelie. In mezzo alla flora rigogliosa si erge, nel punto più elevato del parco, una bella palazzina aristocratica in stile liberty (ex Villa Anna), oggi sede della Biblioteca Comunale e scenario di vari spettacoli culturali. Nei pressi della palazzina, al termine del Viale degli uomini illustri (vi si trovano i busti dei personaggi che hanno fatto la storia della città), si trova una bella voliera, anch’essa in stile liberty.

Adiacente a questo settore che possiamo definire il più antico, si trova quello più moderno, in cui è possibile ammirare nelle aiuole a prato inglese delle opere d’arte contemporanea in ferro battuto, un grande stagno con anatre e il capiente Anfiteatro Comunale “Falcone e Borsellino”. Quest’ultima struttura è sede dell’annuale calendario di spettacoli “Etna in Scena” e può accogliere diverse centinaia di spettatori.

[modifica] Cultura

[modifica] Il Premio letterario "Brancati"

Per approfondire, vedi la voce Premio Brancati.

Prestigioso evento culturale nato nel 1967 per desiderio di importanti nomi della letteratura e del giornalismo italiani: Dacia Maraini, Pier Paolo Pasolini, Leonardo Sciascia, Vanni Ronsisvalle e molti altri ancora. Il Convegno-Premio si prefigge di commemorare la vita e le opere del grande scrittore siciliano Vitaliano Brancati, che a Zafferana Etnea amava soggiornare, ritenendo la cittadina il luogo ideale per dare voce alla sua “Ninfa ispiratrice”.

Zafferana diviene così, ogni anno, la sede culturale di un importante momento di dialogo e di confronto sui temi della cultura, nazionali ed internazionali.

Il Premio è organizzato dall’Amministrazione Comunale (Assessorato alla Cultura) in collaborazione con la Regione Siciliana, con la Provincia di Catania e con l’Università degli Studi di Catania, che insieme hanno istituito la “Fondazione Brancati-Zafferana”, ente volto a promuovere la cultura a livello internazionale.

L'evento culturale si svolge alla fine del mese di settembre ed è ospitato presso l'Auditorium dell'ex-Collegio "S. Anna".

[modifica] "Etna in scena"

Etna in scena è il cartellone di eventi in programma per l’estate zafferanese. Ogni anno da giugno a settembre il Comune di Zafferana Etnea, l’Associazione Pro loco, la Provincia Regionale di Catania e la Regione Siciliana, arricchiscono le serate della cittadina con un ricchissimo calendario di eventi culturali. Danza, cinema, teatro e musica si alternano nel corso delle serate offrendo agli spettatori dei piacevolissimi momenti d’intrattenimento, nella splendida cornice del moderno Anfiteatro “Falcone e Borsellino”, collocato all’interno del rigoglioso Parco Comunale. Nel corso degli anni illustri personaggi del mondo dello spettacolo hanno calcato il palco dell’anfiteatro zafferanese regalando opere di grande rilevanza culturale, dal cabaret all’opera lirica, dal teatro classico a quello dialettale, dalla danza popolare a quella classica, e molto altro ancora. Ospiti di Etna in Scena sono stati, tra gli altri: Maurizio Crozza, Oreste Lionello, Pippo Franco, Roberto Alpi, Paola Pitagora, Giovanni Allevi, I Fichi d’India, Gino Paoli, Rossana Casale, ecc…

[modifica] L'Ottobrata Zafferanese

L’Ottobrata Zafferanese è un'importante evento fieristico-culturale che si svolge tutte le domeniche del mese di ottobre nel centro storico del paese.

Nata all’inizio degli anni Ottanta come una semplice mostra-mercato di prodotti tipici, si è nel tempo evoluta in direzione di una manifestazione complessa, ricca di diverse sfaccettature, che ogni anno attira migliaia di visitatori provenienti da tutta la Sicilia e non solo.

L’Ottobrata è suddivisa in quattro o cinque sagre (a seconda del numero delle domeniche nel mese di ottobre):

Indiscussi protagonisti di ciascuna domenica sono i prodotti tipici della terra e i loro derivati: l’uva, il vino, la mostarda, il miele, le mele e la frutta di stagione (fichi d’India, melograni, noci, nocciole, castagne, pistacchi ecc.), i funghi porcini dell’Etna e le altre varietà, l’olio, le olive e le conserve sott’olio. Un ampio spazio è dedicato ai prodotti artigianali e il visitatore può, lungo il percorso del centro storico, fermarsi ad osservare gli antichi mestieri ormai in via di estinzione (scultori del legno e della pietra lavica, pittori di sponde di carretti siciliani, ricamatrici, lavoratori del ferro battuto, pupari ecc.). La piazza Umberto I ospita numerosi stand in cui è possibile degustare i dolci tipici locali (gli sciatori, le zeppole, le paste di mandorla, le foglie da tè, etc.), i liquori, i vini, il miele, i torroni e la frutta secca caramellata, i gelati al pistacchio e molte altre bontà. Nella Villa Comunale, sottostante la piazza, sono invece collocati gli stand che espongono e vendono salumi, formaggi tipici siciliani e conserve alimentari.

Un grande spazio, quello dell’ex-campo sportivo comunale, è adibito a settore gastronomico in cui i visitatori possono gustare squisitissimi panini con la salsiccia e la carne di maiale o di cavallo, melanzane, peperoni, funghi e olive condite. Uno spazio è riservato anche alle associazioni di volontariato e di solidarietà sociale per l’informazione e la raccolta di fondi a scopo umanitario.

L’Ottobrata Zafferanese integra l’esposizione dei prodotti tipici e la loro vendita a eventi culturali molto importanti per tutto il comprensorio etneo, con convegni e dibattiti sui temi inerenti alla tutela e al riconoscimento delle qualità dei prodotti locali, proiezione di documentari sull’Etna e sul suo territorio, escursioni alla scoperta di luoghi affascinanti, esibizione di gruppi musicali e di ballo, mostre fotografiche e tanto altro.

La manifestazione è organizzata ogni anno da un apposito Comitato, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Zafferana Etnea, della Provincia Regionale di Catania, della Regione Sicilia, dell’Ente Parco dell’Etna, della Camera di Commercio di Catania, delle Associazioni Terre dell’Etna e dell’Alcantara, Città del Vulcano, Città del Vino, Città del Miele, Produttori Mele dell’Etna, Strade del Vino dell’Etna.

[modifica] Altre manifestazioni

  • Festa della Montagna, contrada Piano del Vescovo - 3° domenica di luglio: escursioni naturalistiche, mostra degli antichi mestieri, orienteerin, giochi d'abilità, scalate, proiezione di audiovisivi, passeggiate a cavallo.
  • Festa Equestre, frazione Pisano Etneo - fine del mese di agosto: spettacoli, gare e giochi di pony e cavalli, gastronomia e artigianato.
  • Sagra del pane condito e del dolce casareccio, frazione Pisano Etneo - 3° domenica di settembre: degustazione di prodotti tipici, gastronomia, mostre, danze e animazione per bambini.

[modifica] Personalità legate a Zafferana Etnea

"S. Giuseppe col Bambino", pala d'altare di Giuseppe Sciuti - Chiesa Madre di Zafferana Etnea
"S. Giuseppe col Bambino", pala d'altare di Giuseppe Sciuti - Chiesa Madre di Zafferana Etnea
  • Giuseppe Sciuti (1834-1911). È ricordato nella natale Zafferana Etnea con un monumento marmoreo (opera dell’Architetto Condorelli) nella piazza sottostante il Palazzo Municipale, al centro di due scale, che riproduce il busto dell’illustre concittadino; sul piedistallo è scritto: “A Giuseppe Sciuti – la patria”. Delle sue numerosissime opere si conservano a Zafferana Etnea:

- Eruzione dell'Etna, olio su tela (1852) - Municipio.

- L'Addolorata, olio su tela (1852) - Coll. privata.

- San Giuseppe col Bambino, bozzetto olio su tela (1852?) - Coll. privata.

- Danae e la pioggia d'oro (La Fortuna), olio su rame (1854?) - Coll. privata.

- Santa Giuliana in ginocchio, olio su tela (1854?) - Coll. privata.

- San Giuseppe col Bambino, olio su tavola (1854) - Chiesa Madre.

- Ritratto di don Giuseppe Sciuti, olio su tela (1865?) - Coll. privata.

- Ritratto d'ignoto, olio su tela (1890?) - Municipio.

- Con il benessere fioriscono le Arti e le Scienze, olio su tela ad encausto (1898-'99?) - Municipio.

  • Marica Coco (Catania, 19 settembre 1975), Miss Cinema 1992, attrice.
  • Salvatore Pappalardo, Cardinale (23 settembre 1918 – 10 dicembre 2006). Fu profondamente legato a Zafferana, essendone la sua famiglia originaria. Nel paese etneo amava spesso soggiornare, partecipando puntualmente con grande emozione ai festeggiamenti patronali di agosto. Nel trigesimo della morte del Cardinale, il 10 gennaio 2007, l’Amministrazione Comunale ha posto, presso la sua abitazione a pochi passi dalla Chiesa Madre, una lapide marmorea a perenne suo ricordo.

[modifica] Musei e biblioteche

  • Museo del Miele, via Tenente Scuderi, 26/C.
  • Le Miniature della Sicilia, via Cassone.
  • Biblioteca Comunale «F. Guglielmino», Palazzina liberty del Parco comunale.

[modifica] Manifestazioni religiose

L'uscita della Madonna dalla Chiesa Madre
L'uscita della Madonna dalla Chiesa Madre
  • Festa patronale della Madonna della Provvidenza È la festa più importante della cittadina e si svolge ogni anno nei giorni a cavallo della seconda domenica di agosto; comprende una serie di momenti religiosi e folkloristici molto partecipati, in cui la cittadinanza si riunisce per rendere omaggio alla propria patrona.
Per approfondire, vedi la voce Festa della Madonna della Provvidenza (Zafferana Etnea).


  • Festa di sant'Antonio abate Il Compatrono di Zafferana si ricorda il 17 gennaio di ogni anno, con una santa messa solenne e un insieme di manifestazioni collaterali che ne arricchiscono il programma. Il culto e la festa di sant'Antonio abate sono stati ripristinati nel 2006, in occasione del 1650° anniversario della morte. Con l’accrescere del culto nei confronti della Patrona Maria Santissima della Provvidenza, l’attenzione religiosa nei confronti del grande santo anacoreta è andata via via scemando, fino a quando, nel 1950 circa, le celebrazioni religiose e folkloristiche in suo onore (benedizione degli animali, accensione del fuoco, processioni) vennero sospese. Ad oggi è stata ripristinata la memoria solenne del santo e l’antichissima tradizione dei “cuddureddi” (ciambelline di pane) che vengono benedetti e distribuiti ai fedeli. Il simulacro di sant'Antonio abate si conserva in Chiesa Madre, su un altare della navata sinistra; è una statua lignea di autore ignoto risalente alla metà del XIX secolo che raffigura l'abate con gli abiti pontificali, mitria e pastorale.
Processione del Corpus Domini
Processione del Corpus Domini


  • Corpus Domini Dopo la Messa della sera, esce dalla Chiesa Madre il Santissimo Sacramento dell'Altare contenuto in un artistico ostensorio dorato, e coperto da uno splendido baldacchino. La processione è preceduta dal Corpo Bandistico "Città di Zafferana Etnea" e seguita da un grande numero di fedeli. Lungo le strade, principali e di quartiere, Cristo Eucarestia viene accolto da un tappeto di fiori sparsi sul percorso dagli abitanti della zona attraversata: questa tradizione è secolare, e ancora oggi viene praticata con molta devozione in segno di decoro e rispetto a Gesù Sacramentato. I fedeli, inoltre, allestiscono con grande cura, lungo le strade, degli altari per la reposizione e l'adorazione del Santissimo Sacramento. Molti di questi altari, detti comunemente "altarini", risalgono all'ottocento, tramandandoci un'antica quanto attuale devozione popolare; antichi ricami, preziosi doselli, piccole cappelline in legno decorato, artistici candelieri, rimangono testimonianza di una fede che si rinnova ogni anno in questa festa, molto sentita e partecipata.


'U Zuccu di Natale
'U Zuccu di Natale
  • Venerdì Santo La drammatizzazione della Passione e Morte di Gesù Cristo si ripete a Zafferana Etnea da secoli, associando alla liturgia propria del giorno, riti che giovano ai fedeli per contemplare il mistero della Morte di Cristo, anche con gli occhi oltre che col cuore. Il Cristo Crocifisso, "svelato" durante le celebrazioni del Venerdì Santo, sovrasta l'altare maggiore della Chiesa Madre, insieme all'Addolorata e all'apostolo Giovanni. Al termine della liturgia, esso viene avvolto da un lenzuolo bianco, calato dalla Croce e deposto sul "cataletto", urna utilizzata per portare in processione il Cristo Morto. Il corteo funebre, molto partecipato e sentito, procede lentamente lungo le strade della cittadina, preceduto dal Cristo Morto, dalla Madre Addolorata e da San Giovanni apostolo.


  • Il Natale La notte tra il 24 ed il 25 dicembre, durante la cosiddetta "Messa di Mezzanotte", nella Chiesa Madre gremita di fedeli, si partecipa alla Santa Messa e si assiste, con grande partecipazione ed emozione, alla svelata del Presepe. La scena che si presenta agli occhi dei fedeli presenti è quella tradizionale della nascita di Gesù e dell'adorazione dei pastori, realizzata sull'altare maggiore con grandi statue ad altezza naturale. Ogni anno un numeroso gruppo di volenterosi si impegnano nella preparazione di questo monumentale Presepe, sempre diverso e sempre carico di sfumature artistiche ed allegoriche che emozionano ed aiutano a raccogliersi in preghiera dinanzi alla scena della Natività. Fuori, sulla piazza Umberto I, brucia per tutta la notte il grande falò, tradizionalmente chiamato «'U zuccu».


[modifica] Sentieri e natura

[modifica] L'Ilice di Carlino

In contrada Carlino (o Carrino) si trova un antico leccio (ilici in siciliano) secolare. Si tratta senza dubbio del leccio di maggiori proporzioni dell'Etna e probabilmente più antico dell'età attribuitagli di circa seicento anni. Il maestoso albero presenta le seguenti dimensioni: altezza m. 18 circa, diametro massimo della chioma m. 24 circa e circonferenza alla base di m. 4,8. Le attuali condizioni vegetative sono buone, lo stato di salute è discreto, con un inizio di marcescenza alla biforcazione principale.

L'ilice può essere raggiunto da un sentiero pedonale che inizia a monte dell'abitato di Zafferana Etnea, dalla contrada denominata "Dagalone", e da una pista di proprietà del Corpo Forestale che si diparte dalla borgata Caselle, nel comune di Milo. Nei pressi dell'albero ci sono due edifici rurali ed una cisterna.

[modifica] Clima

Zafferana rappresenta un'importante stazione climatica, essendo luogo adatto per la villeggiatura quando il clima, nelle grandi città, diventa irresistibilmente caldo. La presenza della montagna, con i suoi boschi rigogliosi, consente infatti di far fronte alle temperature particolarmente elevate dei mesi estivi.

Il clima, mite nei mesi autunnali e primaverili, diviene abbastanza rigido in inverno, causando gelate e molto raramente qualche nevicata, ma favorendo gli amanti degli sport invernali ad alta quota.

La temperatura media è di alcuni gradi più bassa rispetto a quella della città di Catania e, in generale, delle città della provincia poste in riva al mare.

[modifica] Economia

[modifica] Arti e mestieri del passato

Tra i mestieri che appartengono ormai alla memoria delle tradizioni e degli usi popolari, è necessario ricordare l’importante figura dei carbonai e dei venditori di ghiaccio. Il carbone richiedeva una lavorazione del tutto particolare che obbligava gli operai alla permanenza per alcuni giorni in montagna, e che prevedeva la raccolta della legna ed il suo incenerimento attraverso tecniche tipiche di combustione per mezzo dei cosiddetti “fussuna”, montagnole di legna ricoperte di terra.

I venditori di ghiaccio, invece, rappresentavano un’importante risorsa refrigerante durante l’estate: grossi cubi di ghiaccio, conservati fin dall’inverno in montagna, ad alta quota, in grotte o buche appositamente scavate, venivano al bisogno sezionate e trasportate in paese e nelle località limitrofe, ed utilizzate per tenere in freddo alimenti e bevande, oltre che per la produzione di gelati e granite.

[modifica] L'economia oggi

L’economia zafferanese oggi si basa essenzialmente sulla pastorizia, la produzione di vino e l’apicoltura. L’allevamento degli ovini ha sempre costituito un’importante risorsa, grazie alla presenza dei vasti pascoli erbosi durante tutto il corso dell’anno; numerose sono le aziende casearie presenti sul territorio, alcune delle quali sono anche divenute delle importanti e prestigiose marche commerciali.

La produzione del vino si avvale degli ottimi terreni vulcanici alle pendici dell’Etna, che donano alle uve locali caratteristiche organolettiche pregevoli. Proprio queste qualità hanno consentito l’attribuzione al vino Etna del marchio DOC. Molte sono le aziende vinicole che producono ottimi vini da vitigni per lo più di nerello mascalese e carricante.

Il miele, considerato l’oro dell’Etna, è la principale fonte di reddito per la popolazione. Con oltre settecento apicoltori, Zafferana vanta la produzione del 15% circa del miele nazionale, con varietà di prodotto che vanno dal millefiori all’arancio, dall’eucalipto al castagno. “I lapari” (gli apicoltori) zafferanesi intrapresero questa attività a partire dal 1920 circa, quando sperimentarono questo mestiere e lo trasformarono in una vera e propria arte. Il miele zafferanese è rinomato in tutta Italia; ottimo per le sue proprietà curative (a seconda del tipo lassative, contro la tosse, il raffreddore, ecc.) , è correntemente utilizzato per la preparazione di dolci e pietanze tipiche.

Da ricordare anche l’importanza economica offerta dalla produzione dell’olio, dalla piantagione delle mele (di qualità molto pregiata) e dalla raccolta e dalla lavorazione e conservazione dei funghi e delle castagne.

[modifica] Il turismo

Eruzione dell'Etna e Chiesa Madre - Zafferana Etnea, 4 settembre 2007
Eruzione dell'Etna e Chiesa Madre - Zafferana Etnea, 4 settembre 2007

Il turismo rappresenta per il paese di Zafferana un’importante risorsa economica durante buona parte dell’anno.

Il turismo invernale nasce a Zafferana intorno alla fine degli anni venti del 1900, quando le contrade ad alta quota (Piano del Vescovo, Val Calanna e Valle del Bove) cominciano ad essere frequentate da appassionati di sci, di escursionismo e di arrampicata. La neve abbondante, caduta nelle grandi valli riparate dai venti, rappresentava infatti un’attrattiva per tutti gli amanti degli sport invernali e alpini. Ancora oggi Zafferana è una tappa frequente per chi vuole raggiungere le stazioni sciistiche di Rifugio Sapienza o Piano Provenzana, offrendo ai passanti ospitalità nei numerosi alberghi o semplicemente ristoro nei famosi bar del centro storico.

La primavera è il momento ideale per le escursioni lungo i “sentieri natura” del Parco dell'Etna, che si inerpicano attraverso rigogliosi boschi su per le montagne, regalando agli occhi scenari da favola, da “punti di osservazione” che permettono di godere del panorama a trecentosessanta gradi. Le campagne e i boschi del Comune sono frequentatissime dai gitanti della domenica e dei giorni festivi quali il 25 aprile, la “Pasquetta” (lunedì dell’Angelo), l’1 maggio e il 2 giugno, grazie anche alla presenza di aree attrezzate per il barbecue a Piano dell’Acqua e a Piano del Vescovo.

In estate il centro si popola di villeggianti, di turisti, e degli abitanti delle grandi e calde città alla ricerca di quiete e di un clima più mite. Il calendario estivo zafferanese è sempre ricchissimo di appuntamenti, tutti programmati all’interno del cartellone di “Etna in Scena”: artisti più e meno famosi si alternano in serate di spettacoli, musica, cabaret, danza, cinema e teatro, intrattenendo i numerosissimi spettatori nel grande Anfiteatro comunale intitolato a “Falcone e Borsellino”. Sempre in estate, il lunedì successivo alla seconda domenica di agosto, si svolge la festa patronale in onore della Madonna della Provvidenza, con uscita del fercolo e del simulacro dalla Chiesa Madre, accolti da grandiosi spettacoli pirotecnici.

L’autunno è forse il momento più impegnativo e interessante per Zafferana dal punto di vista turistico ed anche culturale. Alla fine del mese di settembre si svolge il prestigioso Convegno-Premio letterario Brancati, nato nel 1967 a memoria del grande scrittore siciliano Vitaliano Brancati, che spesso amava soggiornare nel paese etneo. Ottobre è segnato dalla famosa “Ottobrata zafferanese”, una mostra-mercato di prodotti tipici e non, arricchita da eventi culturali, mostra degli antichi mestieri per le vie del borgo, proiezione di filmati e intrattenimento vario, con una sezione enogastronomica esaltata da una vastissima varietà di specialità locali. La manifestazione, che si svolge tutte le domeniche del mese di ottobre, attira ogni anno migliaia di visitatori da ogni parte d’Italia.

Infine, un gran numero di turisti e di curiosi sono attratti dalle impressionanti e spettacolari eruzioni dell'Etna, rappresentando Zafferana un punto di osservazione privilegiato.

La presenza di numerosi alberghi, pensioni, Bed&Breakfast, ristoranti, pizzerie e bar garantiscono ai turisti un soggiorno confortevole e ben organizzato.

[modifica] Gastronomia

[modifica] I dolci tipici

  • Zeppole di san Giuseppe (Zzippuli di san Gnuseppi), ciambelline fritte farcite con crema bianca e ricoperte di miele e zucchero a velo.
  • Sciatore (Sciatori), biscotto secco ricoperto di cioccolato (invenzione zafferanese).
  • Zeppole di riso (Zzipuli), nodi di riso fritti e ricoperti di miele.
  • Foglie da tè (Fogghi), sottili foglie alla mandorla, al pistacchio o alle nocciole (invenzione zafferanese).
  • Ossa dei morti (Ossa de' motti), biscotti duri tipici del mese di novembre.
  • Ciambella con l'uovo (Cuddura ccù l'ovu), tipica del periodo pasquale.
  • Paste di mandorla (Pasti 'i mennula), ma anche al pistacchio, alle nocciole, all'arancia, ecc.
  • Frutta martorana (anche Pasta reale), pasta di mandorla modellata a forma di frutta.
  • Granite e gelati, soprattutto ai tipici gusti alla mandorla, al pistacchio, alla nocciola.
  • Cannoli siciliani (Cannola), cioccolato, bianchi, ricotta e pistacchio.

[modifica] I piatti caldi tipici

  • Pizza siciliana (A Siciliana), calzone fritto ripieno di formaggio, acciughe e altri ingredienti (invenzione zafferanese).
  • Arancini, al ragù, al burro e al pistacchio.
  • Pizza e risotti con i funghi porcini.
  • Scacciata, pizza chiusa con ripieno di formaggio, broccoli, olive, pomodoro e carne di maiale.

[modifica] Frazioni, contrade e quartieri

Airone, Algerazzi, Ardichetto, Ballo, Cancelliere, Carlino, Cassone, Cavotta, Civita, Dagalone, Emmaus, Finaita, Fleri, Fortino, Mulini, Passopomo, Petrulli, Piano dell’Acqua, Pietralunga, Pisanello, Pisano Etneo, Poggiofelice, Primoti, Rocca d’Api, San Giacomo, San Giovannello, San Vito, Sarro, Scacchiere, Sciara, Sparavite, Spoligni, Villaggio san Vito.

[modifica] Bibliografia

  • G. Pistorio - Il Priorato di S. Giacomo e Zafferana Etnea - Biblioteca della Provincia Regionale di Catania, 2006.
  • A. Patanè - Pagine della "Zafarana", Origine e vicende varie del Comune di Zafferana Etnea (1753 - 1860) - Distretto Scolastico n. 19 Acireale, 1998.
  • M. Calvesi; A. Corsi - Giuseppe Sciuti - Ilisso editore, 1989.
  • S. Correnti - Catania e provincia - Blak Line Edizioni, 1986.
  • E. Reclus - La Sicilia e l'eruzione dell'Etna nel 1865 (Relazione di viaggio) - B&B, 1999.
  • D. Andronico - L'Etna e le sue meraviglie - 1980.
  • A. Plumari - La Settimana Santa in Sicilia - Oasi Editrice, Città Aperta Ecizioni, 2003.
  • M. Fonte - Il folklore religioso in Sicilia - Edizioni Greco, 2001.
  • P. Libro - Zafferana Etnea, turismo perpetuo - Sikania, Dicembre 1996, n. 12 Anno XII.
  • AA. VV. - Invito a... Zafferana Etnea - L'Almanacco Editore, 2000.
  • F. Russo - Il Parco dell'Etna - Edizioni Arbor, 1992.
  • F. Alessandro - Zafferana, culla dello sci etneo - L'Osservatorio Etneo, maggio-giugno 2005, n. 2 Anno I.
  • F. Giuffrida - Un'Ottobrata da favola - L'Informazione, settembre-ottobre 2007.
  • F. Mazzullo - Speciale Ottobrata Zafferanese - Catania free mind, 12 ottobre 2007, anno IV n. 10.
  • S. Privitera - L'Ottobrata 2005 - L'Osservatorio Etneo, settembre-ottobre 2005, n. 4 Anno I.
  • Sito web dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - Sezione banche dati [1]

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

  • Sito ufficiale del Comune di Zafferana Etnea[2]
  • Portale turistico di Zafferana Etnea[3]

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Filadelfo Patané dal 14/06/2004
Centralino del comune: 095 7081975
Email del comune: sindaco@zafferana-etnea.it

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


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