Licata
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Licata | |||
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Stato: | ![]() |
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Regione: | ![]() |
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Provincia: | ![]() |
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Coordinate: | |||
Altitudine: | 8 m s.l.m. | ||
Superficie: | 178,91 km² | ||
Abitanti: |
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Densità: | 218,08 ab./km² | ||
Frazioni: | Torre di Gaffe, Mollarella | ||
Comuni contigui: | Butera (CL), Camastra, Campobello di Licata, Naro, Palma di Montechiaro, Ravanusa | ||
CAP: | 92027 | ||
Pref. tel: | 0922 | ||
Codice ISTAT: | 084021 | ||
Codice catasto: | E573 | ||
Nome abitanti: | Licatesi | ||
Santo patrono: | Sant'Angelo | ||
Giorno festivo: | 5 maggio | ||
Sito istituzionale | |||
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Licata è un comune di 39.016 abitanti della provincia di Agrigento. Le sue origini risalgono alla Preistoria. II nome di Licata appare, quasi nella forma attuale, già in età Normanna. Nei secoli XI e XII, infatti, si ritrova Leocata, o Licata, assieme alla denominazione colta di Olimpiada, nome di evidente origine greca. Nel museo archeologico della città, il Museo Archeologico della Badia, sono presenti numerosi documenti dell'antica storia di Licata.

[modifica] Geografia
Il territorio comunale, che si estende per 24 km lungo la costa meridionale della Sicilia è prevalentemente pianeggiante, con alcuni modesti rilievi collinari.
In generale può dirsi che la morfologia è fortemente caratterizzata dalla presenza del fiume Salso che ha dato origine ad una pianura alluvionale detta la Piana. Il Salso sfocia nel mare di Licata con un estuario che divide quasi a metà l'area urbana. Licata è divisa ad est dal comune di Butera dal torrente Cantigaglione, che sfocia in località Punta Due Rocche.
Il centro abitato è posizionato al limite occidentale del Golfo di Gela, ed è disposto a ridosso di una collina detta la Montagna.
Il litorale, sebbene segnato in varie parti dall'edificazione selvaggia degli anni '70 e '80, conserva caratteri di naturalità che ne fanno uno dei più belli di tutta la costa meridionale della Sicilia, soprattutto per l'alternarsi di ambienti sabbiosi e rocciosi caratterizzati dalla presenza di ampie praterie di Posidonia Oceanica.
[modifica] Il Nome
Il nome Licata nei vari secoli ha avuto una particolare evoluzione.
Il documento più antico che cita il nome di Licata è l'atto di donazione da parte di Ruggiero d'Altavilla a Gerlando, vescovo di Agrigento, dove la città viene indicata con l'appellativo di Limpiadum.
In un documento dello stesso anno, proveniente dall'archivio della cattedrale di Agrigento, figura invece con l'appellativo di Lecatam.
Sul significato del nome della città nel corso dei secoli sono state formulate molte ipotesi; deriverebbe dal saraceno al Kalata (repe fortificata, castello, luogo forte); da alikìs (salsedine), da un presunto Alì signore del castello di questa città; da alica, ossia una specie di frumento che abbondava nelle campagne licatesi; da alga, pianta marina che in dialetto è ancora adesso detta alica, di cui il mare di Licata è ricchissimo; da Lica, madre di Dafni, una delle divinità ctonie adorate anche nel territorio di Licata; da alukon, nome greco del Salso; da alec (sale) ed ata (presso) nell'idioma musulmano, con allusione al fatto che la città sorgeva presso il mare e il fiume salato; da alico, altro appellativo geografico del Salso; da Aluca, città sorta sulle rovine di Finziade; da leon (leone) e cata (presso), con allusione forse a quel leone di grande altezza e di bella fattura, che anticamente era scolpito nella dura pietra dello Stretto, a 9Km dalla città e che secondo il Serrovira fu distrutto nel 1600 dallo spagnolo Emanuele Filiguerra.
Secondo Benedetto Rocco, infine, Alicata deriva dall'accusativo del nome greco Halykàda (città posta sul Salso).
[modifica] Storia
[modifica] Le origini
Numerose indicazioni storiche indicano la città esistente già nel III secolo a.C., come dimostrato anche da recenti scavi archeologici, in cima alla Montagna. A proposito delle origini della città esistono versioni contrastanti: alcuni sostengono che la città, in origine, coincideva con la colonia greca Gela, fondata da Antifemo di Rodi e da Entimo di Creta nel 690 a.C. Altri scostengono invece la tesi per cui la città, chiamata Finziade, sarebbe stata fondata nel 282 a.C. da Finzia, tiranno di Agrigento, il quale, distrutta Gela, trasferì nel nuovo insediamento tutti gli abitanti della città sconfitta. I sostenitori di quest'ultima ipotesi fanno coincidere l'antica Gela con l'attuale città di Gela.
[modifica] Fenici,Greci,Cartaginesi e Romani
Prima dell'arrivo dei Greci, il sito di Licata, tra il XII secolo a.C. e l'VIII secolo a.C., fu frequentato dai Fenici, mentre alla fine del VII secolo a.C., sul "Gelae Mons" (ovvero la collina di Licata), fu edificato, da parte dei Geloi, un forte di guardia per presidiare la foce del fiume Himera. Nel VI secolo a.C., Falaride, tiranno di Agrigento, in guerra con Gela, occupò parte del territorio erigendo un avamposto fortificato.
Nel IV secolo a.C. la città fu occupata dai Cartaginesi che rimasero fino al 256 a.C.. Fu in questo anno che si combatté, nel mare di Licata, durante la Prima Guerra Punica, la famosa battaglia navale di Capo Ecnomo(per Polibio la più grande battaglia navale dell'antichità), dove i Cartaginesi con 250 navi e 15.000 marinai affrontarono i Romani del console Marco Attilio Regolo, con al seguito 230 navi e 97.000 uomini fra soldati, e marinai. A seguito della battaglia, la città fu conquistata dai Romani vincitori. Sotto i Romani si espanse l'attività commerciale e con essa la dimensione della città.
[modifica] Il primo cristianesimo e il periodo bizantino
Il paleo-cristianesimo ha lasciato il segno della sua presenza nelle necropoli ricavate all'interno delle grotte nell'attuale quartiere di Santa Maria. Il primo nucleo dell'attuale centro storico si sviluppò durante il periodo bizantino, attorno al castello a mare di Lympiados.
[modifica] Arabi e Normanni
L'inizio della dominazione araba a Licata ha inizio nell'anno 827 quando la città fu conquistata dal cadì Asad. Tale dominazione durò più di duecento anni e si concluse con la conquista da parte dei Normanni, avvenuta il giorno 25 luglio 1086.
Durante il periodo Normanno Licata visse un'età felice: venne riconosciuta Città Demaniale (ovvero soggetta alla sola giurisdizione della Corona) e insignita dell'onorificenza di "Dilectissima" nel 1234 dall'imperatore Federico II di Svevia che le diede come emblema l'aquila imperiale che tuttora è il simbolo della città.
[modifica] Angioini, Aragonesi e Spagnoli
Nel 1270 si instaura in Sicilia il regno Angioino. Licata, che conta circa 7.000 abitanti ed è soggetta a pesantissime vessazioni, partecipa alla rivoluzione dei Vespri Siciliani: guidati dai baroni Rosso Passaneto e Bernardo Passaneto, i licatesi insorgono e vengono assaliti e saccheggiati i presidi francesi presenti in città.
Durante il regno di Alfonso I d'Aragona la città riceve il titolo di "Fidelissima" (1447).
Sotto la lunghissima dominazione spagnola, Licata, visse alterne fortune.
Un evento particolarmente drammatico fu quello che si ebbe nel luglio del 1553, quando la città venne saccheggiata e distrutta dal pirata Dragut (giacché gli Ottomani, alleati dei francesi, erano in guerra con la Spagna). In seguito a tali vicissitudini, alla fine del Cinquecento, furono ricostruite le mura e venne edificata una poderosa torre di guardia sulla sommità del colle Sant'Angelo (che domina a tutto'oggi la città).
Licata cominciò lentamente a rivivere e ciò grazie anche ad una immigrazione di cittadini maltesi (1565) approdati a Licata per mettersi in salvo dalle continue aggressioni della flotta ottomana. Nonostante un periodo nefasto che ebbe a perdurare a causa della peste del 1625 e della carestia del 1647, successivamente, e per tutto il secolo XVII, la città si sviluppò sempre più all'interno della cinta muraria, interamente ricostruita, e vennero edificate numerose opere civili e religiose. La colonia maltese, incrementatasi ulteriormente per una nuova immigrazione avvenuta nel 1645, diede origine al primo borgo extra moenia di Licata (l'attuale quartiere di S. Paolo) sulle propaggini nord-orientali del colle Sant'Angelo, in prossimità dell'antica chiesa di Santa Agrippina, che in seguito fu dedicata a San Paolo, protettore di Malta.
Il porto diventò molto frequentato da parte di imbarcazioni di tutto il Mediterraneo, in special modo dai mezzi mercantili che venivano a rifornirsi di grano.
A cavallo tra il VII secolo e il VIII secolo venne avviata una vasta opera di riqualificazione urbanistica in seguito alla quale venne ampliato il Cassaro. Lungo il Cassaro (oggi c.so Vittorio Emanuele), furono edificati diversi palazzi da parte delle principali famiglie patrizie, cosicché venne a definirsi l'attuale connotazione barocca del centro storico. Nei primi anni dell'Ottocento si ebbe l'ultimo sbarco di pirati turchi che vennero però respinti.
[modifica] Il Risorgimento
Nel 1820 Licata si sollevò contro i Borboni. La resistenza contro il re di Napoli fu guidata dal patriota Matteo Vecchio Verderame. Durante l'Impresa dei Mille, dopo lo sbarco di Garibaldi a Marsala, la città insorge ed invia un proprio contingente armato al seguito dell'Eroe dei Due Mondi. Il figlio di Garibaldi, Menotti, insieme a Nino Bixio, fu ospitato nella notte del 20 luglio 1860 nel palazzo del marchese Cannarella. Dopo la cacciata dei Borboni, quando la città, come tutta la Sicilia, passò sotto il controllo del governo piemontese, Licata ospitò, in qualità di comandante della 9ª compagnia del 57º reggimento di fanteria, lo scrittore Edmondo De Amicis.
[modifica] Dall'Unità d'Italia ai giorni nostri
Negli anni compresi tra il 1870 e il 1872, furono costruiti il ponte sul fiume Salso, il porto commerciale, e diverse strade che permisero il collegamento diretto con le miniere di zolfo presenti nella parte interna del territorio. Furono realizzate cinque raffinerie, tra le quali la più importante d'Europa.
Le miniere e le attività commerciali ad esse connesse determinarono un grosso sviluppo socio-economico, creando un indotto che fece la fortuna della città. Licata divenne così residenza abituale di famiglie facoltose, nobili e borghesi, nonché di numerose sedi consolari e questo favorì una intensa attività edificatoria, durante la quale furono costruiti numerosi palazzi e ville liberty, alcune delle quali furono progettate da Ernesto Basile ed affrescate da Salvatore Gregorietti.
Nel 1922 iniziano anche a Licata gli anni bui del fascismo che termineranno il 10 luglio 1943, quando la 3ª divisione di fanteria USA sbarcò sulle coste della Playa, prendendo possesso della città.
Prima la guerra e dopo la crisi dello zolfo (di ottima qualità, ma le cui caratteristiche imponevano l'impiego di tecniche di estrazione divenute poco competitive), determinarono un progressivo impoverimento del territorio, segnando una svolta in senso negativo per le condizioni economiche generali, che spinse molti licatesi ad emigrare verso il nord dell'Italia e verso altri Paesi, soprattutto in Germania, Belgio e Francia e, Oltreoceano, negli USA, in Argentina ed in Venezuela.
Fortunatamente, nonostante una situazione economica disastrata e uno sviluppo edilizio abnorme e non regolato nelle periferie (soprattutto tra gli anni '70 e '80), Licata ha conservato gran parte del suo patrimonio artistico, monumentale e naturale, che oggi costituisce la sua ricchezza più grande. Il clima (temperatura media annua 18ºC, pioggia media annua 430 mm), il mare pulito, e la bellezza del centro urbano ne fanno una tappa da non mancare in un tinerario turistico in Sicilia.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti
[modifica] Luoghi d'interesse
Le dominazioni succedutesi in Sicilia nel corso dei millenni hanno lasciato una presenza tangibile oltre che nei ritrovamenti archeologici anche nell'architettura civile e religiosa e nella struttura urbanistica della città: ne sono testimonianza l'impianto arabo del quartiere della Marina, la struttura del quartiere Maltese di S.Paolo e le la tipologia barocca dei corsi principali.
Numerosi sono i ritrovamenti archeologici risalenti al Paleolitico, il Mesolitico e il Neolitico. Particolarmente degni di nota sono l'ipogeo Stagnone Pontillo, la monumentale necropoli a grotte artificiali di Monte Petrulla, la Grangela (opera idraulica di epoca preellenistica), il frourion di Falaride (fortezza di epoca greca), nonché i resti della città greca di Monte Sant'Angelo.
Molti dei reperti ritrovati presso questi ed altri siti di rilevanza archeologica ritrovati nel territorio comunale sono conservati ed esposti presso il Museo Archeologico cittadino, nei locali del chiostro della Badia.
Tra i beni monumentali di maggior pregio si citano:
- il Castel Sant'Angelo: un fortino di avvistamento spagnolo risalente alla fine del XVI secolo dal quale è visibile gran parte del litorale e della Piana di Licata;
- la Chiesa di Santa Maria La Nova (Matrice): di impianto quattrocentesco e con rifacimenti di epoca barocca, ospita la Cappella del Cristo Nero;
- Santa Maria La Vetere: nel quartiere di Santa Maria, è la chiesa più antica e prima matrice di Licata, di origini due-trecentesche;
- il Carmine: il complesso duecentesco, formato dalla chiesa e dal convento, ha subito una riedificazione nel 1700, su disegno di Giovanni Biagio Amico;
- il Palazzo di Città, tipica espressione del liberty siciliano, realizzato su progetto di Ernesto Basile;
- le ville liberty: costruite sulla collina che si erge sulla città, costituivano le residenze delle famiglie nobili e borghesi degli inizi del Novecento;
A Licata è inoltre presente l'Osservatorio Avifaunistico Foce del Salso.
[modifica] Il Mare e le Spiagge
Il territorio di Licata si estende per circa 20Km sulla costa che si presenta molto variegata,si passa dai luoghi con tratti sabbiosi come le spiagge di Falconara fino ad arrivare alla Playa ad oriente della città,fino a passare da Marianello e alle suggestive scogliere del Cavalluccio e della Nicolizia, delle bellissime spiaggie dorate di Mollarella e Poliscia e continuando anche alle belle spiaggie di San Nicola e Pisciotto ad occidente.
[modifica] Media e telecomunicazioni
Periodici Locali | TV regionali o locali | Radio locali |
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Frequenze radio ascoltabili a Licata:
- FM 104,0 - Radio Fly Network
[modifica] Feste Religiose
[modifica] L'Addolorata di Sant'Agostino
Il venerdì prima della Domenica delle Palme si svolge l'Addolorata. E' una ricorrenza molto sentita e partecipata a Licata, ed apre di fatto le funzioni religiose della Settimana Santa. Il suo culto fu inserito nel 1755. La processione del simulacro ligneo settecentesco della Madonna Addolorata portata a spalle dalla Confraternita dell'addolorata stessa,esce alle ore 10:00 dalla piccola chiesa di Sant'Agostino, sita nell'antica zona della marina che si affaccia sul porto, seguita da una moltitudine di fedeli scalzi (segno di voto e di miracolo ricevuto) e da bambine vestite con gli abiti simili all'Addolorata. Percorre lentamente un tratto del centro cittadino,facendo una breve sosta verso le 13:00 davanti al palazzo di città.,ripartendo arriva davanti all'antica chiesa e convento del Carmine e poi tornando indietro arriva dopo 5 ore nella chiesa Madre dove sosterà fino alla sera della Domenica delle Palme. La domenica verso le 19:00 dopo la funzione religiosa il simulacro esce dalla chiesa Madre e percorre dinuovo le vie cittadine,suggestivo è il momento quando la Madonna arriva "Sutta l'arcu'" una strada cui la statua per passare da quel tratto deve essere abbassata fino al punto di toccare quasi terra,un tratto molto suggestivo e toccante; continuando la lunga processione il simulacro arriva nella chiesa dei Sette Dolori (antica chiesa che prende il nome proprio in onore della madonna Addolorata dove custodisce una delle più antiche statue dell'addolorata) e fa una breve sosta davanti la chiesa; verso mezzanotte la processione arriva al porto dove l'addolorata entra dentro la caserma della Capitaneria di Porto cui li avviene la benedizione del mare e di tutti i marinai; verso l'01:30 la processione arriva nella chiesa di Sant'Agostino dove al grido di "VIVA MARIA ADDOLORATA" rientra nella sua chiesa dove verra deposta nell'altare maggiore e venerata per tutto l'anno da migliaia di fedeli, in attesa della prossima processione.
[modifica] Il Venerdì Santo
Le funzioni della Settimana Santa trovano il culmine nella processione del Venerdì Santo, che si sviluppano in diverse fasi per tutto l'arco della giornata. La prima processione avviene in notturna, alle ore 3, e si muove dall'antica chiesa di San Girolamo, nel cuore della Marina. Viene portato, in forma privata, ma seguito da centinaia di fedeli, il simulacro del Cristo che sarà posto sulla croce sul Calvario allestito nel luogo occupato, fino a metà '800 dalla chiesa del Purgatorio. Il Cristo, posto su una lettiga e accompagnato dalla Madonna Addolorata, viene collocato in una cappella allestita al piano terra del palazzo La Lumia, famiglia Nobile di Licata. A mezzogiorno, sempre dalla chiesa di San Girolamo, si avvia la processione del Cristo portatore della Croce, che percorre i due corsi principali, prima di entrare nella cappella La Lumia Dove la statua del Cristo portatore della Croce viene sostituito dalla statua portata la notte prima e sistemata attaccata ad una colonna, la processine continua fino a giungere al Calvario. Il momento forse più solenne delle funzioni del Venerdì Santo è nella processione serale del Cristo deposto su un bellissimo letto tutto intarsiato e dorato percorre le vie cittadine, e dopo due brevi soste nella chiesa del Carmine e nella chiesa Madre fa il suo rientro a San Girolamo.
[modifica] Sant'Angelo
Il 5 Maggio è la festa del patrono, Sant'Angelo Martire, centro della festa è la seicentesca chiesa di Sant'Angelo, nel cuore barocco del centro storico. Le giornate sono movimentate soprattutto dalla lunga fiera che si apre un paio di giorni prima della festa e si conclude il 6 Maggio. La fase più coinvoilgente è la processione della pregevole urna argentea seicentesca che custodisce i resti del Santo. E' una processione molto movimentata, alla quale partecipa una folla immensa e festante, l'urna del Santo è accompagnata quattro ceri, macchine lignee seicentesce portate in processione da diverse categorie di lavoratori. Nei diversi momenti della processione si assiste, in precisi punti del percorso, alla corsa sia dell'urna che dei ceri. Vorrebbero rappresentare le diverse fasi della vita del Santo e del viaggio che lo condusse a Licata. La stessa processione, ma senza la partecipazione dei ceri si svolge la prima domenica dopo ferragosto, in memoria di una scampata pestilenza XVI secolo
[modifica] Personalità legate a Licata
- Rosa Balistreri (1927-1990), cantautrice
- Santi Buoni (1880-1915), matematico
- Angelo Italia (1628-1700), architetto - a lui si deve il progetto urbanistico barocco della nuova Noto nel 1693.
- Filippo Re Capriata (1867-1908), fisico - è stato uno dei precursori della TV, con un saggio scientifico apparso in Francia nel 1903
- Vincenzo Linares (1804-1847),letterato,poeta, patriota.
- San Giuseppe Maria Tomasi ( 1649-1713) cardinale italiano.
- Giuseppe Cannarozzi (1756-1833) Storico
- Salvatore Corvaja (1872-1962) Pittore e scultore
- Vincenzo Dainotto Penna (1817-1902) Antiborbonico
- Gaetano De Pasquali (1818-1902) Magistrato italiano, scrittore. Fu artefice della costruzione del Porto
- Didaco Ferula (seconda metà XVI-1642) Sacerdote-scrittore e poeta
- Raimondo Saverino (1923- 1944) Partigiano. A lui è intestato un monumento nella sua citta natale
- Ignazio Spina (...-...) Scultore. Ha realizzato molte statue per la chiesa madre a Licata e nei comuni vicini.
[modifica] Sport
Negli anni '80 il Licata Calcio fu artefice di una prodigiosa scalata che lo portò in pochi anni dal calcio dilettantistico alla serie B nella stagione 1988/89 dove rimase per due anni. Attualmente il Licata Calcio è in Eccellenza.
[modifica] Impianti sportivi
- Stadio comunale "Dino Liotta"
- Stadio comunale Calogero Saporito
- Palasport Nicolò Fragapane
[modifica] Economia
L'economia è prevalentemente basata su agricoltura e pesca.
Grande rilevanza ha avuto nei secoli il porto: nell'antichità è stato un importante punto di riferimento nel Mediterraneo per lo smistamento di merci, soprattutto del grano; in tempi più recenti, nella prima metà del Novecento, è stato largamente impiegato per la commercializzazione dello zolfo proveniente dalle miniere di tutta la Sicilia. Progressivamente la valenza commerciale ha subito un ridimensionamento cosicché, ad oggi, risultano essere prevalenti le attività legate alla pesca, composta da una flotta di barche di media e piccole imbarcazioni che escono in mare ogni notte e rientrano giornalmente portando a terra del buono e fresco pesce locale.
[modifica] Gemellaggi
Licata è gemellata con:
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Rag. Angelo Biondi dal
Centralino del comune: 0922868111
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito ufficiale del Comune di Licata
- Museo Archeologico della Badia
- Sito della Chiesa Madre
- Sito del Santuario Sant'Angelo
- Sito della Confraternita di "San Sirolamo" a Licata
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