Pesce
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
![]() |
||||||
![]() Morone chrysops |
||||||
Classificazione scientifica | ||||||
|
||||||
Taxa | ||||||
Appartenenti al subphylum dei vertebrati, con oltre 22.000 specie coprono quasi il 50% del totale delle specie del gruppo; i pesci (o ittiopsidi) sono animali che vivono nelle acque e respirano l'ossigeno disciolto in esse mediante branchie. Non possiedono zampe ma pinne, che permettono loro di muoversi nell'elemento fluido con particolare efficacia.
Si distinguono tra i vertebrati per il lungo periodo di evoluzione (350 milioni di anni circa) che ha consentito lo sviluppo di tutte le forme attuali che si sono sviluppate e adattate ad ogni tipo di condizioni e alimentazione, specializzandosi e riempendo anche gli spazi di nicchia nei vari ambienti naturali.
Indice |
[modifica] Anatomia
Molto diversi, tutti i pesci presentano caratteristiche comuni, necessarie alla sopravvivenza. I lunghi tempi di evoluzione hanno tuttavia permesso la divisione in oltre 20.000 specie diverse, alcune delle quali divise in sottospecie. Si può quindi comprendere come la difficoltà nell'integrare tutta questa biodiversità in un solo schema.
- A - Pinna dorsale
- B - Raggi della pinna
- C - Linea laterale
- D - Rene
- E - Vescica natatoria
- F - Apparato d Weber
- G - Orecchio interno
- H - Cervello
- I - Narici
- L - Occhio
- M - Branchie
- N - Cuore
- O - Stomaco
- P - Cistifellea
- Q - Milza
- R - Organi sessuali interni (ovaie o testicoli)
- S - Pinne ventrali
- T - Colonna vertebrale
- U - Pinna anale
- V - Coda (pinna caudale)
Altri elementi non segnalati: barbigli, pinna adiposa, genitali esterni (gonopodio)
[modifica] Morfologia
L'habitat dove la specie è stanziata e il tipo di alimentazione hanno plasmato, mediante l'evoluzione, il corpo dei pesci, rendendoli estremamente diversificati. Le forme anatomicamente più comuni sono:
- Fusiforme - la forma più comune, adottata dai pesci che vivono nei fiumi, nei laghi da moltissime specie pelagiche, grandi nuotatori. Offre poca resistenza all'acqua;
- Appiattita dorsalmente - forma ideale per i pesci che vivono vicini alla superficie e che da essa traggono nutrimento. Non a caso alcune specie presentano occhi sporgenti per poter localizzare insetti e altre prede;
- Compressa lateralmente - adottata da molti pesci di barriera corallina o dai grandi Ciclidi, è la forma ideale per i pesci che si muovono tra piante sommerse o rocce, in zone senza correnti;
- Appiattita sull'addome - adottata dai pesci detritivori, presenta un addome piatto per meglio aver presa sul fondale o sulle rocce, dove questi pesci vivono e si nutrono;
- Compresso ai fianchi e carenato - è una forma particolare, idrodinamica e aerodinamica, poiché spesso le specie che hanno questa forma sono capaci di guizzare e planare per alcune decine di metri a pelo e fuori dall'acqua;
- Anguilliforme - corpo allungato e flessibile, come quello delle anguille. Una forma ideale per i pesci che perlustrano gli anfratti o vivono tra la sabbia alla ricerca di cibo o al sicuro dai predatori;
- Aghiforme - anche questa è una forma allungata ma il corpo è rigido. Le specie con corpo aghiforme vivono vicini alla superficie oppure si confondono con le alghe;
- Squaliforme - una forma praticamente perfetta per la caccia: corpo idrodinamico, affusolato, abituato alle lunghe nuotate ma anche agli scatti, con una possente muscolatura;
- Piatta - tipica forma delle sogliole e delle razze, è adottata da pesci che vivono sul fondo, mimetizzandosi o predando. I pesci appiattiti sul fianco presentano entrambi gli occhi sul fianco opposto, mentre le razze e i trigoni sono appiattiti sul ventre e hanno una lunga coda;
- Ovaloide - o a parallelepipedo, sono le forme dei pesci che hanno corpo tozzo e muscoloso, spesso ricoperte di aculei o placche ossee.
- Cavallina - è la forma tipica dei cavallucci marini e del pesce drago, che presentano testa con forme simili a cavalli e corpo snello, con portamento quasi sempre eretto e coda prensile.
[modifica] Bocca
Nei pesci la bocca si è evoluta in base allo stile di vita e all'habitat colonizzato. Solitamente si tende a dividere la bocca in base alla direzione, in quanto pesci che vivono in superficie hanno bocca rivolta verso l'alto, pesci che vivono a mezza altezza hanno la bocca parallela al corpo e pesci di fondo hanno la bocca orientata verso il basso. Ciò è vero, ma esistono numerose altre tipologie, come la bocca a ventosa, tipica dei pesci di fondo, dove le labbra si sono allargate per formare un organo di ancoraggio.
Altri pesci hanno sviluppato bocche tubolari, per meglio aspirare oppure "piluccare" tra gli anfratti rocciosi. I pesci predatori presentano bocche estroflettibili, che permettono loro di allungare la mandibola per una maggior portata. Altamente specializzata è la bocca di predatori come piranha e squali, quest'ultimi forniti di denti in file multiple (fino a 7!) di denti ossei e di un'apertura boccale sufficiente a contenere foche o esseri umani.
[modifica] Pinne
![]() |
Per approfondire, vedi la voce Pinne. |
Gli organi di locomozione dei pesci sono le pinne, cioè degli arti formati da raggi ossei cartilaginei collegati da una membrana di pelle.
Esse sono suddivise in
- impari (1 o più dorsali, 1 caudale, 1-2 anali)
- pari (pettorali e addominali). Queste pinne nei vertebrati terrestri daranno origine agli arti.
[modifica] Pinne speciali

Oltre alle normali pinne alcune specie (Characidae, Mochokidae, ecc) presentano un'ulteriore pinna dopo quella dorsale: essa prende il nome di pinna adiposa poiché è composta soltanto da un lembo di tessuto adiposo. Le sue dimensioni variano a seconda delle specie e sembra serva ad aumentare la stabilità durante gli spostamenti orizzontali.
Altre specie presentano il primo (o più) raggio delle pinne dorsali e pettorali come una spina o addirittura un aculeo cavo collegato a dotti veleniferi (Scorpaenidae) utilizzati a scopo difensivo ma anche in delicati momenti riproduttivi.
Sempre a scopo riproduttivo altre famiglie di pesci (Poeciliidae, Goodeidae, Anablepidae, ecc) hanno sviluppato un particolare organo riproduttore, chiamato gonopodio adatto alla fecondazione interna di questi pesci ovovivipari: esso consiste in una modifica della pinna anale in un tubo munito di microscopici uncini all'estremità che viene incastrato nella papilla genitale femminile e permette il passaggio del liquido seminale nel corpo della femmina. Il gonopodio non è erettile ma rigido e mobile.
[modifica] Scaglie e pelle
Come tutti i vertebrati, i pesci presentano una pelle composta da due strati: l'epidermide (la parte esterna) e il derma (riccamente vascolarizzato e localizzato nella parte interna della pelle). Tuttavia la maggioranza dei pesci ossei (Osteitti) sono ricoperti da scaglie, posizionate sopra l'epidermide, di materiale osseo (simile alla dentina) incastrate una con l'altra come tegole di un tetto, che crescono come crescono agli animali unghie e peli.
La loro funzione è quella di coprire il corpo del pesce rendendolo liscio e idrodinamico; in questo sono aiutate da un muco che il derma secerne e lascia fluire all'epidermide e quindi alle scaglie: una sorta di "pelle invisibile" vischiosa che aiuta il pesce a scivolare nell'acqua.
Le scaglie si dividono in:
- ctenoidi - hanno bordi muniti di minuscoli dentini;
- cicloidi - sono circolari, con bordi arrotondati e sovrapposte in modo da mostrare solo il 20% della loro intera superficie. Presentano inoltre anelli di accrescimento come i tronchi degli alberi;
- ganoidi - la scaglia è quasi interamente esposta alla superficie dell'acqua poiché di forma romboidale; sono inoltre molto lucenti perché ricoperte di ganoina, una sostanza che rende simili a vetro le scaglie;
- placoidi - presenti solo sui Selacei (squali, razze...).
- cosmoidi - particolare tipo di scaglia tipico dei Crossopterigi, soprattutto dei Celacantidi, ma presenti anche nei Dipnoi;
Ma non tutti i pesci hanno le scaglie: alcune specie, soprattutto quelle che vivono sui fondali, presentano piuttosto delle piastre (ossee o estremamente cheratinizzate) tanto da venire chiamati anche "pesci corazzati" se non pelle nuda ispessita. Addirittura l'intero corpo può essere ricoperto di vere e proprie placche ossee come in certi "pesci scatola" o di scaglie evolute in spine, come nei pesci palla o istrici.
[modifica] Organi interni
[modifica] Organi di senso
![]() |
Per approfondire, vedi la voce Linea laterale. |
L'udito viene percepito mediante la vescica natatoria, la quale trasferisce le vibrazioni all'apparato di Weber, connesso con il cervello. Il gusto viene normalmente percepito ed elaborato nella bocca e nel cavo faringeo e serve principalmente a distinguere i cibi ed evitare sostanza dannose. Molto spesso i pesci immettono nella bocca qualsiasi cosa capiti davanti a loro: trattengono questa sostanza giusto il tempo per capire se è digeribile e, in caso contrario, la sputano. La stessa cosa succede negli squali, i quali prima addentano per assaggiare e in base al sapore decidono se quel che hanno morsicato è una preda oppure no (a ciò si devono fortunatamente i numerosi sopravvissuti agli attacchi degli squali: non siamo di loro gradimento!). In molte specie gli organi gustativi sono posizionati anche all'esterno della testa e nei barbigli sulle labbra. Gli osfronemidi addirittura presentano recettori del gusto sulle pinne ventrali, trasformate in sottili appendici mobili che il pesce usa tastando quel che ha intorno.
I pesci presentano inoltre le narici, che non hanno funzione respiratoria (tranne che nei pesci con apparato boccale a ventosa) ma prettamente olfattiva: esse sono delle rientranze tubolari ricoperte di rosette olfattive che percepiscono le particelle odorose (sangue, putrefazione, muco di altri pesci, piante). L'acqua è convogliata all'interno e poi estromessa.
La vista è un senso che i pesci hanno sviluppato in maniera differente, in base al loro stile di vita. La maggior parte di essi presenta gli occhi ciascun su un lato: ciò consente loro di avere un campo visivo di quasi 360° e una visione monoculare (ognuno dei due occhi mette a fuoco indipendentemente dall'altro) e grandangolare, non ad alta definizione ma che permette di controllare l'eventuale avvicinarsi di un pericolo.
I predatori e i pesci sdraiati su un fianco presentano invece occhi ravvicinati e visione binoculare, con un campo visivo ad alta definizione davanti alla loro testa, adatto ad avvicinarsi alle prede.
Tuttavia moltissime specie di pesci abitano in grotte o negli abissi marini, dove filtra pochissima luce oppure regnano le tenebre eterne. Alcuni pesci (ad esempio, gli Opisthoproctus) hanno sviluppato occhi telescopici e fortemente ingrandenti, adatti a sfruttare la flebile luce che proviene dall'alto. Altre specie (Astyanax) hanno addirittura atrofizzato i loro occhi fino a farli sparire, poiché nel loro habitat sono inutili. I pesci presentano anche un organo di senso non presente in altri vertebrati: la linea laterale. Essa è costituita da una serie di canalicoli che corrono lateralmente nella testa e nel corpo dell'animale, collegati con l'esterno tramite piccoli pori, e ha la funzione di percepire variazioni di bassissima frequenza o flebili campi elettrici.
[modifica] Apparato respiratorio
![]() |
Per approfondire, vedi la voce Branchia. |
La maggior parte dei pesci compie gli scambi gassosi attraverso branchie localizzate ai lati della faringe. Alcuni pesci (come gli squali) possiedono parecchie aperture branchiali anche se nella norma ogni pesce è dotato di una sola apertura per lato, che può essere coperta da un opercolo. Le branchie sono costituite da strutture filamentose, fortemente vascolarizzate. Quando il pesce assume acqua ricca di ossigeno attraverso la bocca la fa passare attraverso le branchie a livello delle quali avviene l'assunzione dell'ossigeno e l'eliminazione dell'anidride carbonica. Alcuni pesci (come i dipnoi) si sono adattati alla respirazione tramite polmoni per rimediare ai lunghi periodi di mancanza d'acqua.
[modifica] Vescica natatoria
![]() |
Per approfondire, vedi la voce Vescica natatoria. |
La vescica natatoria nasce nel corso dell'evoluzione per permettere a determinati organismi, quali vertebrati teleostei, movimenti lungo una colonna d'acqua. È un organo tipicamente appartenente all'anatomia dei pesci, formatosi tramite l'ingestione di una bolla d'aria e l'introflessione di una parte del tratto gastro-esofageo, che rende il movimento degli stessi facilitato nell'elemento liquido.
Esistono due tipi diversi di vesciche natatorie: se la stessa risulta connessa al tratto gastro-esofageo il pesce sarà di tipo fisostoma se invece non risulta connessa sarà fisoclisti.
[modifica] Apparato digerente
Nei pesci il nutrimento viene ingerito attraverso la bocca, e passando poi per l'esofago, arriva allo stomaco o a ventrigli, che secernono enzimi digestivi. Intervengono anche nella digestione enzimi provenienti da fegato e pancreas. Le sostanze nutritive vengono assorbite tramite l'intestino e gli scarti espulsi tramite l'ano.
[modifica] Apparato circolatorio
Nei pesci l'apparato circolatorio è chiuso e semplice. Il sangue è pompato da un cuore a due camere verso le branchie, da queste raggiunge l'intero corpo dell'animale per ritornare poi al cuore.
[modifica] Sistema escretore
Alcuni sostanze di rifiuto sono eliminate direttamente tramite le branchie, altre vengono eliminate dai reni, organi escretori che filtrano il sangue. Da notare che i pesci marini tendono a perdere acqua per osmosi e dunque producono un'urina molto concentrata, mentre succede l'opposto nei pesci d'acqua dolce, che tendono ad assorbire acqua. In quei pesci che migrano dal mare ai corsi d'acqua dolce i reni hanno dunque la capacità di adattarsi al cambiamento di salinità. Apparato circolatorio: il cuore è adiacente alla regione branchiale, racchiuso in un pericardio. Il sangue segue il percorso seno venoso, atrio, ventricolo, cono arterioso, aorta ventrale, cinque paia di archi branchiali afferenti, capillari branchiali, quattro paia di archi branchiali efferenti, aorta dorsale, varie arterie. Dalla coda: vena caudale, vene portali ai reni e altre grandi vene che si dirigono verso i seni venosi, che si connettono al seno venoso del cuore. Dal tubo digerente: vena porta epatica, vene epatiche, seno venoso. La circolazione è unica, il sangue passa una sola volta in tutto il circuito attraverso il cuore, nel quale è sempre venoso, non ossigenato.
[modifica] Sistema nervoso
Il sistema nervoso centrale della maggior parte dei pesci è costituito dal cervello e dal midollo spinale, anche se la forma e le dimensioni delle varie parti del cervello variano sensibilmente nelle diverse specie.
[modifica] Scheletro e muscolatura

Come gli altri vertebrati i pesci presentano un endoscheletro che può essere cartilagineo o osseo. Lo scheletro osseo consiste solitamente di un cranio, dotato di mascelle fornite di denti, di una colonna vertebrale di costole e di ossa di varie forme che sostengono le pinne.
La maggior parte dei pesci si sposta contraendo alternativamente i muscoli inseriti ai lati della colonna vertebrale. Ogni massa muscolare è composta da una serie di segmenti. La loro contrazione produce un'ondulazione che spinge il pesce in avanti. Le pinne sono utilizzate come stabilizzatori o per aumentare la velocità del nuoto.
[modifica] Biologia
[modifica] Riproduzione
La maggior parte dei pesci è ovipara, cioè si riproduce mediante uova che vengono fecondate e si sviluppano all'esterno del corpo materno. Alcuni pesci abbandonano le uova casualmente, altri costruiscono un nido o le ricoprono di sedimenti. Solo poche specie adottano delle cure parentali proteggendo il nido o i giovani avannotti. Alcuni pesci (in particolare Condroitti, come gli squali, ma anche alcuni Osteitti come i celacanti) presentano fecondazione interna e sono vivipari. Una piccola minoranza di pesci è ovovivipara.
[modifica] I pesci bevono?
Il corpo degli esseri viventi è composto da una certa percentuale d'acqua, così quello dei pesci, che vivono immersi in un fluido (l'acqua) in cui sono disciolti alcuni mg di sali minerali per litro. Secondo il fenomeno conosciuto come osmosi, quando due soluzioni con diversa concentrazione sono separate da una membrana semi-permeabile la soluzione meno concentrata si sposta verso l'altra, cercando di equilibrare la concentrazione da entrambe le parti. Così avviene anche nel corpo dei pesci, poiché la pelle altro non è che una membrana semi-permeabile. Vivendo in tipi di acque diverse però, i pesci d'acqua dolce e quelli d'acqua salata disporranno dell'acqua in modo diverso.
I pesci d'acqua salata vivono immersi in una soluzione a maggior concentrazione dell'acqua presente nel loro corpo. A causa di ciò sono soggetti a continua perdita di liquidi dalla pelle e soprattutto dalle branchie. Per rimpiazzare i fluidi persi devono bere molto: i reni filtreranno l'acqua salata e produrranno pochissima urina, molto concentrata, che permetterà l'espulsione del sale.
I pesci d'acqua dolce viceversa vivono immersi in una soluzione meno concentrata dei fluidi corporei: non necessitano di bere poiché essa tende a penetrare nella pelle diluendo i liquidi e costringendo i pesci a espellere grandi quantità di acqua tramite urine.
[modifica] Sonno
Anche i pesci dormono, ma il loro sonno può essere di due tipi diversi. Si ha il riposo vigile, che corrisponde a una specie di veglia dove il cervello viene fatto riposare ma i sensi sono attivi, e il sonno vero e proprio, inteso come sospensione delle attività.
Essendo privi di palpebre, non è possibile capire a prima vista lo stato di un pesce soprattutto se, come succede ad alcuni squali o altre specie pelagiche, questi continuano a nuotare per permettere il passaggio di acqua nelle branchie e quindi la respirazione.
In altre specie tuttavia il sonno è ben riconoscibile, come per alcune specie di pesci di barriera corallina, che di notte si avvolgono in uno spesso strato di muco (con funzione di neutralizzare odori e sapori rendendoli invisibili ai predatori) da cui usciranno la mattina successiva; o come alcuni Cobitidi, che dormono appoggiati su di un fianco.
Non bisogna poi associare il buio e la notte con il sonno, poiché esistono tantissime specie notturne, soprattutto predatori, che riposano di giorno e di notte si aggirano tra i fondali o gli scogli per nutrirsi di pesci addormentati.
[modifica] Acque dolci, salate o salmastre
I pesci abitano tutte le acque presenti sul nostro pianeta; acque che vengono divise solitamente in dolci, salate e salmastre. La differenza sta nelle quantità di sali disciolte per litro.
Nel corso del tempo i pesci si sono adattati ai vari ambienti, rispondendo alle regole biologiche e fisico-chimiche della natura (vedi capitolo I pesci bevono?).
Tuttavia esistono pesci che possono cambiare tipo di acqua durante la vita, da dolce a salata e viceversa, per motivi riproduttivi o alimentari, come i Salmoni e le Anguille, e altri che vivendo in acque lagunari possono permettersi di spingersi nel mare o nei fiumi che sfociano in laguna (Monodattili, alcuni pesci palla, ecc...).
[modifica] Etologia
[modifica] Linguaggio visivo - livree e tecniche
[modifica] Comportamento
Nonostante l'immaginario comune attribuisce ai pesci un sistema cognitivo relativamente semplice e poco plastico ai cambiamenti dell'ambiente, alcune recenti ricerche documentano invece come, alla base del loro comportamento, vi sia un meccanismo comune ad altri vertebrati più vicini all'Uomo. È noto ad esempio come alcune funzioni cognitive quali la vigilanza da un predatore o l'osservazione di un conspecifico vengano elaborate prevalentemente da porzioni differenti del sistema nervoso dei teleostei, in maniera analoga a quanto si osserva nell'uomo per altre funzioni, dove le aree cerebrali del linguaggio sono localizzate prevalentemente a sinistra mentre le abilità visuo-spaziali si collocano maggiormente nell'emisfero destro.
[modifica] Intelligenza
I pesci sembrano essere in grado di risolvere anche problemi in apparenza molto complessi per il sistema nervoso di cui dispongono: una recente ricerca pubblicata su Animal Cognition (Agrillo et al, 2007) documenta ad esempio come, alla base delle scelte sociali verso gruppi di conspecifici di diversa numerosità, vi sia l'applicazioni di abilità numeriche spontanee simili a quelle osservate anche in altri animali come uccelli, ratti e scimmie. Sembra in sostanza che i pesci dispongano di un sistema rudimentale di calcolo matematico che permetta loro di distinguere quali tra due gruppi presentati sia il più numeroso.
[modifica] Convivenze particolari
Sono numerosissimi i casi che vedono pesci convivere con disparate specie animali potenzialmente pericolose (perché predatori) o con particolari batteri che permettono la bioluminescenza. Spesso si tratta di mutualismo, ma esistono anche casi di parassitismo, seppure imperfetto.
Solo per citare alcuni esempi, è il caso di numerose specie che si nascondo tra i tentacoli delle meduse e dei famosi pesci pagliaccio (Amphiprioninae) che vivono tra i tentacoli urticanti degli anemoni marini senza esserne vittime, per merito di un particolare muco secreto dalla pelle che non attiva le temibili nematocisti degli anemoni.
Particolarmente interessante e studiato è il comportamento di un piccolo gruppo di pesci del genere Labroides (Labridae), la cui specie più conosciuta è Labroides dimidiatus che, nutrendosi di piccoli crostacei e vermi che parassitano comunemente molti pesci, sono dei graditissimi abitanti della barriera corallina, al punto nei pressi delle loro tane si formano delle vere e proprie stazioni di sosta dove molti pesci attendono con pazienza di essere "ripuliti", lasciando pascolare questi pesciolini neroazzurri perfino tra le branchie e i denti. Una mansuetudine stimolata da una particolare danza che il piccolo pulitore esegue per essere riconosciuto. Una così inconsueta fiducia non poteva che essere sfruttata: esiste un piccolo blennide (Aspidontus taeniatus) assai simile nell'aspetto ma con una voracità ben maggiore che, dopo aver danzato in modo simile al pulitore si avvicina al pesce fermo alla stazione di pulitura e lo morde velocemente, fuggendo con un morso di carne o di branchia.
Anche se non vero mutualismo, molto conosciuti e studiati i rapporti che i Pesci pilota e le Remore instaurano con i loro "compagni di viaggio": questi pesci infatti sfruttano la protezione di grandi predatori (squali, razze, mante, tartarughe e cetacei) nuotando loro vicino o addirittura adesi ad essi, cibandosi degli avanzi dei loro pasti.
[modifica] Ricca fonte per l'alimentazione umana
Fin dagli albori dell'umanità, il pesce ha rappresentato un'importante fonte di cibo e soprattutto, variabilissima. La presenza di pesce facilmente catturabile è stato inoltre uno dei motivi per cui i primi insediamenti umani sono nati nelle immediate vicinanze di mari o corsi d'acqua.
Nel corso del tempo l'uomo ha imparato a sfruttare al meglio i prodotti ittici e proprio nell'ultimo secolo si sono sviluppate politiche di pesca atte da una parte ad aumentare la quantità del pescato e dall'altra a preservare pesci troppo giovani e rispettare i tempi di riproduzione.
Tuttavia miliardi di esseri umani che dipendono dal mare concorrono in percentuale altissima all'impoverimento e al rischio di estinzione di molte specie. In soli 100 anni l'impoverimento dei mari e dei fiumi è stato altissimo, e solo negli ultimi decenni si è arrivati a capire l'importanza della biodiversità acquatica, istituendo riserve di pesca, incentivando l'acquacoltura (allevamento) e proibendo l'uso delle reti a strascico se non per particolari prodotti ittici.
Ancora oggi è l'Oriente e in particolar modo il Giappone a dover dipendere dalle specie marine nella quasi totalità della dieta alimentare, consumato principalmente crudo (sushi e sashimi).
Visitando il mercato del pesce più grande del mondo, lo Tsukiji a Tokio, ci si rende conto di come l'uomo sfrutta ormai le acque dal di sopra delle loro possibilità. In questo mercato infatti sono presenti più di 10.000 specie commestibili di pesci e molluschi, che giungono ormai da tutte le aree pescose del mondo (il pesce più quotato è il tonno del Mediterraneo, in particolare quello sardo, che arriva in Giappone surgelato), a volte con prodotti il cui reale bisogno alimentare è messo in discussione dal mondo occidentale, come le pinne di squalo, cetacei (mammiferi, ma pur sempre a rischio di estinzione) e il pesce palla, peraltro mortale se non trattato a dovere.
[modifica] Ecologia e pericoli
Come già descritto nel capitolo precedente, la pesca intensiva degli ultimi secoli ad opera dell'uomo è una delle cause che mettono in pericolo la vita nelle acque.
Il pericolo più comune purtroppo è l'inquinamento delle acque. Nel corso dell'ultimo secolo l'industrializzazione, l'aumento della popolazione e di conseguenza l'aumento di scarichi di vario tipo nelle acque ha creato forti disagi tra i pesci che se nel migliore dei casi hanno via via abbandonato il corso o lo specchio d'acqua, nel peggiore sono colti all'improvviso da sostanze velenose o cancerogene. Ciò comporta anche il rischio di avvelenare l'intero ecosistema, uomo compreso e di vedere in alcuni casi morire l'intero corso d'acqua (vedi eutrofizzazione).
Meno comuni ma terribilmente disastrosi sono le perdite di petrolio in mare ad opera di incidente alle petroliere o agli oleodotti, con conseguente fuoriuscita di petrolio, che tende a ricoprire la superficie prima e il fondo poi, soffocando con una pesante e tossica coltre nera pesci, uccelli e piante. In caso di incidenti come questi solo dopo decenni la vita riprende rigogliosa (se riprende), spesso contando alcune assenze tra le specie e creando così disequilibri nelle catene alimentari.
In molti paesi tropicali inoltre ha luogo la pesca indiscriminata per l'acquariofilia, principalmente per le specie che non si riproducono in acquario o l'allevamento è meno conveniente della cattura. Se nelle acque dolci il problema è meno sentito, lungo le barriere coralline esso è visibile, in quanto molti pescatori locali usano spruzzare una soluzione di cianuro per intontire i pesci e catturarli. Oltre a rischiare la vita del pesce spesso vengono uccisi i polipi del corallo nelle immediate vicinanze.
Per quanto riguarda i pericoli naturali dei pesci si possono annoverare molti casi di parassitosi da parte di crostacei, molluschi e vermi. Il detto popolare Sano come un pesce ha ben poco di vero: i pesci sono soggetti a molte malattie, tanto quanto tutte le altre classi animali e vegetali, tuttavia in natura è difficile vedere pesci gravemente ammalati, in quanto la selezione naturale fa sì che questi spesso vengano eliminati dai predatori.
[modifica] I pesci nella cultura, nell'arte e nella religione
Presente nella dieta umana dalla Preistoria, il pesce è rappresentato in tutte le civiltà del bacino mediterraneo assieme agli altri alimenti offerti dalla natura. E nelle prime religioni matriarcali, il pesce è simbolo della Dea Madre, rappresentazione grafica del ventre femminile (simbologia che i Celti manterranno per secoli). Appaiono, secoli dopo, anche negli affreschi tombali egizi come nei mosaici romani di età imperiale, alimento ma anche simbolo di fertilità e di sessualità (il delfino, considerato un pesce, era il simbolo di Afrodite e della sua corrispettiva babilonese, Freya). Come non ricordare poi le mitiche sirene omeriche e gli dei-pesci fenici? O ancora la presenza nei miti indiani di Maya, il pesce parlante?
L'avvento del Cristianesimo concorre ad attribuire al pesce un significato mistico: Gesù cerca i suoi discepoli tra i pescatori e dice loro "Vi farò pescatori di uomini" e compie il miracolo dei pani e dei pesci.
Durante le persecuzioni, i primi cristiani idearono un acronimo con la semplificazione della parola greca ichthys (pesce): Iesus Christos Theou Yios Soter, ICTYS appunto, cioè Gesù Cristo figlio di Dio Salvatore e usarono questa sigla o solo l'immagine del pesce per indicare i primi luoghi di culto o addirittura i cristiani stessi.
Durante i secoli successivi il pesce venne raffigurato assieme ai discepoli, ma l'arte fiamminga inserisce i pesci e gli altri prodotti del mare nelle splendide e dettagliate nature morte che contraddistingue i pittori nordici dal XV secolo. Nell'arte moderna e contemporanea il pesce sarà soggetto sporadico.
L'arte orientale (cinese e giapponese soprattutto) così sensibile alle bellezze della natura, negli ultimi quattro secoli ha prodotto tavole e oggetti di scultura di raffinata fattura, in parallelo all'"arte" della selezione di varietà di pesci rossi e carpe koi dalle livree incantevoli, oggetto di vanità tra i nobili del tempo.
[modifica] I pesci come animali domestici: l'Acquariofilia
![]() |
Per approfondire, vedi la voce Acquariofilia. |
L'acquariofilia è un hobby che vede le sue antiche origini nell'allevamento a scopo alimentare che già i Romani fecero con le specie a loro più gradite, e che venne ripresa e studiata a fondo nel corso dei secoli, fino ad approdare alla fine del XIX secolo forte delle innovazioni tecnologiche come vetri a basso costo, energia elettrica ed esplorazioni geografiche di Amercihe e Africa. Grande impulso allo sviluppo scientifico di questo hobby lo diede il grande naturalista Konrad Lorenz, padre dell'etologia, quella scienza che studia il comportamento animale. Si scoprì quindi che i pesci erano animali più complessi di quanto si era mai pensato prima.
Dal Secondo Dopoguerra l'Acquariofilia conobbe un periodo florido, che non si è mai interrotto, arrivando a sviluppare diverse branche di questa disciplina naturalistica e permettendo numerosi studi etologici e biologici. Negli ultimi decenni si è arrivati ad un'acquariofilia consapevole, che tiene grandemente in considerazioni le particolari esigenze fisiologiche delle centinaia di specie preposte all'allevamento in cattività, la maggior parte delle quali ormai sono riproducibili facilmente in acquario. Essere acquariofili oggi significa conoscere elementari concetti di chimica e di biologia, applicandoli come risposta alle esigenze degli organismi viventi che si allevano.
Il mercato è ampio e concorrenziale, alimentato anche da numerosi allevatori che si scambiano varie specie, alcune delle quali particolarmente difficili da trovare in commercio. In questo modo si è giunti a conservare in cattività un patrimonio biologico che è sempre più minacciato dalle distruzioni degli ambienti naturali da fattori antropici, tanto che oggi alcune specie non sono considerate estinte soltanto perché capillarmente diffuse negli acquari degli appassionati di tutto il mondo.
[modifica] Classificazione
![]() |
Per approfondire, vedi la voce Classificazione tassonomica dei pesci. |
Tradizionalmente col termine pesci si identificano tutti i Vertebrati acquatici non Tetrapodi, inclusi nella superclasse degli Agnati (pesci privi di mascelle) e in alcune classi viventi di Gnatostomi: Condroitti (pesci cartilaginei), Attinopterigi e Sarcopterigi. In precedenza questi ultimi due gruppi costituivano l'unica classe degli Osteitti (pesci ossei).
[modifica] Bibliografia
- (IT) Steve Parker. I Pesci. Storia naturale, comportamento, vita segreta. , De Agostini, 2003. EAN 9788841810552
- (IT) Patrick Louisy. Trainito, Egidio (a cura di) Guida all'identificazione dei pesci marini d'Europa e del Mediterraneo. Milano, Il Castello, 2006. ISBN 888039472X
- (IT) Francesco Costa. Atlante dei pesci dei mari italiani. , Mursia, 2004. ISBN 884253188X
- (IT) Stuart Carter; Malcolm Greenhalgh. Riconoscere i pesci d'acqua dolce d'Italia e d'Europa. , Muzzio, 2003. ISBN 8874130880
- (IT) Sergio Zerunian. Condannati all'estinzione? Biodiversità, biologia, minacce e strategie di conservazione dei pesci d'acqua dolce indigeni in Italia. , Il Sole 24 Ore Edagricole, 2002. ISBN 8850647786
[modifica] Voci correlate
- Lista delle famiglie di pesci
- Pesci d'acquario d'acqua dolce
- Pesci d'acquario d'acqua salata
- Nomenclatura L-number
[modifica] Altri progetti
Wikizionario contiene la voce di dizionario «Pesce»
Wikiquote contiene citazioni sul Pesce
[modifica] Collegamenti esterni
![]() |
Pesce su DMoz (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Pesce") |