Steaua Bucarest
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Vitezistii (I Velocisti), Roş-Albaştrii (Rossi-Blu), Militarii (I Militari), Magica Steaua (Il Magico Steaua) | ||||
Segni distintivi | ||||
Uniformi di gara
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Colori sociali: | Blu-Rosso | |||
Dati societari | ||||
Città: | Bucarest | |||
Paese: | ![]() |
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Confederazione: | UEFA | |||
Federazione: | ![]() |
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Fondazione: | 1947 | |||
Presidente: | ![]() |
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Allenatore: | ![]() |
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Palmarès | ||||
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Titoli nazionali: | 23 | |||
Trofei nazionali: | 20 Coppe di Romania 4 Supercoppe Rumene |
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Trofei Internazionali: | 1 Coppe dei Campioni 1 Supercoppe d’Europa |
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Stadio | ||||
Stadio Ghencea (28.000 posti) |
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Contatti | ||||
FC Steaua Bucureşti Grand Office, Hotel Marriott |
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www.steauafc.com |
La Steaua Bucarest, ufficialmente, dal 1998, FC Steaua Bucureşti, è una società di calcio di Bucarest, in Romania. Milita nella Liga I, la massima divisione del campionato rumeno.
È il club più titolato del Paese e l'unico dell'Europa orientale, insieme alla Stella Rossa di Belgrado, ad aver vinto la Coppa dei Campioni. Gioca le partite interne nello Stadio Ghencea della capitale (28.000 posti).
Indice |
[modifica] Storia
La Steaua viene fondata il 7 giugno 1947 come ASA (Asociaţia Sportivă a Armatei, cioè Associazione Sportiva dell'Esercito), in quanto polisportiva del Ministero della Difesa: nel calcio rileva una precedente società calcistica rumena, il Carmen Bucarest.
Già 3 anni dopo vince il primo titolo della sua blasonata storia, la Coppa di Romania, seguita l'anno dopo dallo scudetto. All'indomani del titolo nazionale le viene imposto il nuovo nome di CCA (Casa Centrală a Armatei).
Il nome attuale, Steaua (stella in rumeno), le viene assegnato nel 1961.
Dal dopoguerra alla fine degli anni '70 aveva vinto 9 titoli nazionali e 13 Coppe di Romania, senza mai retrocedere in seconda divisione, ed avviando un'accesa rivalità con la Dinamo, l'altra grande squadra di Bucarest.
Ma, pur godendo di grande prestigio in patria, mai era riuscita a distinguersi nel panorama europeo. Del resto qui le squadre dell'est, pur dotate di ottimi giocatori, avevano avuto ben poca fortuna.
Ma con l'inizio degli anni '80, la Steaua cade in una grave crisi: la mancanza di fondi (statali) e la traballante dirigenza provocano un lungo digiuno. Almeno fino all'arrivo di Emeric Jenei.
[modifica] Il trionfo europeo del 1986
Dopo 7 anni dall'ultimo titolo nazionale, la Steaua torna a vincere il titolo rumeno nella stagione 1984-85.
Artefice del successo è Emeric Jenei, allenatore di grandi doti strategiche che aveva preso le redini del club di Bucarest quando esso versava nella profonda crisi dei primi anni '80.
Jenei punta su un gruppo ben amalgamato, con giocatori di ottimo livello: tra essi brillano campioni quali il capitano Balint, i goleador Boloni (di professione dentista) e Piturca, il regista Belodedici e, soprattutto, il portiere Duckadam.
Nonostante l'organico di ottime qualità e l'assenza delle squadre inglesi (sospese a tempo indeterminato in seguito alla strage dell'Heysel dell'anno prima), nessuno immagina la Steaua come possibile favorita per il titolo finale nella Coppa dei Campioni 1985-1986. Ma gli uomini di Jenei incantano tutti, con un gioco forse non bello da vedere ma profondamente efficace, attendista e ostruzionistico, che cerca di impedire agli avversari di giocare per poi infilarli in contropiede.
I primi due turni (contro i danesi del Vejle Boldklub e gli ungheresi della Honved) sono semplici formalità.
Sulla carta parrebbe altrettanto facile anche la sfida dei quarti di finale, dove la Steaua è stata fortunosamente contrapposta ai finlandesi del Kuusysi Lathi, di gran lunga l'avversario più debole del lotto. Forse per questo gli uomini di Jenei prendono con leggerezza la sfida, e all'andata a Bucarest non riescono a perforare il muro difensivo eretto dagli avversari. La Steaua è così costretta alla trasferta in Finlandia con la qualificazione in bilico e nel match il Kuusysi si rende spesso pericoloso, fino alla stoccata vincente di Piturca, che regala la semifinale ai rumeni.
Qui la Steaua raggiunge i belgi dell'Anderlecht, favorito per la qualificazione alla finale. Nell'andata a Bruxelles i rumeni puntano soprattutto a difendersi: vengono trafitti solo da una rete di Vincenzo Scifo, ma riportano a casa un passivo (1-0) assai recuperabile. E infatti nel match di ritorno la musica cambia: l'Anderlecht viene letteralmente travolto (3-0) dalla furia della Steaua, che si impone con una doppietta di Piturca e un gol di Balint.
La finale va in scena il 7 maggio 1986 allo stadio Ramon Sanchez Pizjuan di Siviglia, in Spagna, e la Steaua si trova di fronte proprio una compagine spagnola, il Barcellona, allenato da Terry Venables. I blaugrana sono nettamente favoriti, sia per il fatto di giocare in patria, sia per il maggior spessore tecnico, il grande carisma e la blasonata tradizione.
Sospinti da oltre 70.000 tifosi (i rumeni sono invece pochissimi, a causa delle restrizioni sull'espatrio imposte dalla dittatura di Ceausescu), i catalani vogliono vincere l'unica coppa europea che manca alla loro bacheca, ma vengono ingabbiati dalla rete difensiva della Steaua, magistralmente pilotata da Belodedici. Lo Steaua scende in campo con Boloni, Belodedici, Iovan, Piturca, Bumbescu, Duckadam, Majaru, Lacatus, Balan, Balint, Barbulescu. In una finale dai poveri contenuti tecnici, la Steaua raggiunge il suo principale obiettivo: giocarsi la coppa ai calci di rigore. Qui danno sfoggio delle proprie qualità i due portieri, Urruticoechea da una parte e Duckadam dall'altra, che neutralizzano i tentativi a rete rispettivamente dei rumeni Majaru e Boloni e degli spagnoli Alesanco e Pedraza. Si presenta quindi sul dischetto il giovane rumeno Marius Lacatus (futuro giocatore della Fiorentina ed attuale presidente del club) che non sbaglia; l'incredibile Duckadam invece neutralizza anche il tiro di "Pichi" Alonso. Anche Balint realizza, lasciando a questo punto nelle mani di Duckadam il rigore decisivo. Per il Barcellona si presenta sul dischetto Marcos, ma il portierissimo rumeno intercetta anche stavolta, mandando in tripudio un intero Paese. [la steaua a un record difficilmente egualiabile di tre campionati senza perdere.]
[modifica] Il biennio seguente
Da Campione d'Europa la Steaua può arrotondare il bottino nella Coppa Intercontinentale e nella Supercoppa Europea: non riesce nella prima impresa, battuta 1-0 a Tokyo dagli argentini del River Plate, ma conquista la seconda, 1-0 con goal del giovane Gheorghe Hagi (futuro pilastro della Steaua), a spese della Dinamo Kiev di Valeri Lobanovski.
Due anni dopo il trionfo di Siviglia, la Steaua (allenata da Anghel Iordanescu) giunge in semininale di Coppa dei Campioni, dove però viene eliminata (0-0 e 0-2) dai portoghesi del Benfica. L'anno dopo torna in finale, ancora una volta in Spagna, ma a Barcellona. Questa volta i rumeni affrontano il fortissimo Milan di Arrigo Sacchi. I sogni di gloria della Steaua vengono spenti da una pesante sconfitta per 4-0 con doppiette di Gullit e Van Basen. La disfatta segna la fine dell'epopea dei rumeni in Europa.
[modifica] Dal 1990 ai giorni nostri
Crollato il regime dittatoriale di Nicolae Ceauşescu, la Steaua nel 1990 viene privatizzata. Acquistata dal politico ed uomo d'affari rumeno George "Gigi" Becali, ne è recentemente divenuto presidente l'ex-pilastro Marius Lacatus.
Nel 1998 la squadra di calcio viene scorporata dalla società polistpotiva e assume l'attuale nome.
Sempre ai vertici del calcio rumeno (ben 6 scudetti consecutivi, dal 1992-93 al 1997-98), la Steaua oggi vanta ben 20 Coppe Nazionali, 5 Supercoppe di Romania e 23 scudetti, l'ultimo conquistato nella stagione 2005-06, con Cosmin Olaroiu allenatore per buona parte del campionato.
Le partecipazioni alla Champions League sono però state di scarso successo, venendo quasi sempre eliminata nei turni preliminari o al primo turno. Nel 1995-96 si trova di fronte anche la Juventus futura Campione d'Europa. A Torino vincono 3-0 gli uomini di Lippi, mentre a Bucarest, con la Juve già qualificata, è 0-0, in un campo coperto dalla neve.
Nella passata stagione la Steaua ha sfiorato l'impresa di tornare in una finale europea, precisamente di Coppa UEFA. Eliminata nel terzo turno preliminare di Champions League dai norvegesi del Rosenborg, è stata "retrocessa" in Coppa UEFA. Qui ha superato il primo turno (in cui ha incontrato pure la Sampdoria) per poi eliminare nei sedicesimi l'Heerenveen (3-1 e 0-1), negli ottavi il Betis Siviglia (0-0 e 3-0) e nei quarti i "cugini" del Rapid Bucarest (1-1 e 0-0). In semifinale si è però arresa al Middlesbrough di Massimo Maccarone: vinta l'andata in casa (1-0), in Inghilterra la Steaua si è trovata in vantaggio per 2-0 per poi subire un'incredibile rimonta del "Boro" (2-4).
Nelle due stagioni successive la squadra è tornata a disputare la UEFA Champions League. Nella stagione 2006/2007 si trovò in un girone di ferro costituito da Real Madrid, Olimpique Lyon e Dinamo Kiev. La prima partita Dinamo Kiev - Steaua Buc. finì 1-4 a favore della squadra rumena e fece sognare milioni di tifosi romeni. Dopo questa brillante vittoria seguirono altri due pareggi contro il Lyon e la Dinamo Kiev. 3° posto aggiudicato e proseguì in Coppa Uefa dove poco dopo fu eliminata dal Siviglia FC. Nell'attuale stagione , 2007-2008, la squadra rosso-blu finì il girone con un solo punto ottenuto da un pareggi casalingo contro lo Slavia Praga e quindi sull'ultimo gradino del girone. Partecipanti al girone anche l'Arsenal di Wenger ed il Siviglia FC. Sulla panchina della formazione di Bucarest si sono succeduti, dal 2006, Cosmin Olăroiu, Gheorghe Hagi, Massimo Pedrazzini e Marius Lăcătuş, l'attuale tecnico.
[modifica] Rosa 2007-2008
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[modifica] Giocatori celebri
Valentin Badea
Valentin Bădoi
Gavrilă Pele Balint
Miodrag Belodedici
Ladislao Bölöni
Adrian Bumbescu
Nicolae Dică
Helmuth Duckadam
Carlos Alberto Fernandes
Gheorghe Hagi
Victoraş Iacob
Adrian Ilie
Anghel Iordănescu
Marius Lăcătuş
Dorinel Munteanu
Dan Petrescu
Ilie Dumitrescu
Mirel Rădoi
Iosif Rotariu
Iulian Ochirosii
Sorin Paraschiv
Gheorghe Popescu
Cyril Théréau
[modifica] Rivalità
La più grande rivalità dello Steaua è quella con la Dinamo Bucarest. Il Marele Derby (in italiano Grande Derby) è da 60 anni la partita tra le due squadre più titolate di Romania: con 41 titoli, i due club hanno conquistato 23 degli ultimi 26 campionati. Tra l'ottobre del 1991 e l'aprile del 2000, lo Steaua ha avuto il periodo d'oro del derby, imbattuta per un record di 19 partite, sia in campionato che in coppa.
La seconda antipatia per importanza è quella con il Rapid Bucarest: recentemente molti incontri sono terminati con violenti disordini causati dai tifosi, soprattutto ultras. La rivalità è notevolmente aumentata quando, nel 2006, lo Steaua sconfisse ai quarti di finale l'altra compagine di Bucarest.
La squadra ha altre rivalità minori con altre squadre non fondate a Bucarest, come il CFR Cluj, l'Universitatea Craiova e la Politehnica Timişoara.
[modifica] Palmares
[modifica] Nazionali
Campionato di calcio rumeno: 23 (record)
- Coppe di Romania: 20 (record)
- Supercoppe di Romania: 5 (record)
[modifica] Internazionali
Coppe dei Campioni: 1 (record rumeno)
Supercoppe Europee: 1 (record rumeno)
[modifica] Non ufficiali
[modifica] Collegamenti esterni
- (RO) Sito ufficiale
- (RO) Sito FC Steaua.RO
- (RO) Sito steauaonline.com
- (RO) Video dei rigori di Steaua-Barcellona 1986 - prima parte
- (RO) Video dei rigori di Steaua-Barcellona 1986 - seconda parte
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Liga I rumena 2007/2008 | ![]() |
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