Vezza d'Oglio
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Vezza d'Oglio | |||
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Stato: | ![]() |
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Regione: | ![]() |
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Provincia: | ![]() |
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Coordinate: | |||
Altitudine: | 1.080 m s.l.m. | ||
Superficie: | 53 km² | ||
Abitanti: |
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Densità: | 27 ab./km² | ||
Frazioni: | Davena, Grano, Tù | ||
Comuni contigui: | Edolo, Grosio (SO), Incudine, Monno, Ponte di Legno, Sondalo (SO), Temù, Vione | ||
CAP: | 25059 | ||
Pref. tel: | 0364 | ||
Codice ISTAT: | 017198 | ||
Codice catasto: | L816 | ||
Nome abitanti: | vezzesi | ||
Santo patrono: | San Martino di Tours | ||
Giorno festivo: | 11 novembre | ||
Sito istituzionale | |||
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(Gregorio Brunelli, «Curiosi Trattenimenti contenenti ragguagli Sacri e profani dei Popoli Camuni», 1698[1])
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Vezza d'Oglio (Èsa in dialetto camuno[2]) è un comune di 1.424 abitanti della provincia di Brescia nell'alta Val Camonica.
Indice |
[modifica] Geografia fisica
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[modifica] Storia
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Per approfondire, vedi la voce Battaglia di Vezza d'Oglio. |
Il 13 ottobre 1336 il vescovo di Brescia investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Vezza Martino del fu Bonacorso de Figna.[3]
Il 15 maggio 1365 il vescovo di Brescia investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Breno, Vione, Vezza, Sonico, Malonno, Berzo Demo, Astrio, Ossimo e Losine Giovanni e Gerardo del fu Pasino Federici di Mù.[3]
Nel 1496 l'imperatore Massimiliano I viene albergato in Vezza da Bertoldo Federici, che per le eccessive spese che dovette contrarre dovette aumentare le decime che aveva su molte comunità della valle.[4]
Vezza subi in passato numerosi incendi: nel 1627, dove perirono più di sessanta persone, il 23 settembre 1681, con trenta deceduti ed infine il [[27 gennaio del 1807.[5]
[modifica] Feudatari locali
[modifica] Demografia
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti
[modifica] Personalità legate a Vezza d'Oglio
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] Chiese
Le chiese di Vezza d'Oglio sono:[6]
- Parrocchiale di San Martino, la fondazione si fa risalire ai monaci di Tours, è citata già a partire dal XII secolo. Ampliata nel XVIII secolo]. L'ingresso è in marmo di Vezza. La soasa è di Domenico Ramus.
- Chiesetta dell'oratorio, sulla facciata la rappresentazione della "morte del giusto", con tutti i presonaggi del dramma: sposa piangente, preste, l'angelo che porta l'anima in cielo e il diavolo scornato.
- Chiesetta di San Giovanni Battista, di struttira secentsca con portale in marmo.
- Chiesa di San Clemente, a venti minuti dal paese, è tra le più antiche della Valle Camonica, del secolo XII.
[modifica] Cultura
[modifica] Feste e sagre
- inizio febbraio: Caspolada al chiaro di luna, passeggiata agonistica notturna con le "caspole" racchette da neve. (ulteriori informazioni);
- fine luglio: La Dòna del züc, rassegna internazionale di gruppi folkloristici e canto e ballo popolare. (ulteriori informazioni);
- fine agosto: Red Rock Sky Marathon, impegnativa maratona con partenza e arrivo a Vezza d’Oglio. Il percorso è spettacolare e segue la Val Grande, mantenendosi sempre sopra i 2000m.
[modifica] Folklore
Gli scotöm sono nei dialetti camuni dei soprannomi o nomiglioli, a volte personali, altre indicanti tratti caratteristici di una comunità. Quello che contraddistingue gli abitanti di Vezza è Campanù.[7]
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Severino Fausto Bonavetti (lista civica) dal 14/06/2004
Centralino del comune: 0364 76126
Email del comune: info@comune.vezza-d-oglio.bs.it
[modifica] Note
- ^ Tratto da: Marcello Ricardi; Giacomo Pedersoli. Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve. Cividate Camuno, Toroselle, 1992. 383
- ^ Tratto da: Lino Ertani. Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica. Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980. 155
- ^ a b Tratto da: Roberto Celli. Repertorio di fonti medievali per la storia della Val Camonica. Brescia, Tipolitografia Queriniana, 1984. 80 ISBN 88-343-0333-4
- ^ Tratto da: Marcello Ricardi; Giacomo Pedersoli. Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve. Cividate Camuno, Toroselle, 1992. 386
- ^ Tratto da: Marcello Ricardi; Giacomo Pedersoli. Grande guida storica di Valcamonica Sebino Val di Scalve. Cividate Camuno, Toroselle, 1992. 385
- ^ Tratto da: Eugenio Fontana. Terra di Valle Camonica. Brescia, Industrie Grafiche Bresciane, 1984. 162
- ^ Tratto da: Lino Ertani. Dizionario del dialetto camuno e di toponomastica. Artogne, Tipografia M. Quetti, 1980. 155
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