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Soveria Mannelli - Wikipedia

Soveria Mannelli

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Soveria Mannelli
Panorama di Soveria Mannelli
Nome ufficiale: {{{nomeUfficiale}}}
Stato: bandiera Italia
Regione: Calabria
Provincia: stemma Catanzaro
Coordinate: 39°5′N 16°22′E / 39.08333, 16.36667
Altitudine: 774 m s.l.m.
Superficie: 20 km²
Abitanti:
3.509
Densità: 175 ab./km²
Frazioni: Colla, Pirillo, San Tommaso 
Comuni contigui: Bianchi (CS), Carlopoli, Colosimi (CS), Decollatura, Gimigliano, Pedivigliano (CS)
CAP: 88049
Pref. tel: 0968
Codice ISTAT: 079138
Codice catasto: I874 
Nome abitanti: soveritani 
Santo patrono: San Giovanni Battista 
Giorno festivo: 24 giugno 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Soveria Mannelli è una città di circa 3.500 abitanti, posta nella Sila Piccola, in provincia di Catanzaro, al confine con la provincia di Cosenza.

Indice

Geografia

Geografia fisica

Soveria è situata in una conca, solcata dal fiume Amato, formata dalla depressione dei contrafforti meridionali della Sila e del massiccio del Reventino.

Per l'altitudine è considerata territorio montano[1]: l'altitudine prevalente è di circa 800 m s.l.m. (minima 720 m, massima 988 m). Il sistema orografico, delimitato dai fiumi Amato e Corace, si dirama da NO a SE dal passo di Borboruso (836 m s.l.m.) al monte Tiriolo (949 m s.l.m.). Nel territorio di Soveria si identificano i monti Rosello (918 m), San Tommaso (940 m) ed Eremita (909 m). I boschi si estendono per più del 30% del territorio.

I corsi d'acqua hanno carattere torrentizio. Nel territorio di Soveria, in località Porta Piana, nasce il fiume Amato, che origina dalla confluenza dei ruscelli Sabettella (che nasce dal monte Rosello) e Occhiorosso (che nasce dal San Tommaso). Corsi minori sono gli affluenti di sinistra dell'Amato (i torrenti Scaglione, Menicone, Galice e Ruina) e gli affluenti di destra del Corace (i torrenti Quaresima e Guglielmino). Il Quaresima segna il confine col comune di Bianchi, il Guglielmino col comune di Carlopoli e il Galice con il comune di Decollatura.

Clima

L'altitudine e la presenza del monte Reventino, che la separa dal mare, fanno sì che il clima sia di tipo continentale, con inverni rigidi ed estati fresche; in media si hanno 106 giorni piovosi all'anno.

Territorio

L'abitato è in declivio, con la parte più antica (San Tommaso) in alto e la parte moderna, senza soluzione di continuo con la precedente, più in basso e disposta in posizione pianeggiante lungo la Strada Statale 19 delle Calabrie. Più distanti dal centro urbano le località di Colla, Pirillo e Santa Margherita.

Il comune ha fatto parte della provincia di Calabria Citeriore (capoluogo Cosenza) fino al 1816, quando fu trasferito nella provincia di Calabria Ultra Seconda (capoluogo Catanzaro), istituita proprio in quell'anno.

Soveria ha fatto parte della Diocesi di Martirano fino al 1818 quando, per gli effetti della Bolla Pontificia De utiliori, in seguito al concordato fra la Santa Sede e il Regno delle Due Sicilie, la Diocesi di Martirano fu soppressa e aggregata a quella di Nicastro[2], dal 1986 Diocesi di Lamezia Terme.

Soveria fa parte della Comunità Montana dei Monti Reventino Tiriolo Mancuso, la cui sede è per l'appunto a Soveria.

Storia

Soveria Mannelli, Palazzo baronale
Soveria Mannelli, Palazzo baronale
Soveria Mannelli, Municipio
Soveria Mannelli, Municipio
Soveria Mannelli, Obelisco celebrativo dell'impresa dei Mille
Soveria Mannelli, Obelisco celebrativo dell'impresa dei Mille
Soveria Mannelli, Centro storico (Portapiana)
Soveria Mannelli, Centro storico (Portapiana)
Soveria Mannelli, Piazza colonnello Bonini
Soveria Mannelli, Piazza colonnello Bonini

Etimologia

L'origine del nome Soveria Mannelli è controversa. Per alcuni il toponimo Soveria sarebbe legato alla presenza di querce da sughero[3]. Più verosimilmente il toponimo Soveria è legato alla presenza di sorbi[4] (suveru nel dialetto locale), mentre Mannelli sarebbe legato alla produzione, tipica in questo territorio, di tessuti di lino realizzata con strumenti artigianali in legno detti manni nel dialetto locale[5]. Una paretimologia fa derivare il toponimo Soveria da "suvare", vocabolo che, in dialetti in alcune zone della Calabria citeriore settentrionale, distanti tuttavia da Soveria Mannelli, è legato all'allevamento dei suini[6]. Di recente lo storico locale Ferdinando Leo, sulla base di documenti del XVII secolo, ha ipotizzato che il toponimo Mannelli, indicante originariamente l'attuale località di San Tommaso, derivasse dal cognome della famiglia Mannelli, mentre Soveria corrisponderebbe all'antico toponimo latino Subareae (da sub = sotto e areae = aie o aree, utilizzato per indicare i territori situati a quote più basse di Mannelli)[7].

Prima del 1807

La storia di Soveria Mannelli prima dell'autonomia amministrativa (1807) è legata alle alterne vicende politiche della contea di Martirano, dell'Università di Scigliano, una città demaniale, e della Terra di Motta Santa Lucia.

Il territorio fu frequentato sporadicamente verosimilmente già in epoca preistorica, come confermano alcuni rinvenimenti litici conservati nel Museo Provinciale di Catanzaro, che non sono stati studiati in modo approfondito e di cui non si conosce peraltro il sito esatto di ritrovamento. La vicinanza del fiume Amato, che si versa nel Tirreno, e del Corace, che sbocca nello Ionio, favoriva il passaggio di uomini e gli scambi di merci. I primi abitanti permanenti si stabilirono nel territorio di Soveria in epoca non precisabile: di loro non sono conosciute tracce scritte o reperti materiali.

Nel 1191, in località Ruina, si sarebbe combattuta una sanguinosa battaglia dai governatori di Nicastro e di Taverna (partigiani di Tancredi di Sicilia, figlio naturale di Ruggero il Normanno) contro Federico Lanza, uno dei capitani di Enrico VI di Svevia chiamato in loro aiuto dai governatori di Martirano e di Scigliano[8].

Dalle memorie storiche di Francesco Antonio Accattatis (1686-1766) si evince che alla fine del XVII secolo la città di Scigliano comprendeva sette quartieri e venti villaggi. L'abate Rosario Gualtieri, nelle aggiunte al libro dell'Accattatis, spiega che il terzo casale di Scigliano si soleva indicare con i nomi di Fornello, San Tommaso o Mannelli[9]. San Tommaso (o Mannelli) è la località posta nella parte più alta di Soveria Mannelli[10]; non si sa invece dove fossero ubicate le prime abitazioni di Fornello. Attualmente col nome Fornello viene indicata la collina situata fra i torrenti Sabettella e Occhiorosso, oltre Porta Piana, dove in realtà non c'è traccia di antiche costruzioni. Si ritiene pertanto che al tempo dell'Accattatis il nome "Fornello" dovesse estendersi anche alla collina prospiciente, dove attualmente sorgono via Maraschi, vico Tappi, via Indipendenza e il piccolo rione Bonacci, e dove sono presenti tracce di abitazioni costruite a partire dalla seconda metà del XVII secolo, posteriori pertanto alle più antiche costruzioni di San Tommaso[11].

Verso la fine del XVI secolo i territori di Fornello e San Tommaso erano soggetti in civilibus et criminalibus alla baronia di Pittarella, mentre dal punto di vista ecclesiastico gli stessi territori erano soggetti alla parrocchia di Motta. La baronia di Pittarella, alla quale i teritori di Soveria erano stati infeudati nel 1592, dagli Scaglione passò nel 1706 ai Matera e fu ereditata da due sorelle, appartenenti a quest'ultimo casato, che avevano sposato rispettivamente un Micciulli e un Passalacqua, dividendosi i beni: ai Micciulli spettò San Tommaso e ai Passalacqua (nel 1744), assieme ad altri beni, Pittarella, Fornello e Mannelli[12].

Si ritiene che fino ai primi decenni del '600 Soveria sia stata abitata soltanto nella stagione estiva. Alcune calamità, quali carestie e terremoti succedutesi nel XVII secolo indussero molte famiglie sciglianesi a trasferirsi nei casali dove possedevano terreni; pertanto Fornello, San Tomaso, Colla, Pirillo ed altri villaggi di Soveria ebbero incremento demografico ed edilizio posteriormente al 1638. Le frazioni Colla e Pirillo furono fondate da due fratelli Colosimo di Motta Santa Lucia che vi si stabilirono nel 1670, dopo aver ottenuto concessione di terre in enfiteusi da proprietari di Scigliano con regolare contratto notarile, come si legge nelle memorie civiche del parroco Giuseppe Talarico (secolo XVIII)[13]; nelle suddette memorie non vi è menzione delle località Colosimelli e Cardamonelli, ma le loro vecchie abitazioni ne denunciano l'origine coeva a Colla e Pirillo.

Le favorevoli condizioni ne fecero incrementare lo sviluppo edilizio, cosicché, dopo meno di un secolo, Soveria Mannelli era diventato il centro più popoloso della valle dell'Amato.

Durante il regno di Giuseppe Bonaparte, il 22 marzo 1806 a Soveria scoccò una rivolta popolare, contro le truppe di occupazione francesi, nota come i "Vespri calabresi". Guidati da Carmine Caligiuri un gruppo di soveritani assalì le truppe francesi uccidendo quattordici soldati. La rivolta si estese rapidamente ai paesi vicini. Tuttavia pochi giorni dopo, il 28 marzo, nel corso di uno scontro con le truppe francesi nei pressi di Scigliano, Carmine Caligiuri fu ucciso. Per rappresaglia, Soveria venne data alle fiamme. Il processo per la rivolta venne celebrato a Cosenza cinque anni dopo e si concluse con pesanti condanne per i soveritani: pena capitale Francesco Antonio Caligiuri e Matteo Inzelletto, 30 anni di reclusione per Cardamone dei Giurati, Giovan Battista Marasco e Francesco Cardamone[14].

Dopo il 1807

La data di nascita ufficiale del comune è stata fissata al 19 gennaio 1807, data in cui Soveria fu elevata a "luogo" dal governo di Rogliano[15]; il 19 gennaio 2007 è stato celebrato con una pubblica manifestazione, il 200° Anniversario della nascita del Comune di Soveria Mannelli.

Al momento della costituzione, al comune di Soveria erano uniti anche i territori del comune di Decollatura[16] e di Castagna. Sia Decollatura che Castagna si staccarono successivamente da Soveria per diventare comuni autonomi: Decollatura nel 1810; Castagna, assieme a Colla, nel 1832. Il comune di Castagna fu tuttavia soppresso nel 1863 e aggregato al comune di Carlopoli; ma nel 1870 Colla fu staccata da quest'ultimo e assegnata nuovamente e definitivamente al comune di Soveria[17].

il 30 agosto 1860 un corpo dell'esercito borbonico di 12 mila uomini, comandato dal generale Ghio, si arrese alle truppe garibaldine di Stocco, in seguito all'azione diplomatica svolta da Ferdinando Bianchi ed Eugenio Tano e sotto la minaccia dell'imminente arrivo dei volontari guidati dal maggiore Pasquale Mileti[18], [19]. I motivi alla base della resa delle truppe borboniche non sono tuttavia del tutto noti; le conseguenze furono tuttavia determinanti per l'occupazione del Sud. Commenta lo storico Raffaele de Cesare (1845-1918)[20]:

Collabora a Wikiquote « Si sbandò Ghio con diecimila uomini a Soveria Mannelli; e così la strada sino a Salerno, spazzata degli ultimi avanzi di difesa, restò libera allo incedere del glorioso manipolo, il quale non si trovò tra i piedi che soltanto dei gruppi di soldati paurosi o inermi, che salutavano, quasi con terrore, Garibaldi e i suoi al loro apparire. Lo sbandamento di Soveria fu l'espisodio decisivo di quella campagna, per il quale si affermò il trionfo della rivoluzione sul continente, e che ispirò a Garibaldi il celebre telegramma, da lui dettato a Donato Morelli, la mattina del 31 agosto, nella casa rustica di Acrifoglio: "Dite al mondo che ieri coi miei prodi calabresi feci abbassare le armi a diecimila soldati, comandati dal generale Ghio. Il trofeo della resa fu dodici cannoni da campo, diecimila fucili, trecento cavalli, un numero poco minore di muli e immenso materiale da guerra. Trasmettete a Napoli, e dovunque, la lieta novella". »
(Raffaele de Cesare, La fine di un Regno, Cap. XVII, Citta di Castello: S. Lapi, 1909)

Soveria Mannelli subì ingenti danni nel corso della Seconda guerra mondiale. Per la sua posizione geografica Soveria ospitava il comando del XXXI Corpo d'armata italiano. Il 5 settembre 1943 un violento bombardamento aereo alleato causò numerosi danni alle abitazioni civili, soprattutto a quelle localizzate nelle vicinanza della stazione ferroviaria del capoluogo, in prossimità della sede del comando del XXXI Corpo d'armata (le abitazioni della famiglia De Filippis, trasformate successivamente in sala cinematografica), e del comando delle truppe tedesche (la Villa Pellico attualmente concessa in fitto all'Ente Comunale dagli eredi del Dott. Guido Pellico).

Il 19 gennaio 2008, con decreto del Presidente della repubblica Giorgio Napolitano, Soveria Mannelli ha ottenuto il titolo di città per particolari benemerenze civiche.

Sindaci di Soveria Mannelli

Regno delle due Sicilie

1810: Lorenzo Scalzi
1811: Francesco Satriano
1812: Francesco Sacchi
1813-14: Santo Cimino
1815-16: Nicola Sirianni
1817: Felice Cristiano
1818-19 : Gaspare Cimino
1820: Raffaele Chiodo
1822: Michele Caligiuri
1823-25: Santo Cimino
1826-28: Antonio Sirianni
1829-31: Vincenzo Cardamone
1832-34: Francesco Chiodo
1835-37: Francesco Sirianni
1838-40: Luigi Chiodo
1841-43: Antonio Chiodo
1844-47: Antonio M. Caligiuri
1848-49: Antonio Ambrosio
1850-51: Luigi Cimino
1852-55: Francesco Sirianni
1856-59: Gabriele Marasco
1860 (gennaio-agosto): Carlo Sirianni

Regno d'Italia

1860 (settembre)- 1861: Raffaele Marasco
1861-63: Raffaele Caligiuri
1864-69: Carlo Sirianni
1870-1907: Michele Cimino
1907-11 : Guglielmo Bonini
1911-20 : Luigi Marasco
1920: Raffaele Colosimo
1921-22: Giulio Caligiuri
1922: Francesco Cordaro
1922-23: Rodolfo Cimino
1934: Antonio Sottile
1934-36: Michele Sirianni
1936: Rocco Gagliardi
1936-37: Giovanni Grandinetti
1937-44: Antonino Caruso
1944-45: Carmelo Peronace
1945-46: Eugenio De Filippis

Repubblica italiana

1946-49  : Vittorio Cimino
1949-52  : Michele Sirianni
1952-56  : Raffaele Marasco
1956-70  : Domenico Loiacono
1970-75  : Pietro Pingitore
1975-80  : Salvatore Pascuzzi
1980-85  : Domenico Loiacono
1985-2004: Mario Caligiuri
2004-  : Leonardo Sirianni

Evoluzione demografica

Abitanti censiti


Luoghi d'interesse

Monumenti

Monumenti Italiani
Questo è un monumento nazionale italiano. Per maggiori informazioni, consulta l'elenco specifico.
  • Una pregevole statua lignea raffigurante San Michele, proveniente anch'esso dall'Abbazia di Corazzo, posto nella Chiesa Parrocchiale, dedicata a San Michele, in località San Tommaso.
Lapide sulla casa in cui abitò Garibaldi nel 1860
Lapide sulla casa in cui abitò Garibaldi nel 1860
  • Monumento a Garibaldi in Piazza dei Mille: un obelisco quadrangolare in marmo bianco eretto nel 1888 in ricordo del disarmo dell'esercito borbonico del 30 agosto 1860.
  • La Fontana dei Francesi in via dei Vespri: è il luogo in cui scoppiò la scintilla dei moti antifrancesi nel marzo del 1806.
  • La Filanda dei Fratelli Leo: la più antica fabbrica calabrese della lana, fondata nel 1873, esempio di archeologia industriale: la produzione dei tessuti avviene ancora adoperando gli antichi macchinari ottocenteschi.
  • Il Palazzo: Fatto costruire verso la fine del XVI secolo dal barone di Pittarella Torquato Scaglione. Acquistato nel 1920 dalla famiglia Marasco.


Chiese

Parrocchiale San Giovanni Battista

La forma attuale risale ai primi del XIX secolo. In origine era una delle sei chiese rurali fatte costruire nella Diocesi di Martirano dal vescovo Mons. Mariano Pierbenedetti fra il 1577 e il 1591 nei luoghi montani. La chiesa consisteva in un piccolo oratorio, dedicato a San Giovanni Battista, costruito in vicinanza del Palazzo baronale, che nel 1668 venne elevato a parrocchia da Mons. Gian Giacomo Palemonio dietro richiesta del feudatario locale, il barone di Pittarella Francesco Scaglione, il quale si era impegnato a dotare la parrocchia di una rendita annua di dieci tomoli di grano germano e cinque carlini. La nuova parrocchia in realtà non funzionò mai come tale, sia per scarsità della popolazione permanente, sia perché la famiglia Scaglione non onorò i patti sottoscritti. Danneggiato dal terremoto del 1783, l'oratorio cadde in rovina. La parrocchia cominciò a funzionare invece dopo l'autonomia amministrativa raggiunta da Soveria nel 1807. Il Decurionato e il popolo di Soveria edificarono rapidamente l'attuale chiesa sui ruderi dell'antico oratorio, rimasto peraltro danneggiato dal terremoto del 1783 e dall'incendio del paese in seguito alla rivolta antifrancese del 1806, e ne completarono la costruzione nel 1812. Da allora la chiesa parrocchiale ha subito periodicamente dei restauri. Il campanile a forma di cupola è stato realizzato nel 1938 grazie al finanziamento di un soveritano emigrato nelle Americhe, Emilio Pascuzzi.
La chiesa possiede alcuni oggetti provenienti dalla Abbazia di Santa Maria di Corazzo, fra cui il bellissimo altare maggiore in marmi policromi (monumento nazionale), una acquasantiera in marmo bianco e sei candelabri lignei.

Elenco cronologico dei parroci
  • 1814-1818: Serafino Cardamone
  • 1819-1823: Giuseppe Sirianni
  • 1824-1858: Michele Sirianni
  • 1858-1876: Saverio Marasco
  • 1877-1890: Luigi Marasco
  • 1891-1916: Antonio Costanzo
  • 1917-1918: Rosario Marasco
  • 1919-1920: Giuseppe Caligiuri
  • 1921-1943: Vincenzo Sirianni
  • 1943-1964: Francesco Massara
  • 1965-1992: Natale Colafati
  • 1992-2001: Isidoro Di Cello
  • 2001-  : Antonio Brando

Parrocchiale San Michele

San Tommaso, Chiesa parrocchiale dedicata a San Michele
San Tommaso, Chiesa parrocchiale dedicata a San Michele

La costruzione della chiesa dedicata a San Michele, situata nella frazione San Tommaso, è iniziata alla fine del XVII secolo (è citata infatti nella Relazione ad limina del 1699 del vescovo di Martirano Mons. Verardi) ed è stata completata nel 1754, come è attestato da una iscrizione posta sulla facciata. Fu elevata a parrocchia da Mons. Falcone nel 1736, ma l'opposizione del parroco di Pedivigliano ne impedì l'autonomia, per cui poté avere un proprio parroco solo nel 1774. In precedenza nella località San Tommaso esisteva una chiesetta rurale, costruita al pari dell'oratorio dedicato a San Giovanni Battista alla fine del XVI secolo, dedicata a San Tommaso apostolo, da cui la località ha preso il nome.

Elenco cronologico dei parroci
  • 1774-1805: Antonio Talarico
  • 1806-1809: Felice Antonio Caligiuri
  • 1810-1835: Filippo Golia
  • 1836-1876: Giuseppe Caligiuri
  • 1877-1903: Angelo Caligiuri
  • 1904-1941: Basilio Pettinati
  • 1941-1948: Gregorio Cinque
  • 1948-1957: Rocco Puzzo
  • 1958- Giuseppe Lombardi
  • Giuseppe Pileggi
  • 1965-1992: Natale Colafati
  • 1992-2001: Isidoro Di Cello
  • 2001-  : Antonio Brando

Cultura

Costume tradizionale

Il Costume tipico di Soveria Mannelli (1840)
Il Costume tipico di Soveria Mannelli (1840)

Durante il suo viaggio nelle Calabrie nel 1840, il disegnatore inglese Arthur John Strutt, passò per Soveria Mannelli, e descrisse con dovizia di dettagli il costume femminile indossato da una fanciulla soveritana intenta a riempire d’acqua un barile[21].

Collabora a Wikiquote « Il costume a Soveria è molto attraente; una ragazza alla fontana aspettava che si riempisse il barile, [...] era così irresistibilmente pittoresca che sentii il bisogno di far fermare il calesse per ritrarla; e io mi sobbarcherò il lavoro di descrivervi il costume in dettaglio in modo che voi possiate approvare la mia decisione. Il solito panno bianco formava il suo copricapo; un giacchino di velluto nero, con maniche al gomito, era parzialmente coperto da un bustino blu pallido, corto e allacciato dietro; la gonna, blu scuro, con un largo bordo rosso e giallo, era annodata dietro mostrando una sottanina scarlatta; e un verde grembiulino corto completava il costume »
(Arthur John Strutt, Calabria Sicilia 1840)

Manifestazioni

  • Tutti i giorni dell'intero mese di agosto: Essere a Soveria, incontri a carattere culturale e artistico
  • Nel mese di agosto: Concorso Nazionale Teatrale Calabrese, sotto l'alto patrocinio della Presidenza della Repubblica
  • Nel mese di agosto: Cariglio d'Oro, premio assegnato a un eminente calabrese
  • Mesi invernali: Stagione concertistica nella sala della Biblioteca Comunale
  • 19 gennaio (anniversario della fondazione del Comune): premio Manno d’Oro assegnato ogni anno "a un cittadino di Soveria Mannelli che si sia particolarmente distinto nel proprio campo, le cui attività abbiano contribuito ad accrescere il prestigio e la fama della comunità".

Feste, fiere

  • 24 giugno: festa patronale di San Giovanni Battista
  • Ultimi sabato e domenica di luglio: festa della Madonna dell'Abbandonata nella frazione di San Tommaso
  • Terza e quarta domenica di ottobre: festa della Madonna della Purità
  • Tutte le domeniche: Mercato in Corso Garibaldi

Realtà culturali, sportive e sociali rilevanti

  • Ostello della Gioventù AIG La Pineta in località Bivio Bonacci. Aperto tutto l’anno, 25 posti letto (Attualmente CHIUSO).
  • Biblioteca Comunale di Soveria Mannelli, Corso Garibaldi.
  • Ospedale Civile
  • Associazioni sportive
  • Centro d'Arte Teatrale
  • Mediateca Comunale "Giorgio Gaber"

L'Ospedale civile

L'Ospedale civile, situato in Viale Rosario Rubbettino, svolge dall'epoca della sua realizzazione ed apertura (1974) un ruolo insostituibile di presidio per la tutela della salute di tutto il comprensorio montano circostante, che si allarga anche a numerosi comuni della Provincia di Cosenza, Bianchi (CS), Colosimi, Panettieri, Pedivigliano e Scigliano.
Come prescritto dal Piano Regionale per la salute della Regione Calabria,

Collabora a Wikiquote « [...] deve essere salvaguardata la peculiarità delle zone montane già tutelata dalla normativa nazionale. A tal fine, i presidi ospedalieri di base ubicati in zona montana, e cioè quelli di Acri, Oppido Mamertina, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno e Soveria Mannelli, per la loro specificità, per le caratteristiche orografiche e demografiche del territorio in cui insistono, oltre alle funzioni proprie, svolgono anche le attività di degenza previste per i Presidi Ospedalieri di base per acuti (medicina, chirurgia, ostetricia e ginecologia, pediatria) nonché le attività e le degenze specializzate attualmente esistenti, fermo restando la dimensione ottimale dei moduli prevista nel presente PRS per l’attivazione delle strutture complesse. »
(Regione Calabria, Piano Regionale per la salute, [6])

Nella struttura sono presenti i servizi di:

Associazioni sportive

  • Bocce: Bocciofila Garibaldina: Organizzazione di tornei e partecipazione a manifestazioni organizzate dalla FIB, gestione del bocciodromo in Viale Rosario Rubbettino, 113. Responsabile: Prof. Nicola Colubriale, Liceo Scientifico di Decollatura.
  • Calcio: Polisportiva Garibaldina: Squadra di calcio dilettanti con settore giovanile, sede in Viale Rosario Rubbettino.
  • Ruzzola: sport tradizionale che si giocava con una forma di cacio preparata appositamente per il gioco. I giocatori, divisi in squadre di eguale numero, si alternavano cercando di lanciare il più lontano possibile il formaggio, senza farlo uscire dal percorso stabilito, partendo dal punto preciso in cui era arrivati col tiro del precedente compagno di squadra (una specie di staffetta in cui il cacio fungeva da testimone). La squadra che terminava il percorso col minor numero di colpi vinceva il premio consistente nella forma di cacio utilizzata per il gioco.
  • Tennis: "Circolo Tennis Soveria Mannelli", attivo dal 1970, affiliato FIT, di cui è presidente Emilio Marasco. Dal 1967 organizza il "Torneo di Ferragosto", al quale possono partecipare solo i giocatori di 3a e 4a categoria, e un torneo amatoriale aperto a tutti, di cui è presente anche un sito web ([7]).
  • Motociclismo: Club maxiscooter Garibaldini, in via Jules Maigret 20.

Personalità legate a Soveria

Soveria ha dato i natali al patriota don Placido Sirianni, all'editore Rosario Rubbettino, all'infettivologo Francesco Chiodo, al cartoonist Rodolfo Cimino, al filosofo Domenico Vircillo, al colonnello Orlando de Franco, agli educatori don Vincenzo Sirianni, Pietro Fabiano, Vittorio ed Ernesto Chiodo, al regista Sergio Pastore, al poeta Raffaele Proto e al politico Battista Caligiuri. Inoltre, è doveroso ricordarlo, Soveria Mannelli, così come tanti Paesi del Meridione d'Italia, ha dato i natali a migliaia di suoi figli che con alterne fortune si sono stabiliti, fin dalla metà dell'800, altrove nel mondo —dapprima nelle Americhe del Nord e del Sud e in Australia, più recentemente nel Nord dell'Italia e nel resto d'Europa— e che possono rivendicare di aver contribuito anch'essi allo sviluppo e alla ricchezza dei paesi che li hanno accolti.

Fra coloro che sono legati a Soveria Mannelli, pur non essendovi nati ricordiamo lo storico e giornalista Giordano Bruno Guerri che fu assessore al Dissolvimento dell'Ovvio per 28 giorni nel 1997.

Economia

In epoca storica, a partire dal XVII secolo, e fino ai primi decenni del XX secolo, la principale attività economica di Soveria era la lavorazione del lino coltivato nella vicina Sila. Le attività artigianali e commerciali si incrementarono dopo la creazione, ai primi dell'800, della strada che da Tiriolo portava a Battipaglia (l'attuale Strada Statale 19 delle Calabrie). L'incremento delle attività industriali subirono invece una battuta d'arresto attorno al 1970 imputabile anche alla mancanza di infrastrutture a alla relativa lontananza dell'autostrada. Nello stesso periodo, tuttavia, l'apertura dell'Ospedale civile impedì la caduta dell'occupazione.
La vocazione alle attività produttive di Soveria Mannelli è testimonita da un lato dal Lanificio Leo, una fabbrica fondata nel 1873 in cui la produzione di tessuti avviene ancora adoperando gli antichi macchinari, dall'altro dai moderni stabilimenti grafici della Rubbettino Editore, dall'Opificio Industriale della Camillo Sirianni Sas, che continua a portare avanti con successo un'attività, dapprima artigianale, attiva da oltre 50 anni soprattutto nella produzione di arredi scolastici ed iniziata però almeno un secolo addietro nei "Laboratori artigianali" siti in Località Baraccone. Inoltre sono attive numerose piccole industrie che operano nel settore alimentare, soprattutto nella lavorazione dei funghi e dal ricorso alle nuove tecnologie.
Un primato di Soveria, registrato dal Censis, è quello di essere il comune più informatizzato d'Italia,anche se è doveroso registrare che tale effimero primato non ha prodotto finora alcun beneficio per la popolazione, nonostante la spesa sostenuta finanziata per intero dalla Regione Calabria.

Trasporti e mobilità

Soveria è attraversata dalla Strada Statale 19 delle Calabrie che la collega con Catanzaro (distante 42 km, passando per Tiriolo) e con Cosenza (distante 47 km, passando per Rogliano). È equidistante inoltre fra la costa tirrenica e la Sila, alle quali è collegata attraverso la Strada Statale 109 della Piccola Sila. Inoltre è collegata all'Autostrada A3 Napoli-Reggio Calabria, a cui si accede allo svincolo Altilia-Grimaldi, per mezzo della Strada Statale 616 di Pedivigliano, lunga 16 km, che si imbocca a Coraci, una frazione di Colosimi distante 7 km da Soveria.

Soveria è collegata a Catanzaro e Cosenza anche attraverso le Ferrovie della Calabria, con una tratta che attraversa territori interni di una incomparabile bellezza paesaggistica. Sono poste nel territorio comunale le stazioni ferroviarie di Soveria Mannelli, Santa Margherita di Calabria e Serrastretta-Carlopoli, lungo la tratta Soveria Mannelli-Catanzaro, e Vaccarizzo lungo la tratta Soveria Mannelli-Cosenza.

È collegata a Lamezia Terme e alla costa tirrenica per mezzo delle autolinee della ditta Bilotta.

Amministrazione

  • Sindaco: Leonardo Sirianni (Lista Civica "Fiore di Lino") dal 13/06/2004
  • Vicesindaco: Mario Caligiuri
  • Assessore alla Comunicazione e Innovazione: Davide Rocca
  • Assessore alla Cultura: Mario Colistra
  • Assessore ai Lavori Pubblici: Piero Chiodo
  • Assessore al personale: Salvatore Luigi Colosimo
  • Assessore al Bilancio: Domenico Carnuccio
  • Comune: Centralino 0968 662006
  • Numero Verde: 800 274501
  • e-mail: comune@soveria.it
  • Classificazione climatica: zona E, 2374 GR/G

Stemma

Stemma del Comune di Soveria Mannelli

La descrizione dello stemma comunale, come enunciata dall'articolo 4 dello statuto comunale, è la seguente:

Collabora a Wikiquote « su campo azzurro due spade incrociate sorrette da una fiamma e sostenute da una corona, l'intero scudo è sormontato da una corona e sostenuto da due rami d'ulivo e di querce incrociati, al di sotto è posto un nastro azzurro ove è incisa la denominazione di Soveria Mannelli. »

Galleria fotografica


Voci correlate


Note

  1. ^ Art. 3 della legge 2 Luglio 1952, n. 703, "Disposizioni in materia di finanza locale". Gazzetta Ufficiale n. 154, supplemento ordinario, del 2 Luglio 1952.
  2. ^ Gaetano Moroni, "Martorano", Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, Vol. XLIII, p. 206-7, In Venezia: dalla Tipografia Emiliana, 1847, [1]
  3. ^ Mario Felice Marasco, Soveria Mannelli e il suo territorio, Notizie e dati tratti dagli appunti di Ivone Sirianni, San Vito al Tagliamento: Tipografia Sanvitese Ellerani, 1969.
  4. ^ Giovanni Alessio, Saggio di toponomastica calabrese, Firenze: Olschki, 1939, p. 388.
  5. ^ Il manno era una sorta di mazzuolo in legno che veniva utilizzato per battere il lino durante il processo di stigliatura, consistente nel liberare la fibra del lino dagli steli.
  6. ^ Piero de Vita e Leonardo di Vasto, "Lessico sulla suinicoltura a Castrovillari e a Trebisacce", in A. Mendicino, N. Prantera, M. Maddalon (eds), Etnolinguistica e Zoonimia. Le denominazioni popolari degli animali, Centro Editoriale e Librario, 2004, pp. 109-128, ISBN 8874580231 [2].
  7. ^ Ferdinando Leo, Varie ed eventuali, Soveria Mannelli: Rubbettino, 2005.
  8. ^ La fonte primaria di queste vicende, riprese da molte storie locali, sono due opere di tale Carlo Calà, Historia de' Sueui nel conquisto de' regni di Napoli, e di Sicilia per l'imperadore Enrico sesto. Con la vita del beato Giovanni Cala capitan generale che fu detto imperadore. Scritta da don Carlo Cala ... ; con l'aggiunta dell'opere d'antichissimi autori sopra la vita cosi secolare come ecclesiastica del medesimo beato, Napoli: per Novello de Bonis stampatore arcivescovale, 1660 e De gestis Sueuorum in vtraque Sicilia tomus primus. Et De bello cum Normannis, et Saracenis, tam in Calabria, quam in Syria, sub Henrico VI Constantia, et Federico II Augustus. ... Historia magistri Aliserij, Valerij Pappasideri senioris, & Iunioris, D. Horatij Saburri ..., Barlaam monachi calabri, et aliorum vetustissimorum authorum, Neapoli: ex officina Nouelli de Bonis typographi archiepisc., 1665. I fatti narrati in queste opere sono stati giudicati tuttavia falsi da Gaetano Melzi (Dizionario di opere anonime e pseudonime, Milano: Pirola, Tomo II (H-R) p. 47-8, 1852 [3]) e da Nicola Leoni (Della Magna Grecia e delle tre Calabrie, Vol. II, p. 104-5, Napoli: Priggiobba, 1845 [4]).
  9. ^ Francesco Antonio Accattatis, Storia di Scigliano, a cura di Isidoro Pallone, Cosenza: Brenner, 1965.
  10. ^ Il nome "San Tommaso" è derivato da un oratorio, dedicato al Santo, costruito ai primi del '600 da un don Tommaso Scaglione, canonico della cattedrale di Martirano.
  11. ^ Mario Felice Marasco, Soveria Mannelli e il suo territorio, Notizie e dati tratti dagli appunti di Ivone Sirianni, San Vito al Tagliamento: Tipografia Sanvitese Ellerani, 1969.
  12. ^ Mario Felice Marasco, op. cit.
  13. ^ Giuseppe Talarico, Notizie della citta di Scigliano e dei suoi casali del Parroco D. Giuseppe Talarico, a cura di Ezio Arcuri, Cosenza, 2006.
  14. ^ Moisè Asta, Dai Vespri all'autonomia, Soveria nel primo decamestre del decennio francese, Soveria Mannelli: Cittàcalabria edizioni, 2007.
  15. ^ Gustavo Valente, Dizionario dei luoghi della Calabria, Chiaravalle Centralele: Framas, 1973, alla voce "Soveria Mannelli"
  16. ^ Gustavo Valente, Dizionario dei luoghi della Calabria, op. cit. alla voce "Decollatura"
  17. ^ Mario Gallo, Soveria Mannelli, Saggi e documentazione storica, Cosenza: Due Emme, 1991.
  18. ^ Ludovico Quandel-Vial, Una pagina di storia: giornale degli avvenimenti politici e militari nelle Calabrie dal 23 luglio al 6 settembre 1860, Napoli: Tipografia degli Artigianelli, 1900.
  19. ^ Cesare Sinopoli, La Calabria : storia, geografia, arte, Catanzaro: Guido Mauro editore, 1926 - nuova edizione a cura di Francesco Giuseppe Graceffa, Soveria Mannelli: Rubbettino, 2004. [5]
  20. ^ Raffaele de Cesare, La fine di un Regno, Cap. XVII, Citta di Castello: S. Lapi, 1909
  21. ^ Arthur John Strutt, A pedestrian tour in Calabria & Sicily, London: Newby, 1842; traduzione italiana a cura di Guido Puccio: Calabria Sicilia 1840 Napoli: Edizioni scientifiche italiane, 1970

Collegamenti esterni

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