Scigliano
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Scigliano | |||
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Stato: | ![]() |
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Regione: | ![]() |
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Provincia: | ![]() |
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Coordinate: | |||
Altitudine: | 659 m s.l.m. | ||
Superficie: | 17 km² | ||
Abitanti: |
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Densità: | 83 ab./km² | ||
Frazioni: | Calvisi, Lupia, Serra, Petrisi, Cupani, Diano, Porticelle, Agrifoglio, Celsita, Tasso | ||
Comuni contigui: | Altilia, Carpanzano, Colosimi, Pedivigliano | ||
CAP: | 87057 | ||
Pref. tel: | 0984 | ||
Codice ISTAT: | 078139 | ||
Codice catasto: | D290 | ||
Nome abitanti: | sciglianesi | ||
Santo patrono: | San Giuseppe | ||
Giorno festivo: | 19 marzo | ||
Sito istituzionale | |||
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Scigliano è un comune di 1.427 abitanti della provincia di Cosenza.
Indice |
[modifica] Geografia
Il comune è costituito dall'insieme di nove località (Agrifoglio, Calvisi, Celsita, Cupani, Diano, Lupia, Petrisi, Porticelle, Traversa), nessuna delle quali si chiama "Scigliano", situate su una collina mediamente attorno a 600 metri sul livello del mare, alle pendici della Sila, nella vallata del Savuto, a circa 45 Km a sud di Cosenza. Il territorio ha una superficie di 17,2 Kmq con una altitudine che varia da 200 m a 1100 m sul livello del mare. Completamente immerso nella macchia mediterranea caratteristica delle diverse altezze è composto da 9 frazioni che conservano le tracce degli antichi borghi del quale era costituito Scigliano. Attraversato da due fiumi, il Savuto e un suo affluente il Bisirico, conserva ancora intatto un ponte romano del II secolo AC detto di Annibale perché la leggenda vuole sia stato attraversato dalle sue truppe.
Il comune di Scigliano appartiene al comprensorio della Comunità Montana della Valle del Savuto.
[modifica] Storia
Secondo la tradizione Scigliano è sorto sul sito di un antico borgo di nome Sturni e crebbe attorno ad un castello commissionato nell'anno 556 di Roma da romano Marco Giulio Sillano, di cui fa menzione Tito Livio in "De bello macedonico, IV decade, 4, cap. 27"[1].
Dalle memorie storiche di Francesco Antonio Accattatis (1686-1766), chiosate poi dall'abate Rosario Gualtieri, si apprende che nel XVI secolo la città di Scigliano fosse uno dei più rinomati comuni del Regno di Napoli, che più volte i signori Firrao, di Gennaro e d'Aquino cercarono di assoggettarla al proprio dominio, ma che i cittadini riuscirono sempre a riscattare con l'oro la libertà e che, per sottrarsi al vassallaggio e alla tirannia dei feudatari, Scigliana si sia mantenuta sempre fedele ai sovrani di Napoli, Aragonesi e Borboni. Alla fine del XVII secolo la giurisdizione civile e giudiziaria di Scigliano si estendeva in latitudine dal Savuto ai confini occidentali di Taverna e Gimigliano, non essendo ancora sorti Cicala e Carlopoli, e in longitudine dai confini settentrionali di Martirano e di Motta Santa Lucia alla Sila. Comprendeva sette quartieri e venti villaggi corrispondenti ai territori di Scigliano, Pedivigliano, Colosimi, Bianchi, Panettieri, Carpanzano, Decollatura, Soveria Mannelli e alla frazione Castagna di Carlopoli. I quartieri erano Villanova (attualmente nel territorio di Pedivigliano), Castagna (attualmente nel territorio di Carlopoli), Fornello (attualmente nel territorio di Soveria Mannelli), Panettieri, Colosimi, Serra di Piro (attualmente nel territorio di Bianchi) e Bianchi, mentre i villaggi erano: Acrifoglio, Traversa, Celsito (nel comune di Scigliano), Coraci, Arcuri, Ischi, Rizzuti, Melilla, Trearie, Paragolia, Ronca e Morachi (nei comuni di Colosimi e Bianchi), Colla e Pirillo (nel comune di Soveria Mannelli), Casenove e Gigliotti (nel comune di Decollatura), Volpani, Mascari, Pittarella e Borboruso (nel comune di Pedivigliano)[2].
Scigliano che era riuscita a difendere la libertà e l'integrità territoriale dalle insidie feudali, una volta caduto il feudalesimo (1806, venne invece completamente smembrata. Il 4 maggio 1811 fu emanato da Gioacchino Napoleone il decreto n. 922 per la nuova circoscrizione delle province del Regno di Napoli con cui l'antica Scigliano fu smembrata in quattro comuni: Scigliano, Pedivigliano, Colosimi e Soveria Mannelli. Il 25 gennaio 1820 da Napoli fu emanato un Regio Decreto portando alcune rettifiche sulla circoscrizione dei Comuni e circondari, e gli abitanti degli antichi casali di Scigliano ottennero la completa autonomia amministrativa.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti
[modifica] Cultura
[modifica] Personalità legate a Scigliano
- Scigliano fu patria natale del brigante Paolo Mancuso detto Parafante, che nacque a Serra nel 1783. Brigante temutissimo tra i più potenti del Regno di Napoli insieme a "Fra diavolo", "Panedigrano", "Francatrippa".
- Fu patria natale anche di Giovanni Valentino Gentile, il più illustre razionalista del XVI secolo che entrato in contrasto con Giovanni Calvino fu messo al bando da Ginevra. Esule in Francia, cadde vittima dell'Inquisizione e fu decapitato a Berna nel 1566.
[modifica] Feste e Fiere
Il Santo Patrono è San Giuseppe, festeggiato il 19 marzo. Le feste principali sono San Giuseppe, con la caratteristica fiera; Santa Croce il 3 maggio anch’essa con fiera caratteristica. Altre feste con fiere sono la Madonna SS di Monserrato, la seconda domenica di Luglio, e San Michele Arcangelo il 29 settembre.