Astano
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Astano | |
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[[Immagine:{{{panorama}}}|300px|Panorama di Astano]] | |
Stato: | ![]() ![]() ![]() |
Cantone: | ![]() ![]() ![]() |
Distretto: | Lugano |
Circolo: | Sessa |
Lingua ufficiale: | Italiano |
Latitudine: | 46° 01' N |
Longitudine: | 8° 49' E |
Altitudine: | 636 m s.l.m. |
Superficie: | 3,8 km² |
Popolazione: - Totale - Densità |
( ) 293 ab. 77 ab./km² |
Frazioni: | Vezzano, Dogana, Rivasole, Bolla; |
Comuni contigui: | Curio, Dumenza (IT-VA), Novaggio, Sessa |
CAP: | 6999 |
Pref. tel: | 091 |
Codice BFS: | 5146 |
Targa: | TI |
Abitanti: | cavri (capre) |
[ Sito istituzionale] | |
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Astano è un comune del Canton Ticino di 293 abitanti.
Indice |
[modifica] Vita politica
Il 17 agosto 2004 è stato bocciato il progetto di aggregazione per il nuovo comune del Medio Malcantone al fine di unire Astano, Bedigliora, Curio, Miglieglia e Novaggio. L'aggregazione è stata abbandonata a causa della votazione negativa della popolazione di Astano, Curio e Novaggio.
[modifica] Personalità
- Domenico Trezzini, architetto che operò soprattutto a San Pietroburgo per l'edificazione della città su incarico dello zar Pietro I di Russia.
- Giuseppe Trezzini, architetto che nell'Ottocento visse e lavoro soprattutto in Russia e a Lugano.
- Domenico Induno, pittore carbonaro, dopo le Cinque giornate di Milano, nel 1848 ripara ad Astano, invitato dal cognato pittore Angelo Trezzini (ne aveva sposato la sorella Emilia), pure lui attivo a Milano. Durante il soggiorno dipinge "paesaggi e realizza l'ammirevole "stendardo" della Confraternita del Rosario.
- Giovanni Antonio De Marchi (1769-1850), architetto, emigrato nel 1786 a New Orleans, divenne l'architetto più famoso della città, operandovi per oltre vent'anni. Rimpatriato nel 1816, l'anno dopo nel 1817, infierendo una tremenda carestia, fece erigere il suo palazzo ad Astano, procurando pane e lavoro alle maestranze.
- Arnoldo De Marchi (1861-1958), figlio dell'avvocato Eugenio e di Dina Rossi da Castelrotto, conseguì il diploma d'ingegnere civile al politecnico di Zurigo; emigrò in Argentina, rimanendovi per sessant'anni, capotecnico a Junín, una borgata in provincia di Buenos Aires, che trasformò in una cittadina di oltre 50000 abitanti.
- Luigi Demarchi (1866-1932), pittore, diplomatosi a Brera, emigrò a Buenos Aires dove decorò il Teatro Colon, il Palazzo della Repubblica, il Palazzo del Presidente Roca. Fu tra i fondatori della 'Pro Astano'. Genealogista.
- Domenico Simonetti (sec. XVIII), architetto, edificò la sagrestia della chiesa del convento benedettino di Montecassino; col fratello Giacomo lavorò ad Avezzano, a Roccasecca (chiesa di Santa Margherita), ad Aquino.
- Carlo Alberto Donati (1790-1825), allievo all'Accademia di Brera, vi consegue il diploma d’architetto. Poi a Roma col grado di ufficiale milita nel Corpo degli alabardieri sotto il comando del colonnello Pfiffer von Altishofen. Frequenta l’Accademia pontificia di San Luca, ottenendo due medaglie d’oro istituite da papa Pio VII nel 1775. Il pontefice gli affida la bonifica delle paludi di Terracina con buon esito. Secondo il suo progetto del 1819 il campanile della chiesa prepositurale di Sessa, dedicata a San Martino, viene innalzato di due piani. Nel 1823 il cardinale Annibale della Genga salito al Soglio pontificio, lo innalza al grado d’ingegnere capo, direttore di tutti i lavori camerali e militari a Spoleto, nell’Umbria e nella Sabina. Muore di febbre malarica a Spoleto il 29 ottobre 1825.
- Plinio De Marchi (1866-1932), ingegnere, addetto all'Ispettorato tecnico del Cantone (1868-1870), poi ai lavori della ferrovia del San Gottardo, dell'incanalamento del fiume Ticino e da ultimo capotecnico cantonale.
- Giacomo Donati (1819-1876), pittore, frequentò Brera, nel 1848-1849 a Roma fece il ritratto di Pio IX, poi a Lugano fu professore di figura nella scuola di disegno; dipinse alcune cappelle a Breganzona, Sorengo, Novaggio nella parrocchiale di San Siro (1865) e Sessa, e fra i ritratti, quello del colonnello avvocato Giacomo Luvini-Perseghini e quelli dei benefattori dell'ospedale di Santa Maria di Lugano. Dipinse pure la chiesa russa di Ginevra ottenendo la decorazione di cavaliere dell’ordine di San Stanislao. Muore a Ginevra nel 1876 a seguito dei postumi di una brutta caduta nella citata Chiesa Russa.
- Agostino De Marchi (1813-1890), medico, deputato al Gran Consiglio dal 1839 al 1848, alla Dieta federale nel 1843, al Consiglio Nazionale dal 1848 al 1854, consigliere di Stato dal 1848 al 1860 e dal 1869 al 1876. Colonnello delle truppe federali.
- Giovanni Trezzini, allievo del conservatorio di Trieste, nel 1860 direttore della filarmonica di Astano di 50 elementi; il 3 marzo 1863 all'ingresso del Governo a Lugano per il turno di sei anni, la sua banda filarmonica fu tra le migliori dopo quella di Lugano e di Chiasso. Nel 1899 la filarmonica si divise in due: i Codit (conservatori) e i Taschit (liberali).
- Eugenio Schmidhauser (Herisau, 1876-Astano, 1952), fotografo di talento ritrasse gli aspetti del lavoro artigianale, gli usi e costumi di vari villaggi malcantonesi; trasformò la pensioncina della Posta delle sorelle Zanetti in un albergo molto ben diretto e frequentato; fu sindaco di Astano dal 1932 al 1949, membro del primo consiglio direttivo della Pro Malcantone.
- Celestino Trezzini, monsignore, dottore, patrizio di Astano, nato a Sessa nel 1883, insegnante nei seminari di Pollegio e di Lugano, canonico della cattedrale di Friburgo, dove dal 1924 fu insegnante di diritto ecclesiastico e di filosofia all'università cattolica. Autore di varie pubblicazioni, collaborò al Dizionario storico biografico della Svizzera con numerose voci.
- Virgilio Chiesa insegnante, storico, ricercatore, nato a Bonzaglio, frazione di Sessa, il 21 novembre 1888, figlio di Emilio e di Marietta Trezzini del ramo "morné", quello di Domenico costruttore di San Pietroburgo; in tenera età i suoi si trsferiscono ad Astano, trasportandolo dentro un gerlo; qui frequenta le scuole elementari, le maggiori a Curio, poi segue il corso quadriennale alla Scuola Normale cantonale di Locarno ottenendo la patente di maestro nel 1907. Appassionato di studi storici ed etnografici scrive innumerevoli articoli e saggi, nonché libri basati su ricerche archivistiche approfondite. . Non trascura tuttavia l'attività fisica poiché da grande escursionista conosce tutte le principali mete alpinistiche del Cantone Ticino e della Lombardia. Si spegne il 14 novembre 1971.
- Ugo Donati, storico dell'arte e antiquario nato nel 1891, di famiglia patrizia di Astano, trasferitasi nel Settecento a Molinazzo, frazione di Monteggio. Autore di svariati articoli, saggi e libri sulle maestranze ticinesi attive all'estero e sul pittore Carlo Bossoli.
[modifica] Eventi storici
Dino Alfieri, ambasciatore d'Italia presso il Vaticano nel 1939, un anno dopo si trasferisce con lo stesso ruolo in Germania, dove ebbe l'opportunità di conoscere personalmente Adolf Hitler. Membro del Gran Consiglio del Fascismo, nel luglio del 1943 vota sì all'ordine del giorno Grandi, e per evitare ritorsioni nella notte del 24 ottobre 1943 fugge in Svizzera, entrando dal valico del Cavagnin, grazie ai contatti del parroco don Isidoro Marcionetti.
Dopo l'armistizio italiano del 3 settembre 1943 molti furono i soldati combattenti sui vari fronti che cercarono rifugio in Svizzera; tra loro la folta schiera dei soldati polacchi che ad Astano, Arosio, Cademario, ecc... furono ospitati in appositi campi sotto sorveglianza militare. Essi furono impiegati in opere di bonifica; sulla strada che sale dal laghetto verso la Bonifica una targa recita: "Questa strada è stata spontaneamente costruita da soldati polacchi della 2a Divisione SP Internati negli anni 1943-1944 e in più 300000 m² di terreni incolti sono stati dissodati per l'agricoltura".
[modifica] Emigrazione
Da sempre le tradizionali attività collegate all'edilizia hanno spinto gli astanesi verso altre contrade; la loro presenza a Crema è testimoniata da un atto della parrocchia di san Benedettto in cui si registra alla data del 13 aprile 1676 la morte di Martino Donati di 13 anni circa, figlio di Antonio. La costruzione della parrocchiale di Ripalta Cremasca, avviata nel 1739, la si deve a Giovanni Battista Donati. Tra le grandi famiglie astanesi emigrate, i Del-Prete o Delprete furono mattonai in Algeria e ricevettero la cittadinanza francese quale testimonianza del loro valore. A tuttoggi, gli eredi di questa famiglia mantengono ancora con orgoglio il legame con le loro origini astanesi.
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Renato Bernasconi dal 10/04/2005
Centralino del comune: 091 608 15 33
Email del comune: municipio.astano@bluewin.ch
[modifica] Amministrazione patriziale
Istituto autonomo rispetto al Comune: i patrizi di Astano curano l'amministrazione dei beni comunitari indivisi (edifici, terreni, pascoli, alpeggi,...).
[modifica] Arte
A ovest del nucleo su un leggero promontorio, in sostituzione di un precedente oratorio dedicato a San Pietro del 1444, sorge la parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, edificio barocco eretto dopo il 1636 e trasformato nel sec. XVIII, preceduto da un ossario costruito nel 1721 con portico sorretto da colonne tuscaniche, decorato con affreschi della seconda metà del XVIII sec. Il sagrato, preceduto da una breve scalinata, è delimitato dalle quattordici cappelle della Via Crucis edificate tra il 1806 e il 1815, ornate con i bronzi realizzati nel 2004 dall'artista astanese Sandro Del Prete, bronzista e pittore illusionista.
Al centro del villaggio l'Oratorio di Sant'Antonio abate è l'antica cappella del convento degli Umiliati, documentato già nel sec. XIII; restaurato nel 1990 dall'arch. Alberto Finzi. Ruotato di 90° a nord rispetto alla primitiva cappella, si compone di un'aula rettangolare con capriate in vista; dietro l'altare, modesto dipinto murale di Pietro Lozzio di Novaggio dell'inizio ell'Ottocento, con l'effige del santo titolare, artisticamente meno pregiato della tela appesa alla parete di destra con la Crocifissione e le anime purganti.
Alla Costa sul confine col territorio del comune di Sessa sorge l'Oratorio di Sant'Agata, eretto nel 1665, ampliando una cappella precedente, in sobrie forme barocche; negli anni '70 si è provveduto al rifacimento del tetto e all'aggiunta di una piccola sagrestia; nel 1988, restauri delle pareti interne, dei dipinti murali e delle piccole tele. La pala d'altare del 1688, commissionata con altre tele dalla famiglia Demarchi della Costa, raffigura la santa titolare con San Marco e Sant'Antonio di Padova, firmata Ambrogio Pellegrino Gisleberto. Alle pareti piccole tele: Martirio di Sant'Eurosia di Jaca, santa sedicenne, protettrice contro le tempeste e i fulmini, 1673; Natività, 1670. Gli affreschi e i decori del coro sono del sec. XIX. Nel piccolo vano-sagrestia si conserva, un piccolo dipinto con l'immagine del beato Nicolò Rusca nato a Bedano nel 1563, già prevosto di Sessa, poi arciprete di Sondrio, infine martirizzato a Thusis il 4 settembre 1618. Sul lato a settentrione recentemente è stato aggiunto un piccolo cimitero.
Fra gli edifici civili, prospiciente la piazza, notevole è la Ca' da Roma, seicentesca, con facciata su tre piani con logge sostenute da colonnati; al piano nobile il salone ha un soffitto decorato a stucco. La Casa Morandi (Conventino) è un edificio seicentesco con una corte interna poligonale sviluppata su tre piani con loggiati e lavabo marmoreo al primo piano. La cinquecentesca casa Antonietti (ora Camenzind) presenta arcate a pianterreno e loggiati nei due piani superiori; al pianterrreno una caminiera sostenuta da mensole reca l'arma degli Antonietti. L'ex Pensione delle sorelle Zanetti, ora Albergo della Posta, sulla facciata verso la strada reca entro una delicata cornice di stucchi rococò l'affresco del 1767 con l'Immacolata Concezione, purtroppo in fase di deterioramento. Al margine occidentale del villaggio attorniata a un piccolo parco si erge dal 1892 la graziosa villa Demarchi-Cochand.
[modifica] Bibliografia
- AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Casagrande, Bellinzona 2007, 409-410.
- V. Chiesa, Lineamenti storici del Malcantone. Curio 2002, 242, 243, 266.
- T. Amadò, "Astano. Gli edifici sacri", in Almanacco Malcantonese e Valle del Vedeggio, 2002, 68ss.
- L. Carubelli, "Note sul Settecento cremasco", Insula Fulcheria, XXVIII 1998, 116, 178.
- G. M. Staffieri, "Astano", in Malcantone. Testimonianze culturali nei comuni malcantonesi, Lugano-Agno, 1985, 56-59.
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Astano
[modifica] Sito ufficiale
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