Magliaso
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Magliaso | |
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[[Immagine:{{{panorama}}}|300px|Panorama di Magliaso]] | |
Stato: | ![]() ![]() ![]() |
Cantone: | ![]() ![]() ![]() |
Distretto: | Lugano |
Circolo: | Magliasina |
Lingua ufficiale: | Italiano |
Latitudine: | 45° 59‘ N |
Longitudine: | 8° 53‘ E |
Altitudine: | 287 m s.l.m. |
Superficie: | 1,1 km² |
Popolazione: - Totale - Densità |
( ) 1.392 ab. 1.265 ab./km² |
Frazioni: | Castellaccio |
Comuni contigui: | Agno, Carabietta, Caslano, Collina d'Oro, Neggio, Pura |
CAP: | 6983 |
Pref. tel: | 091 |
Codice BFS: | 5193 |
Targa: | TI |
Abitanti: | badòla (babbei); |
Sito istituzionale | |
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Magliaso è un comune del Canton Ticino di 1.392 abitanti, sul Lago di Lugano. Il villaggio è documentato già nell'anno 712 d. C. con il nome di "Maliace". Il borgo è costituito dal gruppo di case di Magliaso ai piedi della collina del castello che poi si è disteso lungo la strada cantonale fino al ponte sul torrente Magliasina e dal Castellaccio, un altro agglomerato in riva al lago. Una roggia molinara forniva energia a molti mulini, ne rimane uno che conserva il torchio per l'olio.
Indice |
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Marino Monti dal 04/04/2004
Centralino del comune: 091 606 14 19
Email del comune: comunemagliaso@ticino.com
[modifica] Arte, storia
Nell'alto medioevo Magliaso faceva parte di una "corte regia" infeudata al monastero pavese di san Pietro in Ciel d'Oro.
La chiesa dei Santi Biagio e Macario, posta su di un'altura dominante il nucleo storico, costituisce un pittoresco insieme con la canonica ed il castello.
Nell'attigua casa parrocchiale si conservano in quattro locali, entro ricche cornici in stucco, affreschi che Francesco Antonio Giorgioli (1655-1725) eseguì attorno al 1690, e un grande ritratto a olio del vescovo di Como, fra' Agostino Maria Neuroni, di Lugano, opera di Padre Norberto da Vienna (1746). Il campanile, sul lato sud, presenta una sovrastruttura ottagonale.
L'antico castello altomedievale di san Giorgio di origine antichissima, menzionato per la prima volta nel 1033 e sede per quasi un ventennio (1098-1117) del vescovo simoniaco e scismatico di Como Landolfo Carcano, eletto dall'imperatore Enrico IV contro il vescovo legittimo. Il castello nel 1117 venne assediato ed espugnato dai comaschi e la sorte di Landolfo, rimasta incerta (assassinato o forse deportato), provocò la guerra decennale fra Como e Milano. Nel 1667 Giovanni Maria Castoreo di Lugano vendette il castello con le sue adiacenze al summmenzionato Beroldingen che nel 1687 vi fece aggiungere, ad occidente, la parte residenziale accanto alla torre medievale, andata parzialmente distrutta nel 1907. La torre quadrata presenta ancora sulla parete sud frammenti di una decorazione romanica a foggia di girali; nell'angolo nord-ovest resta uno sporto semicircolare in mattoni.
I due rami ticinesi dei nobili Beroldingen esercitarono di padre in figlio la carica di Landscriba (cancelliere) dei baliaggi di Lugano e di Mendrisio. I Beroldingen di Magliaso, che la rivestirono per il Luganese, ininterrottamente dal 1576 al 1798, ricevettero inoltre in feudo il territorio della vicinia - caso unico - con tutti i privilegi connessi: caccia, pesca, e soprattutto l'esercizio della giustizia bassa. Già con Carlo Corrado, che all'apice della sua fortuna possedeva anche due palazzi a Lugano (le attuali Villa Ciani e Villa Favorita) inizia un rapido declino della famiglia, sempre più indebitata. Nel 1788 il barone Francesco Antonio (quarto signore di Magliaso) vende il feudo a Jost Müller di Altdorf, che lo tiene fino al 1798.
Nel nucleo ai piedi del colle una casa borghese ha un bel cortile e una facciata con tre piani di logge. In via cantonale al centro di un parcola Villa Ivy è una residenza con torre angolare e decorazioni pittoriche in stile liberty; in via San Rocco altra casa liberty del 1910; in via Vedeggio la villa eretta nel 1931 dall'arch. Tomamichel di Bosco Gurin reca facciate con motivi geometrici e vegetali di Otto Perlasca, realizzati nel 1932; in via Muraglione le residenze Villa la Radura e Casa Camelia edificate nel 1933 dall'arch. Orfeo Amadò (1908-1979) di Bedigliora sono in stile eclettico; in via lago la Casa Wolk realizzata dall'arch. Dolf Schnebli (1928, vivente) e associati negli anni 1975-1977 è una versione aggiornata della casa rurale lombarda.
Nella frazione di Vigotti si erge dall'inizio dell'Ottocento con fronte al lago il settecentesco Palazzo Quadri che fu dimora di Giovanni Battista Quadri (1777-1839), ufficiale dell'esercito napoleonico, poi Landamano del Cantone Ticino, uno dei massimi statisti dei primi anni della sua autonomia, costretto a dimettersi dopo la rivoluzione liberale del 1830. Il palazzo conserva ancora intatto lo studio del Quadri, decorato con stucchi in stile impero. Presenta una piccola corte interna con ninfeo rustico, stucchi e dipinti decorativi in diversi locali. Ancora ampliato nel 1909.
Il ponte sul torrente Magliasina ha una sua storia fatta di numerosi crolli, già menzionato nel 1335 nel Codice magno di Como per tre secoli fu oggetto di cintinui lavori di manutenzione; i costi per la costruzione di un nuovo ponte furono tanto elevati che nel 1662 i 12 Cantoni Confederati obbligarono anche le altre tre Pievi di Lugano, Riva San Vitale e Capriasca a partecipare alla spesa.
Il nuovo manufatto non durò molto, infatti come annota Virgilio Chiesa: Verso il 1690 l'irruenza della acque lo fece crollare e venne rifatto da Giovanni Rinaldi di Cureglia con Bernardo Pelloni di Breno come assistente. Nel luglio 1710, altra piena e altra rovina del ponte. Il Congresso generale della Comunità incarica l'ing. Pietro Morettini di Cerentino di preparare il progetto presentato il 1° di agosto dal Reggente Riva alla Comunità che lo approva. L'appalto fu aggiudicato a Francesco Rusca fu Antonio di Serocca d'Agno al quale si aggiunse l'impresario Giovanni Maria Staffieri di Bioggio. Nel 1731 il ponte non resistette. Nuovo disegno dell'ing. Giovan Battista Fè di Viglio: un ponte in pietra con due arcate con a metà una cappellinea dedicata a Sant'Orsola. Fu pronto nel 1737 (...) La furia delle acque abbatté nel 1755 il "fraccione" (...) nel 1772 una tremenda alluvione divelse il muraglione (...). Solo nel 1775 Giovanni Imperiali di Arzo con assistente un Casoni di Cadro iniziava i sistematici lavori progettati (...) da Giuseppe Agostino Soldati di Melide e da Donato Conza di Rovio (...). Il ponte dell'ing. Fè restò travolto il 17 agosto 1890. Costruito per conto dello Stato un nuovo ponte dal capomastro Ambrosoli di Lavena Ponte Tresa a un arco solo, il 21 giugno 1861 cadde di bel nuovo(...). La pioggia diluviale della notte fra il 7 e l'8 maggio 1869 distrusse il ponte (...). Si provvide a costruire un ponte provvisorio in legno. L'anno 1874, progettista l'ing. Giacomo Poncini di Montagnola (...) venne posta su due solidi piloni di pietra una travatura di ferro preparata nell'officina di Salvatore Torriani di Mendrisio (...) e uscì indenne alle alluvioni del 1932 e del 1951.
[modifica] Bibliografia
- V. Chiesa, Lineamenti storici del Malcantone rist. Museo del Malcantone, Curio 2002, 80-82.
- A. Caldelari, Arte e Storia nel Ticino, ETT, Locarno 1975, 123.
- G. M. Staffieri, "Magliaso", in Malcantone. Testimonianze culturali nei comuni malcantonesi, Lugano-Agno 1985, 22-25.
- B. Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Lugano-Porza 1980, 235-236.
- AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 401-402.
[modifica] Collegamenti esterni
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