San Candido
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San Candido | |||
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Nome ufficiale: | San Candido/Innichen | ||
Stato: | ![]() |
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Regione: | ![]() |
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Provincia: | ![]() |
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Coordinate: | |||
Altitudine: | 1.175 m s.l.m. | ||
Superficie: | 80 km² | ||
Abitanti: |
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Densità: | 39 ab./km² | ||
Frazioni: | Monte San Candido, Versciaco (di Sopra e di Sotto), Prato alla Drava | ||
Comuni contigui: | Dobbiaco, Innervillgraten (AT-7), Sesto, Sillian (AT-7) | ||
CAP: | 39038 | ||
Pref. tel: | 0474 | ||
Codice ISTAT: | 021077 | ||
Codice catasto: | H786 | ||
Nome abitanti: | sancandidesi | ||
Sito istituzionale | |||
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San Candido (in tedesco Innichen) è un comune di 3.136 abitanti della Provincia Autonoma di Bolzano, nell'Alta Pusteria.
La sua popolazione si è dichiarata in maggioranza di madrelingua tedesca:
Appartenenza linguistica (censimento 2001) |
84,84% madrelingua tedesca |
14,78% madrelingua italiana | |
0,38% madrelingua ladina |
Il toponimo è attestato come India, Inthinga, Intima nel 769 e deriva forse dal nome di persona latino Indius attraverso una forma *Intica.[1] Il nome italiano San Candido è stato dato, accogliendo solo in parte il suggerimento di Ettore Tolomei, (che aveva proposto San Candido alla Drava) da quello del compatrono della collegiata dove al di sopra dell'altare c'è un grande crocifisso ligneo, accompagnato da due santi: San Candido e San Corbiniano.
San Candido è situato al di là dello spartiacque alpino, poiché attraversato dal fiume Drava, immissario del Danubio. San Candido e la vicina Sesto sono quindi tra i pochi comuni italiani non facenti parte dell'Italia in senso geografico perché appartenenti al bacino idrografico del Danubio.
Indice |
[modifica] Storia
San Candido fu un monastero costruito dal vescovo di Frisinga per contrastare gli slavi, allora ancora pagani. Per secoli la dipendenza dal punto di vista ecclesiastico rimase alla diocesi di Frisinga, la più antica della Baviera. Gli antichi legami con Frisinga hanno portato nel 2007 a stabilire un gemellaggio tra le due località.
Nella spartizione, nel 1918, del Tirolo fra Austria e Italia, San Candido sarebbe teoricamente dovuto rimanere all'Austria, ma, per ragioni militari, fu assegnato all'Italia e vi furono costruite due grandi caserme: la Cantore e la Druso.
La presenza del confine nella frazione di Prato alla Drava determinò anche la presenza di una nutrita schiera di funzionari italiani: polizia di frontiera, ufficiali doganali, una stazione di Carabinieri, un Commissariato di Pubblica Sicurezza, una sezione della Guardia di Finanza e vario personale governativo.
San Candido ha costituito per anni il capolinea della linea ferroviaria che risaliva da Fortezza, mentre i 6 kilometri di linea fino al confine, pur trovandosi in territorio italiano, erano gestiti dalle ferrovie austriache. Fino a che vi è stato un rigido controllo doganale, era caratteristica la presenza di treni-corridoio che univano Lienz, nel Tirolo orientale, con Innsbruck, capoluogo del Tirolo.
[modifica] Turismo
Il successivo sviluppo è stato prevalentemente turistico: quello invernale legato alle piste di sci dei Baranci e del Monte Elmo e lo sci da fondo con piste per Sesto e Dobbiaco, e da lì a Cortina e a Monguelfo (val Cassies) e Valdaora (Anterselva).
D'estate, oltre che come punto di partenza per escursioni ai Tre Scarperi o alle Tre Cime di Lavaredo, San Candido è diventata famosa per l'escursionismo in bicicletta, con la pista ciclabile per Lienz (Ciclabile Dobbiaco - Lienz) che ha una discesa di 600 metri di dislivello, accessibile ai più, senza alcun particolare sforzo. La presenza della linea ferroviaria permette il ritorno in treno. Inoltre è possibile discendere sempre in bici, ma in direzione opposta, la Val Pusteria, attraverso la Ciclabile della Pusteria.
[modifica] Economia
L'attività economica è stata vivacizzata dalla presenza e dalla crescita di Senfter, azienda leader a livello mondiale per la produzione di speck. Quest'ultima realtà oggi multinazionale con filiali e siti produttivi sparsi per il mondo, era fino agli anni cinquanta poco più della classica macelleria a gestione familiare nella piazza principale del paese.
Lo stabilimento di imbottigliamento di acque minerali (Kaiserwasser) tiene viva la gloriosa tradizione delle Wildbald (fonti del bosco) di San Candido. L'imperatore Francesco Giuseppe, era solito recarsi in villeggiatura a San Candido per degustare l'acqua di queste fonti che è tutt'ora chiamata Kaiserwasser, per l'appunto, acqua dell'imperatore.
Secondo un'altra ricostruzione è stato invece l'imperatore Carlo, ultimo sul trono austriaco, ad avere una preferenza per l'acqua di San Candido.
Il paese, assieme al vicino paese di Dobbiaco, sono dotati di una unica centrale di teleriscaldamento, alimentata dalla combustione degli scarti delle segherie, con un grande vantaggio dal punto di vista ambientale.
[modifica] La Collegiata di San Candido
Il complesso della Collegiata di San Candido ha origine in un monastero benedettino fondato nel 769 per convertire gli slavi allora insediati nella zona. È consideraro il più importante monumento romanico del Tirolo. Della costruzione originale non restano tracce architettoniche certe. La Collegiata è comunemente e impropriamente chiamata duomo, fu interamente ricostruita a partire dal 1140. A tale fase costruttiva, di cui oggi restano le mura esterne, pilastri, absidi e la cripta, ne seguì una terza ricostruzione, cominciata nel 1240: appartengono a questa edificazione le volte della cripta e della navata, il transetto, la cupola della crociera con gli affreschi raffiguranti la storia della creazione, scoperti sotto l'intonaco durante il restauro del 1969. Al termine di questa fase la chiesa fu consacrata ai santi Candido, partono della Collegiata e Corbiniano, patrono della Diocesi Frisinga.
La grande torre campanaria fu eretta tra il 1323 e il 1326. Un meticoloso restauro nel 1969, ha ripulito la chiesa di tutte le sovrastrutture barocche e ci ha restituito la cripta. Dentro la cripta si trova una struttura lignea duecentesca raffigurante San Corbiniano (o San Candido, secondo altre tesi).
All'esterno della collegiata, lato nord, si trova un tabernacolo a pilastro affrescato nel XV secolo, e a pochi metri da quest'ultimo, si trova il Granaio del Capitolo: è una delle case più antiche dell'Alta Pusteria, sede attuale del Museo della Collegiata.
[modifica] Altre chiese
- La Chiesa Parrocchiale di San Michele, del XII secolo, più volte distrutta; oggi della chiesa originale rimane solo il campanile cilindrico. Nel '700 la parrocchia fu adeguata allo stile barocco e poi al rococò.
- La Cappella di Altòtting e del Santo Sepolcro, a ridosso della linea ferroviaria, edificata dal 1653 dall'oste Georg Paprion dopo un pellegrinaggio in Terra Santa, come una copia in miniatura del Santo Sepolcro sul Calvario di Gerusalemme, armonizzata ad un edificio precedentemente costruito, che era a sua volta copia della Cappella delle Grazie di Altötting.
- L'oste dopo il suo primo viaggio riportò come ricordo un osso di Sauro preistorico, che è appeso sul muro dell'ingresso principale, lato interno.
- La Chiesa del Convento dei Francescani, affacciata sul Rio Sesto, consacrata a San Leopoldo e costruita a fine '600. Con annesso chiostro.
[modifica] Attrazioni
Molte esposizioni, incontri e concerti vengono tenuti periodicamente al Centro Culturale Josef Resch. Presso il Dolomithos (presso il Residence Alpenheim Wachtler) vi è una mostra permanente di fossili e minerali che rievocano la storia geologica delle Dolomiti, i protagonisti della loro scoperta scientifica e le leggende locali legate alle rocce di questa regione. A sud del paese di trova sopra ad una collinetta un bellissimo parco giochi, ricco di giostre e altre strutture ludiche, immerse in un bellissimo lariceto.
[modifica] I Bagni di San Candido
Presso il paese di San Candido si trovano seriazioni rocciose profonde, costituite da filliadi quarzifere, conglomerati, basici, arenarie della Val Gardena e strati di Bellerophon. Da questi ultimi, nei boschi ai piedi della Rocca dei Baranci, a sud del paese, scaturiscono le sorgenti sulfuree e minerali dei Bagni di San Candido (ted. Wildbad Innichen). I Bagni risultano frequentati sin dall'antichità ed appaiono per la prima volta in documenti del XVI secolo. Attorno ai Bagni, nel 1591 vi fu costruita una cappella dedicata a San Salvatore, ancora oggi consacrata. La cappella era collegata ad un eremo, che fu soppresso nel 1786 dall'Imperatore Giuseppe II.
Nel 1856 il Dottor Johann Schreiber lì ingrandì. Successivamente sua figlia con il suo marito, il conte Beckers, accrebbero i Bagni fino a farli diventare un grande complesso alberghiero. Dopodiché i bagni divennero famosi, tanto che vi soggiornarono gli imperatori tedeschi Guglielmo e Federico e quello austriaco Carlo. Dopo che l'Alto Adige passo all'Italia, a seguito della Prima Guerra Mondiale, lo stabilimento andò in declino. Fu messo all'asta nel '30. Oggi è rimasta solo la struttura esterna dei Bagni, mentre l'interno del complesso si trova in pessimo stato.
Le sorgenti in realtà sono 4, ognuna con un sapore diverso: una particolarmente sulfurea, ed una particolarmente ferrosa.
[modifica] Curiosità
Il territorio di San Candido rappresenta l'ultima punta (ad occidente) di diffusione dell'harpfe, un caratteristico essiccatoio del fieno costituito da due pali verticali congiunti da pali orizzontali.
[modifica] La leggenda dei giganti Huno e Hauno
Il nome in tedesco della Rocca dei Baranci, Haunold, deriva probabilmente dal cognome di un signore, certo Hunolt, proprietario dei boschi sotto la montagna. Tuttavia esiste una leggenda che fa risalire il toponimo alla lotta titanica tra giganti. Il gigante Hauno era capo di una orda che devastò la Pusteria e prima di andarsene a razziare altrove, lasciò un manipolo di truppe presso Sillian a costruire il castello di Hunnenfels (probabilmente l'attuale castello Heimfels). In soccorso dei pusteresi apparve dai boschi un gigante chiamato Huno, che si dichiarò pronto ad aiutare i valligiani ed a espugnare il castello. La guerra fu cruenta e si risolse in una lotta tra i due giganti, da dove uscì vincitore Huno. Egli si stabilì sotto la Rocca dei Baranci, costruì il monastero di San Candido. Dopodiché il gigante fu ucciso dai valligiani con uno stratagemma, a causa delle sue esose richieste di cibo.
Questa leggenda è molto cara agli abitanti locali, tanto che è possibile trovare traccia di raffigurazioni dei due giganti, in alcune delle loro case.
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Josef Passler (SVP) dal 09/05/2005
Centralino del comune: 0474 914099
Email del comune: sancandido@gvcc.net
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti
[modifica] Frazioni
- Monte San Candido
- Versciaco
- Prato alla Drava
[modifica] Argomenti correlati
[modifica] Collegamenti esterni
[modifica] Galleria di immagini
La Drava nell'abitato |
[modifica] Note
- ^ AA.VV., Nomi d'Italia. Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2004
Città: Brunico
Borgate: Campo Tures · San Candido · San Lorenzo di Sebato
Comuni: Badia · Braies · Chienes · Corvara in Badia · Dobbiaco · Falzes · Gais · La Valle · Marebbe · Monguelfo · Perca · Predoi · Rasun Anterselva · Selva dei Molini · Sesto · San Martino in Badia · Terento · Valdaora · Valle Aurina · Valle di Casies · Vandoies · Villabassa