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Piacenza Calcio - Wikipedia

Piacenza Calcio

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Piacenza Calcio
Calcio
Badge of Honour FIFA
Badge of Honour UEFA
Attuale campione d’Italia Campione d’Italia in carica
Detentore della Coppa Italia Detentore della Coppa Italia
Detentore della Supercoppa Detentore della Supercoppa Italiana
Attuale campione d’Europa Campione d’Europa in carica
Attuale campione del Sudamerica Campione del Sud America in carica
Campione d’Inghilterra in carica Campione d’Inghilterra in carica
Campione in carica MLS Campione in carica Major League Soccer
Detentore della U.S. Open Cup
Attuale campione del mondo Campione del mondo in carica
Detentore della Supercoppa Europea Detentore della Supercoppa d’Europa
Detentore della Coppa UEFA Detentore della Coppa UEFA
Campione di Germania Campione di Germania in carica
Campione di Spagna Campione di Spagna in carica
Biancorossi, Papaveri, Lupi
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra Maglia ufficiale Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni da gara
 
Casa
Manica sinistra Maglia ufficiale Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni da gara
 
Trasferta
Colori sociali: bianco-rosso
Inno: Dichiarazione d'amore
Fiordaliso
Dati societari
Città: Piacenza
Paese: bandiera Italia
Confederazione: UEFA
Federazione: FIGC
Campionato: Serie B
Fondazione: 1919
Presidente: Fabrizio Garilli
Allenatore: Mario Somma
Palmarès
Trofei nazionali:
Trofei Internazionali: 1 Torneo Anglo-Italiano (1986)
Stadio
[[Immagine:{{{immaginestadio}}}|320px|]]
Leonardo Garilli
(21.608 + 60 (tribuna stampa): 21.668 posti)
Contatti
Piacenza Calcio

Via Gorra, 25
29100 Piacenza
tel: 0523/757010
fax: 0523/453405

www.piacenzacalcio.it

Il Piacenza Calcio è la principale società calcistica di Piacenza, capoluogo dell'omonima provincia dell'Emilia Romagna. Attualmente milita nel campionato italiano di Serie B.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] La nascita e il presidente diciottenne

Il Piacenza Football Club nasce del 1919 dopo vari progetti dopolavoristici che si erano formati nella città e provinicia emiliana già all'inizio del secolo da un gruppo di studenti e lavoratori che promossero come presidente e loro portavoce il diciottenne studente Giovanni Dosi che oltre a questa carica assunse anche quella di giocatore e capitano.Dopo l'affiliazione alla Federazione il club s'iscrisse al campionato regionale di promozione scegliendo come colori sociali il bianco e rosso,ovvero i colori della città.Il debutto è ottimo tanto che il Piacenza vince il suo campionato davanti a Parma (calcio) e Spal.

[modifica] La rincorsa alla Serie B

Dopo l'ottimo debutto il club biancorosso non riesce però mai a qualificarsi alla fase scudetto (ovvero l'odierna serie A) e rimane nell'anonimato dei campionati regionali. Da ricordare il match di coppa Italia contro il Torino nel 1926 dove i biancorossi furono umiliati 0-9. Nel 1929 la riforma dei campionati che porta all'attuale formula inserisce il Piacenza in serie C dato che nel precedente girone interregionale la squadra emiliana era arrivata a metà classifica. Il campionato 1930/31 vede i biancorossi lanciati verso la promozione in B ma decisioni discutibili della Federazione costrinsero gli emiliani a ripetere la gara di Forlì,vinta e quella di Reggio Emilia, pareggiata, causa errori tecnici dell'arbitro. Le ripetizioni portarono due sconfitte che fecero scivolare il Piacenza dal primo al terzo posto dando così addio ai sogni di promozione. Gli anni seguenti vedono i biancorossi sempre ai vertici ma mai in grado di fare il grande salto. Nel 1934 arriva la mezz'ala Sandro Puppo, piacentino emigrato s Shanghai, che dopo una grande stagione si merita la chiamata dell'Inter e della nazionale Olimpica di Vittorio Pozzo. Nel 1937/38 i biancorossi arrivarono primi a pari merito col Fanfulla di Lodi. Allo spareggio promozione di Pavia furono sconfitti dai lombardi che furono promossi in serie B. Nel 1945/46 il Piacenza è per la prima volta nella storia ammesso in serie B (la serie B e C saranno fuse insieme nel campionato d'alta Italia) categoria nella quale vi rimane nonostante l'assenza di varie squadre ancora in difficoltà post-bellica. Anche la stagione seguente si salva ma nulla può nel 1947/48 quando classificandosi undicesimo fa un mesto ritorno in serie C.

[modifica] Un ventennio nero

Gli anni 50 iniziano con una beffa per i biancorossi che nel 1952 disputano gli spareggi promozione in B ma vengono sconfitti dal Cagliari e quello che sembrava comunque l'inizio della riscossa segnerà un periodo negativo per il club emiliano. Seguiranno stagioni anonime fino al termine della stagione 1955/56 dove il Piacenza viene retrocesso in quarta serie causa una presunta combine col Piombino che la Federazione riconosce come illecito sportivo.Dopo due stagioni nel 1957/58 i papaveri tornano in serie C annoverando tra le loro fila Giancarlo Cella e Gastone Bean.La gioia è però breve e nel 1960/61 il Piacenza fa ritorno in serie D lasciandola poi definivamente nella stagione 1963/64 sotto la guida della gloria locale Sandro Puppo.

[modifica] Tra serie B e C

Dopo i primi anni di assestamento in terza serie i biancorossi nel 1967/68 sempre con Sandro Puppo in panchina danno l'assalto alla promozione in serie B ma arrivano secondi arrendendosi solo al Como che domina quel campionato.La promozione è però solo rimandata e la stagione seguente quando sotto la guida di Tino Molina e la presidenza di Vincenzo Romagnoli il club emiliano torna dopo 20 anni in serie B che portano alla costruzione del nuovo stadio della Galleana lasciando la storica sede di Barriera Genova.La stagione seguente inizia alla grande e dopo due turni il Piacenza è addirittura in testa a punteggio pieno.Ben presto però la spinta si esaurisce ed arriva così a giocarsi la salvezza all'ultimo turno in casa contro il Varese di Liedholm,Bettega e Anastasi impegnato nella lotta promozione.Il risultato si chiude con un eloquente 5 a 0 per gli ospiti che vengono promossi mentre i piacentini fanno nuovamente ritorno in serie C dove rimarranno fino al 1974/75 quando tornano nuovamente in B sotto la guida di Gian Battista Fabbri che porta in Italia il gioco all'olandese con buon successo dato che il suo Piacenza vince con ben 7 punti di vantaggio il campionato sul Monza secondo in classifica.In serie B però le cose non vanno per il verso giusto e nemmeno questa volta i biancorossi riescono a salvarsi retrocedendo con una giornata d'anticipo.Le stagioni seguenti sono avare di soddisfazioni per il Piacenza tanto che nemmeno il tecnico Gianni Invernizzi,scudettato nella stagione 1970/71,riesce a togliere gli emiliani dal pantano della terza serie.Nel 1978/79 con la riforma dei campionati il Piacenza viene inserito in serie C1 girone A,categoria che frequenterà fino alla stagione 1982/83 quando retrocederà in serie C2.

[modifica] L'inizio dell'era Garilli

Nell'estate 1983 il Piacenza è in serie C2 e in gravi problemi societari tanto che vari presidenti si sono succeduti nel giro di pochi anni.In un momento così delicato il club viene rilevato dall'ing.Leonardo Garilli,svolta che porterà alla rinascita della società emiliana.In panchina s'insedia Gian Battista Rota ex-tecnico di Atalanta e Cremonese.Il campionato 1983/84 di C2 si chiude bene al secondo posto che vuol dire ritorno in C1.Chi si aspetta un campionato 1984/85 di transizione è ben presto piacevolmente smentito tanto che da neo-promossa il Piacenza lotta subito per la promozione assieme a Brescia e L.R.Vicenza.Il Brescia riesce a vincere il campionato mentre Piacenza e Vicenza arrivano a pari merito al secondo posto così il 15 giugno 1985 si trovano di fronte al "Franchi" di Firenze per disputare lo spareggio promozione.La gara è tirata e i tempi regolamentari terminano 1-1.Nei supplementari,grazie ad errori del difensore piacentino Gianfilippo Reali,il Vicenza passa sul 3-1 e viene promosso lasciando delusi i 6mila piacentini giunti in Toscana.In seguito si scoprirà che Reali fu condizionato dal presidente vicentino Maraschin nel filone del calcio scommesse emerso nell'estate del 1986. Nonostante la beffa Rota e Garilli puntano nella stagione 1985/86 ancora alla promozione ma ancora una volta i biancorossi vengono beffati all'ultima giornata dopo un'estentuante lotta col Parma di Arrigo Sacchi e il Modena.Il terzo tentativo è però quello buono e nel 1986/87 il Piacenza vince il campionato di Serie C1 tornando in B dopo 12 anni d'attesa con l'obiettivo di restarci.Obiettivo che viene centrato grazie a una tranquilla salvezza nella stagione 1987/88,grazie anche al veterano Claudio Gentile, che segna la fine dello straordinario ciclo di Rota che lascia la compagine emiliana.La stagione seguente in panchina c'è Enrico Catuzzi ma dopo un discreto inizio le cose cominciano ad andare male tanto che a metà novembre il tecnico parmigiano viene esonerato per far spazio ad Attilio Perotti che non riesce però a raddrizzare le sorti di una squadra in caduta libera che conclude la stagione all'ultimo posto.La stagione 1989/90 con alla guida Giorgio Rumignani dovrebbe essere quella della risalita ma in realtà si conclude con un anonimo ottavo posto.

[modifica] I favolosi primi anni novanta

Gli anni novanta sono gli anni che portano sotto la guida di Luigi Cagni il Piacenza in serie A.

[modifica] 1990/91 e 1991/92:Ritorno e salvezza in B

Per la stagione 1990/91 il presidente Garilli e il D.S.Marchetti scelgono come allenatore il quarantenne bresciano Luigi Cagni reduce da una buona stagione alla Centese.La stagione è una cavalcata trionfale che si conclude il 10 giugno 1991 quando alla Galleana i biancorossi regolano 2-0 il Mantova tornando in Serie B.Gli inizi in B non sono felici tanto che la squadra di Cagni rimane sempre in zona pericolante fino a cinque giornate dal termine quando i biancorossi dilagano per 3-0 a Messina e la settimana successiva espugnano Reggio Emilia per 1-0 ipotecando la salvezza che raggiungeranno due settimane dopo pareggiando a Padova.

[modifica] 1992/93:L'utopia diventa realtà

Il club piacentino non è mai stato in grado ne ha mai pensato al grande salto in serie A e nemmeno la stagione 1992/93 inizia con questa idea tanto che dopo 9 giornate i biancorossi hanno vinto una sola gara.A novembre arriva però la svolta e i biancorossi infilano 5 successi consecutivi tra cui quello di Bologna e un infuocato derby dentro e fuori il campo con la Cremonese.Raggiunte le zone alte di classifica gli emiliani entrano nella zona promozione in primavera dopo una lunga lotta con Padova e sporattutto Ascoli che sarà l'ostacolo più duro e che aggancerà i biancorossi a una giornata dal termine.Decisiva l'ultima giornata col Piacenza in casa del Cosenza e l'Ascoli impegnato nello scontro diretto di Padova.Il Piacenza grazie a un gol di Fulvio Simonini espugna il San Vito mentre l'Ascoli cade per 3-2 a Padova.Per la prima volta nella storia il Piacenza approda in serie A!

[modifica] 1993/94:Una retrocessione velenosa

La prima volta del Piacenza in serie A parte all'insegna dell'autarchia,infatti la squadra è composta da soli italiani e così sarà fino alla stagione 2000/01.L'inizio è a dir poco traumatico dato che al debutto il Torino di Mondonico passeggia per 3-0 alla Galleana.Per trovare la prima vittoria bisogna attendere la quinta giornata quando il Lecce viene sconfitto in rimonta per 2-1.Nonostante difficoltà la squadra di Cagni lotta e cresce di settimana in settimana facendo della Galleana uno degli stadi più ostici di tutta la A dato che dopo il Torino solo la Lazio riuscirà a vincere a Piacenza.A fine marzo la situazione sembra volgere al meglio e la salvezza sembra ormai un obiettivo a portata di mano con 3 punti di vantaggio sulla Reggiana a 5 giornate dalla fine ma nelle 3 seguenti giornate i biancorossi fanno appena un punto e a due giornate dal termine gli storici rivali granata li raggiungono per dar vita a un finale di stagione molto discusso.Alla penultima giornata scende a Piacenza una Juventus priva di motivazioni che viene dominata dal primo al novantesimo minuto.Il Piacenza va in gol al trentesimo con Moretti ma l'arbitro Loris Stafoggia annulla misteriosamente il gol tra le proteste dei ventimila presenti allo stadio.Stessa scena ad inizio ripresa quando è Agostino Iacobelli a battere Peruzzi ma ancora una volta l'arbitro pesarese annulla con lo stesso Iacobelli che si getta a terra quasi in lacrime.Finisce zero a zero mentre la Reggiana pareggia 1-1 con la Sampdoria in casa.Tutto è rimandato all'ultima giornata che i biancorossi sono costretti ad anticipare il venerdì perché il Parma il mercoledì successivo disputerà la finale di Coppa delle Coppe.La Reggiana,di scena a San Siro contro il Milan,scenderà in campo così consapevole già del risultato dei piacentini.Venerdì 30 aprile 1994 al Tardini di Parma con quasi 4mila tifosi al seguito il Piacenza fa la partita e trova anche il gol con Ferrante ma ancora una volta la rete viene annullata e finisce zero a zero.La Reggiana vince contro un Milan pieno zeppo di riserve e si salva facendo esplodere la rabbia di Gigi Cagni che era ad assistere alla gara al Meazza.

[modifica] 1994/95:Pronto ritorno in A

Nonostante una retrocessione difficile da digerire Gigi Cagni resta alla guida del Piacenza che conferma in blocco la formazione dell'anno precedente aggiungendoci il giovane prodotto del vivaio Filippo Inzaghi di ritorno dalle esperienze positive di Leffe e Verona.Dopo 3 pareggi nelle prime 3 giornate la squadra emiliana prende slancio e balza in testa a fine ottobre per non lasciare più questa posizione fino a fine campionato.Nessuno riesce tenere testa all'irresistibile armata biancorossa che il 7 maggio 1995 festeggia con 4 giornate d'anticipo il ritorno in serie A regolando per 2 a 0 dopo soli 8 minuti l'Ancona,unica squadra in grado di battere i piacentini fino a quel momento in campionato.Al termine della stagione lasciano i due bomber,il giovane Inzaghi va a Parma mentre l'esperto Antonio De Vitis passa al Verona.

[modifica] 1995/96:Salvezza e addio di Cagni

Per rimpiazzare i due attaccanti partenti il D.S.Marchetti acquista il bomber dell'Ancona Nicola Caccia,scelta azzeccata,e porta in riva al Po l'esterno della Lucchese Eusebio Di Francesco.L'inizio è ancora difficile e dopo due turni il Piacenza è ancora a zero punti.Da qui in avanti la compagine emiliana inizierà una rincorsa importante fatta soprattutto di grandi partite interne(memorabili le vittorie su Lazio,Roma e Inter)che porteranno la squadra biancorossa a festeggiare la salvezza con un turno d'anticipo il 5 maggio 1996 sul campo dell'Udinese.La storica salvezza segna anche dopo sei anni la fine del ciclo di Gigi Cagni che lascia la città emiliana per insediarsi sulla panchina del Verona neo-promosso.

[modifica] Tre allenatori per tre salvezze

La seconda metà degli anni novanta coincide col punto più alto raggiunto dalla società piacentina nella sua storia mantenendosi per cinque stagioni consecutive nella massima serie pur cambiando sempre guida tecnica.

[modifica] 1996/97:Lacrime di gioia e dolore

La stagione 1996/97 porta a un primo ricambio generazionale,Cagni va a Verona,il centrocampista Turrini e Caccia si trasferiscono al Napoli.Per rimpiazzare il leggendario mister bresciano viene chiamato l'emergente bergamasco Bortolo Mutti protagonista di ottime stagioni a Leffe e a Cosenza.Tra i volti nuovi vi sono gli attaccanti Pasquale Luiso e Andrea Tentoni,il centrocampista Giuseppe Scienza e il difensore Daniele Delli Carri,nomi che non fanno certamente sognare ma che si dimostreranno quasi tutti fondamentali durante la stagione.A differenza delle due precedenti esperienze in A la formazione biancorossa ha un ottimo avvio tanto che alla settima giornata si trova ad un passo dalla zona Uefa.Ben presto però iniziano le difficoltà e nelle successive tre giornate raccoglie solo un punto.Il 1 dicembre 1996 è una data storica per il calcio piacentino e forse italiano:il Piacenza sconfigge al termine di una gara ricca di emozioni il Milan per 3-2 sconfitta che segna l'esonero di Tabarez dalla panchina rossonera e la fine del ciclo degli invincibili milanisti.La vittoria è accolta con grande soddisfazione in città dato che non era stato dimenticato l'epilogo della stagione 1993/94 e questa era la vendetta tanto attesa.Questa vittoria segna però l'inizio un periodo difficile per la squadra emiliana che vince appena una delle successive 18 partite ma nonostante ciò riesce a rimanere nella lotta salvezza assieme a Perugia e Cagliari.Il 30 dicembre 1996 si spegne a 75 anni Leonardo Garilli l'uomo che ha portato il Piacenza dalla C2 alla A in dieci anni,a lui viene intitolato lo stadio della Galleana e il figlio Stefano ne eredita la carica di presidente.Il finale di stagione è un condensato di emozioni:a due giornate dal termine dopo il pareggio interno col Cagliari gli emiliani e i sardi sono a 34 punti a pari del Perugia.Alla penultima giornata il Piacenza crolla per 4-0 a Udine,il Cagliari perde rocambolescamente in casa per 4-3 dalla Sampdoria mentre il Perugia liquida la Roma per 2-0 al Curi salendo così a 37 punti e all'ultima è di scena al Garilli Piacenza-Perugia.Il 1 giugno 1997 sotto una pioggia battente gli uomini di Mutti sono costretti a vincere e al termine di una gara tesissima s'impongono 2-1 con reti di Luiso e Lucci che regala ai biancorossi lo spareggio contro il Cagliari che nel frattempo passava a San Siro sul Milan mentre il Perugia retrocedeva per classifica avulsa.Domenica 15 giugno 1997 al San Paolo di Napoli si ritrovano di fronte dopo nemmeno un mese Piacenza e Cagliari ma se allora era stata equilibrata la gara stavolta si capisce subito come andrà:dopo 8 minuti Luiso apre le danze,raddoppia Scienza prima dello scadere del primo tempo,Tovalieri prova al sessantesimo a riaprire la gara per i sardi ma la chiude uno scatenato Luiso a pochi minuti dal termine.Al termine della gara grande gioia dei cinquemila piacentini che erano in netta minoranza rispetto ai quasi ventimila sostenitori cagliaritani arrivati a Napoli.

[modifica] 1997/98:Una salvezza a suon di pareggi

Nell'estate 1997 lascia Bortolo Mutti che passa al Napoli e viene sostituito dall'arcigno tecnico bresciano Vincenzo Guerini,come a proseguire una sorta di tradizione che vede tecnici bergamaschi (Rota e Mutti) e bresciani (Cagni e Guerini) protagonisti in riva al Po.Se ne va il portiere Massimo Taibi dopo cinque stagioni e torna al Milan,partono anche Luiso (Vicenza),Lucci (Verona) e Di Francesco (Roma),per rimpiazzarli arrivano il portiere Sereni dalla Sampdoria,l'esperto difensore Pietro Vierchowood,il talentuoso Giovanni Stroppa e l'attaccante Murgita protagonista nel Vicenza dei miracoli di Guidolin.Dopo un buon esordio (1-1 interno col Milan) il Piacenza incappa in una serie negativa di prestazioni e dopo nove giornate è ultimo a 4 punti e senza vittorie.Guerini è a rischio ma nei mesi di dicembre e gennaio arriva la svolta:3 vittorie 3 pareggi e una sola sconfitta in sette gare portano i biancorossi addirittura fuori dalla zona retrocessione.L'inizio del girone di ritorno mostra però una grave lacuna nella squadra emiliana:vince troppo poco tanto che dopo 28 giornate le vittorie sono solo quattro ma i tanti pareggi e il ritmo lento delle rivali Brescia e Atalanta permettono ai biancorossi di mantenere quasi sempre il quint'ultimo posto quello che vale la permanenza in A.Il 3-0 sull'Atalanta a quattro giornate dal termine è un passo quasi decisivo verso la salvezza ma rimangono due ostacoli molto alti da superare.Alla terz'ultima giornata la truppa di Guerini deve far visita all'Inter reduce dalla discussa sconfitta a Torino per mano della Juventus e dalle polemiche per il fallo di Iuliano su Ronaldo non sanzionato dall'arbitro Ceccarini.La gara è un assedio dei nerazzurri ma Sereni è insuperabile e para tutto,il Piacenza esce indenne con uno 0-0 da San Siro che avvicina sempre più i biancorossi alla salvezza dato che sia Atalanta e Brescia sono indietro ancora dietro rispettivamente di due e quattro punti.La penultima giornata regala emozioni incredibili ai presenti al Garilli,in scena vi è Piacenza-Roma.A pochi minuti dal termine la gara è sul 2-2 quando il romanista Paulo Sergio porta in vantaggio i giallorossi di Zeman.La sconfitta sembra inevitabile ma al quarto minuto di recupero Fabian Valtolina s'inventa uno straordinario gol in rovesciata che pareggia i conti e avvicina sempre più la salvezza che arriva il sabato seguente col netto successo al Via del Mare di Lecce per 3-1 sui salentini.

[modifica] 1998/99:Gran calcio e grande salvezza

Guerini non viene confermato e per sostiuirlo viene chiamato Giuseppe Materazzi che dopo ottime stagioni a Bari era reduce da esperienze negative a Padova e Brescia.La squadra non presenta grandi novità se non il ritorno del giovane prodotto del vivaio Simone Inzaghi e il ritorno in Italia dopo due stagioni al Bayern Monaco di Ruggiero Rizzitelli.La squadra di Materazzi ha un buon impatto sul campionato mantenendosi sempre in zona tranquilla e producendo un'ottimo calcio.A farne le spese è la Fiorentina che alla nona giornata da capolista si presenta al Garilli con campioni del calibro di Batistuta,Rui Costa,Edmundo ed Oliveira.Ma i veri campioni quel giorno sono Giovanni Stroppa,Simone Inzaghi e Giampietro Piovani che mettono costantemente in crisi la difesa gigliata e alla fine,in un Garilli in visibilio,gli emiliani vincono 4-2.Dopo quella gara inizia una fase di appannamento che porterà a una sola vittoria nelle successive dodici giornate.La squadra di Materazzi in primavera si riprende e infligge un pesantissimo 5-0 al Bologna che da inizio al gran finale di stagione della formazione emiliana che nelle ultime tre giornate prima batte nettamente la Roma per 2-0 e poi espugna il Tardini di Parma per 1-0.L'ultima giornata è di scena Piacenza-Salernitana e ai biancorossi basta non perdere per salvarsi.Finisce 1-1 col gol del quarantenne Vierchowood e con le lacrime dei campani che dopo una stagione tornano in B.

[modifica] 1999/00:Retrocessione senza appelllo

La stagione 1999/00 nasce male già dall'inizio:Materazzi non viene confermato e Simone Inzaghi viene ceduto per la cifra record di 30 miliardi di lire alla Lazio.Il nuovo tecnico è Luigi Simoni,una scelta che manda su tutte le furie l'ambiente piacentino che non perdonerà mai all'allenatore bolognese il suo grande passato alla Cremonese,acerrima rivale del Piacenza.Nonostante tutto la prima giornata parte bene bloccando sull'1-1 al Garilli l'ambiziosa Roma di Fabio Capello ma questo si rivelerà un episodio isolato.Alla fine del girone d'andata il Piacenza è penultimo e si sceglie di sollevare dall'incarico Gigi Simoni promuovendo l'allenatore della primavera Daniele Bernazzani.Il cambio non sortisce gli effetti sperati e alla fine i biancorossi vengono superati pure dal Cagliari e chiudono all'ultimo posto.

[modifica] La nuova rinascita

Dopo la retrocessione il club biancorosso decide di investire nuovamente per riportare il Piacenza in A scegliendo giocatori e allenatori di prim'ordine:scelte che saranno premiate.

[modifica] 2000/01:Novellino e la corazzata biancorossa

La retrocessione porta cambiamenti alla guida societaria:Stefano Garilli lascia al fratello Fabrizio la presidenza e l'intenzione è quella di tornare immediatamente in A. Il nuovo allenatore è un esperto di promozioni come Walter Alfredo Novellino,la campagna acquisti è a dir poco sontuosa e arrivano elementi di grande valore per la B come il cavallo di ritorno Nicola Caccia e il regista Sergio Volpi.Dopo un buon inizio la squadra biancorossa accusa una disconinuità di risultati tra ottobre e novembre che non le permettono di entrare in zona promozione.Tra dicembre e gennaio però l'armata biancorossa infila sei vittorie consecutive che la portano al comando della cadetteria affondando il colpo decisivo tra marzo e aprile infilando un altro filotto di sei vittorie consecutive.La promozione arriva il 27 maggio 2001 davanti ai grandi ex Gigi Cagni e Pasquale Luiso allora alla Sampdoria.Dopo il fulmineo vantaggio dei blucerchiati proprio con Luiso nella ripresa i biancorossi ribaltano la situazione con Rastelli e con un gol allo scadere di Carmine Gautieri che valgono il ritorno in A con due turni d'anticipo.

[modifica] 2001/02:Salvezza e primi stranieri

La stagione 2001/02 inizia con importanti novità:arrivano i primi due stranieri che vestono la casacca biancorossa.Questi sono i brasiliani Matuzalem e Amauri provenienti dal Napoli.Il mercato porta a Piacenza l'esperto bomber Dario Hubner e Eusebio Di Francesco,di ritorno dopo quattro stagioni alla Roma.L'obiettivo è una salvezza tranquilla e all'inizio tutto procede bene tanto che la Roma campione d'Italia cade nettamente per 2-0 al Garilli.La squadra di Novellino,grazie ai gol di Hubner,si mantiene sempre in zona tranquilla ma per festeggiare la salvezza deve ancora una volta aspettare l'ultima giornata.Dopo le sconfitte con Juventus e Inter all'ultima giornata è in programma lo scontro diretto col Verona di Malesani che appare in caduta libera.Ai biancorossi basta pareggiare ma alla fine distruggono i gialloblù per 3-0 mandandoli in serie B.Al termine della stagione Dario Hubner si laurea capocannoniere con 24 reti al pari dello juventino David Trezeguet.

[modifica] 2002/03:Non basta il ritorno di Cagni

L'addio di Novellino,che emigra assieme a Volpi alla Sampdoria,porta novità sulla panchina biancorossa dove siede l'esordiente Andrea Agostinelli reduce da buone esperienze a Pistoia e Terni.Il colpo più importante del mercato è Enzo Maresca dalla Juventus,l'obiettivo è sempre lo stesso:salvarsi.L'inizio è a dir poco sorprendente dato che dopo due giornate i biancorossi sono in testa a punteggio pieno con Juve,Milan e Inter.La gioia però dura pocoe nelle successive 18 giornate gli emiliani conquistano la miseria di 7 punti che li fa scivolare al terz'ultimo posto.Per rimediare a una situazione critica viene richiamato Gigi Cagni e arrivano nel mercato di gennaio Marchionni e Baiocco.Nonostante un sensibile miglioramento il sogno salvezza svanisce alla penultima giornata quando i biancorossi in vantaggio di due gol a Parma si fanno rimontare dai locali perdendo e lasciando la serie A.

[modifica] Gli anni recenti

Gli ultimi anni vedono il Piacenza in serie B protagonista quasi sempre di stagioni di medio alto livello.

[modifica] 2003/04:8 mesi al vertice e uno da incubo

Sulla panchina biancorossa viene confermato Gigi Cagni con un mercato che porta un netto ridimensionamento della squadra:vengono ceduti Hubner,Maresca,Marchionni,Di Francesco e Baiocco protagonisti delle stagioni precedenti.Arrivano l'esperto attaccante Luigi Beghetto e il giovane Giacomo Cipriani.La stagione si presenta con l'anomalia di 24 squadre e 6 promozioni dovute al Caso Catania dell'estate 2003 che porta a uno stravolgimento dei campionati.L'inizio è buono e nonostante alcuni alti e bassi la squadra padana si mantiene sempre nelle zone alte.Nei mesi invernali la squadra accelera e le vittorie su Torino,Fiorentina e in trasferta su Cagliari e Atalanta portano i biancorossi al terzo posto.Tra marzo e aprile una serie di pareggi fa scivolare al sesto posto i biancorossi che devono difendersi dall'assalto della Fiorentina alla quale resistono fino alla quint'ultima giornata.Da quel momento la squadra di Cagni conquisterà solo un punto in 5 gare che porteranno i biancorossi all'ottavo posto ben lontani dalla zona promozione.

[modifica] 2004/05:Una stagione di rimpianti

L'addio di Cagni,in polemica con la società,porta Giuseppe Iachini sulla panchina piacentina.La squadra viene rinforzata con gli arrivi dal Palermo di Simone Pepe,Jeda e Salvatore Masiello e l'obiettivo è inserirsi nelle prime sei posizioni,zona che porterebbe alla disputa degli spareggi promozione attivati da quell'anno.L'inizio,con 15 punti nelle prime 8 gare portano i biancorossi al terzo posto.Una serie di risultati altalenanti allontanano i biancorossi dalla zona playoff nel periodo invernale.All'inizio del 2005 la squadra biancorossa mostra un andamento alquanto schizofrenico vincendo gare che paiono proibitive (come quelle sul Torino e la trasferta di Perugia) e perdendo gare che sembrano alla portata (clamorosi i tonfi interni con Pescara,Salernitana e Ternana).Questo porta i biancorossi a concludere la stagione al decimo posto,piazzamento che viene accolto con delusione dalla piazza e dalla dirigenza che però conferma Iachini.

[modifica] 2005/06 Ancora tanti rimpianti

L'estate 2005 vive su un mercato in tono minore che non porta grosse novità in entrata in casa piacentina tanto che l'acquisto più importante sarà il ritorno del giovane Daniele Cacia dalla Pistoiese.L'obiettivo diversamente dagli anni scorsi è quello di una stagione tranquilla senza sogni di promozione.Dopo un inizio difficile a ottobre novembre la squadra di Iachini infila quattro vittorie,6 pareggi e 1 sola sconfitta che portano i biancorossi a un passo dalla zona playoff.Dopo un periodo di calo in dicembre la squadra padana torna su buoni livelli e nel periodo febbraio marzo,sospinta dai gol di Cacia,arriva ancora vicina alla zona playoff e a cinque giornate dalla fine,visto il calendario non proibitivo,sembra ormai pronta a darne l'assalto finale.Come due anni prima però la squadra nell'ultimo mese si spegne e conquista la miseria di tre punti su 15 a disposizione chiudendo la stagione al dodicesimo posto.

[modifica] 2006/07:Il sogno sfuma alla fine

La stagione 2006/07 vede in serie B la presenza di squadre storiche come la Juventus (retrocessa in seguito a Calciopoli),Napoli e Genoa tornate dagli inferi della serie C1.Sembra quindi essere una stagione destinata all'anonimato ma sin dall'inizio si capisce che la squadra di Iachini darà fastidio a tutti battendo Napoli e Bologna.Dopo cinque vittorie consecutive all'undicesima giornata il Piacenza è in testa e a questo punto nessuno può più snobbarlo.Fino a fine marzo la squadra biancorossa tiene testa a tutte le grandi,Juventus esclusa che ai primi di febbraio va in fuga,arrivando al secondo posto.Come successo in passato i mesi primaverili sono nefasti alla squadra emiliana e Aprile porta appena tre punti sui diciotto possibili e scivola al settimo posto.Questa volta però c'è una reazione e nelle successive sei giornate conquista quattordici punti arrivando a giocarsi la possibilità di disputa dei playoff all'ultima giornata in casa con la Triestina.Per far si che si disputino gli spareggi il Piacenza deve vincere annullando così la possibilità che una tra Napoli e Genoa non abbia dieci punti di vantaggio,eventualità che cancellerebbe la disputa dei playoff.All'ultima giornata c'è pure Genoa-Napoli che si conclude con uno scontato pareggio.Al Garilli scende una Triestina in lotta per non retrocedere contro un Piacenza decimato da infortuni,squalifiche e convocazioni in nazionale.Nonostante ciò i biancorossi concludono il primo tempo in vantaggio con gol di Degano ma la beffa è dietro l'angolo e al ventesimo della ripresa il triestino Allegretti su punizione pareggia spezzando così il sogno di Iachini e facendo esplodere la festa a Marassi.

[modifica] 2007/08:Prima parte tribolata

L'addio di Iachini porta sulla panchina l'emergente tecnico bresciano Gianmarco Remondina,il mercato vede cessioni eccellenti come quelle del portiere Coppola,dell'argentino Campagnaro e dei due gioielli Nocerino e Cacia.Un mercato non esaltante e scelte discutibili incidono sulla squadra che vive i primi due mesi iniziali come un incubo tanto da perdere otto delle prime undici gare.Lo spettro di una retrocessione aleggia sul Piacenza e per scacciarlo viene esonerato Remondina e assunto Mario Somma,protagonista di ottime stagioni ad Arezzo ed Empoli.L'impatto è buono tanto che,pur non con grande continuità,la squadra riemerge dalle zone basse portandosi in mari più tranquilli facendo diciassette punti nelle seguenti dodici giornate.

[modifica] Giocatori illustri

[modifica] Curiosità

  • A partire dalla stagione calcistica 2003/2004, il Piacenza reca sulle proprie maglie il logo dell'Unicef, cui devolve il 7,5% degli incassi e degli attivi societari, al pari delle altre società sportive piacentine. La compagine italiana è così diventata la prima squadra italiana e mondiale ad avere uno sponsor non commerciale, imitata nel 2006 dal Barcelona.

[modifica] Cronistoria

Cronistoria del Piacenza Calcio

1919/1920 1° nel girone eliminatorio del Campionato Emiliano.

1920/1921 3° nel girone A Emiliano.

1921/1922 1° nel girone A Emiliano FIGC. 4° nel girone finale.

1922/1923 2° nel girone C di II Divisione.

1923/1924 6° nel girone D di II Divisione.

1924/1925 2° nel girone E di II Divisione.

1925/1926 5° nel girone C di II Divisione.

1926/1927 5° nel girone B della Lega Nord di II Divisione.

1927/1928 1° nel girone D della Lega Nord di II Divisione. 2° nel girone finale.

1928/1929 5° nel girone B di I Divisione.

1929/1930 7° nel girone B del Campionato Lombardo di I Divisione.

1930/1931 3° nel girone B di I Divisione.

1931/1932 6° nel girone B di I Divisione.

1932/1933 7° nel girone E di I Divisione.

1933/1934 4° nel girone C di I Divisione. 3° nel girone finale.

1934/1935 3° nel girone E di I Divisione. Ammesso alla nuova Serie C.

1935/1936 6° nel girone B della Serie C.

1936/1937 2° nel girone B della Serie C.

1937/1938 1° nel girone B della Serie C a pari merito col Fanfulla. Perde lo spareggio per la promozione in serie B.

1938/1939 7° nel girone B della Serie C.

1939/1940 12° nel girone B della Serie C.

1940/1941 13° nel girone B della Serie C.

1941/1942 8° nel girone C della Serie C.

1942/1943 7° nel girone G della Serie C.

1944 4° in un torneo a 6 squadre.

1945/1946 4° nel girone A del Campionato Alta Italia misto B e C.

1946/1947 12° nel girone B della Serie B.

1947/1948 9° nel girone B della Serie B. Retrocesso in Serie C.

1948/1949 19° nel girone A della Serie C.

1949/1950 7° nel girone B della Serie C.

1950/1951 11° nel girone B della Serie C.

1951/1952 1° nel girone B della Serie C. 2° nel girone finale.

1952/1953 10° in Serie C.

1953/1954 9° in Serie C.

1954/1955 12° in Serie C.

1955/1956 9° in Serie C. Retrocesso in IV Serie.

1956/1957 4° nel girone B della IV Serie. Ammesso nel Campionato Interregionale.

1957/1958 3° nel girone A del Campionato Interregionale. Ammesso alla Serie C.

1958/1959 19° nel girone A della Serie C.

1959/1960 12° nel girone A della Serie C.

1960/1961 17° nel girone A della Serie C. Retrocesso in Serie D.

1961/1962 3° nel girone B della Serie D.

1962/1963 2° nel girone B della Serie D.

1963/1964 1° nel girone B della Serie D. Promosso in Serie C.

1964/1965 6° nel girone A della Serie C.

1965/1966 7° nel girone A della Serie C.

1966/1967 13° nel girone A della Serie C.

1967/1968 2° nel girone A della Serie C.

1968/1969 1° nel girone A della Serie C. Promosso in Serie B.

1969/1970 19° in Serie B. Retrocesso in Serie C.

1970/1971 15° nel girone A della Serie C.

1971/1972 14° nel girone A della Serie C.

1972/1973 9° nel girone A della Serie C.

1973/1974 4° nel girone A della Serie C.

1974/1975 1° nel girone A della Serie C. Promosso in Serie B.

1975/1976 18° in Serie B. Retrocesso in Serie C.

1976/1977 12° nel girone A della Serie C.

1977/1978 4° nel girone A della Serie C. Ammesso alla nuova Serie C1.

1978/1979 4° nel girone A della Serie C1.

1979/1980 9° nel girone A della Serie C1.

1980/1981 14° nel girone A della Serie C1.

1981/1982 12° nel girone A della Serie C1.

1982/1983 15° nel girone A della Serie C1. Retrocesso in Serie C2.

1983/1984 2° nel girone B della Serie C2. Promosso in Serie C1.

1984/1985 3° nel girone A della Serie C1.

1985/1986 3° nel girone A della Serie C1. 1° nel torneo interleghe anglo-italiano di Serie C.

1986/1987 1° nel girone A della Serie C1. Promosso in Serie B.

1987/1988 13° in Serie B.

1988/1989 20° in Serie B. Retrocesso in Serie C1.

1989/1990 8° nel girone A della Serie C1.

1990/1991 1° nel girone A della Serie C1. Promosso in Serie B.

1991/1992 11° in Serie B.

1992/1993 3° in Serie B. Promosso in Serie A.

1993/1994 15° in Serie A. Retrocesso in Serie B.

1994/1995 1° in Serie B. Promosso in Serie A.

1995/1996 14° in Serie A.

1996/1997 14° in Serie A.

1997/1998 12° in Serie A.

1998/1999 13° in Serie A.

1999/2000 18° in Serie A. Retrocesso in Serie B.

2000/2001 2° in Serie B. Promosso in Serie A.

2001/2002 12° in Serie A.

2002/2003 16° in Serie A. Retrocesso in Serie B.

2003/2004 8° in Serie B.

2004/2005 10° in Serie B.

2005/2006 11° in Serie B.

2006/2007 4° in Serie B.

2007/2008 in Serie B.

[modifica] Lista dei presidenti del Piacenza Calcio dal più recente al più vecchio

  • Fabrizio Garilli
  • Stefano Garilli
  • Leonardo Garilli
  • Luciano Angelini
  • Aldo Abonetti
  • Gaetano Grandi
  • Romolo Moizo
  • Paolo Nucci
  • Andrea Leonardi
  • Vincenzo Bordignon
  • Giuseppe Tacchinardi
  • Giorgio Bizzio
  • Giovanni Veneziani (commissario)
  • Dante Germagnoli
  • Agostino Rusconi
  • Remo Pecci
  • Pino Bobbi
  • Augusto Orsi
  • Eugenio Bertini
  • Luigi Tosca
  • Ugo Ozzola
  • Erminio Casella
  • Aldo Angrisani (commissario)
  • Attilio Moschiari
  • Pino Laneri
  • Franco Montemartini
  • Ernesto Bordi (commissario)
  • Vincenzo Bertolini
  • Piero Gazzola
  • Max Fioruzzi
  • Agostino Baldini
  • Rodolfo Spelta
  • Gaetano Grandi
  • Ettore Baroni
  • Giovanni Dosi

[modifica] Lista degli allenatori del Piacenza Calcio dal più recente al più vecchio

  • Felice Secondini - Mario Somma (2007/2008)
  • Giuseppe Iachini (2004/2007)
  • Luigi Cagni (2003/2004)
  • Andrea Agostinelli - Luigi Cagni (2002/2003)
  • Walter Alfredo Novellino (2000/2002)
  • Luigi Simoni - Daniele Bernazzani (1999/2000)
  • Giuseppe Materazzi (1998/1999)
  • Vincenzo Guerini (1997/1998)
  • Bortolo Mutti (1996/1997)
  • Luigi Cagni (1990/1996)
  • Giorgio Rumignani (1989/1990)
  • Enrico Catuzzi - Attilio Perotti (1988/1989)
  • Giambattista Rota (1983/1988)
  • Pierluigi Meciani - Stefano Angeleri - Sergio Montanari (1982/1983)
  • Bruno Fornasaro - Pierluigi Meciani (1981/1982)
  • Giacomo Losi - Bruno Fornasaro (1980/1981)
  • Bruno Fornasaro - Romano Mattè (1979/1980)
  • Bruno Fornasaro (1978/1979)
  • Ezio Galbiati - Sergio Montanari (1977/1978)
  • Gianni Invernizzi - Ezio Galbiati (1976/1977)
  • Giambattista Fabbri (1974/1976)
  • Giancarlo Cella (1972/1974)
  • Tino Molina - Giancarlo Cella (1971/1972)
  • Bruno Arcari - Angelo Franzosi (1970/1971)
  • Enrico Radio - Bruno Arcari (1969/1970)
  • Tino Molina (1968/1969)
  • Sandro Puppo - Leo Zavatti (1967/1968)
  • Sandro Puppo (1966/1967)
  • Enrico Radio (1965/1966)
  • Francesco Meregalli (1963/1965)
  • Ivano Corghi (1961/1963)
  • Giulio Korostelev - Mario Cozzani - Sergio Rampini (1960/1961)
  • Giulio Korostelev (1958/1960)
  • Antonio Barale - Alfredo Notti - Sergio Rampini (1957/1958)
  • Ercole Bodini (1955/1957)
  • Attilio Kossovel - Giuseppe Antonini (1954/1955)
  • Attilio Kossovel (1953/1954)
  • Mariano Tansini - Memo Trevisan - Bruno Areari (1952/1953)
  • Mariano Tansini (1951/1952)
  • Bruno Barbieri - Giovanni Neu (1950/1951)
  • Bruno Barbieri (1949/1950)
  • Antonio Benassi - Alfredo Massari - Enzo Melandri (1948/1949)
  • Giuseppe Marchi - Guglielmo Zanasi (1947/1948)
  • Giuseppe Marchi (1946/1947)
  • Renato Bodini (1945/1946)
  • Carlo Corna
  • Giovanni Almos
  • Francesco Mattuteia
  • Stefano Jnko
  • Mario Sartorio

[modifica] Rosa 2007/08

Portieri
1 Bandiera dell'Italia Mario Cassano
50 Bandiera dell'Italia Roberto Maurantonio
86 Bandiera dell'Italia Fabrizio Capodici
Difensori
2 Bandiera dell'Italia Matteo Abbate
4 Bandiera della Svizzera Alain Nef
6 Bandiera dell'Italia Samuele Olivi
15 Bandiera dell'Italia Michele Anaclerio
22 Bandiera dell'Italia Pietro Zammuto
23 Bandiera dell'Italia Giuseppe Gemiti
36 Bandiera dell'Italia Angelo Iorio
Centrocampisti
3 Bandiera della Spagna Jonathan Aspas
7 Bandiera della Romania Aurelian Bogdan Pătraşcu
8 Bandiera dell'Italia Luigi Riccio
11 Bandiera della Svizzera Marco Padalino
13 Bandiera dell'Italia Raffaele Bianco
14 Bandiera dell'Italia Tommaso Bianchi
Bandiera dell'Italia Andrea Maccoppi
21 Bandiera del Belgio Radja Nainggolan
25 Bandiera dell'Austria Daniel Wolf
41 Bandiera della Romania Adrian Cuciula
Attaccanti
5 Bandiera dell'Italia Matteo Serafini
9 Bandiera della Slovenia Zlatko Dedič
10 Bandiera della Francia Julien Rantier
18 Bandiera dell'Italia Antonio Piccolo
20 Bandiera del Paraguay Tomas Andres Guzman
32 Bandiera dell'Italia Alessandro Tulli
90 Bandiera dell'Argentina Lucas Simon
Allenatore

Bandiera dell'Italia Mario Somma



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