Carena (costellazione)
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Carena |
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Nome latino Genitivo |
Carina |
Abbreviazione | Car |
• Coordinate | |
Ascensione retta Declinazione |
9 h -60° |
Area totale | 494 gradi quadrati |
• Dati osservativi | |
Visibilità da Terra - Latitudine minima - Latitudine massima - Passa al meridiano |
+20° -90° Marzo |
Stella principale - Magnitudine app. |
Canopus (α Car) -0.7 |
Altre stelle - Magnitudine < 3 - Magnitudine < 6 |
5 |
• Sciami meteorici | |
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• Costellazioni confinanti | |
Da est, in senso orario: |
La Carena (in latino Carina) è una costellazione meridionale, che faceva parte dell'antica costellazione della Nave Argo.
Indice |
[modifica] Osservazione
La Carena è una costellazione di medie dimensioni, al di sotto dell'orizzonte italiano. Si tratta infatti di una tipica costellazione australe: può essere osservata per intero solo a partire dal quindicesimo parallelo nord. È facilmente individuabile grazie alla brillantissima stella Canopo, una gigante gialla seconda in luminosità solo a Sirio. Canopo si trova all'estremità occidentale della costellazione; ad est le stelle ε Carinae e ι Carinae sono immerse nella Via Lattea. Nell'estremità orientale, spicca la stella θ Carinae, circondata da un folto gruppetto di stelline, e la luminosa Miaplacidus, la stella β della costellazione.
[modifica] Caratteristiche
La Carena è una costellazione estremamaente interessante. La sua parte nordorientale giace sulla Via Lattea in un suo campo particolarmente intenso, ricco di stelle e di oggetti di ogni genere. Le stelle Epsilon e Iota Carinae formano, con le sovrastanti delta e kappa Velorum, un asterismo noto come Falsa Croce, perché spesso confuso con la vera Croce del Sud.
La sua stella principale è Canopo (α Carinae, Canopus in Latino), la seconda stella più luminosa del cielo; la prima è Sirio, la terza è Alfa Centauri (Rigil Kentaurus o Toliman). La Carena contiene molte altre stelle luminose.
La stella Avior (ε Carinae) con una magnitudine apparente di 1,86 è una delle più brillanti stelle nel cielo notturno, ma è visibile dall'emisfero boreale solo a latitudini tropicali.
L'enigmatico oggetto eta Carinae, considerato alternativamente una stella supermassiccia o un ammasso di giovani stelle, si trova in questa costellazione.
La nomenclatura stellare segue quella assegnata alla costellazione della Nave Argo: le stelle α e β Carinae sono effettivamente le stelle α e β dell'Argo navis. Mancano le stelle γ e δ, ma sono presenti la ε, la η (che una volta era ben più luminosa di adesso), la θ e la ι, terminando infine con la υ, la χ e la ω. Seguono diverse lettere latine, anch'esse secondo l'assegnazione data alla costellazione della Nave Argo.
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Per approfondire, vedi la voce Stelle principali della costellazione della Carena. |
[modifica] Oggetti del cielo profondo
Nei pressi della stella Epsilon Carinae è visibile un ammasso aperto piccolo ma molto ricco, NGC 2516, mentre circa due gradi a nord-ovest di q Carinae si trova NGC 3114; in realtà però la gran parte degli oggetti si concentra verso il confine col il Centauro: il più notevole di questi è senza dubbio la nebulosa diffusa NGC 3372, nota come Nebulosa di Eta Carinae, che avvolge per intero la già citata stella. Al suo interno è presente una nebulosa oscura che è ben visibile attraverso medi telescopi, che mostra una forma così particolare che è stata battezzata Nebulosa Buco della Serratura.
Tra gli innumerevoli ammassi aperti presenti in quest'area, uno in particolare merita di essere menzionato: si tratta di IC 2602, noto nell'emisfero australe come Southern Pleiades, le Pleiadi del Sud; la stella principale è la Theta Carinae, azzurra, di magnitudine 2,7, circondata da un gruppetto di stelle di quinta che le conferiscono un aspetto caratteristico e inconfondibile. Di grande interesse sono pure l'ammasso aperto NGC 3532, sul confine col le Vele ed il Centauro, e NGC 3293, un grado a nord-ovest della Nebulosa di Eta Carinae.
È presente pure un ammasso globulare, NGC 2808, uno dei più compatti che si conoscano.
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Per approfondire, vedi la voce Oggetti non stellari nella costellazione della Carena. |
[modifica] Mitologia
Questa è una delle parti in cui Argo Navis, la nave degli Argonauti, fu divisa dall'astronomo francese Nicolas Louis de Lacaille nel suo catalogo del cielo australe pubblicato nel 1763. Carina rappresenta la carena della nave. Contiene la seconda stella del cielo in ordine di grandezza, Canopo, una stella supergigante bianco crema, distante circa 300 anni luce, che segna la posizione di uno dei due rematori principali della nave.
Canopo non è menzionata da Arato di Soli, perché ai suoi tempi la stella era sotto l'orizzonte visibile della Grecia; il suo nome compare per la prima volta in Eratostene che lavorò più a sud, ad Alessandria, e quindi poté vederla. Scrittori greci come Strabone e Conone ci dicono che Canopo deriva il suo nome dal timoniere del Re greco Menelao. Al ritorno da Troia con Elena la flotta di Menelao fu portata fuori rotta da una tempesta e approdò in Egitto. Là Canopo morì per il morso di un serpente; Elena uccise il serpente e insieme al Re seppellì Canopo con tutti gli onori. Sul suo luogo di sepoltura prosperò la città di Canopo (la moderna Abukir), sulla foce del Nilo. Data la prominenza della stella, le sonde spaziali moderne usano Canopo per stabilire le loro rotte. Eratostene conosceva questa stella anche con un altro nome, Perigeo, con riferimento al fatto che restava vicina all'orizzonte.
La costellazione contiene una stella singolare, Eta della Carena, che nel 1843 s'infiammò a tal punto da diventare più brillante di Canopo, ma da quel momento la sua brillantezza è scesa al disotto del livello di visibilità a occhio nudo. Gli astronomi la ritengono una stella nuova e massiccia che un giorno esploderà.
[modifica] Altri progetti
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