Anfiteatro
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L'anfiteatro è un edificio pubblico dell'antichità classica (associato particolarmente all'antica Roma) usato per i giochi gladiatori (chiamati anche munera) e per le venationes.
A prescindere dalla funzione, la differenza esteriore tra un anfiteatro e un teatro romano è che l'anfiteatro è di forma ellittica mentre il teatro è semicircolare e dotato di una scena sul lato piatto. Un anfiteatro è diverso anche dal circo romano che era usato per corse con i cavalli aggiogati a dei carri, e che ha una forma molto più allungata (di solito supera i 400m). Tuttavia i circhi erano piuttosto rari, mentre teatri e anfiteatri (assieme alle terme) rappresentano un reperto tipico di ogni città romana grande o piccola.
Il primo anfiteatro permanente fu l'anfiteatro di Statilio Tauro a Roma, eretto nel 29 a.C..
L'anfiteatro più famoso al mondo è il Colosseo, che più correttamente è detto anfiteatro Flavio, costruito dalla dinastia dei Flavi. In particolare fu iniziato dall'imperatore Vespasiano e fu terminato (e sontuosamente inaugurato) dal figlio Tito. Il Colosseo resta anche quello con le dimensioni maggiori (diametri esterni: 188 x 156m, arena: 86 x 54 m), anche perché quando fu costruita la città che doveva rivaleggiare con Roma (Costantinopoli) i giochi gladiatorii erano ormai malvisti e in declino.
Il secondo è l'anfiteatro di Capua (I-II secolo, 170 x 140 m). Il terzo è quello di Milano (II-III secolo, 155 x 125). Fino a qualche tempo fa l'arena pareva eccessiva (90 x 60 m), ma solo di recente si è scoperta la presenza di un anello interno che la porta a dimensioni più ragionevoli (71 x 40,5 m).
Vi è poi l'anfiteatro di Verona (generalmente chiamato impropriamente Arena) con diametri esterni 152 e 123 m e arena di 75,68 x 44,43 m. A seguire l'Anfiteatro Flavio di Pozzuoli (147 x 117), El Jem (tardo e mai ultimato ma in buono stato di conservazione) 148 x 122 m, Arles 136 m x 107, Nimes 133 x 101, Tarragona 109,50 per 86,50 m (l'arena era di 62,50 m per 38,50).
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[modifica] I giochi

L'edificio è legato ai giochi gladiatori (combattimenti tra gladiatori variamente armati) e alle venationes, ovvero spettacoli che comprendono animali, sia in forma di caccia più o meno ritualizzata, sia in forma di combattimento in cui uomini o animali vengono variamente penalizzati. L’origine di questi giochi è probabilmente da ascrivere a dei giochi che si tenevano in occasione dei funerali, ampiamente documentati nell’antichità. Nell’Italia meridionale (in particolare presso i Sanniti) in occasione di questa circostanza sono documentati combattimenti anche cruenti, ed alcuni fanno derivare i giochi dei gladiatori da questi giochi sannitici. La derivazione da una celebrazione funeraria spiegherebbe anche il collegamento che i giochi hanno sempre avuto con motivi di ordine religioso. Aspetto che si è andato attenuando nei secoli ma che non si è mai perso.
In ogni caso i combattimenti tra gladiatori conquistano in breve la città di Roma, dove i giochi venivano dapprima ospitati in luoghi non propri, poi ebbero sede in una struttura in legno, e infine ebbero un edificio monumentale degno della popolarità che riscuotevano nella Capitale. Da Roma in breve tempo si espansero in tutto l’Impero, dalle grandi città fino nei luoghi più sperduti. Ed erano edifici di solito imponenti. Ad esempio, in un piccolo centro come Cividate Camuno è stato portato alla luce un anfiteatro di 73 x 65 metri dotato di vari servizi, una palestra e terme riservate ai gladiatori.
La grande espansione degli anfiteatri in tutto l'Impero si ha tra il I e il II secolo d.C.
Questi giochi godevano di una grande popolarità, e affluivano spettatori sia dalle città che dalla campagna o dalle città vicine. Il numero di persone che potevano contenere oggi ci pare modesto rispetto agli stadi per il calcio (l'anfiteatro più grande, il Colosseo, conteneva (a seconda dei calcoli fatti oggi) 40.000 o 50.000 spettatori, ma non sono rari anfiteatri con 2000-2500 posti), ma erano folle immense per l’epoca.
Per facilitare l’accesso e il deflusso di un così grande numero di spettatori, di solito gli anfiteatri erano collocati in periferia o in un luogo facilmente accessibile da fuori, e di solito fuori le mura lungo direttrici importanti. È esattamente quello che accade oggi per gli stadi moderni, anche se i trasporti non di rado conducono gli spettatori in centro (es. alle stazioni ferroviarie). I casi tipici di anfiteatri posti fuori le mura sono quelli di Verona o di Milano.
Dopo l’unione del Cristianesimo con l’Impero i giochi iniziarono ad essere malvisti dalle autorità religiose, e iniziarono pressioni più o meno efficaci per la loro abolizione. Ma non ostante questo i giochi continuavano, facendo leva sulla loro popolarità. Là dove il vescovo e la religione erano più forti, già nel IV secolo alcuni anfiteatri iniziarono ad essere demoliti (le pietre della summa cavea a Milano furono impiegati per le fondamenta della basilica di San Lorenzo nel IV-V secolo). La loro popolarità spiega anche perché vi furono diverse proibizioni senza un vero seguito in tutto il territorio dell'Impero. Infatti Costantino li proibì fin dal 326, e questo spiega perché a Costantinopoli non ci dovrebbero essere state scuole di gladiatori. Ma mentre a Costantinopoli sembra che l'interdizione fosse osservata, nel 397 a Roma sono ancora citate le scuole di gladiatori (i ludi). Costanzo II li impose di nuovo, Valentiniano III decretò la fine dei giochi, anche se gli ultimi che si tennero al Colosseo furono celebrati da un regnante barbarico Teodorico nel VI secolo.
[modifica] Struttura
Il centro dell’anfiteatro è costituito da un’area pianeggiante a forma ellittica, coperta di sabbia, e chiamata arena. Tutto attorno salgono delle gradinate in muratura, dove prendevano posto gli spettatori (l’insieme delle gradinate è chiamata cavea). Queste gradinate erano di solito divise in settori, in modo che spettatori di censo e categoria sociale diversa non fossero mescolati. Da un lato vi era una costruzione speciale, in sostanza una tribuna riservata alle autorità (pulvinar). Gli spettatori entravano ed uscivano da apposite porte poste a vari livelli, e che davano accesso a scale e corridoi, che (settore per settore) davano su ingressi esterni differenti, in modo che le diverse classi sociali potessero accedere la proprio settore. Questi accessi erano chiamati vomitoria.
Le gradinate terminavano esternamente con un muro che circondava tutto l’anfiteatro (il muro di summa cavea) che negli anfiteatri maggiori portava un anello di petra con dei fori. In questi fori venivano posti dei pali che reggevano dei velaria, ovvero delle grandi tele che servivano a fare ombra (e proteggere dalla pioggia?) gli spettatori. Queste grandi tende erano manovrate da personale specializzato, a volte erano ingaggiati dei marinai, esperti nell’arrampicarsi sugli alberi delle navi per manovrare le vele.
Nelle sostruzioni o nei vani dentro la costruzione vi erano molti locali di servizio. Si andava dai magazzini per attrezzi o scene, fino ai locali destinati agli animali destinati ai combattimenti (carceres). Qui vi erano i locali destinati ai gladiatori, non mancavano neanche luoghi di culto e (nei pressi) palestre o terme riservate ai gladiatori che si preparavano ai combattimenti. A Roma è famosa la meta insudans una fontana dove i gladiatori andavano a lavarsi o medicare le ferite. L’apparato per la gestione degli anfiteatri era enorme, si andava dagli addetti alla gestione delle scene nell’arena (o sotto l’arena) fino ai manovratori dei velari a decine dimetri d’altezza, dagli organizzatori delle entrate e delle uscite fino agli addetti a nutrire e gestire gli animali o ai numerosi protagonisti di cacce e combattimenti. I locali di servizio erano dunque altrettanto numerosi e articolati. Al giorno d’oggi non è chiara la funzione di alcuni di essi.
A volte vi erano dei sistemi ingegnosi per fare entrare gli animali nell’arena senza che aggredissero gli addetti. Vi erano dei corridoi che permettevano di inserire dei pali da una parete all’altra, attraverso dei fori posti a distanze regolari sulle pareti stesse. Inserendo i pali dietro gli animali, si impediva che tornassero indietro, e sfilando i pali davanti agli animali gli si permetteva di progredire verso l’arena. Si tratta quindi di un sistema di gabbie mobili, di cui l'unico ben conservato è nel piccolo anfiteatro di Cividate Camuno (vedi immagine).
I grandi anfiteatri erano costruzioni imponenti, tutte fuori terra e su un terreno in apparenza pianeggiante. Tuttavia vi sono due rilievi da fare: 1- in primo luogo vari anfiteatri sono costruiti in realtà su un avvallamento naturale o artificiale. In questo caso scavando l’arena si poteva risparmiare un po’ di opera murararia. Il Colosseo stesso è costruito su un luogo dove in precedenza vi era un laghetto, e per questo era possibile allegare l’arena e svolgervi perfino delle battaglie navali. L’arena in alcuni casi poggiava sul terreno vero e proprio, in altri casi (di nuovo nel caso del Colosseo in epoca successiva) vi era un pavimento mobile, con botole o a pannelli, che mediante appositi macchinari o montacarichi consentiva di far scomparire o scomparire elementi scenografici, persone o animali. Alla base degli anfiteatri non è raro verificare la presenza di varie altre costruzioni sotterranee, come l’imponente sistema di canalizzazioni sotto l’Arena di Verona. 2-In secondo luogo (soprattutto negli anfiteatri minori) si poteva appoggiare uno dei due bordi lunghi dell’ellisse ad una pendenza o ad una collina. Lo scavare le gradinate in un pendio è tipico dei teatri sia greci che romani (un esempio fra tutti, Efeso), e quindi per costruire un teatro si ricorreva di norma proprio al fianco di una collina (naturalmente se era presente in quella città). Ma vi sono alcuni casi in cui la pendenza è stata sfruttata anche per gli anfiteatri. La città di Verona da questo punto di vista rappresenta una situazione tipica: il teatro romano è scavato nella roccia e l'anfiteatro costruito invece in un’area più pianeggiante. Le fondamenta era di solito in ciottoli legati con cemento, e sopra iniziava l’opera in muratura che poteva comprendere grandi blocchi di marmo e raggiungere altezze attorni ai 50 m. L’esterno dell’anfiteatro era ornato con colonne e arcate, con capitelli di diverso stile, decorazioni e statue, in modo a conferirgli un aspetto monumentale.
[modifica] Elenco degli anfiteatri romani
Le rovine di decine di anfiteatri sono stati individuati nelle più disparate aree dell'impero romano e la presenza di molti altri è attestata da iscrizioni ed altre fonti storiche.
Alcuni di queste località sono:
[modifica] Albania
[modifica] Austria
[modifica] Cipro
[modifica] Croazia
[modifica] Francia
- Arelate (l'odierna Arles)
- Frejus
- Grand
- Lugdunum (l'odierna Lyon)
- Lutetia (l'odierna Parigi): Arènes de Lutèce
- Mediolanum Santonum (l'odierna Saintes)
- Nemausus (Arena di Nîmes)
[modifica] Galles
[modifica] Germania
[modifica] Grecia
[modifica] Inghilterra
- Camulodunum (Colchester)
- Charterhouse on Mendips
- Cirencester
- Deva (Chester)
- Durnovaria (Dorchester)
- Isirium (Aldborough)
- Venta Silurum (Caerwent)
- Viroconium
[modifica] Italia

- Ancona
- Aquinum (l'odierna Aquino)
- Ariminum (l'odierna Rimini)
- Arretium (l'odierna Arezzo)
- Assisium (l'odierna Assisi, PG)
- Asculum (l'odierna Ascoli Piceno): localizzato al di sotto dell'attuale Piazza San Tommaso
- Augusta Pretoria (l'odierna Aosta)
- Auximum (l'odierna Osimo, AN): attestato da iscrizioni
- Benevento
- Brixia (l'odierna Brescia): attestato da iscrizioni
- Cagliari
- Capua: Anfiteatro campano
- Carsulae nei pressi di San Gemini
- Catania
- Civitas Camunnorum oggi Cividate Camuno recentemente restaurato e inserito in un parco archeologico
- Cupra Maritima (l'odierna Cupra Marittima, AP): attestato da iscrizioni
- Eporedia (l'odierna Ivrea): ormai poco riconoscibile
- Fanum Fortunae (l'odierna Fano, PU): localizzato nel lato settentrionale della città e documentato
- Falerio Picenus (l'odierna Falerone, AP): visibili alcune strutture superstiti
- Firmum Picenum (l'odierna Fermo): attestato da iscrizioni
- Florentia (l'odierna Firenze)
- Herdonia (l'odierna Ordona, FG)
- Hispellum (l'odierna Spello, PG)
- Interamnia (l'odierna Teramo)
- L'Aquila
- Libarna (presso Arquata Scrivia)
- Lucca
- Luceria (l'odierna Lucera, FG)
- Lupiae (l'odierna Lecce)
- Luni
- Mediolanum (l'odierna Milano)
- Mevania (l'odierna Bevagna, PG)
- Nola
- Neapolis (odierna Napoli)
- Ocriculum (l'odierna Otricoli, TR)
- Pisaurum (l'odierna Pesaro):attestato da iscrizioni
- Pompei
- Puteoli (l'odierna Pozzuoli, NA):2 anfiteatri, l'Anfiteatro Flavio e l'anfiteatro minore
- Roma (2 anfiteatri: il Colosseo, l'Anfiteatro Castrense)
- Rusellae alla periferia di Grosseto
- Siracusa
- Spoletium (l'odierna Spoleto - PG)
- Suasa (vicino l'odierno Castelleone di Suasa, AN) vedi la voce
- Sutrium (l'odierna Sutri, VT)
- Tarentum (l'odierna Taranto)
- Interamnia (l'odierna Teramo), vedi la voce
- Termini Imerese
- Trebula Mutuesca (l'odierna Monteleone Sabino)
- Trieste
- Urbs Salvia (l'odierna Urbisaglia, MC)
- Verona: Arena di Verona
[modifica] Libia
[modifica] Olanda
- Nijmegen (Non più esistente, rimangono tracce nell'attuale pavimentazione stradale Rembrandstraat alcune ruderi delle fondazioni sono ancora visibili)
[modifica] Spagna
[modifica] Svizzera
[modifica] Tunisia
- El Jem (tra i meglio conservati al mondo)
[modifica] Ungheria
[modifica] Anfiteatri contemporanei
Nell'accezione moderna, il termine anfiteatro è spesso usato in riferimento a aree semicircolari, acusticamente insonorizzate, in particolar modo se all'aperto.
Un anfiteatro naturale è uno spazio teatrale situato a ridosso di una montagna o di una formazione rocciosa particolare che naturalmente amplifica o rimanda il suono, rendendolo ideale per spettacoli musicali e teatrali. Il termine anfiteatro può anche essere usato per descrivere le formazioni naturali di questo tipo, anche se mai utilizzato per fini teatrali.
Notevoli sono gli anfiteatri naturali di Echo Rock, New Mexico, Cedar Breaks National Monument e Red Rocks, Colorado.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Anfiteatro
[modifica] Collegamenti esterni
- "Amphitheatrum" (Smith's Dictionary of Greek and Roman Antiquities)
- [1]
- Anfiteatro di Caerleon
- Anfiteatro di Chester
- Anfiteatro di Pola
- Roma: Anfiteatro Castrense
- Roma: Colosseo su LacusCurtius
- Anfiteatro de Nimes, Francia