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Petralia Sottana - Wikipedia

Petralia Sottana

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Petralia Sottana
Panorama di Petralia Sottana
Nome ufficiale: {{{nomeUfficiale}}}
Stato: bandiera Italia
Regione: Sicilia
Provincia: stemma Palermo
Coordinate: 37°48′N 14°5′E / 37.8, 14.08333
Altitudine: 1.000 m s.l.m.
Superficie: 178 km²
Abitanti:
3.330
Densità: 19 ab./km²
Frazioni: Piano Battaglia, Landro, Tudia, Recattivo 
Comuni contigui: Alimena, Blufi, Caltanissetta (CL), Castelbuono, Castellana Sicula, Geraci Siculo, Isnello, Marianopoli (CL), Petralia Soprana, Polizzi Generosa, Resuttano (CL), Santa Caterina Villarmosa (CL), Villalba (CL)
CAP: 90027
Pref. tel: 0921
Codice ISTAT: 082056
Codice catasto: G511 
Nome abitanti: petralesi o Petraliesi 
Santo patrono: San Calogero 
Giorno festivo: 18 giugno 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Petralia Sottana (Pitralia Suttana in siciliano) è un comune di 3.330 abitanti della provincia di Palermo. Fa parte del Parco delle Madonie, nella Sicilia centrale.

Indice

[modifica] Geografia e territorio

L'abitato è collocato sul versante meridionale della catena delle Madonie e nell'omonimo parco, in una posizione strategica sull'alta valle del fiume Imera Meridionale, sviluppandosi su un pendio fra i 900 e i 1100 m slm.

Il territorio comunale, vasto ben 178 kmq (quasi tutti in zona montana), si estende soprattuto in latitudine, indicativamente dallo spartiacque della catena delle Madonie a Nord fino a raggiungere la provincia di Caltanissetta a Sud. Nella parte settentrionale, ricompresa quasi per intero nel Parco delle Madonie, si trovano estese formazioni boschive di latifoglie (con prevalenza di faggi, quercie e castagni) e di conifere (in gran parte frutto di rimboschimenti), nonché ampie zone destinate al pascolo. Nella parte meridionale prevalgono le coltivazioni seminative di tipo estensivo.

[modifica] Quartieri

Tradizionalmente l'abitato è diviso in cinque quartieri:

  • Pusterna, l'area più antica intorno al castello;
  • Carmine, collocato più in alto, è stato per secoli il quartiere degli artigiani come testimonia la toponomastica;
  • San Salvatore, accanto al Carmine, sembra sia sorto intorno al '400, forse da un insediamento di sopranesi, oggi praticamente disabitato;
  • Provvidenza, quartiere medioevale contadino, caratterizzato da stradine strettissime sotto la Chiesa Madre;
  • Casale, sorto fra il '600 ed il '700 sulla base di una razionale programmazione, in parte sull'area che, probabilmente, ospitava il quartiere ebraico;

Negli anni '60 sorge il quartiere, di edilizia popolare, di San Giuseppe, separato dal resto dell'abitato e realizzato, in scala evidentemente ridotta, sul modello, allora in voga, delle new towns.

Negli anni '80 e '90, a dispetto del continuo calo demografico, si sono sviluppati gli insediamenti residenziali nell'area di Pirilla e Petragrossa.

[modifica] Frazioni

Numerose, nel grande territorio comunale, sono le frazioni agricole: borghi rurali costruiti intorno alla residenza del feudatario, dotati di una relativa autonomia dal centro abitato. Ad oggi hanno assunto l'aspetto di città fantasma: solo qualche attività agrituristica utilizza gli antichi fabbricati in disuso.

Completamente diversa è l'origine della frazione di Piano Battaglia, sviluppatasi negli anni '60, come vivace località di turismo invernale, con esercizi ricettivi e case vacanza.

[modifica] Cenni storici

Le prime tracce di insediamento umano risalgono al IV/III millennio a.C. (periodi del neolitico e dell'eneolitico) come testimoniato dai reperti archeologici della vicina Grotta del Vecchiuzzo. In tempi assai più vicini dovette esistere un insediamento indigeno, fortemente influenzato dalla vicina colonia greca di Himera, nei cui scavi è stata rinvenuta una moneta bronzea, il Petrinon che reca appunto il nome della città di Petra.

Nel III secolo a.C., con la conquista romana, Petra divenne città "decumana" e centro di una qualche importanza come presidio militare e mercato agricolo, come testimoniato da diversi scritti dell'epoca (tra gli altri Cicerone nelle "Verrine" e Diodoro Siculo) e da pochi ritrovamenti archeologici. Il paese seguì poi le sorti del resto dell'isola subendo le invasioni barbariche prima e la successiva riconquista bizantina.

Con la conquista araba, nel IX secolo, venne ribattezzata "Batarliah" o "Batraliah" e divenne centro importante quale piazzaforte militare strategica e mercato. Gli storici Edrisi ed Al-Muqaddasi raccontano di una città murata collocata sotto una rocca, con grande abbondanza di risorse idriche e che ospitava un mercato, un castello, una chiesa ed una moschea, segno della presenza di una pluralità di comunità etnico-religiose. Della presenza araba sono sopravvissute talune espressioni dialettali o denominazioni di contrade e un prezioso candelabro bronzeo, parte del ricco tesoro della Chiesa Madre.

I normanni conquistarono Petralia intorno al 1062, fondandovi un Castello. Il centro, dapprima infeudato a tale Maimun Gaito, forse già emiro arabo, fu poi terra demaniale per finire a Gilberto di Monforte (1201) e, durante il periodo svevo, ai Ventimiglia di Geraci. Dopo vennero i Moncada, i Cardona e gli Alvarez de Toledo, fino all'abolizione della feudalità nel 1817. Fino alla fine del XV sec. (prima dell'Editto di espulsione del 1492) vi era insediata una comunità ebraica con una sua "meschita judeorum".

In un documento del 1258 appaiono per la prima volta distinte Petra "inferior" (Petralia Sottana) e Petra "superior" (Petralia Soprana) in origine certamente un'unica comunità. Su quale delle due sia la più antica esiste un'antica contesa, a tutt'oggi di difficile soluzione, che s'innesta su una storica rivalità di campanile, superata solo in tempi recenti. Il centro, a partire dalla conquista normanna, acquisì progressivamente i caratteri della "città rurale" con un'economia piuttosto chiusa fondata sull'agricoltura (latifondo cerealicolo) e la pastorizia, con una forte stratificazione sociale che divideva la grande massa di contadini ed allevatori da artigiani, aristocrazia e clero. La Controriforma portò con sé oltre a numerosi insediamenti monastici (alcuni di notevole pregio artistico e architettonico) anche un discreto numero di condanne emanate dall'Inquisizione.

Il XIX secolo portò una notevole vivacità economica, sociale e culturale: dopo l'impresa garibaldina (cui il paese partecipò con un gruppo di volontari) vi s'insediarono gli uffici pubblici a servizio del comprensorio delle Alte Madonie ed opifici vari, facendola diventare un po' il capoluogo (era sede anche del collegio elettorale) ed "il centro più progredito" della zona (come ricorda lo scrittore polizzano Giuseppe Antonio Borgese). Sulle sue strade passava il percorso della Targa Florio.

Già prima della Grande Guerra iniziò un consistente flusso di emigrazione diretta dapprima verso le Americhe, poi (secondo dopoguerra) verso l'Europa centro-settentrionale ed il Nord Italia e, per altri versi, verso Palermo e le città della fascia costiera, che hanno ridotto gli abitanti dagli oltre 10.000 dei primi del '900 (comprendendo allora anche l'attuale comune di Castellana Sicula) ai numeri odierni. Dopo la Liberazione, avvenuta ad opera degli anglo-americani nel 1943 a seguito di importanti operazioni militari nella zona, e la fine della seconda guerra mondiale esplose il conflitto sociale: la battaglia per la riforma agraria, con l'occupazione delle terre, costò la vita al sindacalista Epifanio Li Puma, nella vicina Raffo, ucciso dalla mafia al soldo dei baroni.

[modifica] Principali monumenti

[modifica] Chiesa Madre

La principale chiesa del paese, comunemente definita come "Madrice", sorge, probabilmente già nel IX secolo. Dell'antico tempio sopravvive solo il portale secondario trecentesco in stile gotico-catalano. L'attuale struttura, a tre navate ed impianto basilicale, venne realizzata fra il 1632 ed il 1790, assieme all'attiguo campanile in pietra bianca con sottopasso a sesto acuto. Ospita opere dello Zoppo di Gangi e dei Gagini, nonché un pregevole trittico opera di Gaspare da Pesaro, allievo del più famoso Gentile da Fabriano. Nella stessa Chiesa Madre si trova la statua di San Calogero, patrono del paese, opera di Frate Umile da Petralia e numerose statue e tele di un arco temporale che va dal '600 all'800. La Chiesa conserva un notevolissimo "tesoro", comprendente opere di oreficeria ed argenteria barocche e neoclassiche, ed un interessante ed antico archivio, recentemente riordinato.

[modifica] Chiesa di San Francesco d'Assisi

Sorta, assieme all'annesso Convento (oggi sede del Museo Civico), nel '400, la sua attuale configurazione risale al XVII secolo. Adornata da pregiati affreschi barocchi, ospita tele dello Zoppo di Gangi e della scuola del Novelli, oltre ad un pregevolissimo pulpito barocco in legno dorato.

[modifica] Chiesa della SS.Trinità (Badia)

Sorge dopo il 1531 assieme all'attiguo Convento delle Domenicane di Clausura (oggi Istituto Magistrale). Ospita una grande ancona marmorea di Giandomenico Gagini, tele del Visalli e del D'Antona ed un rarissimo organo barocco.

[modifica] Chiesa di Santa Maria la Fontana

Sorta nel '600 sul luogo che un tempo, probabilmente, era occupato dalla sinagoga, alle spalle della rocca che attraversa il paese. Ospita pregevoli sculture seicentesche e tele di scuola siciliana.

[modifica] Museo Civico

Ospitato nei locali dell'ex-convento dei PP.Minori francescani, al centro del paese, è costituito da una collezione geologica ed è in avanzata fase di realizzazione la parte archeologica, che accoglierà la preziosa collezione Collisani.

[modifica] Palazzo del Giglio (Municipio)

Sorge nel XIX secolo sul luogo dell'antico Ospedale. Custodisce affreschi ottocenteschi, tele dello Zoppo di Gangi ed un notevole archivio storico.

[modifica] ex Convento dei Riformati

La sua notevole struttura, posta nella parte più alta del paese, viene realizzata nel XVII secolo. Passato dal XIX secolo nel patrimonio del Comune, è diventato per lunghi decenni caserma militare. Ospita oggi una sede dell'Università di Palermo.

[modifica] Archeologia industriale

[modifica] Centrale Idroelettrica

Completata nel 1909, è sita in contrada Catarratti, non lontano dal paese. La struttura, oggi non più in produzione, conserva architetture e macchinari dei primi del Novecento.

[modifica] Pastificio

Sorto nei primissimi anni del '900 come Pastificio "Pucci e Calascibetta", opera a tutt'oggi come Pastificio "Castagna".

[modifica] Produzione del gesso

La rocca "Balate", di fronte al paese, è luogo di estrazione della pietra da gesso, attività proseguita fino agli anni '50. Dell'attività estrattiva permangono diverse tracce, specialmente nei piccoli fabbricati dei primi del '900 impiegati per la cottura e la macinazione.

[modifica] Economia e società

Attualmente l'economia del paese, che mantiene un'importante posizione di centralità nel comprensorio madonita, si regge su un forte apporto dell'impiego pubblico, su modeste attività agricole e commerciali con un settore turistico in crescita, anche grazie alla stazione turistica di Piano Battaglia. Dal punto di vista sociale vi è una forte incidenza della popolazione anziana, nonostante ciò i tassi di scolarizzazione e d'istruzione superiore sono al di sopra della media nazionale.

[modifica] Cittadini illustri

[modifica] Folklore e tradizioni popolari

[modifica] Ballo della Cordella

Il Ballo della Cordella è rievocazione di antichissime tradizioni contadine, di origine pre-cristiana. Si fondono infatti il ringraziamento per il raccolto e l'augurio di fecondità rivolto alla terra e agli sposi. In antico il ballo doveva essere dedicato alla dea pagana Cerere, protettrice delle messi e dei raccolti, poi sostituita con l'avvento del cristianesimo dalla Madonna dell'Alto (venerata nel vicino Santuario). Il ballo è preceduto da un corteo nuziale e da uno sposalizio simbolico. Le dodici coppie di ballerini, simboleggianti i mesi dell'anno, ballano intorno ad un palo sormontato da spighe di grano reggendo dei nastri di vari colori, che vengono intrecciati a simboleggiare le stagioni. Canti ed invocazioni accompagnano il tutto. La manifestazione, rievocata fin dagli anni '30, si tiene la terza domenica d'agosto di ogni anno.

[modifica] Festa della Castagna

La Festa della Castagna si tiene, di solito, nell'ultima settimana del mese di ottobre di ogni anno. La manifestazione, che prende il via negli anni '70, più che una sagra legata ad un prodotto tipico (la castagna, che pure abbonda nei boschi intorno alla località) è espressione dell' "essere pungenti" come il riccio che accoglie la castagna. Sfilata di carri allegorici, distribuzione di prodotti tipici e spettacoli di satira locale.

[modifica] Riti della Settimana Santa

Tutt'ora molto sentiti e partecipati sono i riti della Settimana Santa. La processione del Venerdì Santo vede la partecipazione di alcuni figuranti in costume e di tutte le confraternite e congregazioni religiose, coi loro membri che indossano gli antichi abiti penitenziali.

La Veglia Pasquale tra il Sabato e la Domenica di Pasqua trova il suo culmine, alla Mezzanotte, con la Caduta d'u Tiluni: un'immensa tela dipinta, che viene posta verticalmente a chiusura dell'abside della Chiesa Madre durante tutto il periodo quaresimale, viene fatta cadere scoprendo l'altare ed il Cristo Trionfante.

Nella mattinata della Domenica di Pasqua si svolge una processione, anche questa con la partecipazione delle confraternite cittadine, nella quale vengono separatamente portate (a spalla) per le strade del paese, le statue della Madonna e di Gesù. Le effigi, a Mezzogiorno, s'incontrano (in dialetto locale si parla di U N'cuontru) simbolicamente, con la statua mariana che corre ad abbracciare quella del figlio, lasciando cadere il manto nero che simboleggia il lutto.

[modifica] Frazioni

[modifica] Piano Battaglia

Frazione di Petralia Sottana collocata a circa 1600 metri sul livello del mare in un'ampia conca carsica nel cuore della catena montuosa delle Madonie. Ospita strutture per la pratica degli sport invernali (impianti di risalita) ed è una frequentata stazione turistica, con numerose strutture ricettive. È inserita in una pregevole cornice naturalistica, circondata da un'antica faggeta.

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Santo Inguaggiato (L'Unione) dal 15/05/2007
Centralino del comune: 0921 684311
Email del comune: segretario@petraliasottana.net

[modifica] Stemma civico

Lo stemma civico è il Giglio di roccia ricollegato alla probabile origine della denominazione del paese (Lilium Petrae). Lo stemma è sormontato dalla corona di città.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Personaggi noti nati a Petralia Sottana

[modifica] Collegamenti esterni

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