Valledolmo
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Valledolmo | |||
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Stato: | ![]() |
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Regione: | ![]() |
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Provincia: | ![]() |
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Coordinate: | |||
Altitudine: | 780 m s.l.m. | ||
Superficie: | 25 km² | ||
Abitanti: |
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Densità: | 166 ab./km² | ||
Comuni contigui: | Alia, Sclafani Bagni, Castronovo di Sicilia, Vallelunga Pratameno (CL) | ||
CAP: | 90029 | ||
Pref. tel: | 0921 | ||
Codice ISTAT: | 082076 | ||
Codice catasto: | L603 | ||
Nome abitanti: | valledolmesi | ||
Santo patrono: | Sant'Antonio di Padova | ||
Giorno festivo: | 18 agosto --> | ||
Sito istituzionale | |||
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Valledolmo (Vaddirommu in siciliano) è un comune di 4.148 abitanti della provincia di Palermo.
Indice |
[modifica] Cenni storici
La storia del comune di Valledomo inizia nel 1650 con la licentia populandi, firmata da Don Melchiorre Centelles de Borgia, in nome del Viceré spagnolo, intestata al Conte Giuseppe Mario Cutelli. Allora prese il nome di Castel Normanno, ma solo negli atti ufficiali, nel volgare parlato dai contadini restava sempre Valledolmo, anzi precisamente "Vallis Ulmi". Il nome deriva dalla baronia che a sua volta lo prese dalla presenza di un enorme olmo cresciuto al centro della vallata in cui sorge l'attuale cittadina.
Il paese si sviluppa attorno ad un grosso caseggiato sede della baronia che ne fu proprietaria, presente ancora adesso, attorno ad un cortile conosciuto come "Baglio Castellana", edificato per costruzioni successive fin dalla fine del '600 dal genovese Don Antonio Cicala il quale non poté non erigere una chiesa degna della sempre crescente popolazione dedicata alla Madonna del buon Pensiero, in quanto la piccola cappella ricavata da fienile non riusciva a contenere più i numerosi fedeli.
L'evoluzione di Valledolmo, viene sagacemente gestita dalla famiglia Cutelli, in particolare donna Cristina Cutelli che succedette al fratello Antonio, morto nel 1711 per mano di un campiere detto il Corvo, nel tentativo di avvalersi del cosiddetto Ius primae noctis. Cristina investi parecchie energie e denari nella costruzione della chiesa madre, e in quella di una grande cisterna nel quartiere che prenderà il nome di stagnone. La necessità del tempo di addentrarsi in zone fertili e pascoli fecondi convinse molte famiglie di contadini, malversati in altri paesi, a trasferirsi nella costruenda cittadina.
L'operosità dei valledolmesi e la fecondità della terra circostante fece crescere velocemente il numero degli abitanti e reddito pro-capite. Purtroppo nella metà del '700 venne al pettine il nodo della enorme sproporzione tra l'estensione delle terre valledolmesi, e il numero degli abitanti, il paese più popoloso, e probabilmente più operoso della zona risultava il meno esteso.
Nel periodo del ventennio fascista Valledolmo ricevette una conduttura idrica che soddisfò i bisogni degli abitanti. Nel 1927 si ricorda la visita dell'allora prefetto Mori, detto "prefetto di ferro" che venne ad inaugurare la nuova rete idrica e il nuovo monumento ai caduti, chiamato dai valledolmesi u Pupu, famoso per lo scandalo che la sua nudità, allora diede agli occhi morigerati degli abitanti del paese, tanto da essere immediatamente coperto con dei veli che ne celassero le parti impudiche.
Durante la seconda guerra mondiale, un aereo alleato lanciò per errore, una bomba sulla Chiesa della Purità, distruggendola ed ferendo alcuni fedeli. Questo ordigno era destinato sulla più piccola e antica chiesa della Madonna del Buon Pensiero, in quel momento destinata ad accogliere munizioni ed armi.
[modifica] Feste e Tradizioni
Il paese si caratterizza per un gran numero di Feste e riti tradizionali sia sacre che profane.
[modifica] Fiera del 1° Maggio
Il 1° Maggio è ormai diventata una delle Fiere più visitate ed attese della Sicilia. Essa è nata per supportare la florida attività artigianale e agricola del paese ma in pochi anni ha esteso i propri confini.
[modifica] La Santa Croce
La Santa Croce si festeggia il 3 maggio si celebra nella chiesetta del calvario per ringraziarla delle grazie ricevute, i fedeli confezionano pezzature di pane in forma di mani, piedi, gambe o di faccia spalmate con il tuorlo d'uovo e di sesamo. Il pane, una volta benedetto, viene venduto ai fedeli e i proventi dati alla Parrocchia .
[modifica] Festa di San Giuseppe
San Giuseppe viene festeggiato il 19 marzo per questa giornata come tradizione palermitana vuole, viene preparata la pasta con le sarde e la mollica. Alcune famiglie come ex voto, prepararano una tavola bandita di cibi non di carne, ma fritture di pesci comuni, cardi ed altre pietanze che vengono poi offerti durante il pranzo di San Giuseppe ad i cosidetti Virgineddi, persone non sposate che trazione vuole siano in numero dispari ed originariamente povere, che hanno il dovere durande il pranzo di ringraziore San Giuseppe con canti o preghiere.
[modifica] L'Incontro di Pasqua
L'Incontro pasquale viene mostrato ai fedeli nella centrale via Cadorna alle spalle del monumento ai caduti che tutti chiamano affettuosamente u Pupu, a mezzogiorno circa, al terzo squillo di tromba i simulacri dell'Addolorata e del Cristo Risorto, portati a spalla, muovono di corsa l'una verso l'altro. Giunti a poca distanza, viene tolto il velo nero all'Addolorata, e Madre e Figlio, vengono avvicinati simulando un simbolico abbraccio.
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Domenica Di Baudo dal 13/05/2007
Centralino del comune: 0921 544311
Email del comune: info@comune.valledolmo.pa.it
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti
[modifica] Bibliografia
- Orazio Granata: VALLEDOLMO, dall' origine ai giorni nostri"
[modifica] Collegamenti esterni
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