Oriolo Romano
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Oriolo Romano | |||
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Stato: | ![]() |
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Regione: | ![]() |
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Provincia: | ![]() ![]() ![]() |
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Coordinate: | |||
Altitudine: | 420 m s.l.m. | ||
Superficie: | 19,23 km² | ||
Abitanti: |
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Densità: | 184,71 ab./km² | ||
Comuni contigui: | Bassano Romano, Bracciano (RM), Canale Monterano (RM), Manziana (RM), Vejano (VT) | ||
CAP: | 01010 | ||
Pref. tel: | 06 | ||
Codice ISTAT: | 056041 | ||
Codice catasto: | G111 | ||
Nome abitanti: | oriolesi | ||
Santo patrono: | San Giorgio | ||
Giorno festivo: | 23 aprile | ||
Sito istituzionale | |||
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Oriolo Romano è un comune di circa 3.550 abitanti della provincia di Viterbo, dista dal capoluogo circa 30 km e dalla capitale circa 40 km.
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( E' il motto posto nello stemma comunale)
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Il Comune di Oriolo Romano fa parte del Servizio Associato di Vigilanza della Bassa Tuscia con i Comuni di Barbarano Romano, Vejano, Bassano Romano e Canale Monterano.
Indice |
[modifica] Storia
Oriolo Romano conta circa 3.500 abitanti ed è situato a circa 400 m s.l.m.. Al confine tra la provincia di Roma, da cui dista 53 km, e quella di Viterbo, da cui dista 39 km e di cui fa parte, il territorio comunale di Oriolo si espande su una zona collinare ricca di boschi d'alto fusto, lungo la via Clodia, antica strada che congiungeva il nord dell'agro romano con la Tuscania, oggi in parte parallela alla via Braccianese e alla via Cassia.
Sulla facciata del palazzo Santa Croce, oggi noto come Palazzo Altieri, si leggono alcune parole che possono essere considerate l'atto di nascita del paese: "Giorgio Santa Croce quinto signore di Viano, figlio di Onofrio, disboscò la selva di Manziana, e condottovi i coloni nell'anno 1562, rese frequentata la strada Claudia, dotò di mura il castello di Oriolo, edificò la chiesa di S. Giorgio (1570), edificò questo palazzo".
Nei primi anni del 1560, infatti, Giorgio Santa Croce, ricevuto il feudo in donazione dalla famiglia Orsini, chiamò Oriolo il nuovo insediamento sorto dal disboscamento del 1560. Il signore invitò nelle sue terre contadini e boscaioli, detti "capannari", provenienti soprattutto dalla Toscana e dall'Umbria, da Pistoia e Siena in particolare. Concesse enfiteusi e mise a disposizione case per gli abitanti con l'obbligo di disboscare macchie e di coltivare terre, corrispondendo il "quinto" di quanto raccolto.
L'origine umbra dei primi abitanti di Oriolo, risulta ancora oggi, a distanza di secoli, in talune inflessioni dialettali, usi culinari e folcloristici che si possono osservare nell'attuale popolazione: "I modi di dire non appartengono alla cultura di queste zone - dice il dr. Marcello Piccioni - perché i paesi qui intorno sono stati fondati da persone che provenivano dall'orvietano. Ad esempio "ai garbo" è un'espressione intraducibile che corrisponde più o meno all'espressione italiana "dio lo voglia" o "se dio vuole", molto frequente in Umbria. Queste forme dialettali si stanno perdendo per vari motivi, immigrazioni, emigrazioni ma soprattutto a causa della televisione che ha imposto un linguaggio unificato. Rimangono modi di dire caratteristici nei toponimi, ad esempio un monte che a Canale è chiamato "la bandifera" nella parte che guarda ad Oriolo è chiamato "scialimate" che significa la "cosa franata."
Nel 1606 il feudo ritornò alla famiglia Orsini che nel 1671 lo vendette alla famiglia Altieri. Il feudo restò agli Altieri fino al 1922, anno in cui fu definitivamente smembrato in base alle leggi che facilitavano l'affrancamento degli "usi civici". L'Università agraria, associazione di contadini residenti nata nei primi anni del '900 in seguito all'emanazione di una legge nazionale, distribuì gli usi civici delle terre affrancate ai residenti, mantenendo l'unitarietà dei terreni.
Oggi l'Ente Università Agraria, i cui organi amministrativi sono eletti da tutti i residenti, controlla e gestisce tutto il comprensorio agricolo di Oriolo. Nei primi decenni del secolo, inoltre, ha partecipato con i suoi fondi alla costruzione dell'edificio scolastico, alla ristrutturazione dell'ambulatorio medico di proprietà comunale, e ha sostenuto finanziariamente famiglie disagiate: "L'Università Agraria - afferma l'ex sindaco Saverio Russo- è un ente pubblico che si occupa della tutela e della gestione del patrimonio boschivo presente sul territorio. Anche se lo scopo principale di questo Ente è favorire l'associazione degli agricoltori, oggi che le attività agricole sono ridotte al minimo, l'Ente tutela il patrimonio verde oriolese".
[modifica] Registrazione EMAS
Il Comune di Oriolo Romano ha ottenuto la registrazione EMAS il 30 agosto 2006 con codice identificativo n. I - 000554.
[modifica] Assetto urbanistico
L'assetto urbanistico originario di Oriolo presenta una ben definita spartitura geometrica con un centro ideale che è il Palazzo Altieri, la famiglia di Papa Clemente X e del cardinale Paluzzo Paluzzi Altieri Degli Albertoni. Da qui si irradiano larghe vie con case a schiera tutte allineate ed occupa una superficie di circa 30 ettari.
La tradizione, seppure non avvalorata da documenti di archivio, vuole che il Santa Croce si sia avvalso, per la costruzione del suo palazzo-castello e per la pianificazione dell'abitato, dell'opera del Vignola, un architetto del tardo rinascimento. L'abitato è diviso da un non rilevante dislivello del piano urbano in due rioni: Poggio e Borgo. Scendendo dal Borgo, che è la parte bassa del paese, si arriva alla "faggeta", una grande estensione di alberi di alto fusto. Ad ovest del paese oltre la via Braccianese, si arriva alla "Mola", una località in cui nel 1573 il Santa Croce fece costruire un mulino ad acqua per permettere agli abitanti di macinarvi i cereali. Della vecchia mola ormai non restano che i ruderi, ma nella zona vi sono anche una "cascatella" e due polle di acqua, una sulfurea e l'altra acetosa o ferruginosa.
Oggi sia la "faggeta" che la "mola" sono due luoghi di attrazione turistica.
L'aumento di popolazione ha comportato un cambiamento dell'assetto urbanistico in quanto il solo centro storico non è stato in grado di assorbire una così repentina crescita di popolazione. A partire dagli anni '80 sono sorte nuove zone residenziali situate nella periferia del paese in grado di ospitare oggi più di duemila persone contro le novecento che ospita il centro storico. Dall'analisi dei dati a disposizione e delle interviste è emerso che ad abitare la periferia di Oriolo sono da una parte famiglie di origine oriolese che abbandonano il centro storico per occupare case acquistate o costruite nelle campagne vicine e dall'altra i nuovi arrivati.
Fuori dal centro Oriolo ci sono sei o sette nuovi centri residenziali: "Colle degli Olmi", la "località la Mola" , la "località Terrafredda", la "località Fornetto" , la "località Chiusa", la località "Catellina", la località "Poggio Palombino", tutti centri di tre quattrocento abitanti. La nascita di questi centri è avvenuta a discapito del centro storico che si è svuotato passando da 1500 abitanti a 500".
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti
[modifica] Cosa Vedere
Palazzo Altieri di Oriolo: chiude Piazza Umberto I°. Fu ampliato dalla famiglia Altieri nel 1674, durante il papato di Clemente X, l'esponente più rilevante della famiglia.
La facciata è sobria. L'interno contiene molti affreschi: sette immagini di Roma, storie del Vecchio Testamento e paesaggi che rappresentano luoghi appartenenti all'epoca alla famiglia: Vicarello, Rota, Monterano ecc.
Il palazzo contiene anche nell'ala est la galleria dei Papi, ritratti di tutti i papi. La galleria servì da modello per i ritratti dei papi di San Paolo fuori le mura che erano andati distrutti dopo l'incendio del 1823.
Fontana delle Picche su disegno di Jacopo Barozzi da Vignola domina l'ampia Piazza Umberto I°
Chiesa Parrocchiale di San Giorgio, chiesa tardo barocca.
Le Olmate, un complesso di viali alberati che collega il paese a Montevirginio, una frazione di Canale Monterano
Faggeta di Oriolo, bosco di faggio facente parte del Parco Naturale dei Due Laghi che ha la peculiarità di crescere a soli 450 metri di altezza invece dei soliti 700.
Mola del Biscione, antico mulino costruito da Giorgio Santacroce, fondatore di Oriolo Romano. Oggi del suddetto mulino sono rimaste solo l antiche mura perimetrali e tutta la serie di canali che servivano per incanalare l'acqua del fiume Mignone.
[modifica] Utilità
- Sindaco: Italo Carones, dal 05/2006 (secondo mandato).
- Comune: Centralino 06 99.83.71.44
- Polizia Locale Oriolo: 348.2869415
- Stazione Carabinieri: 06.99.83.71.11
- Classificazione climatica: zona E, 2166 GR/G
A Agosto 2006 il Comune di Oriolo Romano ha ricevuto la certificazione EMAS.
[modifica] Eventi
- Mese di Luglio
- Muso Music Festival - visita il sito Associazione i Musi
- Festa de L'unità
- Mese di Agosto
- Mese di Settembre
- EMERGENZA BIRRA - II Festa della Birra Festa della Birra a Oriolo Romano (Emergenza Birra)
- V Sagra del Fungo Porcino - Visita il sito della Sagra del Fungo Porcino di Oriolo Romano
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Oriolo Romano
[modifica] Collegamenti
Il centro è collegato a Roma ed a Viterbo la linee su gomma e dalla ferrovia regionale FR3.
Orari del Treno Ferrovia Roma - Viterbo Stazione di Oriolo