Georges Pompidou
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Presidente della Repubblica Francese |
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Georges Pompidou | |
Luogo di nascita | Montboudif |
Data di nascita | 5 Luglio 1911 |
Luogo di morte | Parigi |
Data di morte | 2 Aprile 1974 |
Partito politico | Unione per la Democrazia Francese (UDF) (fino al 2002) |
Mandato Presidenziale | 20 Giugno 1969 - 2 Aprile 1974 |
Predecessore | Charles de Gaulle |
Successore | Alain Poher (ad interim) Valéry Giscard d'Estaing |
Georges Jean Raymond Pompidou (Montboudif, 5 luglio 1911 – Parigi, 2 aprile 1974) è stato un politico francese della V Repubblica.
Indice |
[modifica] Insegnante di liceo e funzionario di banca
Figlio di un maestro elementare, cresce ad Albi e compie gli studi liceali a Tolosa, nel Sud-Ovest della Francia. Sì laurea brillantemente in lettere a Parigi, specializzandosi nella prestigiosa École Normale Supérieure. Insegna a Marsiglia e al liceo Henri-IV di Parigi. Si schiera con il generale Charles de Gaulle subito dopo la Liberazione di Parigi nel 1944. Dopo le dimissioni di de Gaulle da Presidente del Consiglio nel 1946, rimane in disparte per tutta la durata della Quarta Repubblica francese. Direttore della Banca Rothschild dal 1956 al 1958.
[modifica] Primo ministro
Pur rimanendo nell'ombra, nel 1958 è uno dei tessitori dell'avvento della Quinta Repubblica francese. Nel 1959 è nominato dal neoeletto presidente della Repubblica Charles De Gaulle membro del Conseil Constitutionnel. È nominato Primo ministro nel 1962, mantenendo l'incarico ininterrottamente fino al 1968. Pur avendo superato indenne i moti studenteschi del maggio 1968 e l'ondata di scioperi che ne seguirà, dopo le elezioni anticipate del 1968 è costretto da De Gaulle a dimettersi, per cedere il posto all'incolore Maurice Couve de Murville.
[modifica] Presidente della Repubblica
Sfidando una violentissima campagna diffamatoria orchestrata ai suoi danni fin dall'ottobre 1968 da alcuni esponenti dell'ala sinistra del movimento gollista (con la complicità accertata di elementi dei servizi segreti francesi), dopo le dimissioni di De Gaulle nel 1969 si presenta alle elezioni presidenziali. Al ballottaggio ha facilmente la meglio sul secondo candidato dei moderati, il presidente del Senato Alain Poher, un ex democristiano. Il 21 giugno s'insedia alla presidenza della Repubblica e nomina primo ministro Jacques Chaban-Delmas, che rappresenta l'ala riformista del gollismo.
Il suo settennato interrotto si caratterizza per le scelte economiche lungimiranti e tese a raggiungere la pace sociale. Il suo obiettivo è fare della Francia un paese industrializzato, e si può dire che vi è riuscito perfettamente. Il simbolo del "pompidolismo" economico può essere individuato nell'aereo Concorde. Autorizza la costruzione delle prime centrali nucleari. Favorisce lo sviluppo urbanistico delle grandi città (anche se alcune operazioni come la demolizione delle Halles e la Tour Montparnasse a Parigi possono dirsi discutibili) e la rinascita culturale del paese.
[modifica] Uomo di cultura e viveur
La sua cultura umanistica è sterminata. Nel corso di una conferenza stampa, lascia a bocca aperta l'uditorio rispondendo alla domanda imbarazzante di un giornalista citando a memoria una lunga poesia di Paul Éluard. È anche un bon vivant, amante della buona tavola e delle serate mondane. Gli è di grande ausilio sua moglie Claude (1912-2007), donna di straordinaria eleganza e profonda cultura, assidua frequentatrice di sale da concerto e gallerie d'arte. Amici del clan Pompidou sono, tra gli altri, il banchiere Guy de Rothschild, Alain Delon con l'allora moglie Nathalie, Françoise Sagan, il fondatore di France-Soir Pierre Lazareff e il cantautore Guy Béart.
[modifica] Promotore del Beaubourg
Grazie anche all'influenza della moglie Claude, si circonda di artisti e intellettuali, e appoggia l'arte e la musica contemporanea. Da Primo ministro, consente che la vòlta del Palais Ganier, il teatro dell'opera di Parigi, sia affrescata da Marc Chagall rimuovendo le pitture ottocentesche. I suoi protetti sono il pittore cinetico Victor Vasarély e il direttore d'orchestra Pierre Boulez. Alla fine degli anni Sessanta immagina un centro multidisciplinare destinato all'arte contemporanea, da realizzare in un quartiere di Parigi, il Beaubourg, da tempo in forti condizioni di degrado anche a causa di alcune demolizioni rimaste a metà. Viene così costruito l'attuale Centre Pompidou, esito felice di un concorso internazionale che vide prevalere inaspettatamente due giovani e sconosciuti architetti stranieri, l'italiano Renzo Piano e l'inglese Richard Rogers. Purtroppo, la morte gli impedisce di assistere all'inaugurazione della sua creatura nel 1977.
[modifica] La malattia e la morte
Colpito dal morbo di Waldenstrom, rifiuta di dimettersi e continua a esercitare il suo mandato nonostante che i sintomi della malattia siano ormai visibili e invalidanti. Nel luglio 1972 sostituisce Jacques Chaban-Delmas, considerato troppo progressista, con il più moderato Pierre Messmer.
Muore improvvisamente il 2 aprile del 1974 nel suo domicilio di Quai de Béthune, sull'Ile Saint-Louis, non riuscendo a terminare in pieno il suo mandato che sarebbe scaduto nel giugno del 1976.
È autore di alcuni volumi di argomento politico e letterario, tra cui un'Antologie de la poésie française (Antologia della poesia francese).
[modifica] Onorificenze
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[modifica] Voci correlate
Predecessore: | Primo Ministro della Repubblica Francese | Successore: | ![]() |
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Michel Debré | 1962 - 1968 | Maurice Couve de Murville |
Predecessore: | Presidente della Repubblica Francese | Successore: | ![]() |
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Charles de Gaulle, Alain Poher (ad interim) | 1969 - 1974 | Alain Poher (ad interim), Valéry Giscard d'Estaing |