Alfonso III di Aragona
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
|
Alfonso d'Aragona (Valencia, 1265 – Barcellona, 18 giugno 1291) è stato un sovrano spagnolo detto Alfonso III d'Aragona, il Liberale (in catalano: Alfons III, in castigliano: Alfonso III), fu Re Alfonso III di Aragona, Alfonso I di Valencia e Conte Alfonso II di Barcellona (1285-1291). Dal 1286 fu anche re Alfonso I di Maiorca..
Indice |
[modifica] Origine
Figlio primogenito del re d'Aragona Pietro III il Grande e di Costanza di Sicilia, figlia del re di Sicilia Manfredi, quindi nipote dell'imperatore Federico II di Svevia.
[modifica] Biografia
Alfonso, il 15 agosto 1282, a Barcellona, sposò Eleonora d'Inghilterra, figlia del re d'Inghilterra Edoardo I e di Eleonora di Castiglia.
Nel 1285 Alfonso ricevette incarico dal padre, Pietro III il Grande, di conquistare il regno di Maiorca, togliendolo allo zio ,il re di Maiorca Giacomo II, che aderendo alla crociata indetta da papa Martino IV, nel 1284, poi, nel giugno-settembre del 1285, aveva dato aiuto, nei suoi possedimenti francesi, alla crociata del re di Francia, Filippo l'Ardito.
Alla morte del padre, nel novembre del 1285, in quanto figlio maggiore gli succedette sul trono di Aragona e di Valencia e nelle contee catalane, mentre il secondogenito, Giacomo il Giusto gli succedette sul trono di Sicilia.
Nel corso del 1286, portò a termine l'incarico ricevuto dal padre e oltre a Maiorca conquistò anche l'isola delle Pitiuse, Ibiza. Poi passò all'isola di Minorca e, nel 1287, portò a compimento la conquista dell'isola, tolta all'emiro Abû’Umar, vassallo prima di Giacomo I e poi di Giacomo II, accusato di essersi alleato con gli Angioini e poi coi crociati francesi. Minorca fu ripopolata con popolazioni catalane (secondo il cronista Raimondo Muntaner de bona gent de catalans).
In politica interna dovette subire la ribellione a più riprese dell'aristocrazia aragonese, che si sentiva trascurata dalla monarchia che per le sue imprese si poggiava più sulla borghesia mercantile catalana, così dopo le cortes, del 1286, di giugno a Saragozza e di ottobre a Huesca Alfonso dovette reprimere delle ribellioni e dopo la riunione delle cortes del 1289, a Monzón, Alfonso riuscì ad ottenere, con l'aiuto di catalani e valenziani, un potere della corona d'Aragona, più rafforzato e centralizzato, a scapito soprattutto della nobiltà aragonese.
Dato che il re di Castiglia, Sancho IV, aveva preso posizioni sempre più filofrancesi, nel settembre del 1288, a Jaca partecipò alla proclamazione di Alfonso de la Cerda (figlio di Ferdinando de la Cerda, primogenito, premorto al padre, nel 1275, del re di Castiglia, Alfonso X il Saggio, a sua volta morto nel 1284, che assieme al fratello Ferdinando erano detti gli infanti de la Cerda, a cui il re di Aragona, suo padre, Pietro III di Aragona aveva dato asilo ) a re di Castiglia, che portò i due regni di Castiglia e di Aragona ad una guerra di frontiera, con battaglie nell'aprile e luglio del 1289, settembre del 1290 e febbraio del 1291.
In politica estera, dato che teneva prigioniero in Aragona il capo della casa angioina, il re di Napoli, Carlo lo Zoppo, Alfonso III ricevette le varie delegazioni (papato, Francia ed Inghilterra) che ne sollecitavano la liberazione (anche la moglie Eleonora lo sollecitava a liberarlo). Dopo che un primo accordo, preso ad Oléron, nel 1287, fu bocciato dal Papa Nicola IV, il 27 ottobre 1288 a Canfranc, nel nord dell'Aragona, fu trovato l'accordo e Carlo II venne liberato in cambio dei tre figli che rimasero in ostaggio al suo posto. Dato che la guerra in Sicilia riprese Alfonso inviò l'ammiraglio Ruggero di Lauria in aiuto del fratello, il re di di Sicilia, Giacomo il Giusto (futuro re d'Aragona). Nel febbraio del1291, a Tarascona, riuscì a fare la pace col papato (che continuava a sostenere Carlo di Valois come re d'Aragona) e la Francia: disconobbe i diritti del fratello Giacomo sulla Sicilia ed in cambio Carlo di Valois rinunciò ai diritti sul regno d'Aragona, ottenendo le contee d'Angiò e del Maine insieme alla mano di Margherita, figlia di Carlo II di Napoli, che avrebbe dovuto rientrare in possesso della Sicilia, ora che non aveva più l'appoggio del regno d'Aragona.
Alfonso III morì all'improvviso il 18 giugno del 1291 e, dato che non aveva discendenza, lasciò i regni di Aragona, Valencia e Maiorca al fratello Giacomo, che, nelle disposizioni di Alfonso, avrebbe dovuto lasciare il regno di Sicilia al terzo fratello Federico.
[modifica] Curiosità
- Nella Divina Commedia, Dante cita Alfonso III , nel Settimo canto del Purgatorio incontrandolo, come il padre Pietro III il Grande, il fratelli Giacomo il Giusto, Carlo I d'Angiò e Filippo III di Francia, fuori dai cancelli del Purgatorio, nella Valletta dei Principi dell'Antipurgatorio, per la continua lotta che li oppose, insieme agli altri monarchi da lui ritenuti colpevoli per la disastrosa situazione politica nell'Europa del XIII secolo; Dante cita ancora Giacomo il Giusto, nel Terzo canto del Purgatorio dove cita anche il fratello Federico, nelle parole di suo nonno Manfredi di Sicilia, che si trova fuori dai cancelli del Purgatorio, nel primo ripiano dell'antipurgatorio.
- La madre, Costanza di Hohenstaufen anche detta "di Sicilia", non è da confondere con Costanza d'Altavilla, anch'essa detta "di Sicilia", bisnonna di Costanza di Hohenstaufen.
[modifica] Discendenza
Alfonso ed Eleonora non ebbero discendenza.
Predecessore: | re di Aragona | Successore: | ![]() |
---|---|---|---|
Pietro III | 1285-1291 | Giacomo II |
[modifica] Voci correlate
[modifica] Bibliografia
C.W. Previté-Orton, L'Italia nella seconda metà del XIII secolo, in <<Storia del mondo medievale>>, vol. V, 1999, pp. 198-244
Hilda Johnstone, Francia: gli ultimi capetingi, in <<Storia del mondo medievale>>, vol. VI, 1999, pp. 569-607
Edwards Amstrong, L'Italia al tempo di Dante, in Storia del mondo medievale', vol. VI, 1999, pp. 235-296
Portale Medioevo: accedi alle voci di Wikipedia che parlano di Medioevo