Godiasco
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Godiasco | |||
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Immagine:Godiasco-Stemma.png | |||
Stato: | ![]() |
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Regione: | ![]() |
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Provincia: | ![]() |
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Coordinate: | |||
Altitudine: | 196 m s.l.m. | ||
Superficie: | 20,61 km² | ||
Abitanti: |
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Densità: | 140 ab./km² | ||
Frazioni: | Salice Terme, Cascina Morosini, San Bartolomeo, Casa Belloni, Casa Bedaglia, Alta Collina, Gomo, Verone, San Desiderio, San Giovanni, Sala Superiore, Montegarzano, Piumesana | ||
Comuni contigui: | Casalnoceto (AL), Cecima, Montesegale, Ponte Nizza, Pozzol Groppo (AL), Rivanazzano, Rocca Susella, Volpedo (AL) | ||
CAP: | 27052 | ||
Pref. tel: | 0383 | ||
Codice ISTAT: | 018073 | ||
Codice catasto: | E072 | ||
Nome abitanti: | godiaschesi | ||
Sito istituzionale | |||
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Godiasco (PV) è un comune della Provincia di Pavia, nell'Oltrepò Pavese, al confine con la provincia di Alessandria, sul medio corso del torrente Staffora.
Indice |
[modifica] Storia
Abitato sicuramente già prima del VII secolo, fu infeudato da Federico I a Obizzo Malaspina (1164).
La storia di Godiasco è strettamente legata alle vicende del marchesato dei Malaspina. Nel diploma di conferma a Obizzo Malaspina dell'investitura imperiale del marchesato (1164) non è ancora nominato Godiasco, ma i soprastanti castelli di Piumesana e Calcinara; analogamente a Varzi, anche lo sviluppo di Godiasco fu successivo a quella data, e legato all'intensificarsi dei traffici lungo la valle Stàffora. Nel 1221 la prima divisione tra i Malaspina attribuì Godiasco al ramo dello Spino Fiorito, e nella successiva divisione del 1275 fu compreso nel territorio di quel ramo che aveva sede a Oramala (fraz. di Val di Nizza), e che prese poi dimora a Godisaco. I Malaspina di Godiasco furono sempre uno dei rami più fiorenti della casata: ben presto si divisero ulteriormente in cinque rami (Oramala, Piumesana, Casalasco, Cella e Valverde), con diverse partecipazioni feudali nelle terre del marchesato e una gestione consortile del suo capoluogo. Il marchesato di Godiasco fu sottomesso al ducato di Milano e divenne una delle giurisdizioni separate o terre diverse dell'Oltrepò, forse la più vasta e importante. Ancora nel XVIII secolo si parlava del marchesato di Godiasco come di un'unità amministrativa e giudiziaria, comprendente diversi comuni: il suo territorio infatti comprendeva, oltre agli interi comuni attuali di Godiasco, Val di Nizza e Valverde, le frazioni Trebbiano di Ponte Nizza, Groppo di Pozzol Groppo, Sagliano, Cella, Nivione e Castellaro di Varzi, Cegni, Cignolo e Negruzzo di Santa Margherita di Staffora. Nel vasto feudo avevano partecipazioni anche i conti D'Adda e i Ghislieri, oltre che vari rami dei Malaspina, ma la preponderanza spettava ai marchesi Malaspina di Godiasco e Oramala, che erano anche marchesi di Pozzol Groppo e di Fortunago. La fine del marchesato ebbe luogo con l'abolizione del feudalesimo nel 1797.
Nel territorio di Godiasco si trovava anche il piccolo comune di Piumesana, che era anche sede di uno dei cinque rami dei Malaspina di Godiasco; esso mantenne l'autonomia fino all'inizio del XIX secolo.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti
[modifica] Altro
Il borgo dall'antico impianto medioevale, conserva ancora i resti delle torri delle antiche mura risalenti al XIII secolo e il Palazzo Malaspina. Nei dintorni la Cappella dedicata alla Beata Vergine situata nella piazza della località Monte Alfeo; la Chiesa intitolata a S.Giovanni nella frazione S.Giovanni Piumesana. A 3 km a nordovest, sul torrente Staffora, si trova la frazione Salice Terme, nota località termale.
Da Godiasco transitava la via del sale lombarda, percorsa da colonne di muli che percorrendo il fondo valle raggiungevano Genova attraverso il passo del Giovà e il monte Antola.
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Angelo Deantoni (lista civica) dal 14/06/2004
Centralino del comune: 0383 94141
Email del comune: info@comune.godiasco.pv.it
[modifica] Cultura
Questo paese fa parte del territorio culturalmente omogeneo delle Quattro province (Alessandria, Genova, Pavia, Piacenza), caratterizzato da usi e costumi comuni e da un importante repertorio di musiche e balli molto antichi. Strumento principe di questa zona è il piffero appenninico che accompagnato dalla fisarmonica, e un tempo dalla müsa (cornamusa appenninica), guida le danze e anima le feste.
[modifica] Comunità montane
Fa parte della fascia collinare della Comunità Montana Oltrepò Pavese.