Franz Joseph Haydn
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Franz Joseph Haydn (Rohrau, 31 marzo 1732 – Vienna, 31 maggio 1809) è stato un compositore austriaco.
Uno dei maggiori compositori del periodo classico, è considerato il padre della sinfonia e del quartetto d'archi. Trascorse la maggior parte della sua lunga carriera in Austria, come musicista di corte presso la famiglia Esterházy.
Indice |
[modifica] Biografia
[modifica] Infanzia
Haydn nacque da una famiglia di artigiani nel villaggio dell' Austria. Nonostante i genitori non sapessero leggere la musica, il padre era un dilettante, e la famiglia - secondo i ricordi dello stesso Haydn - era "molto musicale" (il fratello Michael divenne anche lui compositore, mentre Johann Evangelist fu un apprezzato tenore). Il talento musicale di Joseph fu presto riconosciuto, e nel 1738 gli venne data la possibilità di studiare a Hainburg an der Donau, presso Johann Matthias Franck, un parente maestro di coro. Così, dall'età di sei anni, Joseph Haydn lasciò per sempre la casa paterna.
A Hainburg an der Donau Haydn soffrì non di rado la fame, ma imparò ben presto a suonare il clavicembalo e il violino, e cominciò a cantare le parti soliste di soprano nel coro della chiesa. Appena due anni più tardi, Georg von Reutter, direttore musicale dello Stephansdom (Duomo) di Vienna in viaggio in cerca di talenti, fu impressionato dalle doti canore di Haydn, che trovò un posto nella capitale come corista per i nove anni seguenti (gli ultimi quattro in compagnia del fratello Michael).
Il lavoro nella cattedrale non fu molto utile al giovane Haydn né dal punto di vista materiale (continuò a patire occasionalmente la fame) né da quello didattico, visto che Reutter aveva poco da trasmettere ai suoi allievi. Tuttavia, la cattedrale di Vienna era uno dei luoghi cardine del mondo musicale europeo, e così Haydn poté apprendere e lavorare sulle nuove opere dei maggiori compositori contemporanei.
[modifica] Giovinezza
Nel 1749, Haydn era maturato fisicamente al punto da non potere più cantare le parti più acute, e fu estromesso dal coro. Dopo una notte passata sotto le stelle, fu aiutato da alcuni amici e intraprese la carriera di musicista indipendente. Durante questo difficile periodo, durato fino al 1759, Haydn fece svariati lavori occasionali, incluso il valletto per il compositore italiano Nicola Porpora, dal quale imparò "i veri fondamenti della composizione musicale". Da autodidatta, completò la sua formazione musicale, scrivendo i suoi primi quartetti d'archi e la sua prima opera lirica. Nel frattempo, anche la fama di Haydn cresceva gradualmente.
[modifica] Kapellmeister
Nel [[1759], Haydn (o 'snaghi raschi' come veniva comunemente chiamato) ricevette il primo incarico di rilievo, quello di maestro di cappella presso il conte Karl von Morzin. In questa veste, diresse la piccola orchestra del conte, per la quale scrisse le sue prime sinfonie. A causa di improvvise ristrettezze finanziarie del conte, Haydn venne licenziato ma trovò subito una nuova sistemazione come assistente maestro di cappella degli Esterházy, una delle famiglie più ricche e importanti dell' Impero d'Austria. Nel 1760 Haydn si sposò con Maria Anna Keller, dalla quale non ebbe figli. È possibile che ne abbia avuti da Luigia Polzelli, cantante che lavorava anch'essa alla corte degli Esterházy.
Alla morte del maestro di cappella, Gregor Werner, nel 1766, Haydn rilevò il suo posto, seguendo gli Esterházy nelle loro varie residenze. Tra le sue mansioni: scrivere nuove composizioni, dirigere l'orchestra di corte, suonare musica da camera per e con i suoi protettori e allestire rappresentazioni liriche. In ogni caso, nonostante l'impegno notevole, Haydn si considerava fortunato, dato che i principi Paul Anton e Nikolaus I erano raffinati intenditori di musica, che apprezzavano il suo lavoro e gli mettevano a disposizione tutto ciò di cui aveva bisogno.
Durante i quasi trent'anni passati al servizio della famiglia, Haydn compose una mole impressionante di opere, e andò via via affinando il proprio stile. La sua popolarità andava crescendo di conseguenza, e, gradualmente, cominciò a scrivere anche indipendentemente dall'ambiente di corte. Numerose opere di questo periodo (tra cui le sinfonie dalla n. 82 alla n. 87) furono infatti scritte su commissioni esterne.
Attorno al 1781, Haydn strinse amicizia con Wolfgang Amadeus Mozart. Quest'ultimo, ancora giovane, era stato molto influenzato dal collega più anziano, e gli dedicò una serie di quartetti d'archi, pratica molto insolita in un'epoca in cui i dedicatari erano solitamente aristocratici. Si possono ricercare anche radici massoniche nell'amicizia fra i due musicisti, che erano infatti membri della stessa loggia massonica.
Nel 1789, iniziò una relazione platonica ma assai intensa con Maria Anna von Genzinger, moglie del medico personale del principe Nikolaus I Esterházy. La morte prematura di questa, quattro anni dopo, fu un duro colpo per Haydn: se ne può forse sentire un richiamo nelle Variazioni in fa minore per pianoforte (Hob XVII:6), insolitamente drammatiche.
[modifica] Londra

Nel 1790, con la morte di Nikolaus I Esterházy, l'ensemble musicale della corte venne smantellato, e Haydn messo in pensione. Il compositore, ormai non più giovane, si trovò così libero di accettare un'offerta economicamente vantaggiosa, fattagli dall'impresario Johann Peter Salomon: libero dagli impegni di corte, viaggiare in Inghilterra e dirigere sinfonie con una grande orchestra.
Il primo viaggio (1791-1792) e i successivi (1794-1795) furono un successo clamoroso. Il pubblico accorreva entusiasta ai concerti di Haydn, che acquistò in breve tempo fama e ricchezze. Dal punto di vista della produzione, i viaggi generarono alcune fra le opere più note di Haydn, tra cui le sinfonie n. 94 (Sorpresa), n. 100 (Militare), n. 103 (Col rullo di timpani), n. 104 (Londra), il quartetto Hob III:74 (Il cavaliere) e il trio con pianoforte Rondò all'ungherese.
L'unico passo falso in questa avventura fu un'opera, L'anima del filosofo, per la quale ad Haydn fu pagata un'ingente cifra di denaro. Fu cantata solo un'aria e ne furono pubblicati 11 numeri. L'intera opera non fu rappresentata fino al 1950.
[modifica] Ritorno a Vienna
Alla fine del Settecento, Haydn prese seriamente in considerazione la possibilità di diventare un cittadino inglese, ma alla fine tornò a Vienna, dove si fece costruire una grande casa e si dedicò alla composizione di grandi opere sacre per coro e orchestra: tra queste si ricordano i due grandi oratori La creazione e Le stagioni, e sei messe per la famiglia Esterházy, che nel frattempo aveva ritrovato l'interesse per la musica. In questo periodo, Haydn scrisse anche gli ultimi nove quartetti per archi. E a dispetto della non più giovane età, esclamò in una lettera "quanto rimane ancora da fare in questa arte meravigliosa!".
Nel 1802, una malattia di cui soffriva da tempo si acutizzò improvvisamente: al dolore fisico si aggiungeva l'impossibilità di dedicarsi al lavoro di composizione, nonostante la creatività fosse sempre tumultuosa. Durante gli ultimi anni, fu assistito con cura dai suoi servitori, e ricevette abitualmente numerose visite e pubblici riconoscimenti. Morì nel 1809, durante un attacco delle armate napoleoniche su Vienna.
Secondo la tradizione, le sue ultime parole sono state per tranquillizzare i suoi servitori durante il bombardamento su Vienna delle armate francesi.
Uno dei passatempi in cui trovava sollievo era suonare Gott erhalte Franz den Kaiser al pianoforte, un tema patriottico che aveva composto nel 1797. Successivamente, venne usato come inno austriaco e tedesco, ed è attualmente l'inno nazionale della Germania.
[modifica] Ottimismo e religione
Joseph Haydn, secondo le testimonianze dei contemporanei, fu un uomo gioviale e ottimista: se ne può avere riscontro nel sense of humour che anima continuamente le sue opere. Sono molto noti, infatti, gli scherzi musicali disseminati nei quartetti op. 33 n. 2 e op. 50 n. 3 (falsi finali), l'illusione ritmica nel trio del quartetto op. 50 n. 1, o il forte accordo improvviso della sinfonia n. 94 (nominata appunto Sorpresa).
Alla corte degli Eszterházy era particolarmente rispettato, e creò un clima di lavoro estremamente disteso, contribuendo anche a difendere gli interessi economici dei colleghi. La caccia e la pesca erano i suoi passatempi preferiti. Cattolico fervente, usava vergare Laus Deo o espressioni simili alla fine dei manoscritti, e si dedicava alla preghiera quando le idee musicali stentavano a prendere forma sulla carta.
I dipinti che lo ritraggono sono abbastanza discordi tra loro, e l'unica fonte affidabile per avere un'idea dei suoi tratti somatici è la maschera mortuaria in cera conservata nella sua casa-museo di Vienna. Le informazioni certe sul suo aspetto sono poche: basso di statura (probabilmente per la malnutrizione), divenne calvo in età adulta, e portava in viso i segni del vaiolo. Non bello, si meravigliò molto del successo riscosso a Londra tra il pubblico femminile.
[modifica] Le vicende del cranio di Haydn
Quando morì, Haydn fu sepolto nel cimitero principale di Vienna. Senonché, per via dell'esistenza di un testamento in cui erano descritte volontà precise, la famiglia Esterhazy pretese che il corpo del musicista venisse sepolto nella cappella del loro palazzo di Eisenstadt. Una volta terminate le guerre napoleoniche, nel 1820 si procedette all'esumazione del corpo del musicista: senonché, quando la bara fu aperta, lo scheletro era mancante del teschio. Un'immediata perizia stabilì che la macabra asportazione della reliquia era avvenuta poche ore dopo la morte di Haydn.
La polizia viennese, immediatamente allertata, quasi subito trovò una traccia, che portava ad un curioso individuo, un certo Nepomuk Peter: costui aveva il macabro hobby di collezionare teschi, come altri collezionano francobolli o farfalle. Messo alle strette dagli interrogatori, Peter confessò di aver trafugato, con l'aiuto dell'amico Rosenbaum, il cranio di Haydn la notte dopo i funerali, e di averne poi raschiato la pelle e gli organi per misurarlo, onde comprenderne la genialità.
Quando la casa di Rosenbaum venne perquisita, però, la polizia non trovò il teschio, che era stato nascosto dallo stesso Rosenbaum sotto la coperta del letto ove giaceva la madre malata. A questo punto, gli Esterazy chiesero la restituzione della reliquia in cambio di un grosso compenso. Quando la polizia ricevette il cranio, il medico legale appurò che apparteneva ad una giovinetta; infine, Peter consegnò il "vero" cranio, che risultò essere quello di un uomo morto in età avanzata.
Senonché, alcuni anni dopo, Rosenbaum, sul letto di morte, confessò di avere il cranio di Haydn ancora in suo possesso, e ne rivelò la sua collocazione ai figli. Da qui in poi vi fu un incredibile mercanteggiare che durò almeno un secolo, fin quando il cranio divenne proprietà della Società Viennese degli Amici della Musica, che, nel 1954, lo restituì agli eredi degli Esterhazy. Da allora esso riposa, assieme ai resti di Haydn, nella cappella della Reggia Esterazy ad Eisenstadt.
[modifica] Opere
Haydn è considerato il "padre" della sinfonia dal punto di vista del grande pubblico: se in precedenza la sinfonia era considerata sussidiaria della musica vocale, Haydn ne fece una forma di sempre maggior peso, lunghezza e complessità. Se la sinfonia in sé era già un genere ben codificato, grazie all'opera di numerosi compositori, le sinfonie di Haydn sono gli esempi più antichi a rientrare nel repertorio concertistico standard.
Per quanto riguarda il quartetto d'archi, invece, la paternità di Haydn è fuori discussione: inoltre, fu autore di numerosissime sonate per pianoforte, trii con pianoforte, divertimenti e messe, che diventarono la base dello stile classico. Scrisse anche musica da camera per altri organici, concerti e opere liriche, attualmente meno famosi. Nonostante la presenza di altri compositori importanti, da Carl Philip Emmanuel Bach nel campo delle opere per pianoforte e clavicembalo, o Johann Christian Bach e Leopold Mozart nel campo della sinfonia, Haydn divenne ben presto il punto di riferimento principale dello stile di fine Settecento.
Lo sviluppo della forma-sonata in un mezzo espressivo flessibile e sofisticato, fino a diventare il soggetto principale del pensiero musicale classico, deve moltissimo a Haydn, e a quelli che proseguirono direttamente il suo lavoro.
Inoltre, integrò la fuga nello stile classico, e arricchì il rondò con una logica tonale più coerente e organica. Fu anche il primo compositore a usare estensivamente la tecnica della doppia variazione, ovvero una variazione su due temi alternati, spesso in modo maggiore e minore.
[modifica] Struttura e carattere
Caratteristica fondamentale delle opere di Haydn è lo sviluppo di strutture ampie e articolate a partire da motivi brevi e relativamente semplici. Le sue composizioni furono così la base dello sviluppo successivo della tonalità e delle varie forme classiche come la sonata e il quartetto.
La pratica compositiva di Haydn ha le sue radici nel contrappunto modale di Johann Fux, e allo stesso tempo nell'opera di Gluck e C.P.E. Bach. Di quest'ultimo, Haydn scrisse: "senza di lui, non sappiamo niente". Riguardo alla melodia, predilesse melodie facilmente scomponibili in parti più piccole, da sottoporre a combinazioni contrappuntistiche: in questo, anticipò in qualche modo l'opera beethoveniana.
L'opera di Haydn è però legata quasi per antonomasia alla definizione della forma sonata. Durante il periodo Classico, la musica era dominata dalla tonalità, e le sezioni delle opere erano contrassegnate da passaggi tonali: Haydn si concentrò nella creazione di soluzioni espressive, argute, drammatiche, per condurre le transizioni più importanti fra le varie sezioni di un pezzo, ritardandole, o facendole avvenire di nascosto, ingannando l'ascoltatore.
La forma sonata, che in seguito venne definita formalmente basandosi proprio sull'opera di Haydn, fu di gran lunga la struttura musicale più importante del XIX secolo. Le sue sezioni sono:
- Introduzione: sezione lenta in tonalità di dominante, non sempre presente, con materiale non direttamente collegato ai temi principali, che evolve rapidamente nella
- Esposizione: presentazione dei temi, con il primo in tonalità di tonica, e il secondo in tonalità di dominante. A differenza dei suoi successori, Haydn scrisse spesso delle esposizioni in cui il secondo tema era identico o molto simile al primo.
- Sviluppo: i temi vengono trasformati, frammentati, trasposti, e combinati con altro materiale. In generale, gli sviluppi delle composizioni di Haydn tendevano ad essere più lunghi e articolati di quelli di Mozart. Qualora la sezione non sia presente, si parla di sonatina.
- Riesposizione: ritorno alla tonalità originale, dove viene ripresentato il materiale dell'esposizione. Rispetto ai lavori di Mozart e Beethoven, durante la riesposizione Haydn invertiva spesso l'ordine dei due temi, ometteva alcuni passaggi dell'esposizione, e introduceva la
- Coda: eventuale sezione aggiuntiva dopo la chiusura della ricapitolazione, con piccoli sviluppi tematici.
La struttura al tempo stesso rigida e vivace della sonata di Haydn ha influenzato moltissimo le opere di Beethoven: quest'ultimo, con la maturità, passò infatti da uno stile piuttosto discorsivo e disorganico nell'esposizione dei temi, alla rinnovata cura per la forma, con l'uso di temi più brevi e flessibili.
Molta della musica di Haydn è stata scritta per allietare un principe e la sua corte, e il suo tono è di conseguenza tendenzialmente spensierato; questa inclinazione rifletteva probabilmente la personalità equilibrata e allegra del compositore. Le opere in modo minore, spesso estremamente serie e profonde, costituiscono delle fortissime eccezioni alla regola. I movimenti veloci delle opere di Haydn sono travolgenti, specialmente nei finali: alcuni esempi si trovano nella sinfonia n. 104 (London), nel quartetto op. 50 n. 1, e nel trio con pianoforte Hob XV: 27. Con l'arrivare della maturità, i movimenti lenti delle opere di Haydn acquistarono sempre maggiore profondità e complessità, come si può apprezzare nei quartetti op. 76 n. 3 e 5, nella sinfonia n. 102, e nel trio con pianoforte Hob XV: 23. I minuetti, fortemente ritmati, mantennero sempre un carattere gioviale e popolaresco: nella fase finale della sua vita, Haydn cominciò a sostituire i minuetti con i più veloci scherzi (forse influenzato da Beethoven, che era stato per breve tempo suo allievo).
[modifica] Evoluzione dello stile
Uno sguardo d'insieme sui quasi cinquant'anni di produzione haydniana mostrano un graduale e costante aumento di complessità nella forma e nel linguaggio musicale.
Le opere giovanili di Haydn risalgono ad un periodo di grandi cambiamenti, in cui lo stile compositivo del barocco (rappresentato da Johann Sebastian Bach e Haendel) era ormai fuori moda. Haydn, nato diciotto anni prima della morte di Bach, si trovò ad essere uno degli esploratori della musica del suo tempo. Uno degli esempi del passato a cui Haydn si rifece in questo periodo fu C.P.E. Bach, il terzo dei figli di Johann Sebastian.
Tra il 1767 e i primi anni del decennio successivo, Haydn inserì nelle sue opere elementi di maggiore intensità espressiva, soprattutto nei lavori in modo minore: anche se alcuni critici negano la possibile influenza del movimento letterario tedesco, questa fase è stata denominata dello Sturm und Drang. Alcune opere rilevanti di questo periodo sono la sinfonia n. 45, la sonata per pianoforte in do minore Hob. XVI/20, L. 33, e i sei quartetti per archi op. 20, tutte risalenti al 1772. Nello stesso periodo, il suo interesse verso la musica barocca andò crescendo, con la scrittura di fughe che chiudono tre dei quartetti op. 20.
Il crescendo espressivo dello Sturm und Drang fu seguito da un ritorno ad un umore più sereno e giocoso. Nel periodo successivo, Haydn non scrisse nessun quartetto per archi, mentre le sinfonie assunsero nuove caratteristiche: l'inserimento di un'introduzione lenta, e la comparsa di timpani e trombe nelle partiture. Questi cambiamenti riflettevano un cambiamento radicale negli impegni professionali del musicista, che si allontanava dalla "musica pura" per avvicinarsi all'opera buffa. Diverse di queste opere (oggi rappresentate assai di rado) contengono delle ouverture che vennero riciclate come movimenti di sinfonia durante tutti gli anni 1770 e che aiutarono Haydn a mantenere una vasta produzione sinfonica in quel decennio di febbrile attività.
Nel 1779, una modifica importante al contratto di Haydn gli diede la possibilità di pubblicare le sue composizioni senza ricevere l'autorizzazione del suo mecenate. Questa circostanza può avere accelerato il ritorno di Haydn verso la "musica pura": il punto di svolta può essere individuato nella pubblicazione dei sei quartetti per archi op. 33, che nella parole di Haydn erano scritti "in un modo completamente nuovo e speciale". Charles Rosen asserisce che ciò che Haydn dice è assolutamente vero e non sono solo chiacchiere. Egli sottolinea i progressi di Haydn nella tecnica di composizione che appaiono in questi quartetti, progressi che segnano l'avvento, in pieno fulgore, dello stile musicale del periodo classico. Questo stile include vari aspetti: una forma di fraseggio fluida, in cui ogni motivo emerge dal precedente senza interruzione; la pratica di lasciare che il materiale di accompagnamento si evolva in materiale melodico ed un certo "Contrappunto classico", in cui ogni parte strumentale mantiene la sua integrità. Questi aspetti li ritroviamo in molti quartetti che Haydn scrisse dopo l'opera 33.
Nel 1790, stimolato dai frequenti viaggi in Inghilterra, Haydn sviluppò ciò che Rosen chiama lo "stile popolare", un tipo di composizione che, con un successo senza precedenti, creava musica con un grande richiamo popolare mantenendo nel contempo una colta e rigorosa struttura musicale. Un elemento importante dello stile popolare era l'uso frequente di musica folk o di materiali folcloristici, come già trattato nell'articolo Haydn e la musica folk. Haydn si prese cura di usare questo stile in momenti musicali appropriati, come i finali delle sonate o l'apertura del tema finale. Collocato in questi punti, il materiale folclorico serve come elemento stabilizzatore, aiutando a fissare una struttura più complessa. Lo stile popolare di Haydn si può sentire praticamente in tutto il suo lavoro degli ultimi anni, comprese le dodici Sinfonie di Londra, gli ultimi quartetti, i trii per piano e gli ultimi due oratori.
Il ritorno a Vienna nel 1795 segnò l'ultima svolta nella carriera di Haydn. Anche se il suo stile musicale era di poco cambiato, lo erano invece le sue intenzioni. Mentre era a servizio di qualche aristocratico, o quando era un indaffarato imprenditore, Haydn scriveva velocemente e copiosamente le sue composizioni dovendo rispettare le frequenti scadenze. Da uomo ricco, il compositore godeva del privilegio di prendere tempo e scrivere per i posteri. Questo atteggiamento si riflette nel soggetto de La Creazione (1798) e Le stagioni (1801), che contengono temi importanti quali il significato della vita e dell'umanità e rappresentano un tentativo di rappresentare il sublime in musica. Le nuove intenzioni di Haydn si riflettevano anche nel fatto che impiegava molto più tempo a scrivere le sue opere: entrambi gli oratori furono composti in più di un anno. Haydn affermò di aver impiegato così tanto a scrivere La Creazione perché voleva farne un'opera che durasse nel tempo.
Il cambiamento di approccio di Haydn è importante nella storia della musica: molti altri compositori seguirono il suo percorso, come Beethoven ad esempio che adottò la tecnica di prendersi il tempo necessario e avere alte aspirazioni. Liberatisi gradualmente dalla dipendenza dall'aristocrazia, i compositori adottarono il modo di affrontare il lavoro tipico dell'ultimo Haydn, facendolo diventare la norma nella composizione di musica classica.
[modifica] Cataloghi
Anche se per alcune opere ci si riferisce ancora ai numeri d'opera (op.), il sistema di catalogazione più completo e diffuso è quello denominato Hob. o Hoboken, dalla classificazione del 1957 realizzata da Anthony van Hoboken.
[modifica] Concerti
- Concerto per violino in do maggiore
- Concerto per violino in re maggiore (perduto)
- Concerto per violino in la maggiore
- Concerto per violino in sol maggiore
- Concerto per violoncello N.1 in do maggiore
- Concerto per violoncello N.2 in re maggiore
- Concerto per violoncello in do maggiore (perduto)
- Concerto per pianoforte in si maggiore "all'ungherese"
- Concerto per pianoforte in si maggiore
- Concerto per pianoforte in sol maggiore
- Concerto per pianoforte in fa maggiore
- Concerto per oboe e orchestra in do maggiore
- Concerto per corno e orchestra in re maggiore
- Concerto per corno e orchestra in re maggiore n°2 (attribuito)
- Concerto per clavicembalo e orchestra in re maggiore
- Concerto per tromba e orchestra in mi bemolle maggiore
[modifica] Sinfonie
- Sinfonia n. 1 (1757/1758)
- Sinfonia n. 2 (1757/1761)
- Sinfonia n. 3 (1759/1760)
- Sinfonia n. 4 (1757/1761)
- Sinfonia n. 5 (1760)
- Sinfonia n. 6, "Le Matin" (1761)
- Sinfonia n. 7, "Le Midi" (1761)
- Sinfonia n. 8, "Le Soir" (1761)
- Sinfonia n. 9 (1762)
- Sinfonia n. 10 (1757/1761)
- Sinfonia n. 11 (1760)
- Sinfonia n. 12 (1763)
- Sinfonia n. 13 (1763)
- Sinfonia n. 22, "Il Filosofo" (1764)
- Sinfonia n. 23 (1764)
- Sinfonia n. 24 (1764)
- Sinfonia n. 39
- Sinfonia n. 44, "Trauersinfonie" o "Funebre" (1770)
- Sinfonia n. 43, "Merkur" o "Mercurio"
- Sinfonia n. 42 (1771)
- Sinfonia n. 45, "Sinfonia degli Addii" (1772)
- Sinfonia n. 46 (1772)
- Sinfonia n. 47 (1772)
- Sinfonia n. 48, "Maria Teresa"
- Sinfonia n. 49, "La Passione"
- Sinfonia n. 54 (1774)
- Sinfonia n. 56 (1774)
- Sinfonia n. 53 (c.1779)
- Sinfonie n. 76-78 (1783)
- Sinfonie n. 82-87, dette "Sinfonie parigine"
- Sinfonia n. 88 (1787)
- Sinfonia n. 90 (1788)
- Sinfonia n. 91 (1788)
- Sinfonia n. 92, "Oxford" (1789)
- Sinfonia n. 93, (1791)
- Sinfonia n. 94, "La sorpresa" o "col colpo di timpani" (1791)
- Sinfonia n. 95, (1791)
- Sinfonia n. 96, "Il miracolo" (1791)
- Sinfonia n. 97 (1792)
- Sinfonia n. 98 (1792)
- Sinfonia n. 100, "Militare" (1794)
- Sinfonia n. 101, "La pendola" o "L'orologio" (1794)
- Sinfonia n. 102 (1795)
- Sinfonia n. 103, "col rullo di timpani" (1795)
- Sinfonia n. 104, "Londra" (1795)
Fra le registrazioni del ciclo completo delle sinfonie spicca l'integrale realizzata da Antal Dorati con la Philarmonia Hungarica per la Decca Records.
[modifica] Lavori
- Gott erhalte Franz den Kaiser (anche la melodia dell'inno tedesco)
- La Creazione (1798), oratorio per soli, coro e orchestra
- Le stagioni (1801), oratorio per soli, coro e orchestra
- Harmoniemesse (1802)
[modifica] Opere
- Il diavolo zoppicante (1751)
- Acide e Galatea (1762)
- La canterina (1766)
- Lo speziale (1768)
- Le pescatrici (1769)
- L'infedeltà delusa (1773)
- L'Incontro improvviso (1775)
- Il mondo della luna (1777)
- La vera costanza (1779)
- L'isola disabitata (1779)
- La fedeltà premiata (1781)
- Orlando paladino (1782)
- Armida (1784)
- L'anima del filosofo (1791)
[modifica] Sonate
- Haydn ha scritto 62 sonate per pianoforte.
Le sonate per pianoforte di Franz Joseph Haydn non hanno ancora raggiunto il grado di popolarita' che meritano. Eppure, a livello qualitativo, sono tranquillamente confrontabili con quelle di Beethoven e di Mozart e sono superiori a livello quantitativo. Molte di esse, soprattutto le prime, sono di durata inferiore ai quindici minuti.
[modifica] Curiosità
- A Haydn è stato intitolato il cratere Haydn, sulla superficie di Mercurio.
- Grazie alla sua musica, tutti i difetti fisici di Haydn passavano in secondo piano: oltre ad essere brutto (e calvo da vecchio), aveva delle profonde cicatrici sul viso causate dal vaiolo e le gambe molto storte; inoltre vestiva assai trasandatamente, con la parrucca incipriata quando era passata di moda già da anni. A trent'anni aveva un aspetto così cadente, che tutti lo chiamavano "papà".
- Sua moglie, figlia di un parrucchiere, disprezzava a tal punto l'arte del marito, da usare i fogli dei suoi spartiti per pulire il forno.
- Gran parte delle sinfonie di Haydn non furono nominate dall'autore, ma presero il nome da eventi e circostanze. Alcuni esempi: la n. 94 è detta "Sorpresa" a causa del colpo di timpano improvviso che si sente nel secondo movimento alla fine del tema principale (per questo è anche nota anche come "Il colpo di timpano"); la n.96 è detta "Il miracolo" poiché, durante la sua prima esecuzione a Londra, un lampadario cadde sulla platea, fortunatamente senza uccidere o ferire nessuno; la n.100 "Militare" a causa dei motivi di marcia militare presenti più volte nei temi; la n.101 "La pendola" a causa del ritmo regolare ottenuto col pizzicato d'archi del secondo movimento, simile al ticchettìo di un orologio...e così via.
- Le sue ultime parole, dette ad un servo durante il bombardamento francese su Vienna, furono: "Non preoccupatevi: dove c'è la musica di Haydn, la morte non può colpire". Curiosamente, quando Napoleone subì il celebre attentato del Natale 1800, si stava recando in carrozza all'Opera per la "prima" francese della Creazione.
- Grato ad Haydn (per la sua musica, e forse anche a ricordo dell'attentato fallito), quando questi morì Napoleone fece montare un picchetto d'onore sul portone della sua casa.
[modifica] Bibliografia critica
- C. Rosen, Lo stile classico, Feltrinelli 1989
- Haydn: due ritratti e un diario, a cura di A. Lanza, EDT 2001
- Haydn, a cura di A. Lanza, il Mulino 1999
- Stendhal, Vite di Haydn, Mozart e Metastasio, Studio Tesi 1993
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Franz Joseph Haydn
Wikiquote contiene citazioni di o su Franz Joseph Haydn
[modifica] Collegamenti esterni
- Kunst der Fuge Joseph Haydn - MIDI files
Portale Musica classica: accedi alle voci di Wikipedia che parlano di musica classica