Edgar
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Edgar | |
![]() Giovanni Zuccarelli, copertina del libretto di Edgar |
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Lingua originale: | italiano |
Genere: | grande opera |
Musica: | Giacomo Puccini (spartito in formato pdf - ultima versione) |
Libretto: | Ferdinando Fontana (libretto online - prima versione) (libretto online - terza versione) |
Fonti letterarie: | La coupe et les lèvres, Alfred de Musset |
Atti: | quattro (successivamente ridotti a tre) |
Epoca di composizione: | aprile 1885 - marzo 1889 |
Prima rappresentazione: | 21 aprile 1889 |
Teatro: | Teatro alla Scala, Milano |
Versioni successive:
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Personaggi:
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Autografo: | Archivio Ricordi, Milano (ultima versione completa e atti I e III della prima versione) |
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Edgar è un'opera lirica in quattro atti di Giacomo Puccini, su libretto di Ferdinando Fontana. In successive rielaborazioni, l'opera fu poi ridotta a tre atti.
Il felice esito conseguito nel 1884 dalle Villi, indusse l'editore Giulio Ricordi a commissionare a Puccini una seconda opera da rappresentare al Teatro alla Scala; fu scelto Edgar, su libretto del poeta milanese Ferdinando Fontana, liberamente ispirato al dramma in versi di Alfred de Musset La coupe et les lèvres.
La composizione durò quattro anni (tra il 1886 e 1887 a Monza, dove Puccini si era ritirato a vivere con la famiglia) ed il nuovo lavoro vide la luce il 21 aprile 1889: fu un successo cordiale ma non propriamente caloroso e, malgrado le drastiche modifiche apportate alla partitura, che comportarono tra l'altro la soppressione del quarto atto, l'opera non riuscì ad imporsi, neppure nelle sporadiche riprese successive.
Indice |
[modifica] Differenti versioni
- 21 aprile 1889, Milano, Teatro alla Scala - in 4 atti (autografo degli atti I e III conservato presso l'Archivio Ricordi, autografo degli atti II e IV restituito all'autore, rispettivamente nel 1905 e nel 1901, e in seguito perduto).
- 5 settembre 1891, Lucca, Teatro del Giglio - in 4 atti (spartito per canto e pianoforte pubblicato nel gennaio 1890, con alcune ulteriori modifiche).
- 28 gennaio 1892, Ferrara, Teatro Comunale - in 3 atti (spartito per canto e pianoforte pubblicato nel gennaio 1892).
- 8 luglio 1905, Buenos Aires, Teatro Colón - in 3 atti (spartito per canto e pianoforte pubblicato nel 1905, edizione corrente).
[modifica] La trama della prima versione
L'azione si svolge nelle Fiandre, nell'anno 1302
[modifica] Atto I
Un villaggio delle Fiandre. È l'alba. Il giovane Edgar, nonostante l'affetto per la dolce Fidelia, non riesce a resistere al fascino della provocante Tigrana, una zingara dal passato misterioso, cresciuta orfana, allevata dalla gente del paese. Gli atteggiamenti irriverenti di costei, che intona una canzone blasfema nel bel mezzo della santa messa, suscitano lo sdegno degli abitanti del villaggio.
In difesa della zingara accorre Edgar che, in preda ad un'irrefrenabile esaltazione, afferra una torcia accesa e appicca il fuoco alla propria casa; quindi, allontanata da sé la dolce Fidelia, fugge con Tigrana, col proposito di abbandonarsi con lei ad una vita di dissolutezze.
[modifica] Atto II
Edgar e Tigrana vivono insieme in un ricco castello, circondati di ospiti festosi e passando da un piacere all'altro.
Ben presto, però, il ricordo della casa natale comincia a penetrare nel suo animo ed anche l'immagine di Fidelia si riaffaccia improvvisa alla sua memoria. Quando poi ode lontani rulli di tamburi e suoni di fanfare militari che accompagnano una schiera di soldati diretta al campo di battaglia, egli sente prepotente il desiderio di riabilitarsi e, malgrado Tigrana tenti di richiamarlo a sé, decide di seguire l'esempio di quegli uomini votati alla gloria o alla morte. Tanto più che a guidarli è Frank, il fratello di Fidelia, anch'egli un tempo sedotto della bella zingara.
[modifica] Atto III
L'esercito fiammingo vince la battaglia, ma numerose vite sono rimaste sul campo, stroncate dalla violenza dei combattimenti; anche Edgar è fra gli scomparsi e in una spianata nei pressi del villaggio si preparano solenni esequie in suo onore.
Solo un misterioso frate non si unisce agli altri nel celebrare le gesta del defunto, del quale anzi ricorda le numerose colpe di cui si è macchiato in vita, suscitando la reazione sdegnata di Fidelia che, risolutamente e con sincera commozione, difende la memoria dell'uomo amato. Quindi fa ritorno al villaggio.
A cerimonia finita sopraggiunge Tigrana, venuta ad ostentare il proprio dolore di vedova inconsolabile, sia pure in grave ritardo. Le si avvicina il frate che, accordatosi con Frank, le offre oro e monili preziosi, purché essa si presti ad una macchinazione ai danni dello scomparso.
Abbagliata da tanta ricchezza, Tigrana non solo ammette volentieri di essere stata l'amante di Edgar, ma dichiara persino che questi aveva in animo di tradire la patria. Alcuni soldati si avventano allora verso il catafalco per profanare il cadavere, ma restano allibiti quando nelle loro mani rimane unicamente l'armatura. Il frate si spoglia allora del saio, apparendo nelle sembianze di Edgar. Quindi si rivolge con ira a Tigrana, additandola al pubblico disprezzo.
[modifica] Atto IV
È l'alba. Dopo una notte insonne, nella sua casetta al villaggio, Fidelia è rassegnata a lasciarsi morire. A restituirle la voglia di vivere non valgono le cure di papà Gualtiero né delle amiche che le hanno fatto visita.
Quando si reca al balcone per ammirare un'ultima volta le rose, vede sopraggiungere Edgar, insieme al fratello, e cade svenuta. Al suo risveglio l'innamorato la rassicura: è vivo e si sposeranno quello stesso giorno. Quindi, rimasto solo con lei, Edgar le spiega la ragione di quella messainscena e si allontana per prepararsi alla cerimonia, lasciandola per poco sola.
Ma l'ombra di Tigrana nel frattempo è apparsa alla porta e, non appena Edgar è partito, la zingara si introduce furtivamente nella stanza di Fidelia e la pugnala a morte. L'appressarsi del corteo nuziale la costringe però a nascondersi nell'alcova. La festa si tramuta in tragedia: Edgar trova la sposa agonizzante, mentre i paesani catturano Tigrana. Mentre Fidelia spira tra le braccia dell'amato, Tigrana è condotta alla decapitazione.
[modifica] La trama dell'ultima versione
L'azione si svolge nelle Fiandre, nell'anno 1302
[modifica] Atto I
Un villaggio delle Fiandre. È l'alba. Il giovane Edgar, nonostante l'affetto per la dolce Fidelia, non riesce a resistere al fascino della provocante Tigrana, una zingara dal passato misterioso, cresciuta orfana, allevata dalla gente del paese. Gli atteggiamenti irriverenti di costei, che intona una canzone blasfema nel bel mezzo della santa messa, suscitano lo sdegno degli abitanti del villaggio.
In difesa della zingara accorre Edgar che, in preda ad un'irrefrenabile esaltazione, afferra una torcia accesa e appicca il fuoco alla propria casa; quindi, allontanata da sé la dolce Fidelia, fugge con Tigrana, col proposito di abbandonarsi con lei ad una vita di dissolutezze.
[modifica] Atto II
Edgar e Tigrana vivono insieme in un ricco castello, circondati di ospiti festosi e passando da un piacere all'altro.
Ben presto, però, il ricordo della casa natale comincia a penetrare nel suo animo ed anche l'immagine di Fidelia si riaffaccia improvvisa alla sua memoria. Quando poi ode lontani rulli di tamburi e suoni di fanfare militari che accompagnano una schiera di soldati diretta al campo di battaglia, egli sente prepotente il desiderio di riabilitarsi e, malgrado Tigrana tenti di richiamarlo a sé, decide di seguire l'esempio di quegli uomini votati alla gloria o alla morte. Tanto più che a guidarli è Frank, il fratello di Fidelia, anch'egli un tempo sedotto della bella zingara.
[modifica] Atto III
L'esercito fiammingo vince la battaglia, ma numerose vite sono rimaste sul campo, stroncate dalla violenza dei combattimenti; anche Edgar è fra gli scomparsi e in una spianata nei pressi del villaggio si preparano solenni esequie in suo onore.
Solo un misterioso frate non si unisce agli altri nel celebrare le gesta del defunto, del quale anzi ricorda le numerose colpe di cui si è macchiato in vita, suscitando la reazione sdegnata di Fidelia che, risolutamente e con sincera commozione, difende la memoria dell'uomo amato.
A cerimonia finita sopraggiunge Tigrana, venuta ad ostentare il proprio dolore di vedova inconsolabile, sia pure in grave ritardo. Le si avvicina il frate che, accordatosi con Frank, le offre oro e monili preziosi, purché essa si presti ad una macchinazione ai danni dello scomparso.
Abbagliata da tanta ricchezza, Tigrana non solo ammette volentieri di essere stata l'amante di Edgar, ma dichiara persino che questi aveva in animo di tradire la patria. Alcuni soldati si avventano allora verso il catafalco per profanare il cadavere, ma restano allibiti quando nelle loro mani rimane unicamente l'armatura. Il frate si spoglia allora del saio, apparendo nelle sembianze di Edgar.
Fidelia si slancia verso di lui per abbracciarlo, ma Tigrana è pronta a compiere la sua vendetta: afferrato un pugnale, colpisce mortalmente la fanciulla, sul cui corpo Edgar si china in preda alla disperazione.
[modifica] Organico orchestrale dell'ultima versione
La partitura prevede l'utilizzo di:
- 3 flauti, (III. anche ottavino), 2 oboi (II. anche corno inglese), 2 clarinetti (II. anche clarinetto basso), 2 fagotti
- 4 corni, 3 trombe, 3 tromboni, basso tuba
- timpani, grancassa, piatti, piatto sospeso, triangolo, tam-tam, tamburello, glockenspiel
- organo, arpa
- archi.
Da suonare internamente:
- 8 trombe, 4 tamburi, campana
[modifica] Arie
- O fior del giorno (Fidelia - Atto I)
- Già il mandorlo vicino (Fidelia - Atto I)
- Questo amor, vergogna mia (Frank - Atto I)
- Tu il cuor mi strazi (Tigrana - Atto I)
- La coppa è simbol della vita (Tigrana - Atto II - prima, seconda e terza versione)
- Orgia, chimera dall'occhio vitreo (Edgar - Atto II)
- Addio, mio dolce amor (Fidelia - Atto III)
- Nel villaggio d'Edgar (Fidelia - Atto III)
- Ah! se scuoter della morte (Tigrana - Atto III - prima e seconda versione)
- Un'ora almen (Fidelia - Atto IV - prima versione)
[modifica] Collegamenti esterni
- Link ai libretti di tutte e quattro le versioni
- Comitato Nazionale Celebrazioni Pucciniane - curiosità su Edgar
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