Antonio Valentin Angelillo
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Dati biografici | ||
Nome | Antonio Valentin Angelillo | |
Nato | 5 settembre 1937 Buenos Aires |
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Nazionalità | ![]() |
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Passaporto | ![]() |
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Altezza | 176 cm | |
Peso | 72 kg | |
Dati agonistici | ||
Disciplina | Calcio | |
Ruolo | Allenatore (ex-mezzala) | |
Squadra | Ritirato | |
Carriera | ||
Giovanili | ||
1952-'55 | ![]() |
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Squadre professionistiche ![]() |
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1955-'56 | ![]() |
A - (?) |
1956-'57 | ![]() |
A 34 (16) |
1957-'61 | ![]() |
A 113 (68) |
1961-'65 | ![]() |
A 107 (27) |
1965-'66 | ![]() |
A 11 (1) |
1966-'67 | ![]() |
A 22 (1) |
1967-'68 | ![]() |
A 3 (1) |
1968-'69 | ![]() |
B 22 (5) |
Nazionale ![]() |
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1956-'60 1960-'62 |
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11 (11) 2 (1) |
Statistiche aggiornate al 12 settembre 2007 | ||
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito |
Antonio Valentin Angelillo (Buenos Aires, 5 settembre 1937) è un ex calciatore e allenatore di calcio argentino, oriundo italiano.
Indice |
[modifica] Carriera
[modifica] Calciatore
[modifica] In Sudamerica: gli esordi e la Nazionale argentina
Mezzala assai rapida e prolifica, Angelillo cresce calcisticamente nell'Arsenal de Sarandí, dove debutta nel 1952.
Tre anni dopo compie il salto di qualità passando al Racing Club de Avellaneda.
Nel 1956 viene acquistato dal Boca Juniors (con cui totalizzerà 34 presenze e 16 goal) e nello stesso anno (il 15 agosto contro il Paraguay, vittoria per 1-0 dell'Argentina) debutta con la Nazionale argentina.
La prima grande affermazione avviene nella Copa América 1957, quando nell'edizione in Perù segna 8 goal, guidando i bianco-celesti al trionfo.
[modifica] In Italia: l'Inter e la Nazionale italiana
L'exploit in Perù fa di Angelillo oggetto del desiderio di varie squadre europee: la spunta l'Inter, che già nell'estate 1957 lo porta a Milano.
La stagione 1958-59 rimane il capolavoro di Angelillo: l'argentino realizza ben 33 goal in 33 presenze in Serie A, record rimasto per sempre imbattuto nei tornei a 18 squadre.
Nel 1960 avviene anche il debutto nella Nazionale italiana: giocando all'estero infatti, Angelillo non può essere convocato dalla Nazionale argentina, secondo le disposizioni della relativa federcalcio. La FIGC non si lascia sfuggire l'occasione e decide di inserirlo nel giro della Nazionale, grazie anche alle sue origini italiane. Analoga sorte tocca agli altri due estri argentini del nostro campionato, Humberto Maschio e Omar Sivori. La stampa sudamericana resterà talmente nauseata dalla scelta dei tre di "tradire" la propria nazionale, che li ribattezza "il trio di angeli dalla faccia sporca". Tuttavia le presenze di Angelillo con la Nazionale azzurra non si limiteranno che a 2: dopo lo sfortunato esordio nell'amichevole contro l'Austria (a Napoli, il 10 dicembre 1960, sconfitta dell'Italia per 1-2), Angelillo giocherà solo un altro match, il 4 novembre 1961 a Torino, nella sonante vittoria (6-0) contro Israele, partita nella quale realizza, al 69', il suo primo e unico goal in azzurro. Quest'ultimo match era valevole per le qualificazioni ai Mondiali di Cile 1962, per i quali però Angelillo non viene convocato.
Va meglio in campionato, dove pur non vincendo nulla con l'Inter, Angelillo si distingue come uno tra i più prolifici attaccanti di sempre: presso i nerazzurri resta 4 stagioni, disputando 127 partite e realizzando ben 77 goal. Nel 1961 però il rapporto con il club di Angelo Moratti si deteriora, quando l'allenatore Helenio Herrera accusa Angelillo di «dolce vita». Per l'attaccante argentino è troppo, così nella successiva estate approda alla Roma.
[modifica] Roma, Milan e la fine della carriera

Nel club capitolino resta fino alla stagione 1964-65, totalizzando 27 goal in 106 presenze e vincendo la Coppa delle Fiere 1960-61 a la Coppa Italia 1963-64.
Nell'estate 1965 Angelillo si trasferisce al Milan di Nils Liedholm. Coi rossoneri disputa una mediocre stagione (11 presenze e 1 rete), anche perché mal visto dai tifosi rossoneri, per la sua lunga militanza con la maglia dei cugini dell'Inter. Nella stagione 1966-67 quindi va al Lecco neopromosso in Serie A, nelle cui file gioca il giovane talento brasiliano Sergio Clerici: la stagione è però sfortunata (12 presenze e 1 sola rete) e la squadra retrocede subito in serie B.
Nell'estate del 1967, nel tentativo di rilanciarsi in una grande piazza, si trasferisce in prova al Napoli, disputando una tournée della squadra azzurra in Colombia, Perù, Bolivia e Venezuela, riformando per qualche partita la famosa coppia con l'amico Omar Sivori. Quest'ultimo è artefice dell'arrivo di Angelillo in maglia azzurra, e ne caldeggia l'acquisto definitivo alla dirigenza del Napoli, in cerca di calciatori dal glorioso passato a basso costo. Le appena sufficienti prestazioni nelle amichevoli in maglia azzurra e, soprattutto, l'infortunio gravissimo occorso al suo amico-sponsor Sivori proprio durante quella tournée, faranno però saltare l'accordo con la società partenopea.
Sfiduciato e senza squadra, Angelillo accetta di ritornare al Milan in cerca di un attaccante d'esperienza che giochi solo in caso d'emergenza. Sarà scudetto, e nonostante solo 3 presenze riuscirà anche a segnare 1 gol. Bisognoso di giocare, Angelillo l'anno successivo va a giocare in serie B, chiudendo la carriera con la maglia del Genoa (22 presenze e 5 reti).
[modifica] Allenatore
La carriera da allenatore di Angelillo parte da una squadra dilettantistica, gli umbri del Santa Maria degli Angeli ad Assisi (PG).
Allenerà poi Montevarchi, Chieti, Campobasso, Rimini, Brescia, Reggina e Pescara, prima di iniziare l'avventura con l'Arezzo in Serie C1.
È la stagione 1981-82 quando Angelillo compie nella città toscana un autentico miracolo: vince la Coppa Italia di Serie C e soprattutto guida gli amaranto alla promozione in Serie B, riportando il club nel calcio che conta dopo 7 anni di purgatorio. Nel 1983-84 l'Arezzo sfiora addirittura il salto in Serie A, giungendo 5° a soli 5 punti dalla promozione.
Ad Arezzo Angelillo resta fino alla stagione 1986-87, poi riprende la sua "peregrinazione" da allenatore: Avellino, Palermo, Mantova e i marocchini del Far Rabat saranno le sue successive squadre, prima di chiudere in Serie C2 con la Sassari Torres.
[modifica] Il presente
Rimasto fortemente legato ad Arezzo, Angelillo vive oggi nella città toscana, ma lavora anche come osservatore per l'Inter in Sudamerica.
Tra le sue principali scoperte, due calciatori divenuti "pilastri" del club nerazzurro: l'argentino Javier Zanetti e il colombiano Iván Ramiro Córdoba.