Anton Drexler
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Anton Drexler (Monaco di Baviera, 13 giugno 1884 – Monaco di Baviera, 24 febbraio 1942) è stato un politico tedesco, uno dei fondatori e il secondo presidente del NSDAP, il Partito Nazista.
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[modifica] Biografia
Insegnante collaudatore, lavorò in una fabbrica di locomotive a Berlino e, a partire dal 1902, a Monaco di Baviera come fabbro nelle ferrovie tedesche; durante la Prima guerra mondiale, ritenuto inabile al servizio militare, aderì al Deutsche Vaterlandspartei, un partito nazionalista ed interventista tedesco.
Poeta e agitatore populista, nel 1918 fondò a Monaco il «comitato libero dei lavoratori per la pace» rivolto agli ex lavoratori nazionalisti; nell'ottobre dello stesso anno prese parte alla costituzione del «circolo politico dei lavoratori» e il 5 gennaio del 1919 insieme al giornalista Karl Harrer, a Gottfried Feder e a Dietrich Eckart fondò a Monaco il Deutsche Arbeiterpartei («Partito Tedesco dei Lavoratori», DAP) i cui programmi erano corsi nazionalistici ed antisemiti.
Dexler pubblicò uno scritto «Il mio risveglio politico. Diario di un operaio socialista» ed ebbe una notevole influenza sul movimento popolare tedesco.
[modifica] L'incontro con Hitler
Le forze armate tedesche videro in questo piccolo partito una potenziale minaccia al già instabile equilibrio della Repubblica di Weimar ed inviarono ad indagare segretamente il caporale Adolf Hitler nel corso una riunione del partito. Il giovane Hitler rimase impressionato dalle idee del DAP simili alle sue e in tale occasione dimostrò le proprie abilità oratorie.
Drexler gli chiese di aderire al partito, ma Hitler dapprima rinunciò, poi, sollecitato dal capitano Karl Mayr, acconsentì: fu il 55° membro del DAP. Dexler lo inserì nel comitato direttivo del partito e successivamente come responsabile della propaganda.
[modifica] Il Partito nazista
Nel febbraio del 1920, su proposta di Hitler, Drexler decise di cambiare il nome in Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei («Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori», NSDAP) e ne venne nominato presidente. Nello stesso mese presentarono un programma chiamato “dei 25 punti” dove non si riconosceva il trattato di Versailles, veniva richiesta la riunificazione del popolo tedesco, la ridistribuzione dei profitti di guerra e del reddito, la partecipazione agli utili nelle grandi industrie, la nazionalizzazione dei fondi, gli aumenti nelle pensioni di vecchiaia per il popolo tedesco, maggiori privilegi ai tedeschi e la negazione di cittadinanza agli ebrei.
Già nella mente di Hitler si univano così due realtà antitetiche: il concetto di socialista internazionalista e popolare con il termine "nazionale", indicante un'ambito peculiare della nazione e trasversale alle classi sociali.
Un anno dopo, il 29 luglio del 1921, Hitler indisse un'assemblea straordinaria con i membri di quella piccola formazione che predicava il ritorno della Germania ad un ruolo di grandezza, propugnando fortemente la lotta anti-semita e strappò la leadership a Drexler, che fu costretto ad accontentarsi dell'incarico di presidente onorario.
[modifica] Fuori dal partito
Drexler fu anche uno dei componenti di un club politico völkisch (più o meno l'equivalente di populista) per personaggi agiati della società di Monaco, nota come Società Thule. La sua militanza nel NSDAP (poi Partito Nazista) si interruppe quando nel 1923 fu arrestato a seguito del putsch della birreria di Monaco, nonostante non ne avesse preso parte. Fu così eletto al Parlamento del land bavarese per un altro partito nel 1924 e non prese parte alla rifondazione del NSDAP del 1925.
Aderì nuovamente al Partito Nazista solo quando Hitler giunse al potere, nel 1933. Nel 1934 fu insignito della medaglia d'oro del partito per i servizi resi al NSDAP, ma da allora e fino al 1937 fu utilizzato solo come strumento di propaganda, senza ricevere nessun incarico di potere reale.
Dopo il 1937 fu dimenticato fino alla morte, avvenuta nel 1942.
[modifica] Collegamenti esterni
Predecessore: | Leader del Partito Nazista | Successore: | ![]() |
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Karl Harrer | 1919 - 1921 | Adolf Hitler |
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