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Perfect game - Wikipedia

Perfect game

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Dal 1991, anno in cui la Major League Baseball lo ha codificato, il perfect game è il termine con il quale nel baseball si designa una particolare prestazione di un lanciatore. In particolare, si definisce perfect game la partita vinta dal lanciatore che ottiene una vittoria al termine di una partita completa di almeno 9 inning, senza concedere basi ball e battute valide, e senza che lui o i propri compagni commettano errori di campo. In pratica, nessuno dei battitori avversari deve raggiungere la prima base. Per definizione, tale partita deve essere uno shutout e un no-hitter, cioè una partita in cui l'attacco avversario rimane a zero, sia nel punteggio che nel numero di battute valide.

Nonostante nel baseball moderno ogni squadra giochi oltre 160 partite l'anno, si sono avuti solo 15 perfect games dal 1900 ad oggi. Randy Johnson è stato l'ultimo in ordine di tempo, il 18 maggio 2004, mentre l'8 ottobre 1956 Don Larsen ha lanciato l'unico perfect game mai realizzato in una partita di World Series. La storia del baseball è piena, comunque, di "near-misses", partite quasi perfette, rovinate magari da un errore della difesa, e non del lanciatore.

Indice

[modifica] Le tappe della perfezione

Nel baseball, ci sono varie tappe da attraversare prima che una partita possa essere definita "perfetta". Innanzitutto, la partita perfetta inizia con una vittoria, che viene attribuita al lanciatore che si trova in campo quando la squadra che poi vincerà l'incontro passa in testa nel punteggio, e che esce dal campo con la squadra ancora in vantaggio, e senza che in campo siano rimasti avversari che poi possano realizzare un numero di punti tale da ribaltare il risultato.

Quando il lanciatore che ottiene la vittoria è l'unico a scendere in campo per la propria squadra, senza bisogno quindi di lanciatori di rilievo che lo sostituiscano, allo stesso viene attribuita anche una "partita completa". Mentre tutte le partite garantiscono un vincitore, il numero di complete games è già molto inferiore. Una partita completa in cui la squadra avversaria non realizza neanche un punto fà raggiungere al lanciatore la tappa successiva verso la perfezione, lo "shutout". Uno shutout, sebbene difficile da realizzare, non è comunque raro sui campi da baseball.

Molto più difficile, infatti, è assistere a un no-hitter, una partita di almeno 9 inning in cui una delle due squadre in campo non realizza neanche una battuta valida, una battuta, cioè, non viziata da errori avversari e tale da garantire al giocatore che la effettua di arrivare in una base del campo senza essere eliminato. Per la natura complicata del regolamento del baseball, tuttavia, un no-hitter non è garanzia automatica di ottenere uno shutout, né tantomeno una vittoria: un giocatore, infatti, può arrivare in base e successivamente realizzare punti anche senza battere una valida, ad esempio se colpito da un lancio, ottenendo una "base ball", cioè una base gratuita per quattro lanci del lanciatore avversario terminati in zona non regolamentare, o comunque per un errore della difesa. Nel 1964, Ken Johnson sperimentò di persona che è possibile ottenere un no-hitter e perdere la partita.

In oltre 15.000 partite disputate nel corso del 20° secolo nelle major leagues, si sono avuti poco più di 250 no-hitter: per definizione, solo in queste poteva essere realizzato un perfect game. Nella partita perfetta, infatti, devono essere eliminati anche i più piccoli errori di un no-hitter: quindi, nessuna valida, nessuna base ball, nessun errore che garantisca una base a un avversario, né da parte del lanciatore, né tantomeno dai suoi compagni della difesa. Secondo questi termini, solo 15 partite nella storia del baseball moderno possono essere definite "perfect games": si tratta all'incirca di una partita ogni 8 anni, anche se nel corso della storia c'è stato un periodo massimo di 34 anni tra due perfect games, e uno minimo di 14 mesi.

Il perfect game, considerato il traguardo sportivo più diffcile da raggiungere, ha premiato in maniera più o meno uguale campioni immortali e illustri sconosciuti, ed ha arricchito il proprio mito anche grazie a prestazioni straordinarie che per un piccolo difetto non riuscirono a raggiungere la perfezione.

[modifica] Le partite perfette

Cy Young, il primo a lanciare una partita perfetta
Cy Young, il primo a lanciare una partita perfetta

Già prima del 1900 furono realizzate due partite perfette, a distanza di soli 5 giorni, il 12 giugno e il 17 giugno 1880, ma a causa di alcune differenze regolamentari nel baseball dell'epoca, e soprattutto in considerazione del fatto che il monte di lancio era molto più vicino alla casa base di quanto sia oggi, tali prestazioni non vengono conteggiate tra quelle che poi hanno garantito l'immortalità sportiva.

Il primo perfect game ufficialmente riconosciuto, quindi, fu lanciato da uno dei più grandi lanciatori della storia, Cy Young, il 5 maggio 1904. Sarebbe stato seguito da altri grandissimi, come Addie Joss, Sandy Koufax, Jim Bunning, Dennis Martinez, David Cone e per ultimo Randy Johnson. Ma la perfezione avrebbe arriso anche a lanciatori quasi sconosciuti, come Charlie Robertson e Kenny Rogers, e non sarebbe mai comparsa, ad esempio, a fianco delle statistiche di Nolan Ryan, capace di 7 no-hitter in carriera.

[modifica] Lista delle partite perfette

Giocatore Data Partita
Cy Young 5 maggio 1904 Boston Americans-Philadelphia A's 3-0
Addie Joss 2 ottobre 1908 Cleveland Naps-Chicago White Sox 1-0
Charlie Robertson 30 aprile 1922 Detroit Tigers-Chicago White Sox 0-2
Don Larsen 8 ottobre 1956 New York Yankees-Brooklyn Dodgers 2-0
Jim Bunning 21 giugno 1964 New York Mets-Philadelphia Phillies 0-6
Sandy Koufax 9 settembre 1965 Los Angeles Dodgers-Chicago Cubs 1-0
Catfish Hunter 8 maggio 1968 Oakland A's-Minnesota Twins 4-0
Len Barker 15 maggio 1981 Cleveland Indians-Toronto Blue Jays 3-0
Mike Witt 30 settembre 1984 Texas Rangers-California Angels 0-1
Tom Browning 16 settembre 1988 Cincinnati Reds-Los Angeles Dodgers 1-0
Dennis Martinez 28 luglio 1991 Los Angeles Dodgers-Montreal Expos 0-2
Kenny Rogers 28 luglio 1994 Texas Rangers-California Angels 4-0
David Wells 17 maggio 1998 New York Yankees-Minnesota Twins 4-0
David Cone 18 luglio 1999 New York Yankees-Montreal Expos 6-0
Randy Johnson 18 maggio 2004 Atlanta Braves-Arizona Diamondbacks 0-2

[modifica] Fatti delle partite perfette

  • Non ci sono statistiche consolidate sul rapporto tra la forma di un lanciatore prima della sua partita perfetta, ma il 5 maggio 1904 Cy Young iniziò la propria partita provenendo da una striscia di 14 inning consecutivi in cui aveva lasciato a zero gli attacchi avversari, gli ultimi 9 senza concedere valide. Nelle partite successive avrebbe portato le due strisce a 45 e 23, rispettivamente. La partita durò un'ora e 23 minuti, la più veloce tra le partite perfette.
  • La partita di Addie Joss fu 6 minuti più lunga di quella di Young, ma i suoi 74 lanci risultano il minimo mai effettuato per realizzare la perfezione nel baseball.
  • Charlie Robertson fu il primo a realizzare una partita perfetta in trasferta, e con 49 vittorie e 80 sconfitte nella propria carriera è il giocatore con il peggior record tra i 15 lanciatori di perfect games. Nella partita della vita, comunque, Robertson fu capace di ritirare per tre volte consecutive uno dei più grandi giocatori di sempre, Ty Cobb.
  • Il perfect game di Don Larsen detiene tre record: fu quello che arrivò dopo il maggior numero di anni rispetto alla partita perfetta precedente, più di 34 anni dopo la partita di Robertson, fu l'unico lanciato in una World Series, l'importantissima gara 5 tra gli Yankees e i Dodgers, nel loro ultimo anno a Brooklyn, e infine quello disputato davanti al maggior numero di spettatori, oltre 64.000, data l'ovvia importanza della partita.
  • La partita perfetta di Jim Bunning arrivò tre settimane dopo un'altra grande prestazione, in cui aveva lanciato sette inning perfetti. La sua partita della vita fu salvata nel quinto inning da una grande presa in tuffo della seconda base Taylor, che tolse quella che sembrava una valida sicura al battitore avversario.
  • Sandy Koufax, uno dei più grandi lanciatori di sempre, ottenne il suo perfect game dopo averlo sfiorato per tre volte nelle stagioni precedenti: nel 1964, la distanza che lo separò dal perfect game fu una base ball. Il 9 settembre 1965, tuttavia, la differenza tra lui e il lanciatore perdente, Hendley, fu una sola battuta valida, e inoltre il punto della vittoria fu segnato dopo una base ball, una base rubata e un errore difensivo, lasciando quindi a Hendley la consolazione di aver ottenuto uno shutout, seppur non riconosciuto in quanto non derivante da una vittoria. I 14 strikeout realizzati da Koufax, comunque, sono il record per una partita perfetta.
  • A 22 anni e un mese, Jim "Catfish" Hunter fu il più giovane a realizzare un perfect game, il primo dopo 46 anni nella American League. In una prestazione inusuale per un lanciatore, Hunter realizzò tre battute valide su quattro turni come battitore, e fu responsabile per 3 dei 4 punti segnati dalla propria squadra. La sua prestazione storica fu seguita da poco più di 6.000 spettatori, il minimo storico per un perfect game. Morì a soli 53 anni, e la sua vita ispirò la canzone di Bob Dylan "Catfish".
Randy Johnson, il quindicesimo pitcher perfetto
Randy Johnson, il quindicesimo pitcher perfetto
  • Len Barker è con Charlie Robertson uno degli sconosciuti della perfezione: nel suo record di carriera di 74 vittorie e 76 sconfitte, tuttavia, c'è la gemma del perfect game che lanciò nel 1981. la prima eliminazione della sua partita fu la più difficile, e fu realizzata grazie all'intervento a mano nuda dell'interbase degli Indians, Veryzer, che eliminò il primo battitore avversario di meno di un passo. Un altro grande gioco difensivo salvò ancora Barker nel settimo inning, a dimostrazione che spesso il confine tra un perfect game e una partita normale è l'aiuto della difesa al proprio lanciatore.
  • La prestazione di Mike Witt arrivò nell'ultima partita della stagione 1984, due mesi dopo una partita completa in cui aveva eliminato per strikeout 16 battitori avversari, concedendo però 5 valide, e pochi giorni dopo un'altra partita in cui concesse solo 3 valide. Come per Koufax, il risultato finale di 1 a 0 fu determinato da un errore difensivo, e quindi anche l'avversario di Witt ottenne uno shutout.
  • Tom Browning lanciò una delle più dominanti partite perfette, non portando mai il conto su alcun battitore avversario a tre balls, e cioè a un solo lancio da una base ball. Un anno dopo la sua partita perfetta, Browning arrivò a tre eliminazioni dal diventare l'unico giocatore della storia a lanciare due perfect games. Il suo tentativo fu vanificato da una battuta valida che concesse al 25° giocatore affrontato quel pomeriggio.
  • Non ci sono lanciatori con due partite perfette, ma Ron Hassey può vantare la distinzione di essere stato il ricevitore in due perfect games: fu lui il catcher di Len Barker nel 1981, e di Dennis Martinez, 10 anni dopo.
  • Kenny Rogers si trovò più volte indietro nel conteggio ball-strike, e 5 volte al conto pieno di 3 ball e 2 strike, con un lancio a fare la differenza tra un'eliminazione e una base ball. Nonostante tutto, riuscì a salvare la sua partita perfetta, probabilmente in due casi grazie a chiamate sbagliate dell'arbitro del piatto di casa base.
  • A David Wells occorsero più lanci di tutti, 120 e più tempo, 2 ore e 40 minuti, per realizzare la partita perfetta, ma infine riuscì nell'impresa. Appena 14 mesi e un giorno dopo la sua partita, il compagno di squadra David Cone lo seguì nel libro dei record.
  • Il 18 maggio 2004, due mesi prima di compiere 41 anni, Randy Johnson è diventato il quindicesimo, e fino ad oggi ultimo, lanciatore di una partita perfetta. In tipico stile di quello che nella storia del baseball è il giocatore con il più alto rapporto tra strikeout e lanci effettuati, Johnson ha eliminato direttamente 13 battitori, secondo solo dietro alla prestazione di Koufax per una partita perfetta.

[modifica] La sedicesima partita perfetta

La storia del baseball moderno riporta i nomi di 15 giocatori in grado di lanciare una partita perfetta, ma un sedicesimo potrebbe reclamare il proprio posto nella galleria. Il 23 giugno 1917 il lanciatore partente dei Boston Red Sox contro gli Washington Senators era l'immortale Babe Ruth, all'epoca ancora lanciatore. Il primo battitore affrontato da Ruth ottenne una base ball, che fece infuriare "Il Bambino", che fu espulso dalla partita dopo avere avuto un violento litigio con l'arbitro di casa base.

Al suo posto entrò Ernie Shore, che prima eliminò il battitore lasciato sulle basi da Ruth, cogliendolo mentre stava cercando di rubare la seconda base, e poi metodicamente ritirò i 26 avversari che lo affrontarono, senza concedere una valida o una base. Per entrare nella storia dei perfect games, però, a Shore mancava la prima caratteristica essenziale richiesta: aver lanciato una partita completa, che per definizione può essere attribuita solo al lanciatore partente, in quel giorno Babe Ruth.

Per Shore rimase solo la consolazione di una partita "di rilievo" perfetta, ma anche la consapevolezza di essere diventato il primo giocatore di una lunga lista di "near misses", "mancato di poco", ovvero quei lanciatori a cui una piccola imperfezione non ha consentito l'ingresso nella leggenda del baseball.

[modifica] "Near misses", le partite quasi perfette

La leggenda del baseball è fatta soprattutto dai vincenti, dai campioni che hanno realizzato grandi imprese, ma non solo. Anche chi è arrivato vicino a un grande traguardo, chi l'ha sfiorato soltanto senza riuscire a raggiungerlo proprio all'ultimo momento, per colpa propria o di altri, a volte per colpa di nessuno, alimenta le storie e le leggende dello sport più amato d'America. E chi è stato sul punto di essere perfetto, almeno per un giorno, ma non ci è riuscito, merita comunque di essere ricordato.

[modifica] Imperfetti per colpa delle regole

Quattro lanciatori nella storia del baseball hanno perso una partita perfetta non per proprie colpe, o per colpa di qualche errore dei propri compagni della difesa, ma solo per il regolamento.

  • Rube Vickers nel 1907, Dean Chance nel 1967, e David Palmer nel 1984 furono fermati da interruzioni della partita, a causa di oscurità o pioggia, dopo 5 inning perfetti.
  • L'11 agosto 1907, invece, il lanciatore dei St. Louis Cardinals Ed Karger fu fermato dopo 7 inning perfetti per una postilla del regolamento dell'epoca, che stabiliva che le due squadre in campo nel secondo incontro di un "doubleheader", ovvero due partite nello stesso giorno, potessero stabilire di comune accordo di non giocare gli ultimi due inning della partita. la decisione, presa prima dell'inizio del match, costò probabilmente a Karger il suo posto nella storia.

Altri quattro lanciatori hanno eliminato almeno 27 battitori, ma a causa del regolamento non hanno il posto tra i lanciatori perfetti:

  • Harvey Haddix lanciò quella che viene ricordata come la più grande prestazione di sempre da parte di un lanciatore, o perlomeno la più grande prestazione di un lanciatore perdente. Il 26 maggio 1959 Haddix rimase perfetto per ben 12 inning contro i Milwaukee Brewers, ma non ottenne alcun aiuto dai propri compagni in attacco, così nel 13° inning prima un errore difensivo, poi una base ball e infine un fuoricampo trasformarono il suo perfect game in una sconfitta.
  • Il 3 giugno 1995, Pedro Martinez se non altro salvò la vittoria, ma dopo aver chiuso i 9 inning regolamentari in maniera perfetta, concesse una valida al primo avversario del 10° inning. Sostituito dal proprio manager con la sua squadra avanti 1 a 0, vide dalla panchina il suo cambio salvare la partita e garantirgli la vittoria, ma non il perfect game.
  • Anche Waite Hoyt e Rick Wise lanciarono più di 9 inning perfetti, ma non dal primo lancio: Hoyt concesse tre valide nel secondo inning, prima di eliminare 34 battitori consecutivi ( e perdere al 13° inning), Wise si arrese a un fuoricampo nel secondo inning, poi eliminò 32 avversari di fila, prima di concedere un'altra valida nel 12° inning. Almeno lui, la partita la vinse.

[modifica] Imperfetti all'ultimo lancio

Perdere la perfezione all'ultimo lancio, quando basta uno strike per iscrivere il proprio nome nell'albo dei record: questa sorte è toccata a quattro lanciatori:

  • Il 4 luglio 1908 Hooks Wilts colpì il lanciatore avversario, contro cui era arrivato a un conto di due strike, dopo che l'arbitro di casa base aveva chiamato ball quello che sembrava essere il lancio della vittoria.
  • Il 2 settembre 1972, Milt Pappas dei Chicago Cubs perse il proprio perfect game quando l'arbitro di casa base decretò fuori zona (ball) il lancio decisivo sul battitore dei San Diego Padres Larry Stahl. Se non altro, Pappas vinse la partita con un no-hitter.
  • A uno strike dal trionfo, il 2 maggio 1988 Ron Robinson dei Cincinnati Reds vide la sua partita perfetta rovinata da una valida del 27° avversario che stava fronteggiando, a cui seguì addirittura un fuoricampo che gli fece perdere anche lo shutout.
  • Mike Mussina, già in precedenza vicinissimo al perfect game in due circostanze, il 2 settembre 2001 lo perse a uno strike dal completamento, per una valida di Carl Everett.

Anche se non all'ultimo lancio, altri giocatori sono arrivati fino al 27° battitore prima di perdere il perfect game:

  • Avanti 13 a 0 nel punteggio, il 5 agosto 1932 Tommy Bridges concesse una valida al suo ultimo avversario.
  • Billy Pierce dei Chicago White Sox si arrese a un doppio del 27° battitore avversario, prima di eliminare il successivo e vincere la sua terza partita consecutiva per shutout, il 27 giugno 1958.
  • Milt Wilcox fallì il suo incontro con la perfezione il 15 aprile 1983, Dave Stieb il 4 agosto 1989, Brian Holman il 20 aprile 1990. Ron Robinson dei Cincinnati Reds fece di peggio, concedendo una valida al battitore 27, e poi un fuoricampo a quello successivo, tanto che fu tolto dal campo.

[modifica] Imperfetti per errore

Forse il modo peggiore di perdere la perfezione è per colpa di un errore difensivo. Questa sorte è toccata a vari lanciatori:

  • Il 1° luglio 1920, Walter Johnson perse il perfect game a causa di un errore del seconda base Bucky Harris, che se non altro con una propria battuta fece segnare il punto della vittoria per la propria squadra, salvando il no-hitter di Johnson.
  • Il 3 settembre 1947 Bill McCahan perse quello che sarebbe stato il primo perfect game dopo 25 anni a causa di un facile passaggio sbagliato del proprio compagno di squadra, Ferris Fain. Per McCahan fu il terzo no-hitter di una stagione straordinaria, ma non l'ingresso nella lista della perfezione.
  • Il 27 giugno 1980,Jerry Reuss fu tradito da un lancio sbagliato della propria interbase, il 15 agosto di 10 anni dopo, Terry Mulholland lanciò il primo no-hitter della storia del Veterans Stadium di Philadelphia, con un errore della sua terza base a fare la differenza tra storia e leggenda.
  • Dick Bosman, invece, non ha compagni contro cui puntare il dito: l'errore che trasformò il suo perfect game in un no-hitter, il 19 luglio 1974, fu causato da un suo passaggio sbagliato in prima base.

Bob Friend nel 1955 e Dave Carman nel 1987 condividono invece il destino di aver perso la partita perfetta, e nel loro caso anche un no-hitter, per colpa di un infield hit, una battuta all'interno del diamante di gioco effettuata da due avversari particolarmente veloci, in grado di arrivare in prima base prima che il gioco difensivo riuscisse ad eliminarli. In entrambe le occasioni, la differenza tra la valida e l'eliminazione fu di poco meno di un passo.

[modifica] Imperfetti per colpa dell'arbitro

Eliminati gli errori difensivi, le battute di avversari veloci e regole complicate, c'è ancora un modo per perdere un perfect game: un errore arbitrale. Il 23 giugno 1994, nel sesto inning della partita tra Oakland e Kansas City Royals, l'arbitro di prima base dichiarò salvo il giocatore di Kansas City, Greg Gagne, privando il lanciatore di Oakland Bobby Witt della possibilità di realizare un perfect game. I replay mostrarono chiaramente che Gagne era arrivato in base dopo la palla.

[modifica] Perfetti, ma non nel modo giusto

Almeno due lanciatori nella storia del baseball meritano di essere ricordati per prestazioni straordinarie, imprese forse anche più difficili della realizzazione di un perfect game, ma non catalogabili, appunto come partite perfette.

  • In due partite consecutive da lanciatore partente, il 23 e il 29 agosto 1972, il giovane lanciatore dei San Francisco Giants Jim Barr, eliminò 41 avversari consecutivi, senza concedere una valida, una base ball, e senza commettere errori. In pratica, fece una partita e mezza perfetta, iniziando dal quarto inning della prima e terminando alla fine del settimo inning della seconda. Purtroppo per lui, la perfezione viene riconosciuta per nove inning nella stessa partita.
  • Nel 1988, anno in cui vinse il Cy Young Award e le World Series, con relativo titolo di miglior giocatore, il lanciatore dei Los Angeles Dodgers Orel Hershiser tenne a zero gli attacchi avversari per 59 inning consecutivi, senza mai riuscire ad avvicinarsi al perfect game.

[modifica] Al cinema

Il baseball è uno degli sport preferiti di Hollywood, con decine di film sulla storia di partite e giocatori memorabili, tuttavia non ci sono molte pellicole che parlano di una partita perfetta.

  • Kevin Costner, appassionatissimo del gioco, è stato il protagonista di Gioco d'amore (For Love of The Game), in cui impersona un lanciatore dei Detroit Tigers alla sua ultima partita in carriera, allo Yankee Stadium. La partita perfetta di Costner termina con 10 strikeout, ed è commentata da Vin Scully, leggendario annunciatore che ricorda la partita perfetta di Don Larsen da lui commentata nel 1956.
  • Nel film Lo scout, invece, un debuttante dei New York Yankees gioca la sua prima partita da professionista alle World Series, e ottiene un perfect game eliminando tutti gli avversari per strikeout, realizzando con 81 lanci la "super partita perfetta".

[modifica] Bibliografia

  • Mark Alvarez, The perfect game: a classic collection of facts, figures, stories - Taylor Pub. Co., 1993 [1]
  • James Buckley, Perfect: The inside story of baseball's seventeen perfect games - Triumph Books, 2005
  • Michael Coffey, 27 Men Out - Atria Books, 2004 [2]
  • Mike Robbins, Ninety feet from fame - Carrol & Graf pub., 2004 [3]

[modifica] Voci correlate

Altri esempi di perfect games, in giochi o sport:

  • 300 punti con 12 strike consecutivi nel gioco del Bowling.
  • 147 punti in un frame nella specialità Snooker del biliardo.
  • 501 punti con il lancio di nove Freccette.

[modifica] Collegamenti esterni

  • sport Portale Sport: accedi alle voci di Wikipedia che parlano di sport
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