Partito Liberale Italiano (2004)
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Partito politico italiano | |
Leader | Stefano De Luca |
Sede | Viale delle Milizie, 1 Roma |
Coalizione | nessuna |
Ideologia | Liberalismo, Liberismo |
Partito europeo | nessuno |
Partito Liberale Italiano è il nome di una formazione politica rifondata da Stefano De Luca per ricollegarsi all'esperienza dello storico e ormai disciolto omonimo PLI, attivo dal 1943 al 1994 e protagonista di molti governi repubblicani italiani.
Nasce originariamente sotto forma di Partito Liberale, fondato dallo stesso De Luca nel 1997, ma, con il congresso del 3 e 4 dicembre 2004 riacquisisce il nome di Partito Liberale Italiano, nato dalla fusione con altri due movimenti: "I Laici" di Salvatore Grillo e "Destra Liberale - Liberali per l'Italia" di Giuseppe Basini e Gabriele Pagliuzzi.
È vicino alle posizioni neoliberiste ed ha aderito fino al 2006 alla coalizione di centrodestra, la Casa delle Libertà. Non condivide le scelte ideologiche dei liberali che, dopo lo scioglimento del PLI, hanno aderito a partiti di centro-sinistra. Il partito non è riconosciuto né dall'Internazionale Liberale, né dall'ELDR.
Indice |
[modifica] La ricostituzione del PLI
"L’avvento del maggioritario e del bipolarismo - sostiene la mozione liberale approvata dal Congresso Ricostitutivo - ha provocato nel nostro Paese la diaspora dei liberali, che non trovano spazi per progetti e azioni politiche compiutamente coerenti alla difesa dello Stato laico e alla trasformazione in senso liberale della società e dell’economia italiana. Di fatto è cessata la presenza attiva di una forza politica capace di offrire soprattutto alle nuove generazioni il linguaggio intransigente della libertà e la speranza di una modernizzazione liberale proprio nel momento in cui con la caduta del muro di Berlino e la dissolvenza del marxismo si è aperta una fase particolarmente favorevole.
Il partito liberale, che dal 1997 si è adoperato per tenere aperto un luogo politico di continuità con il PLI, a conclusione di una fase di avvicinamento di importanti gruppi liberali e laici, ha convocato il Congresso nazionale del 3 e 4 dicembre 2004 per fare registrare un deciso passo in avanti nel percorso di unificazione e allargamento che deve proseguire per rivitalizzare la casa dei liberali italiani, non rassegnati a svolgere un ruolo di mera testimonianza e consapevoli dell’importanza della loro funzione nella democrazia bipolare."
Il Partito Liberale Italiano, avendo tra l'altro optato per una linea più marcatamente einaudiana, ha deciso di non accettare adesioni da parte di quelle correnti che oggi militano nel centro-sinistra, come quella di Valerio Zanone, per motivi di inconciliabilità ideologica delle correnti e per evitare il ripetersi delle tensioni interne che, a parte gli scandali di tangentopoli, caratterizzarono il declino del PLI negli anni '80 e '90.
[modifica] Nuove adesioni
Attualmente nei ranghi della sua dirigenza milita anche Renato Altissimo, il quale ha però optato per una presenza di secondo piano al fine di dare spazio ad una nuova dirigenza, nata dall'esperienza del Partito Liberale di Stefano de Luca e della Destra Liberale Italiana di Giuseppe Basini e Gian Nicola Amoretti.
Al Partito Liberale Italiano ha inoltre garantito, in sede congressuale, il suo appoggio il quotidiano L'Opinione delle Libertà, divenendone a tutti gli effetti organo ufficiale, in continuità dopo esserlo stato per il PL di Stefano De Luca, con l'ingresso del suo direttore Arturo Diaconale nella dirigenza del PLI. A distanza di un anno dalla ricostituzione del Partito hanno inoltre aderito ad esso anche i Liberali Per l'Italia, con una manifestazione di ricongiungimento a Roma.
[modifica] I rapporti con la Casa delle Libertà
Immediatamente dopo la sua costituzione, il PLI è impegnato nella creazione di un grande polo laico e ricerca progetti di collaborazione insieme al Nuovo PSI e al PRI per promuovere una federazione aperta a tutte le componenti dell’area laica, finalizzata ad affrontare insieme l'appuntamento elettorale delle regionali 2005 ed i successivi. In alcune regioni si vattua tale accordo dando vita alle liste della cosidetta Casa Laica, progetto di cui si è discusso molto sulle pagine de L'Opinione.
Nel gennaio 2006, in vista delle elezioni politiche, il PLI viene ufficialmente invitato dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a stringere un accordo con la Casa delle Libertà, accordo che prevedeva ufficialmente l'elezione nelle liste di Forza Italia di Stefano De Luca come diritto di tribuna parlamentare.
Il partito di Berlusconi, al momento della presentazione delle liste, tuttavia, non conferma la candidatura di de Luca. Il PLI presenta comunque le sue liste all'interno della coalizione, ma trova difficoltà a raccogliere il numero di firme necessarie a presentare ovunque le sue liste: si presenta, così, in 5 circoscrizioni alla Camera (Lombardia 1, Campania 1, Puglia, Sicilia 1, Sicilia 2) e in 6 regioni al Senato (Piemonte, Lombardia, Marche, Campania, Puglia, Sicilia).
[modifica] Dopo le elezioni 2006
Già In occasione del referendum costituzionale del 2006, però, il PLI si dissocia dalla posizione prevalente nella CdL e si schiera per il "No" alla riforma, allo scopo di evitare "la devastazione delle istituzioni realizzata a colpi di maggioranza".
A novembre, il PLI ribadisce la volontà di tenere aperta la fase costituente con l'intento di pervenire alla convergenza delle varie componenti liberali disperse ed esprime un giudizio critico nei confronti di entrambe le coalizioni della politica italiana.
[modifica] Repubblicani, Liberali, Riformatori
Il 16 marzo 2007 si forma la componente poltica Repubblicani, Liberali, Riformatori nel Gruppo Misto alla Camera dei Deputati. Vi aderiscono i deputati del Partito Repubblicano Italiano, Giorgio La Malfa e Francesco Nucara, e Giovanni Ricevuto, eletto in Forza Italia per il Nuovo PSI e attualmente non legato ad alcun partito.
Il 18 marzo è stato stipulato un patto federativo tra il PRI e il PLI nella logica della comune appartenenza al partito liberaldemocratico e riformatore europeo, denominato Eldr. Un comitato interpartitico si assumerà il compito di coordinare iniziative a livello politico e parlamentare e di promuovere liste comuni per le prossime elezioni. Nel aprile 2007 un gruppo di disisdenti dei Riformatori Liberali interessato al progetto fonda Riformatori italiani – Noi lib…erali ed aderisce al PLI [1]
In chiusura dello svolgimento del IV Congresso Nazionale del PLI (tenutosi a Roma nei giorni 22, 23 e 24 giugno 2007), il segretario uscente, Stefano De Luca, è stato riconfermato all'unanimità alla guida del partito. La platea ha applaudito la relazione di De Luca, approvandola integralmente. Successivamente al Congresso che ha registrato la partecipazione di molti politici "eccellenti" (tra i quali Pier Ferdinando Casini, Giorgio La Malfa, Daniele Capezzone, Francesco Nucara, Carlo Scognamiglio e Renato Altissimo), il segretario De Luca, è stato uno dei primi firmatari del manifesto politico del radicale Capezzone (Decidere.net), finalizzato a rilanciare il "progetto liberale" che occorre al Paese per uscire da una profonda crisi della politica.
“Verso la costituzione di un soggetto unico dei liberali italiani” è il titolo (ed il tema) del Convegno Nazionale che il PLI ha tenuto a Fiuggi presso l’Hotel Bristol, iniziato venerdì 9 novembre 2007 e proseguito durante l’intera giornata di sabato 10, per concludersi la mattina di domenica 11 con una tavola rotonda, alla quale hanno partecipato l’On. Stefano De Luca (Segretario Nazionale del PLI), l’On. Francesco Nucara (Segretario Nazionale del PRI) e l’On. Daniele Capezzone, (ex Presidente dimissionario della Commissione Attività Produttive della Camera). La tavola rotonda è stata moderata dal direttore de “L’Opinione”, Arturo Diaconale. Nella tre giorni liberale si sono alternati molti altri nomi illustri, quali Enzo Scotti, Giorgio De Matteis e Giusepe Basini. Al termine del Seminario, Stefano De Luca ha commentato quanto emerso dall'incontro: "Una Italia dominata da poteri politici, finanziari, bancari affaristici illiberali, ha bisogno di una rivoluzione liberale per frenare la deriva inesorabile verso il declino del nostro Paese. Per questo è necessario avviare un tavolo per la costituzione, nelle forme possibili di un soggetto nuovo, che riunisca il mondo liberale, superandone l’atavico individualismo”.
[modifica] Congressi
- I Congresso Nazionale - Roma, 4-5 luglio 1997
- II Congresso Nazionale - Roma, 23-24 febbraio 2001
- III Congresso Nazionale - Roma, 3-4 dicembre 2004
- IV Congresso Nazionale - Roma, 22-24 giugno 2007
[modifica] Segretari
- Stefano de Luca, dal 2004; riconfermato segretario al IV Congresso Nazionale.
[modifica] Altre culture liberali
Sul fronte del liberalismo progressista si trova un gruppo liberale che si rifà all'esperienza de Il Mondo di Pannunzio, ovvero quello raccolto attorno alla rivista Critica Liberale[2], diretta da Enzo Marzo, in prima linea nella difesa dei valori della laicità e del liberalismo di sinistra. Organico al centrosinistra è invece il gruppo che fa capo a Valerio Zanone, a cui si deve la costituzione dell'Associazione per la Democrazia Liberale che riunisce i liberali oggi presenti nell'Unione. Tra questi, la patron dell'Internazionale Liberale Beatrice Rangoni Machiavelli, l'ex condirettore del Giornale di Montanelli, Federico Orlando.
[modifica] Collegamenti esterni
- Partito Liberale Italiano
- Mozione programmatica del PLI
- IV Congresso Nazionale del PLI
- La riconferma di Stefano De Luca a Segretario Nazionale del PLI
- Gli eletti del Direttivo e del Consiglio Nazionale del PLI
- Relazione 2007 del Segretario Nazionale Stefano De Luca, presentata al IV Congresso Nazionale
- Sul documento di Capezzone (di Salvatore Grillo)
- Convegno di Fiuggi (9, 10, 11 novembre 2007): "Verso un soggetto unitario dei Liberali Italiani"