San Basilio
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San Basilio | |||
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Immagine:San Basilio-Stemma.png | |||
Stato: | ![]() |
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Regione: | ![]() |
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Provincia: | ![]() |
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Coordinate: | |||
Superficie: | 44,83 km² | ||
Abitanti: |
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Densità: | 31,54 ab./km² | ||
Comuni contigui: | Goni, San Nicolò Gerrei, Sant'Andrea Frius, Senorbì, Silius, Siurgus Donigala | ||
CAP: | 09040 | ||
Pref. tel: | 070 | ||
Codice ISTAT: | 092054 | ||
Codice catasto: | H766 | ||
Nome abitanti: | sambasilesi | ||
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San Basilio è un comune di 1.400 abitanti della provincia di Cagliari, nella regione della Trexenta. San Basilio sorge a 415 metri sopra il livello del mare.
Indice |
[modifica] Storia
La cima più alta viene chiamata "Pitz' 'e Pranu". A "Pitz' 'e Pranu" è presente un vastissimo parco pineta nel quale vi è la chiesetta dedicata a Santa Barbara. La leggenda vuole che il nome del paese venne dato dai monaci greco-bizantini, seguaci di San Basilio Magno, Vescovo di Antiochia, i quali riutilizzando le terme romane costruirono un sontuoso monastero. Alcune fonti letterarie, tramandano che i primi abitanti di San Basilio, furono i componenti di una famiglia di un pastore, chiamato Birdano o Virano, questo nominativo venne scoperto in un documento datato. Importante per San Basilio fu la Confraternita. La Confraternita del Santissimo Rosario nacque molto prima degli anni ’30, una fotografia che rappresenta “l’incontro” tra Gesù e la Madonna, è datata. La Confraternita era comunque presente fino agli anni ’50 a causa dei contrasti con il parroco allora in carica. In passato, ove ora vi è il saloncino era presente l’oratorio ove i confratelli si riunivano abitualmente. Nel territorio sono presenti numerosissime fonti. San Basilio è stato un centro importante anche nel periodo nuragico, nelle campagne che circondano il paese vi sono resti di antiche città, come l’abitato romano di “Pranu Gennas (loc.)”. Vi sono, nel territorio circostante il paese, numerosi pozzi sacri, nel quale vi è presente anche dell’acqua. Nelle campagne è presente la grotta di “Nìnni Pìu”, un valoroso comandante di esercito. Come vuole la leggenda si dice che, “Nìnni Pìu” sia stato sepolto proprio nelle campagne del paese. Il nuraghe più importante è “S’omu dde s’Orku”, chiamato così, probabilmente, per la sua maestosità. Le costruzioni artistiche più importanti del paese sono: la parrocchia, dedicata a San Pietro apostolo, la chiesetta di San Basilio, circondata da un complesso termale (in passato vi era anche presente un sontuoso monastero). Altre costruzioni e monumenti importanti di San Basilio sono l’ex municipio (in via di restauro per ritornare a svolgere il compito di palazzo comunale), che svolse anche il ruolo di scuola elementare, il monumento caduti, la Croce di Ferro e il monte granatico. In estate, vi sono numerose feste in piazza, giornate di allegria e di svago. Alle numerosissime feste in piazza, festeggiata ogni mese, partecipano anche gli abitanti dei paesi circostanti, di solito carenti di manifestazioni. L’artigianato sambasilese è molto fiorente. Nel territorio è in costruzione l’S.R.T., un importante radiotelescopio.
[modifica] Nell'alto medioevo
Nel Medioevo veniva riconosciuto con “Sanctu Basili de Montis”, toponimo che, in lingua sarda e rimasto invariato. Il paese, in epoca medioevale, appartenne alla “Curadorìa della Trecenta”, nel regno giudicale di Càlari. Nel 1218, il paesello, venne promesso dal sovrano Barione-Torchitorio IV de Lacon-Serra al suo erede Guglielmo II. Nel 1258, San Basilio venne consegnato al regno di Arborèa. In questo secolo stesso, probabilmente in questo periodo viene costruita la chiesetta campestre di San Sebastiano Martire. Nel 1324, la “Villa” divenne paese del regno catalano-aragonese di Sardegna e, nel 1326 venne assegnato al comune di Pisa.
[modifica] Nel rinascimento
“Sanctu Asili de Montis”, viene abbandonato tra il 1503 e il 1584, anno nel quale figura popolato nuovamente. Nel 1593 inizia la costruzione della parrocchia di San Pietro Apostolo e, solo un anno dopo, ne ottennero il titolo di Marchesi di Villasòr. Il feudo vene diviso allora in due parti con capoluoghi di Guasila e Senorbì (il paese apparteneva proprio a quella di Senorbì). Nel 1703 il feudo venne consegnato dagli Alagon alla figlia Isabella. Nel 1723 termina la costruzione della Parrocchia dedicata a San Pietro Apostolo.
[modifica] Epoca moderna e contemporanea
I Silva mantennero il feudo fino al 22 Ottobre del lontano 1838. Con Regio Decreto n° 1513 del 31 maggio 1928, al comune di San Basilio venne accorpato al comune di Goni, questo rimase invariato fino 1945.
[modifica] Festeggiamenti
Le manifestazioni più importanti del paese riguardano il 2 Gennaio. Il 2 Gennaio di ogni anno si celebra la festa di San Basilio. Intorno al 16 Gennaio le feste di Sant'Antonio Abate e San Sebastiano, accompagnate da funzioni liturgiche e grande festa con falò, chiamato localmente "su foghidoni". Ai primi di Febbraio, solitamente la prima settimana, si realizza "sa cursa dde sa pudda", una sorta di competizione tra cavalieri, molto simile alla sartiglia di Oristano solo, che al posto di "acchiappare la stella", si acchiappa una gallina (in legno); anni orsono, veniva comunque utilizzata una gallina vera e, per ovvi motivi questa è stata abolita. Vengono celelebrati anche Santa Greca e Sant'Isidoro. La prima domenica di Giugno, la festa di Santa Barbara, il 14, invece, quella estiva di San Basilio e, alla fine del mese San Pietro apostolo. Importante è anche la sagra della pecora, questa viene festeggiata in onore di San Giovanni Battista, protettore dei pastori.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti
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