Quartucciu
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Quartucciu | |||
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Stato: | ![]() |
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Regione: | ![]() |
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Provincia: | ![]() |
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Coordinate: | |||
Altitudine: | 14 m s.l.m. | ||
Superficie: | 27,87 km² | ||
Abitanti: |
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Densità: | 386,29 ab./km² | ||
Frazioni: | Sant'Isidoro | ||
Comuni contigui: | Cagliari, Monserrato, Maracalagonis, Quartu Sant'Elena, Selargius, Settimo San Pietro, Sinnai | ||
CAP: | 09044 | ||
Pref. tel: | 070 | ||
Codice ISTAT: | 092105 | ||
Codice catasto: | H119 | ||
Nome abitanti: | quartucciai | ||
Santo patrono: | San Giorgio | ||
Giorno festivo: | 23 aprile | ||
Sito istituzionale | |||
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Quartucciu è un comune di 11.418 abitanti in provincia di Cagliari. È stato frazione di Cagliari dal 1928 al 1983.
Indice |
[modifica] Storia
L'attuale centro abitativo di Quartucciu deriva da un agglomerato di antiche ville che diedero origine al paese in epoca romana. Quartucciu prende nome, come Quartu Sant'Elena, dalla distanza dal capoluogo Cagliari (4 miglia romane). Dopo la caduta dell'Impero romano d'occidente, Quartucciu subì numerosi saccheggi da parte dei Vandali. Durante il medioevo appartenne al Giudicato di Cagliari e in seguito passò poi sotto le dipendenze di Pisa e subito dopo cadde in mano Aragonese. Nel 1426 la Baronia di Quartu, che comprendeva anche Quartucciu, venne concessa da Alfonso d'Aragona ad Antonio de Sena. Alienata la Baronia ai De Sena nel 1491, il paese fu incorporato pochi anni dopo nel patrimonio regio. I secoli XVI e XVII furono tra i peggiori che il paese abbia mai vissuto, sia per le frequenti incursioni barbariche, sia per la peste che vi dilagò con frequenza.
Agli inizi del secolo XVIII Quartucciu, concesso in feudo alla famiglia Pes, andò risollevandosi. Nel 1717 fu occupato assieme a Quartu dalle truppe inviate dall'Alberoni alla riconquista della Sardegna. Passata l'Isola ai Savoia nel 1720, il paese fu confermato come feudo dal re Vittorio Amedeo II e dal re Carlo Emanuele III alla famiglia Pes.
Quartucciu fu sempre comune a se e fece parte del mandamento di Quartu Sant'Elena fino al 1928, anno in cui per virtù dei poteri conferiti al Governo dal Regio Decreto 17 marzo 1927 n. 383, e Regio Decreto 26 aprile 1928 divenne con Pirri, Monserrato e Selargius, Frazione di Cagliari. Tornò comune autonomo solo nel 1983.
Il nome antico di Quartucciu, secondo alcuni documenti risalenti al IX-X secolo, deriva da tre diverse ville col nome di Quarto:
- Quarto Domino o Domito, ossia demaniale;
- Quarto Toto o Suso per la sua posizione più alta (a nord del torrente);
- Quarto Josso o inferiore per la sua posizione più bassa (a sud del torrente);
L’attuale nome Quartucciu (da Quartuxio), considerato erroneamente da molte persone un diminutivo di Quartu, è da identificarsi nel paese medievale di Quarto Toto o Suso aggregato all'antico villaggio di Quarto Josso. Questi due villagi sin dall'antichità infatti, erano separati da un lungo torrente che passava nell'attuale "via Nazionale".
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti
Quartucciu deriva da Quarto Tocho, e in campidano si dice "Kuatucciu" e non Quartuxio
[modifica] Luoghi di interesse storico
[modifica] Tomba dei giganti "Sa Dom'è S'Orcu"
Si trova nella località di San Pietro Paradiso e risale al X - VI sec. a.C. È una delle Tombe dei giganti più importanti e meglio conservate in Sardegna e si trova nel parco del monte dei Sette Fratelli( S.S. 125 Km. 20,200). Ha un impianto a "protome taurina stilizzata" con un corpo rettangolare appena rastremato verso il giro del fondo. Veniva usata per dare sepoltura ai morti e per riti religiosi, come testimoniano i tre pozzetti a nord del monumento.
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[modifica] Scavi archeologici di "Pill'è Matta"
Sito archeologico di epoca punico-romana con caratteristiche uniche in Sardegna. Si tratta di una necropoli scoperta per caso nel 2000, durante alcuni lavori nella zona industriale di Quartucciu. Le tombe individuate finora sono già più di 200, e i reperti recuperati più di 2000, tra cui bicchieri, piatti, lucerne. La tipologia delle tombe è varia, tra cui quelle "a fossa" dalla forma rettangolare, o alla "cappuccina" tipica romana, infatti la necropoli è stata frequentata sin dal periodo punico dal IV secolo a.C. sino al V secolo d.C., nel periodo tardo romano. Quasi tutte le sepolture erano intatte, e nessuno sospettava che in questa zona ci fosse una necropoli di queste dimensioni.
Lo scavo ha suscitato l'interesse di grandi studiosi di fama mondiale tra i quali il celebre antropologo forense Don Brothwell dell'Università di York, scopritore della mummia di Nefertiti. Per l'occasione, la nuova amministrazione di Quartucciu ha permesso l'apertura di una mostra-museo presso il centro culturale "Ex Casa Angioni", in cui vengono esposti oltre mille reperti trovati a Pill'e Matta.
[modifica] Altri
- Nuraghe Arrù". XIII - IX sec. a.C. in località Sant'Isidoro.
- Centro Socio-Culturale "Casa Angioni".
[modifica] Chiese
- San giorgio Martire. Costruita dagli Aragonesi nel XIV sec. su un impianto risalente al periodo pisano. Moltissime le opere d'arte presenti fra le quali il "Retablo" del Castagnetta XVI sec; nove crocifissi del XVIII sec., tra cui il più suggestivo, è il crocifisso miracoloso detto anche "crocifisso della pioggia".;
- San Luigi Gonzaga XVIII sec.;
- San Biagio Vescovo di Sebaste XVII sec.;
- San Pietro Pascasio portata a termine nel 1989;
- San'Efisio. Splendida opera d'arte romanica risalente al XII sec. oggi compresa nel cimitero di Quartucciu.
- Sant'Isidoro XVIII sec.;
- Sant'Antonio risalente alla fine del XIX sec.; inizialmente si affacciava su via Nazionale, è stata ricostuita successivamente in via Neghelli. Adesso fa parte dell'omonimo oratorio
- San Gaetano XIX sec.; è situata lunga la strada 125 nel borgo di Corongiu; è chiusa al culto dagli anni '50.
[modifica] Cittadini Illustri
- Francesco Ignazio Deplano "Olata" (1763 - 1838) grande poeta, inventore del canto campidanese in dodecasillabo;
- Monsignor Raffaele Piras (1865 - 1911), vescovo delle diocesi di Penne ed Atri;
[modifica] Bibliografia
- "Quartucciu e il suo patrimonio culturale", di Pietro Corona
- “Sette Fratelli”, di Giovanni Sanna e Francesco Piga
- “Il mio paese”, di Lucio Spiga.
[modifica] Collegamenti esterni
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