Roland Dumas
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Roland Dumas (Limoges, 23 agosto 1922) è un politico francese.
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[modifica] Fedelissimo di Mitterrand
Figlio di un funzionario statale membro della Resistenza e per questo fucilato dai nazisti a Brantôme (Dordogna). Si laurea in legge a Lione ed esercita la professione di avvocato a Parigi. Entra in politica, ed è eletto deputato all’ Assemblée Nationale nel 1956 per la UDSR (Unione Democratica e Socialista della Resistenza), la formazione di cui fa parte anche François Mitterrand che all'epoca era un "senza partito".
Risale da allora il sodalizio con il futuro presidente della Repubblica, legame che si farà ancora più saldo dopo il 1959, quando Mitterrand, coinvolto (probabilmente suo malgrado) nell’oscura vicenda del falso attentato dell’Observatoire, si ritroverà isolato. Non rieletto nel 1958, Dumas torna all’Assemblée Nationale solo nel 1967 con la FGDS (Federazione della Sinistra Democratica e Socialista), ma alle elezioni anticipate del 1968 non è rieletto. Nel 1971 aderisce al Parti Socialiste rifondato da Mitterrand, ed è di nuovo deputato dal 1973 al 1978 e dal 1981 al 1993. Alle elezioni del marzo 1993 non è rieletto. Da allora, ha abbandonato la politica attiva.
[modifica] Capo della diplomazia
L’elezione di François Mitterrand alla presidenza della Repubblica segna il grande balzo della carriera politica di Dumas. Con la sua capigliatura leonina, è facilmente riconoscibile nel corteo di personalità socialiste che accompagna il nuovo capo dello Stato fino all’ingresso del Panthéon nel corso della cerimonia con cui si è aperto il primo settennato di Mitterrand. Ma deve attendere il 18 dicembre 1983 per entrare al governo, e in un ruolo defilato: è ministro degli Affari Europei nel terzo governo Mauroy, succedendo ad André Chandernagor dimissionario perché nominato alla prima presidenza della Corte dei conti. Il 17 luglio 1984 è confermato agli Affari Europei nel governo Fabius, ottenendo anche l'incarico di portavoce del governo.
Dopo le dimissioni di Claude Cheysson perché nominato alla Commissione Europea, nel dicembre 1984 diventa ministro delle Relazioni estere (attuali Affari Esteri).
Alle elezioni legislative del marzo 1986 il Parti Socialiste passa all’opposizione, tuttavia Dumas riesce a farsi eleggere presidente della commissione Esteri dell’Assemblée Nationale, incarico che dovrà cedere l'8 aprile 1987 a Valéry Giscard d'Estaing.
Il 10 maggio 1988 Mitterrand è rieletto presidente della Repubblica, e nomina primo ministro il socialista Michel Rocard. Nel corso delle trattative per la composizione della lista dei ministri, il presidente della Repubblica impone a Rocard recalcitrante la nomina di Dumas a ministro degli Esteri. Sarà confermato nel secondo governo Rocard (23 giugno 1988 - 15 maggio 1991), nel governo Cresson (15 maggio 1991 - 31 marzo 1992) e nel governo Bérégovoy (2 aprile 1992 - 28 marzo 1993).
In quel periodo Dumas si trova a fronteggiare, tra l'altro, eventi epocali come il crollo del Muro di Berlino nel novembre 1989, il tentativo di putsch a Mosca, la dissoluzione dell'Urss e la Guerra del Golfo nel 1991. In qualità di capo della diplomazia francese, il 7 febbraio 1992 ha firmato il Trattato di Maastricht.
[modifica] Presidente del Consiglio costituzionale
Il 24 febbraio 1995, a meno di quattro mesi dalla scadenza del suo mandato, François Mitterrand lo nomina presidente del Consiglio costituzionale.
Il 22 gennaio 1999, il Consiglio costituzionale presieduto da Dumas pronuncia una sentenza con la quale è data un'interpretazione estensiva all'immunità penale del presidente della Repubblica in esercizio (all'epoca Jacques Chirac). La pronuncia, adottata all'unanimità, è stata oggetto di vivaci discussioni sia fra i politici che fra i giuristi.
[modifica] Le vicende giudiziarie
Il mandato al Consiglio costituzionale ha la durata di nove anni, tuttavia il 24 marzo 1999 Dumas è costretto ad autosospendersi e il 1° marzo 2000 a dimettersi. È coinvolto, infatti, in una lunga e tormentata vicenda giudiziaria, l’”affare delle fregate di Taiwan”, dalla quale uscirà interamente scagionato in appello il 29 gennaio 2003.
Roland Dumas è stato tuttavia condannato a dodici mesi di reclusione con la condizionale e 150 mila euro di ammenda per complicità in abuso di fiducia nel quadro della successione di Alberto Giacometti. La condanna è diventata definitiva dopo che la Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso il 10 maggio 2007.
Dopo le dimissioni dal Consiglio costituzionale ha ripreso a fare l’avvocato. È autore, tra l'altro, di un libro di memorie uscito nel 2007.