Regnum Italiae
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Il Regno d'Italia (Regnum Italiae o Regnum Italicum) è un'entità politica dell'alto medioevo. In Italia in quel periodo non esistette mai tuttavia una vera e propria compagine statale che sapesse imporre la sua autorità: il titolo di Re d'Italia, nonostante fosse fortemente agognato da vari soggetti in lotta tra loro, era infatti un titolo quasi esclusivamente formale, che non dava alcun reale potere.
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[modifica] Il Regno nell'Impero carolingio
La denominazione Regnum Italiae inizia a conformarsi per la prima volta dopo il 781 per indicare i territori del cessato regno longobardo conquistati da Carlo Magno e attribuiti al suo terzo figlio Pipino, avuto dalla moglie Ildegarda. Alla morte di Pipino l'8 luglio 810 gli succedette il figlio Bernardo. Quando anche Carlo Magno venne a mancare nell'814, la carica imperiale venne trasmessa al figlio Ludovico il Pio, che assegnò il Regno d'Italia al suo primogenito Lotario con conseguente ribellione di Bernardo, il quale dopo esser stato sconfitto, imprigionato ed accecato, morì il 17 aprile 818. Le lotte per la successione ebbero termine nell'843 con il trattato di Verdun che vide la nascita di tre regni che successivamente acquisirono connotazioni nazionali:
- Regum Italicum e Lotaringia sotto Lotario;[1]
- Regnum Teutonicorum sotto Ludovico;
- Regnum Francorum sotto Carlo il Calvo.
Il primo, che aveva come capitale Pavia, comprendeva gli ex territori longobardi chiamati al nord Langobardia Major ovvero i territori corrispondenti pressappoco alle odierne regioni Piemonte, Liguria, Lombardia, Toscana, Friuli e Veneto con l'esclusione della zona di Venezia, e la Langobardia Minor ovvero il Ducato di Spoleto (parte del Patrimonium Sancti Petri) e il Ducato di Benevento al centro sud.
[modifica] L'anarchia feudale
Con l'indebolimento della compagine imperiale i territori del Regno d'Italia finirono in una sorta di anarchia feudale, dominata dai signori locali nonostante alcuni deboli monarchi si avvicendassero sul trono, arrivando anche talora a venire incoronati dal papa.
Un'eccezione relativamente solida fu il governo di Ugo di Provenza, che tra il 926 e il 946 regnò e cercò di risolvere le diatribe ereditarie sul titolo associandolo fin da subito a suo figlio Lotario II. Questi però scomparve già nel 950, per cui gli successe il marchese d'Ivrea Berengario II, che a sua volta elesse come successore il figlio Adalberto. Berengario, temendo lotte e trame per il potere, fece perseguire la vedova di Lotario II, Adelaide, che si rivolse all'Imperatore tedesco Ottone I, chiedendogli aiuto a fronte di quella che riteneva l'usurpazione della corona da parte di Berengario.
[modifica] La riconquista ottoniana
La persecuzione di Adelaide diede il pre testo a Ottone I per scendere in Italia, dove doveva avere già progetti una volta consolidato il suo potere in Germania. La sua spedizione ebbe principalmente tre motivi:
- L'Italia era attraversata dalle principali vie di comunicazione;
- In Italia Ottone poteva avviare un confronto con l'Imperatore bizantino, che vi possedeva ancora numerosi territori soprattutto sulla costa adriatica e nell'Italia meridionale;
- In Italia risiedeva il papa, con il quale Ottone intendeva instaurare un rapporto diretto.
Dopo aver sconfitto Berengario entrò nella capitale Pavia, sposò Adelaide e si cinse della corona italiana nel 951, legandola a quella dell'Impero romano-germanico. Ottone avrebbe forse voluto proseguire verso Roma, ma la pressione degli ungari in Germania lo costrinse al rientro.
Da allora la corona d'Italia fu istituzionalmente connessa a quella imperiale, per cui fu automaticamente ereditata dai successori di Ottone I fino al 1002.
[modifica] La rivolta dei feudatari italiani
Nel 1002 i feudatari italiani, riuniti a Pavia, decisero di assegnare la corona d'Italia ad uno di loro, stanchi del vuoto di potere causato dalla mancata autorità del sovrano tedesco e scontenti della sua alleanza con la gerarchia ecclesiastica che li escludeva. Venne scelto Arduino d'Ivrea, ma egli incontrò dure resistenze soprattutto tra i feudatari ecclesiastici della pianura padana. Sconfitto, fu costretto a ritirarsi nel monastero di Fruttuaria, dove morì nel 1014. Ottone III, l'imperatore antagonista di Arduino, era nel frattempo scomparso nel 1002 mentre cercava di rientrare a Roma, dove era stato espulso dai nobili a lui nemici.
Il Regnum Italiae cessò di fatto di esistere con l'avvento delle autonomie comunali. Oltretutto le ambizioni autonomistiche e in taluni casi indipendentistiche dei feudatari italiani, non permisero mai al Regno di assumere una forza e un peso politico rilevanti.
[modifica] Mappe
[modifica] Note
- ^ Alla morte di Lotario nel settembre 855, il suo figlio primogenito Ludovico II ereditò soltanto i territori dell'Italia, mentre la Lotaringia andò al fratello di suo padre Lotario II
[modifica] Voci correlate
- Regno longobardo
- Impero Carolingio
- Trattato di Verdun
- Impero carolingio
- Regnum Francorum
- Regnum Teutonicorum
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