Regno di Cagliari
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Il Regno di Cagliari o di Calari (detto anche Giudicato di Cagliari) era uno Stato sovrano ed indipendente che nel medioevo si estendeva nella parte meridionale della Sardegna, comprendendo le attuali subregioni del Basso e Medio Campidano, il Sulcis-Iglesiente, l'Ogliastra e parte della Barbagia, oggi comprese nelle attuali province di Cagliari, Carbonia-Iglesias, del Medio Campidano e dell'Ogliastra.
Confinava a nord con il Giudicato di Arborea e in piccola parte con il Giudicato di Torres e il Giudicato di Gallura.
A capo del Regno (logu) vi erano il monarca denominato Giudice (Judike) e un Consiglio (Corona de Logu).
La sua capitale era ubicata a Santa Igia (oggi compresa nella parte occidentale della città di Cagliari).
Indice |
[modifica] Storia
La data esatta della nascita del Giudicato di Cagliari non e' nota. Dopo la conquista bizantina della Sardegna, avvenuta nel 534 ad opera di Giustiniano, l'isola diventò una delle province dell'Esarcato d'Africa e venne divisa in quattro territori, chiamati Partes, che costituiranno l'origine dei futuri Giudicati. La Provincia era retta da un magistrato dell'impero detto Judex Proviciae residente a Cagliari.
Nei secoli successivi, varie ragioni, fra cui la elevata imposizione fiscale, le dottrine teologiche sulla natura di Cristo propugnate dagli imperatori bizantini Eraclio I e Costantino III, e sopratutto la necessità di difendersi dalla incursioni dei saraceni, cui i Bizantini non riuscivano ad opporsi efficacemente, portarono pian piano verso la formazione di stati sardi indipendenti.
La prima notizia ufficiale sui Giudicati è contenuta in una lettera di Papa Niccolò I, datata 864, in cui il Papa chiede ai Giudici Sardi di evitare i matrimoni fra consanguinei.
Le prime notizie ufficiali sul Giudicato di Cagliari fanno riferimento all'elezione a Giudice di Mariano Salusio I che viene quindi considerato il primo Giudice di Cagliari, anche se probabilmente ve ne sono stati altri prima di lui.
Mariano I morì nel 1058 e gli succedette il figlio, Orzocco Torchitorio I, che regnò durante il periodo in cui la chiesa cattolica era attraversata dalla riforma gregoriana. Egli sostenne la chiesa con donazioni e favorendo i monaci benedettini di Montecassino che in quel periodo sbarcarono in Sardegna. Torchitorio ebbe sei figli, Constantino, Pietro Sergio, Orzocorre, Gonario, e Torbeno. Alla sua morte nel 1089 gli successe il primogenito Costantino con il nome di Constantino Salusio II.
Costantino continuò l'appoggio alla riforma gregoriana della chiesa e iniziò un'opera di modernizzazione del Giudicato con il supporto dei frati benedettini. Seguendo la volontà del papa, mise Cagliari sotto l'autorità dell'Arcivescovo di Pisa, Lamberto. La data della sua morte non e' certa in quanto la sua ultima apparizione in scritti e' del 1090, ma il suo successore, il figlio Mariano, non appare prima del 1103. Probabilmente alla morte di Costantino gli succedette per un breve periodo il fratello Torbeno, sostenuto dai Pisani.
Mariano, giudice con il nome di Mariano II Torchitorio II, cercò di mantenere una posizione equidistante fra le repubbliche marinare di Genova e Pisa, che sempre più si mostravano interessate alle sorti dei Giudicati sardi. Nel 1114 Mariano II sostiene, insieme al Giudice di Torres Costantino I, la spedizione pisana contro gli Almoravidi che avevano conquistato le Baleari.
Alla morte di Mariano, nel 1130, gli succedette il suo unico figlio Costantino, che fu Giudice con il nome di Costantino II Salusio III. Questi continuò l'opera dei suoi predecessori favorendo lo sviluppo del monachesimo nel giudicato che era portatore di sviluppo economico, tecnologico, culturale, nonché di forti legami con l'Europa continentale. Costantino morì nel 1163 senza figli maschi, estinguendo in tal modo la casata.
Il successore di Costantino II fu Pietro di Torres, marito della prima figlia di Costantino II e figlio del Giudice di Torres Gonario II, che divenne giudice con il nome di Pietro Torchitorio III. Appena insediato Pietro fu costretto a difendersi da Barisone II d'Arborea (filogenoano) che invadè il Giudicato di Cagliari sostenendo di avere titolo al trono. Pietro chiese quindi aiuto al fratello, Barisone II di Torres, e con il suo aiuto riusci a scacciare l'invasore. Nel 1168 Pietro raggiunse un accordo con i genovesi cui concesse il monopolio per il commercio nel territorio del Giudicato. I Pisani, preoccupati per i loro commerci, gli mettono contro il cognato, Orberto di Massa, marito di Giorgia, la figlia piu' piccola di Costantino II.
Nel 1188 Orberto, con l'aiuto del fratello Guglielmo di Massa e dei Pisani, invade il Giudicato e sconfigge Pietro che viene fatto prigioniero e muore (o viene ucciso) nel 1188.[1]
Dopo la sconfitta di Pietro i vincitori eleggono Guglielmo figlio di Orberto, che diventa Giudice nel 1188 con il nome di Gugliemo I Salusio IV. Guglielmo era un uomo d'azione che aveva attivamente partecipato con il padre alla conquista del Giudicato e farà della guerra la sua principale attività. Subito dopo l'investitura a Giudice partecipò alla Terza crociata (1189-1192) ed questo forse il motivo per cui non si hanno sua notizie per qualche anno. In quel periodo probabilmente il giudicato fu retto dal padre Orberto di Massa.
Al suo ritorno a Cagliari Guglielmo trova che il Giudicato di Cagliari, filopisano, e' stretto fra i Giudicati di Logudoro e Arborea filogenovesi. Temendo che il Giudice di Torres Costantino II, che nel 1191 aveva stipulato un patto con Genova, potesse costituire un pericolo, nel 1194 invade il Giudicato di Torres seminandovi terrore e distruzione. Conquista il Goceano ed espugna il castello dove risiedeva Prunisilda, la moglie di Costantino II, e dopo averla violentata la imprigiona nel castello di Santa Igia. Costantino attacca Santa Igia, ma non riesce ad espugnarla. Nel marzo 1195, con la mediazione dell'Arcivescovo di Pisa Ubaldo Lanfranchi, viene fatto un accordo che prevedeva la restituzione di Prunisilda e il diritto da parte di Costantino di riscattare dietro congruo pagamento il Goceano. Costantino rompe la tregua e riprende la guerra contro Guglielmo, riconquista il Goceano, ma Prunisilda muore di stenti nelle prigioni di Santa Igia. La guerra fra Costantino e Guglielmo continua fino al 1198 quando Costantino muore.
Nel 1195 Gugliemo aveva mosso guerra anche al Giudicato di Arborea, retto dei giudici filogenovesi Pietro I e Ugone I di Bas. Guglielmo sconfigge l'esercito del Giudicato, cattura Pietro, che viene poi imprigionato a Pisa (ove morirà presumibilmente intorno al 1207) insieme al figlio Barisone, marcia su Oristano e la conquista, facendosi poi riconoscere come sovrano di Arborea. Nel 1198 Guglielmo attacca nuovamente l'Arborea e costringe Ugone a fuggire. Per meglio controllare il giudicato affida il governo ai vescovi di Oristano, e ai majores (grandi laici) e obbliga Ugone a sposare sua figlia Preziosa (o Preciosa), il matrimonio verrà celebrato nel 1206.
Nel 1204 Guglielmo libera Barisone (Figlio di Pietro I d'Arborea) e lo fa sposare con sua figlia Benedetta.
A questo punto Guglielmo ha praticamente unificato i Giudicati di Cagliari e di Arborea e domina gran parte dell'Isola. Non ancora soddisfatto rivolge le sua mire espansionistiche al Giudicato di Gallura che era rimasto per lungo tempo governato da Elena, figlia di Barisone II di Gallura. Nel 1207 Elena sposa il pisano Lamberto Visconti che respinge Guglielmo. Guglielmo muore senza eredi maschi alla fine del 1213 (o inizio 1214) lasciando il Giudicato di Cagliari nella sua massima espansione.
Alla morte di Guglielmo il regno passa alla figlia Benedetta ed al di lei marito Barisone che diventa Giudice di Cagliari con il nome di Barisone Torchitorio IV. Nel 1215 il Giudicato di Cagliari viene attaccato dal Giudice di Gallura Lamberto Visconti aiutato dal fratello Ubaldo podestà di Pisa. Lamberto organizza una grande flotta e sbarca a Cagliari costringendo Benedetta alla fuga nell'interno. Benedetta e Barisone sono costretti a cedere ai pisani il possesso della collina che oggi viene chiamata Castello, ed a concedere loro l'autorizzazione a costruirvi una fortificazione in cui si insediarono i mercanti pisani che così potevano meglio controllare e difendere i loro traffici. Il nuovo borgo fortificato fu chiamato Castel di Castro, e costituirà il primo nucleo abitativo della moderna città di Cagliari. Barisone muore nel 1217 lasciando il figlio Guglielmo appena nato.
La Corona de Logu elesse quindi Guglielmo a Giudice, con il nome di Guglielmo II Salusio V, tuttavia essendo questi un bambino, venne assegnata alla madre Benedetta la reggenza del regno fino a quando Guglielmo non avesse raggiunto la maggiore età.
[modifica] I Giudici di Cagliari
La prima dinastia regnante proveniva dalla fusione di due famiglie i Salusio de Lacon (Salusius, raramente Salucio) e i Torchitorio de Ugunale (o Gunale) (Torcotorius). In onore a queste famiglie tutti i regnanti di Cagliari hanno tradizionalmente adottato un appellativo aggiunto al proprio nome, alternando tra Salusio e Torchitorio.
- ???? – 1058 Mariano I Salusio I
- 1058 – 1089 Orzocco Torchitorio I
- 1089 – 1103 Costantino I Salusio II[2]
- 1103 – 1130 Mariano II Torchitorio II
- 1130 – 1163 Costantino II Salusio III
- 1163 – 1188 Pietro Torchitorio III
- 1188 – 1214 Guglielmo I Salusio IV
- 1214 – 1217 Barisone Torchitorio IV
- 1217 – 1232 Benedetta di Massa
- 1232 – 1250 Guglielmo II Salusio V
- 1250 – 1256 Giovanni Torchitorio V (detto Chiano)
- 1256 – 1258 Guglielmo III Salusio VI (Detto Guglielmo Cepola o Cipolla)
[modifica] Curatorie
Il Giudicato era organizzativamente strutturato in curatorie (o partes), derivati dalla suddivisione amministrativa romana prima e bizantina poi. La curatoria era amministrata da un curatores nominato da re, ed era a sua volta suddivisa in villaggi (detti biddas). Ogni villaggio era amministrato da un majore, nominato dal curadores, con incarichi fiscali, giudiziari e di sicurezza.
Il Giudicato di Cagliari era organizzato in 16 curatorie:
- Ogliastra
- Seulo
- Siurgus
- Gerrei
- Quirra
- Trexenta
- Nuraminis
- Dolia
- Campidano di Cagliari
- Sarrabus
- Colostrai
- Gippi
- Cixerri
- Decimo
- Nora
- Sulcis
Oggi i nomi delle curatorie sono usati per indicare delle Subregioni della Sardegna, anche se i confini attuali spesso non coincidono con quelli antichi, peraltro non facilmente definibili in modo preciso.
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
- SOLMI, Arrigo Studi storici sulle istituzioni della Sardegna nel Medioevo. Cagliari: 1917
- BOSCOLO, A. La Sardegna dei Giudicati. Cagliari: della Torre, 1979.
[modifica] Voci correlate
- Storia della Sardegna dei Giudicati
- Curatoria
- Repubbliche marinare
- Repubblica di Genova
- Storia di Pisa