La buona novella
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La buona novella | ||
---|---|---|
Artista | Fabrizio De André | |
Tipo album | Studio | |
Pubblicazione | novembre 1970 | |
Durata | 35 min 30 sec | |
Dischi | 1 | |
Tracce | 10 | |
Genere | Cantautore | |
Etichetta | Produttori Associati | |
Produttore | Roberto Dané | |
Registrazione | Genova | |
Note | Arrangiamenti, direzione d'orchestra e del coro "I musical": Gian Piero Reverberi. Ristampato e rimasterizzato nel 2002. |
Fabrizio De André - cronologia | ||
---|---|---|
Album precedente Volume III |
/ |
Album successivo Non al denaro, non all'amore né al cielo |
Si invita a seguire lo schema del Progetto Musica |
La buona novella (1970) è il quarto album registrato in studio di Fabrizio De André. L'album è un concept album tratto dalla lettura dei Vangeli apocrifi: il lavoro di lettura e di scrittura dei testi, svolto con Roberto Dané, è durato più di un anno.
Seguendo le caratteristiche degli Apocrifi, in questo album la narrazione della buona novella sottolinea l'aspetto più umano e meno spirituale assunto da alcune tradizionali figure bibliche (ad esempio, Giuseppe) e presta maggiore attenzione a figure minori della Bibbia, che qui invece diventano protagonisti (ad esempio, Tito e Dimaco, i ladroni crocefissi insieme a Gesù).
È stato ritenuto da De André uno dei suoi lavori più riusciti.[citazione necessaria]
Indice |
[modifica] Trama
La narrazione, introdotta da un Laudate Dominum, inizia raccontando L'infanzia di Maria: la piccola Maria vive una infanzia terribile segregata nel tempio ("dicono fosse un angelo a raccontarti le ore, a misurarti il tempo fra cibo e Signore"); l'impurità delle prime mestruazioni ("ma per i sacerdoti fu colpa il tuo maggio, la tua verginità che si tingeva di rosso") provocò il suo allontanamento e la scelta forzata di uno sposo; il matrimonio avviene con un uomo buono ma vecchio, il falegname Giuseppe ("la diedero in sposa a dita troppo secche per chiudersi su una rosa") che la sposa per dovere e la deve poi lasciare per quattro anni per lavoro.
Ne Il ritorno di Giuseppe si può cogliere la fatica della vita di Giuseppe; nel suo ritorno a casa porta una bambola per Maria, e la trova implorante affetto e attenzione. Il sogno di Maria riporta la scena nel tempio. In un sogno l'angelo che usava farle visita la porta in volo lontano "là dove il giorno si perde"; lì le da la notizia della futura nascita di un bimbo; il testo allude ad un concepimento più terreno di quello raccontato dai vangeli canonici. Al risveglio Maria capisce di essere incinta ("parole confuse nella mia mente, svanite in un sogno ma impresse nel ventre") e si scioglie in pianto.
La maternità inaspettata ("ave alle donne come te Maria, femmine un giorno e poi madri per sempre"), si esprime in Ave Maria, un omaggio alla donna nel momento del concepimento.
Dalla letizia che traspare in Ave Maria il passaggio a Maria nella bottega del falegname è drastico: il ritmo dato dalla pialla ed il martello scandiscono il dolore straziante dal falegname che costruisce la croce ("tre croci, due per chi disertò per rubare, la più grande per chi guerra insegnò a disertare") con la quale il figlio di Maria ed i due ladroni verranno crocifissi. Infine sotto la croce stessa: "non fossi stato figlio di Dio t'avrei ancora per figlio mio". Questo aspetto è completamente trascurato dai Vangeli canonici. La via della croce è una delle canzoni in cui Fabrizio lascia trasparire i suoi pensieri e i suoi sentimenti anarchici: "il potere vestito d'umana sembianza ormai ti considera morto abbastanza".
Ne Il testamento di Tito vengono elencati i dieci comandamenti, analizzati dall'inedito punto di vista di Tito, il ladrone pentito crocifisso accanto a Gesù; i nomi dei ladroni variano da vangelo a vangelo (Dimaco, Tito, Disma e Gesta): Tito è il ladrone buono nel vangelo arabo dell'infanzia. Per quanto riguarda la musica, la prima strofa incomincia semplicemente con la voce ed un leggero accompagnamento con la chitarra, crescendo sempre più in strumenti e accompagnamenti fino all'ultima strofa.
L'opera termina con una sorta di canto di chiesa che incita a lodare l'uomo, e non in quanto figlio di un dio, ma in quanto figlio di un altro uomo, quindi fratello.
[modifica] Tracce
- Laudate Dominum - 0:21
- L'infanzia di Maria - 5:01
- Il ritorno di Giuseppe - 4:07
- Il sogno di Maria - 4:07
- Ave Maria - 1:53
- Maria nella bottega di un falegname - 3:14
- Via della Croce - 4:33
- Tre madri - 2:55
- Il testamento di Tito (musica: Corrado Castellari)[1] - 5:51
- Laudate hominem - 3:29
Testi: Fabrizio De André e Roberto Dané [2]
Musiche: Fabrizio De André e Giampiero Reverberi,[3] tranne ove diversamente indicato[4]
[modifica] Musicisti
- I Quelli/Krel
- Franco Mussida: chitarra
- Franz Di Cioccio: batteria
- Giorgio Piazza: basso
- Flavio Premoli: organo
- Mauro Pagani: flauto e tamburello[5]
- Andrea Sacchi: chitarra
Inoltre avrebbero partecipato come turnisti Angelo Branduardi e Maurizio Fabrizio, allora sconosciuti.[6]
[modifica] Interpretazioni successive
Alcune delle canzoni di quest'album sono state reincise da altri artisti:
- Il ritorno di Giuseppe da Eugenio Finardi nell'album Il silenzio e lo spirito (2003)
- Il testamento di Tito da Michele nell'album Vivendo cantando (1971), dai Modena City Ramblers nell'album Viva la vida, muera la muerte! (2004) e dalla Premiata Forneria Marconi (solo in concerto)
- Ave Maria da Lalli nell'album Mille papaveri rossi (2003)
- Maria nella bottega del falegname dagli Arbe Garbe nell'album Mille papaveri rossi (2003) e dalla Premiata Forneria Marconi (solo in concerto)
[modifica] Interpretazioni teatrali
- Da quest'album nel 2000 sono stati tratti uno spettacolo teatrale con Claudio Bisio e Lina Sastri e un libro che ne analizza genesi, aspetti peculiari e il rapporto che esiste tra i vangeli apocrifi e le leggende popolari: Fabrizio De André e la Buona Novella: Vangeli Apocrifi e leggende popolari, Monica Andrisani, Firenze Libri 2002.
- Dall'album è stato tratto un omonimo spettacolo teatrale, ideato e realizzato dalla compagnia Mille papaveri rossi. Lo spettacolo, per quartetto e voce recitante, ha debuttato nel dicembre 2005 al festival Sonarìa, che si tiene ogni anno a Crispiano.
[modifica] Note
- ^ Secondo le dichiarazioni di Castellari [1] [2] e secondo quanto riportato nei ringraziamenti nella busta interna del disco.
- ^ Riccardo Bertoncelli. Intervista a Roberto Dané in Belin, sei sicuro? Storia e canzoni di Fabrizio De André. 1a ed. , Giunti, 2003. ISBN 978-88-09028-53-1
- ^ Riccardo Bertoncelli. Intervista a Giampiero Reverberi in Belin, sei sicuro? Storia e canzoni di Fabrizio De André. 1a ed. , Giunti, 2003. ISBN 978-88-09028-53-1
- ^ All'epoca la SIAE permetteva che l'etichetta riportasse crediti differenti rispetto al deposito originale.
- ^ Riccardo Bertoncelli. Intervista a Franz Di Cioccio in Belin, sei sicuro? Storia e canzoni di Fabrizio De André. 1a ed. , Giunti, 2003. ISBN 978-88-09028-53-1
- ^ Stando a recenti dichiarazioni degli interessati.
[modifica] Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni da La buona novella
Singoli - "Periodo Karim" (1961-66) · Il pescatore (1970) · Suzanne/Giovanna d'Arco (1972) · Una storia sbagliata/Titti (1980)
Live - In concerto-Arrangiamenti PFM (1979) · In concerto-Arrangiamenti PFM Vol. 2° (1980) · 1991 Concerti (1991) · In concerto (1999) · In concerto volume II (2001) · Ed avevamo gli occhi troppo belli (2001)