John Cassavetes
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John Cassavetes e Mia Farrow sul set di Rosemary's Baby
John Cassavetes (New York, 9 dicembre 1929 – Los Angeles, 3 febbraio 1989) è stato un regista, sceneggiatore e attore statunitense.
Attivo nel campo cinematografico, teatrale e televisivo, è stato uno dei primi registi indipendenti. Da subito affiancò alla recitazione la ricerca narrativa come regista di film indipendenti; fu epigono e al tempo stesso tempo migliore esponente della corrente della "Scuola di New York" (gruppo in realtà eterogeneo che comprendeva Sidney Meyers, Shirley Clarke, Lionel Rogosin e altri), che assunse come criteri stilistici e contenutistici il realismo, il documentarismo, l'improvvisazione, la povertà di mezzi produttivi, con richiami a volte espliciti alla "poetica del pedinamento" di Cesare Zavattini.
Il suo stile di regia è noto per l'improvvisazione degli attori e per la sua capacità di narrare storie realistiche. Il suo è stato un cinema "famigliare" (nei suoi film hanno recitato amici come Seymour Cassell, Ben Gazzara e Peter Falk, la moglie Gena Rowlands, la madre, la suocera e i figli) che ha raccontato storie di coppie in crisi o di problemi della vita metropolitana.
È stato sposato con l'attrice Gena Rowlands, dalla quale ha avuto tre figli. Uno di essi, Nick è oggi un regista.
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[modifica] Biografia
[modifica] Gli inizi
Nato a New York da una famiglia di immigrati greci, John Cassavetes passò l'infanzia nella terra della sua famiglia prima di tornare definitivamente negli Stati Uniti.
A vent'anni iniziò a frequentare i corsi di recitazione e di regia all'American Academy of Dramatic Arts. Nel 1951 si diplomò, ma non trovò lavoro a Broadway, quindi iniziò a lavorare come attore per la televisione. Recitò in un'ottantina di film televisivi, in ruoli da comprimario, fino ad essere protagonista di serial, in ruoli alla James Dean. Intanto recitò per la prima volta in un film per il cinema, in un piccolo ruolo nel film Taxi, diretto da Gregory Ratoff.
Nel 1954 sposò quella che sarà la donna della sua vita: l'attrice Gena Rowlands, che sarà l'interprete femminile di quasi tutti i suoi film. Nel 1957 Cassavetes partecipò come co-protagonista al film Nel fango della periferia, diretto da Martin Ritt. Nello stesso anno fondò l'Actor's Workshop, un laboratorio di recitazione off-Broadway, operandovi come insegnante, produttore e regista.
[modifica] Gli anni '60
In questo ambito nacque il primo lungometraggio di Cassavetes: Ombre, girato tra il 1959 e il 1960, concepito come un "saggio collettivo di recitazione e di regia" (come recita la didascalia che apre il film), l'esempio di maggior successo di quel movimento, sia di pubblico che di critica.
Il film venne finanziato grazie ad un annuncio sul New York Times e a una richiesta di finanziamento lanciata via radio, nel corso di una trasmissione notturna, e narra di tre fratelli afroamericani, due ragazzi e una ragazza, però dalla pelle di gradazione differente (dal totalmente nero del fratello maggiore, al mulatto dell'altro fratello, alla pelle quasi bianca della sorella), dei loro problemi e sogni. Il film fu girato in bianco e nero, con sfocature della pellicola e una fotografia sgranata e costò 15.000 dollari.
Il film fu girato in due versioni: la prima aderiva molto di più alla cosiddetta '"Scuola di New York", ma Cassavetes girò una seconda versione, ripulita da quelli che secondo lui erano tempi morti e intellettualismi di troppo. Questa versione fu presentata alla Mostra di Venezia e uscì nel 1961, ed è quella che si conosce, e portò una frattura insanabile tra Cassavetes e gli esponenti della "Scuola di New York", che gli rimproverarono di aver modificato il film per ottenere più incassi.
La critica, per mezzo dell'entusiasta direttore di Film Culture Jonas Mekas, provò a fare di Cassavetes il simbolo del neonato New American Cinema Group, ma il regista non accettò mai di aderire al manifesto costitutivo, e pur rimanendo coerente a un'impostazione da sempre liberal ("un umanista" per sua definizione) non farà mai film didascalicamente politici.
Il successo di Ombre diede la possibilità a Cassavetes di girare nel 1961 un film prodotto a Hollywood. La Paramount infatti lo chiamò per dirigere Blues di mezzanotte, un dramma ambientato nel sottobosco del jazz. Cassavetes accettò, ma la sua indipendenza era fuori posto ad Hollywood, così dovette scendere a compromessi: poté scegliere solo in parte gli attori e dovette rispettare i tempi e i modi di un film hollywoodiano. Il risultato fu che il regista non rimase molto soddisfatto del film.
Lo stesso anno Stanley Kramer gli propose di girare un film di impegno civile, Gli esclusi, che uscì nel 1963. Il film però risultò ancora più insoddisfacente di Blues di mezzanotte, e finì per non essere riconosciuto né da Kramer né da Cassavetes. Inoltre si rivelò un vero fiasco al botteghino, e costò un periodo di oblio al regista, che si rifugiò nuovamente nella televisione, dove comparve in molti serial (tra i quali due puntate della celebre serie Alfred Hitchcock presenta), fino al 1964, quando fece il suo ritorno al cinema, in veste di attore, chiamato da Don Siegel per interpretare Contratto per uccidere.
Tornato a lavorare per il grande schermo Cassavetes iniziò a ideare un progetto sperimentale, una sorta di work in progress da realizzare con attori professionisti e non. Nel primo semestre del 1965 Cassavetes iniziò a girare in 16mm, sfruttando per gli interni anche la sua abitazione, diciassette ore di pellicola, lavorando con trecento persone. Fu una vera e propria impresa che si concluse solo nel 1968, quando il film, con il titolo Volti, uscirà nelle sale cinematografiche, snellito dalle diciassette ore originali a due ore e dieci minuti. Il film partecipò alla Mostra di Venezia, dove vinse un premio per la migliore interpretazione maschile (a John Marley). Negli Stati Uniti fu nominato agli Oscar del 1969, per la sceneggiatura originale.
Contemporaneamente alla realizzazione di Volti Cassavetes continuò a lavorare come attore per importanti film, come Rosemary's Baby e Quella sporca dozzina.
[modifica] Gli anni '70
Dopo Volti Cassavetes girò nel 1970 Mariti, interpretato dai soliti Cassell e Falk, con l'aggiunta dello stesso Cassavetes. Il film, nella versione originale, dura 140 minuti, ma la distribuzione italiana tagliò 35 minuti.
Il film successivo fu Minnie e Moskowitz (1972), una commedia sofisticata che vanta una "confezione" più professionale rispetto ai film precedenti, ma contiene la solita improvvisazione e parodia il tipo di genere.
Dopo tre anni, due dei quali spesi nella ricerca di un distributore, Cassavetes girò Una moglie, un vero e proprio show di Gena Rowlands (forse la sua migliore interpretazione di sempre) e probabilmente la sua migliore opera. Il film ricevette due nomination agli Oscar, per la migliore attrice e per il miglior regista, e ottenne un buon successo di pubblico e critica.
Due anni dopo Cassavetes girò L'assassinio di un allibratore cinese, che negli USA venne snobbato e considerato un film "minore", un "divertissement". Il film fu presentato in due versioni: la seconda uscì nel 1978, e in Italia fu letteralmente massacrata dalla distribuzione, che tagliò 23 minuti di film. Il film è una parodia e una rivisitazione del "gangster movie", e vede protagonista un ottimo Ben Gazzara.
L'anno dopo il regista diresse La sera della prima, altra prova maiuscola della moglie Gena Rowlands, che crea con il regista dei duetti indimenticabili.
[modifica] Gli anni '80
Nel 1980 Cassavetes girò Gloria - Una notte d'estate, una rivisitazione del thriller, con protagonista ancora la moglie. Il film vinse il Leone d'Oro alla Mostra di Venezia e ottenne un gran successo presso la critica e il pubblico. Nel 1998 Sidney Lumet diresse un remake della pellicola, Gloria. Il ruolo della Rowlands fu interpretato da Sharon Stone. Questo fu probabilmente l'ultimo grande film del regista di origine greca. Gli ultimi due suoi film infatti furono girati tra problemi con i produttori e l'incombere della malattia che gli sarà fatale.
Nel 1983 Cassavetes girò Love Streams - Scia d'amore, tratto da una pièce teatrale diretta dallo stesso regista. Il film fu prodotto dall'allora forte Cannon, ma la critica lo considerò un prodotto commerciale come tanti altri, lontano dallo stile cassavetessiano. Il film comunque vinse l'Orso d'Oro al Festival di Berlino.
Durante la lavorazione di Love Streams - Scia d'amore il regista scoprì di aver contratto la cirrosi epatica. Interpretò ancora alcuni film come attore e nel 1985 accettò di subentrare al regista Andrew Bergman sul set di Il grande imbroglio, a riprese abbondantemente iniziate. Il film è una commedia interpretata da due amici di Cassavetes: Peter Falk e Alan Arkin. Il film però si rivelò un vero e proprio lavoro su commissione e deluse in toto il regista, che lo ripudiò.
Dopo il 1985 la malattia del regista si aggravò e si rivelò incurabile. Cassavetes morì il 3 febbraio 1989, a 59 anni.
[modifica] Influenze
John Cassavetes ha influenzato e ispirato molti registi, a partire da Martin Scorsese, fino a registi indipendenti come Jim Jarmusch e Alexandre Rockwell.
[modifica] Filmografia
[modifica] Regie cinematografiche
- Ombre (Shadows) (1959-1960)
- Blues di mezzanotte (Too Late Blues) (1961)
- Gli esclusi (A Child is Waiting) (1963)
- Volti (Faces) (1968)
- Mariti (Husbands) (1970)
- Minnie e Moskowitz (Minnie and Moskowitz) (1972)
- Una moglie (A Woman Under the Influence) (1975)
- L'assassinio di un allibratore cinese (The Killing of a Chinese Bookie) (1976)
- La sera della prima (Opening Night) (1977)
- Gloria - Una notte d'estate (Gloria) (1980)
- Love Streams - Scia d'amore (Love Streams) (1983)
- Il grande imbroglio (Big Trouble) (1985)
[modifica] Regie televisive
- Johnny Staccato (episodi: Murder for Credit, Evil, A Piece of Paradise, Night of Jeopardy, Solomon) (1959-1960)
[modifica] Attore
- Taxi di Gregory Ratoff (1953)
- Notte di terrore (The Night Holds Terror) di Andrew L. Stone (1955)
- Pianura rossa (The Purple Plain) di Robert Parrish (1956)
- Delitto nelle strade (Crime in the Streets) di Don Siegel (1956)
- Nel fango della periferia (Edge og the City) di Martin Ritt (1957)
- Intrigo all'Avana (Affair in Havana) di Laszlo Benedeck (1957)
- Lo sperone insanguinato (Saddle in the Wind) di Robert Parrish (1958)
- Sabbie roventi (Virgin Island) di Pat Jackson (1958)
- The Webster Story di Don Chaffey (1961)
- Contratto per uccidere (The Killers) di Don Siegel (1964)
- Facce senza Dio (Devil's Angels) di Daniel Haller (1966)
- Quella sporca dozzina (The Dirty Dozen) di Robert Aldrich (1966)
- Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York di Roman Polanski (1968)
- Roma come Chicago di Alberto De Martino (1969)
- Gli intoccabili di Giuliano Montaldo (1969)
- Se è martedì deve essere il Belgio (If It's Tuesday, this must be Belgium) di Mel Stuart (1969)
- Capone (Quella sporca ultima notte) di Steve Carver (1975)
- Mickey e Nickey (Mickey and Nickey) di Elaine May (1975)
- Panico allo stadio (Two-minute warning) di Larry Peerce (1976)
- Thieves di John Berry (1976)
- Fury (The Fury) di Brian De Palma (1978)
- Obiettivo Brass (Brass Target) di John Hough (1978)
- La tempesta (Tempest) di Paul Mazursky (1982)
- Di chi è la mia vita (Whose Life is it Anyway?) di John Badham (1982)
- Incubus, il potere del male (Incubus) di John Hough (1982)
- C'era una volta (Like Father & Son) di David Greene (1984)
[modifica] Bibliografia
- Sergio Areco. John Cassavetes. Milano, Il Castoro cinema, 1999. ISBN 88-8033-148-5
- Thierry Jousse. John Cassavetes. New York, Lindau, 1997. ISBN 88-7180-358-2
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su John Cassavetes dell'Internet Movie Database