Enrico Teodoro Pigozzi
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Enrico Teodoro Pigozzi (Torino, 26 giugno 1898 – 18 novembre 1964) è stato un imprenditore italiano, fondatore della casa automobilistica francese Simca.
Enrico Teodoro Pigozzi nacque a Torino nel 1898 e sin da ragazzo diresse la ditta di trasporti del padre, scomparso prematuramente. Dopo il servizio militare, dove venne assegnato all'arma aeronautica, decise di cedere la ditta di famiglia ed iniziare a la vendita di motociclette inglesi ed americane. Chi lavorava in campo motoristico nella Torino del primo novecento, inevitabilmente veniva a contatto con la Fiat e così capitò a Pigozzi, a cui venne offerto di trasferirsi a Parigi per coordinare la raccolta di rottami automobilistici, necessari a rifornire di materiale ferroso le fonderie della casa torinese.
Pigozzi accettò e dopo due anni di questa attività, divenne concessionario per la vendita di auto sul mercato francese, fino a quando la Fiat, per aggirare l'ostacolo delle tariffe doganali, decise di inviare in Francia parti staccate di automobili da assemblare e carrozzare in loco. Pigozzi affittò un vecchio capannone e coordinando abilmente l'officina di montaggio e le carrozzerie francesi, in soli venti mesi riuscì a sfornare 29.000 vetture, vendute con il marchio Fiat-France.
Pigozzi non era però contento del successo e riteneva che la vendita delle auto fosse limitata dal noto nazionalismo francese, poco disposto nei confronti delle marche estere. La crisi economica che scoppiò in Francia nei primi anni trenta, consentì a Pigozzi di acquistare a buon prezzo lo stabilimento di una piccola fabbrica automobilistica di Nanterre, la Donett-Zédel, che da tempo aveva chiuso i battenti. Una rinfrescata alle pareti, pochi macchinari ed una diligente organizzazione di acquisizione e vendita (che ora si chiama "just in time") costituirono le basi del nuovo marchio francese, denominato SIMCA - Société Industrielle de Mécanique et Carosserie Automobile.
Nell'aprile del 1936 venne proposta al mercato francese la Simca "5", copia fedele della Fiat "Topolino", al costo di soli 9.900 franchi. Fu un successo, bissato dalla Simca "8", clone della "Balilla 508", che verrà venduta in più di duemila esemplari al mese. La produzione venne sospesa durante il periodo bellico e, nel 1946, riprese con i medesimi modelli.
Ma Pigozzi, ormai, accarezzava l'idea di un'auto tutta sua. Il che si verifica nella primavera del 1951, quando appare la "Aronde 9", una autovettura di linea tondeggiante, spinta da un motore quattro cilindri di 1.221 cc con 45 CV. Pigozzi ormai sapeva che nel nuovo mercato la sostanza è importante, ma meno dell'immagine. Così organizzò una dimostrazione di affidabilità, facendo percorrere alla sua "Aronde" 100.000 Km in quaranta giorni e quaranta notti di moto ininterrotto, ad oltre 100 Km/h sulla pista di Montlhéry. Gli ordinativi cominciarono a fioccare e Pigozzi capì d'essere sulla strada giusta. Eseguì un secondo tentativo sulla stessa pista, facendo salire la media a 112 Km/h e, per destare maggiore impressione, fece compiere alla "Aronde" un terzo exploit sulle strade urbane di Parigi. La stampa seguì con interesse le imprese della Simca e del suo fondatore che venne immediatamente ribattezzano "Henry Théodore", aggiungendo pure l'accento sull'ultima vocale del cognome; com'era già o sarebbe capitato a Gordinì, Bugattì, Figonì, Falaschì e Bertonì. In ogni caso, "monsieur Pigozzì" divenne l'uomo del momento e, nel 1952, la SIMCA vendette 70.000 esemplari di "Aronde 9".
Il passo successivo sembrava dover essere quello di completare la gamma con un modello di lusso. Venne presa in considerazione la possibilità di rilevare Ford-France e, per meglio valutare la convenienza dell'operazione, Pigozzi chiese la consulenza di alcuni alti dirigenti della Fiat, quali Montabone e Dante Giacosa. La storia dell'automobile insegna come sia sostanzialmente impossibile avere successo di mercato con un modello costoso che non abbia un grande prestigio sportivo o una solida tradizione tecnologica; tuttavia, la fortuna che lo ha sempre assistito e le rassicurazioni dei consulenti convinsero Pigozzi ad iniziare la produzione della "Vedette", una berlina di scuola americana spinta da un motore V8 di 2.300 cc, che venne presentato alla stampa nel 1954. L'investimento fu notevole e si rivelerà un fiasco colossale, ma le sostanziose vendite della "Aronde 9" e l'ingresso minoritario (15%) della Chrysler nel capitale sociale ripianarono la situazione.
Imparata la lezione, Pigozzi tornò al vecchio metodo e si rimise all'opera per progettare un nuovo modello: la Simca "1000", una berlina di piccola cilindrata dalle mediocri caratteristiche tecniche, ma dal prezzo convenientissimo. Presentata nel 1961, in pochi mesi otterrà un enorme e duraturo successo commerciale, anche in Italia.
Purtroppo, nell'autunno del 1964, Pigozzi venne a mancare. La Chrysler iniziò la scalata al pacchetto azionario fino ad assumere il pieno controllo della Simca nel 1970.
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