Araneae
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Un esemplare di Argiope aurantia |
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Classificazione scientifica | ||||||||||||
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Sottordini | ||||||||||||
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I ragni (Araneae Clerck, 1757) sono un ordine di Aracnidi che comprende circa 400.000 specie.
Lo studio dei ragni è noto come aracnologia.
Indice |
[modifica] Tassonomia
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Per approfondire, vedi la voce Famiglie di Araneae. |
L'ordine degli Araneae comprende 108 famiglie.
[modifica] Descrizione
Hanno opistosoma peduncolato, cheliceri veleniferi ad uncino con i quali uccidono o tramortiscono la preda (dalla quale poi succhiano i liquidi interni), pedipalpi, simili a piccole zampe, a funzione sensoriale (e copulatrice nei maschi), mentre nella parte posteriore dell'opistosoma recano come unico residuo di appendici le cosiddette "filiere", con annesse ghiandole sericigene, per produrre e filare la tela. Le dimensioni variano notevolmente da specie a specie.
Il Patu marplesi della Samoa Occidentale ha una dimensione di mezzo millimetro, mentre i ragni più grossi conosciuti appartengono al genere Theraphosa (Theraphosa blondi e Theraphosa apophysis) delle foreste del Guyana: sono stati ritrovati degli esemplari che superavano i 30 cm da zampa a zampa (legspan), mentre solo l'addome può superare i 10 cm.
[modifica] Abitudini
Sono animali predatori.
Anche se il ragno è famoso per essere un grandissimo costruttore di ragnatele, che sono lo strumento di cattura per le prede, molte specie di aracnidi si sono evolute utilizzando diversi tipi di caccia. Esistono ragni come le tarantole (appartenenti alla famiglia Theraphosidae) che cacciano a terra, a volte usando cunicoli e tenendo imboscate contro le loro prede. Ci sono ragni che passano la loro vita sotto la superficie dell'acqua come la Argyroneta aquatica, volgarmente conosciuta anche come ragno palombaro, che riesce a respirare creando una bolla d'aria nella sua tela subacquea.
Se la tattica dei ragni varia a seconda della specie e del territorio in cui vivono, i ragni uccidono sempre mediante iniezione di veleno nel corpo delle proprie vittime. Contrariamente a quello che si pensa, il ragno non si difende mordendo il predatore, bensì nei casi dove si trova in pericolo, il ragno strofina le zampe posteriori rilasciando così i suoi peli, che se a contatto con il sistema respiratorio, possono provocare irritazioni e gravi danni a persone che soffrono di disturbi respiratori.
La vita media di una ragno è di pochi anni, anche se non vi sono prove certe sulla loro longevità. Una femmina di tarantola, per esempio, può arrivare a vivere fino a 20 anni.
I ragni non sono animali aggressivi, di fronte al pericolo scelgono sempre la fuga, e attaccano solamente quando li si mette in una condizione che li impossibilita a fuggire.
Certi ragni possono cambiare pelle una volta nella propria vita per guarire dalle ferite e dai segni del tempo.
Il filo dei ragni è costituito da una pasta proteica che indurisce al contatto con l'aria: è poco denso ma molto resistente. Non tutti i ragni usano il filo per tessere la tela. Alcuni lo usano per salire e scendere, come degli acrobati, per avvolgere le uova, o anche come un "paracadute" per farsi trasportare dal vento. Alcuni ragni respirano attraverso polmoni, cavità interne in cui l'aria scambia gas con l'emolinfa. Altri posseggono un sistema di trachee, tubi semirigidi di cutina che, ramificandosi, portano l'aria direttamente ai tessuti. I ragni si nutrono generalmente di altri artropodi, ma le specie più grandi predano occasionalmente anche piccoli mammiferi. Usano i cheliceri per forare l'esoscheletro della preda, da cui succhiano l'emolinfa ed i tessuti molli mediante un'appendice boccale a forma di cannuccia.
[modifica] Rapporti con l'uomo
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Per approfondire, vedi la voce Morsicatura di ragno. |
Sulla presunta pericolosità dei ragni spesso si sentono affermazione del tutto errate. Innanzitutto va fatta una precisazione, ovvero che tutti i ragni sono velenosi. Come detto, l'aracnide per uccidere le sue prede vi inietta del veleno, il quale può avere differenti sintomatologie nel corpo della vittima, ma che nella maggioranza dei casi colpisce il sistema nervoso e respiratorio. La morte da veleno di ragno, per le vittime avviene mediante paralisi seguita da un blocco respiratorio letale. Non esiste una classifica sicura che determini quale sia il ragno più velenoso del mondo, ma si possono fare delle ipotesi analizzando la neurotossicità del veleno. La tossicità del veleno di un ragno non dipende assolutamente dalle proprie dimensioni, basti pensare all'italiana Malmignatta (Latrodectes tredecimguttatus) parente stretta della vedova nera, che misura pochi centimetri, ha un veleno nettamente più tossico di molte specie di tarantole. Anche se il suo veleno non è letale all'uomo, causa fortissimo dolore alla parte colpita.
I ragni più pericolosi per l'uomo vivono in Australia e spesso sono molto aggressivi.
Il ragno volgarmente detto Australian funnelweb (Atrax robustus) può causare un edema polmonare anche ad un uomo adulto in buona salute se questo non possiede l'antidoto. La femmina è grande circa il doppio del maschio, anche se quest'ultimo ha un veleno 5 volte più tossico; sia la femmina che il maschio rientrano nelle 4 specie più pericolose per l'uomo.
La vedova nera (Latrodectus mactans) ha un veleno 15 volte più tossico di quello di serpente a sonagli ma siccome la quantità di veleno deposto dal ragno è relativamente bassa, la mortalità da veleno di vedova nera è abbastanza contenuto.
Il White tailed spider (Lampona cylindrata) anch'esso nativo dell'Australia, è forse il ragno più pericoloso per l'uomo. Le sue dimensioni ridotte (circa 15-35mm) gli permettono di essere quasi invisibile, è caratterizzato da un'estrema aggressività e da una velocità molto sviluppata. Il suo veleno è micidiale anche per l'uomo e sebbene non causi la morte, il suo veleno è responsabile di dolorose lacerazioni della pelle che faticano a guarire ed a cicatrizzarsi.
Un altro ragno tra i più pericolosi per l'uomo è il Ragno topo (Missulena occatoria). Vive in Australia e raggiunge una dimensione di circa 4-5cm per i maschi e 7-10cm per le femmine. Il ragno topo è estremamente pacifico, ma attacca se provocato in modo continuo. Il suo veleno causa intensi dolori, una temporanea paralisi della parte colpita, momentanea pazzia, nausea, vertigini, forte tachicardia e nei casi estremi la morte. Non esistono comunque molte situazioni in cui questo aracnide si è reso responsabile di attacchi agli umani.
L'azione tossica del veleno di un ragno cambia moltissimo a causa di innumerevoli varianti. L'autunno per esempio è il periodo dell'anno in cui gli aracnidi sono più aggressivi, ma non esiste certezza matematica che il veleno di un ragno abbia lo stesso effetto su differenti vittime. I bambini ed i vecchi sono i più esposti alla neurotossicità di alcuni veleni dei ragni, ma anche qui non vi sono delle classificazioni ufficiali. Lo stato di salute generale, la quantità di veleno che penetra la barriera della pelle, il tempo di esposizione al veleno prima della reazione della vittima sono tutti fattori che farebbero variare di molto la sintomatologia.
Per chi soffrisse di aracnofobia comunque, è forse confortante sapere che le normali api uccidono un numero 20 volte superiore di esseri umani durante un anno, piuttosto che tutte le specie di ragni.
[modifica] Il ragno come simbolo
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Per approfondire, vedi la voce Ragno (immaginario). |
Il ragno è un animale che, per le sue caratteristiche, ha colpito e stimolato l'immaginario umano, entrando (spesso come una creatura leggendaria) nel folklore e nella mitologia di vari popoli. Tra le numerose attestazioni, spiccano in particolare il mito di Aracne e il fenomeno del tarantismo.
Come il serpente, anche il ragno alterna una simbologia positiva ad una negativa, in base a come le sue stesse caratteristiche (fisiche, comportamentali, persino "psicologiche") sono state interpretate di volta in volta.
Uno degli aspetti che ha maggiormente colpito l'immaginario umano è la laboriosità del ragno, unita a una grande precisione tecnica, che tale animale dimostra nel tessere la propria tela. Da ciò derivano molti miti (in primis quello greco di Aracne), in cui tale caratteristiche divengono il centro o, quantomeno, lo spunto della narrazione e - spesso - il fulcro del significato morale.
Nella letteratura e nel cinema, il ragno compare spesso come creatura orrorifica, con lo scopo di inquietare o spaventare il lettore o lo spettatore. Per tale motivo, nella maggior parte dei casi, lo si ritrova nei romanzi e nei film horror, fantasy e fantacientifici, oltre che nelle fiabe, nelle favole e in poesia; qui (sebbene non sempre) il ragno è un antagonista, ovvero il nemico o comunque la controparte del protagonista. Vi sono però delle eccezioni, comprese delle storie in cui il ragno stesso è protagonista, anche positivo.
Per un elenco dei film e libri con per protagonisti i ragni vedere anche la lista dei "Ragni d'autore"
[modifica] Bibliografia
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni