Storia dell'Inghilterra
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La storia dell'Inghilterra, in quanto terra degli Angli, dei Sassoni e degli Juti, successivamente fusisi fra loro nel popolo anglosassone, si può far iniziare attorno alla metà del V secolo d.C. (secondo taluni nel 449). All'indomani della fine della dominazione romana (407 o 410) infatti, tribù di Angli, di Sassoni e di Juti invasero le sponde della Britannia. Essi misero in fuga i Celti, antichi abitanti dell'isola, spingendoli verso l'attuale Galles o, in taluni casi, si fusero con essi. Gli Anglosassoni chiamarono quest'isola Angleland, cioè "Terra degli Angli", che in seguito diventerà England (Inghilterra).
[modifica] Gli anglosassoni
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Per approfondire, vedi la voce Anglosassoni. |
Tra il V e il VI secolo non abbiamo molte notizie sulla storia inglese. Le poche notizie ci vengono dal De excidio et conquestu Britanniae, opera storiografica del cronista Gildas (vissuto nel VI secolo), dalle vite dei santi, dallo studio dei toponimi e delle opere poetiche e dai ritrovamenti archeologici. Come in precedenza i romani, anche i britanni assoldarono mercenari germanici per difendersi dalle bellicose tribù che vivevano nel nord dell'isola. Successivamente, i mercenari sassoni si ribellarono e iniziarono un processo graduale d'insediamento che culminò, nel VII secolo, con l'eliminazione della classe politica dominante e con l'instaurazione di una serie di regni germanici in tutta l'isola. Gli invasori erano angli, sassoni, franchi, juti e frisoni, popolazioni che avevano tradizioni simili e che pian piano si fusero in un solo gruppo, che prese il nome di anglosassoni.
Nel VII secolo, i regni germanici comprendevano la Northumbria, la Bernicia, la Deira, il Lindsey, la Mercia, l'East Anglia, l'Essex, il Wessex, il Sussex e il Kent. Erano regni turbolenti, ma si distinguevano per una forte monarchia e un uso delle leggi basato sul guidrigildo. Gli anglosassoni praticavano culti politeistici, non avevano una cultura scritta e vivevano di allevamento, caccia e agricoltura.
[modifica] La diffusione del Cristianesimo
Nei due secoli successivi, gli avvenimenti più importanti furono l'unificazione politica e l'avvento del Cristianesimo. Nel 596 il papa Gregorio Magno inviò nel Kent un gruppo di missionari guidati dal monaco Agostino. Il gruppo fu accolto con favore da re Etelberto del Kent, che si convertì alla nuova religione. I regni del sud dell'Inghilterra divennero cristiani e Agostino fu il primo vescovo di Canterbury.
In questo periodo, il cosiddetto "Cristianesimo romano" incontrò il "cristianesimo celtico-irlandese", predicato da San Colombano in Scozia e successivamente da Sant'Aidano in Northumbria, che fondò nel 635 un monastero presso Lindisfarne. Al sinodo di Whitby re Owsy della Northumbria scelse la religione cristiana romana e vi si convertì. Teodoro di Tarso, divenuto arcivescovo di Canterbury nel 668, istituì numerose diocesi e organizzò in maniera basilare la Chiesa in Inghilterra.
L'incontro tra la cultura celtica e quella latina generò una notevole serie di libri, in particolare in Northumbria, da dove vennero pensatori come San Beda il Venerabile e Alcuino di York.
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