Nicola Chiaromonte
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Nicola Chiaromonte (Rapolla, 1905 – 1972) è stato un politico, filosofo e intellettuale italiano.
Esponente antifascista, appassionato di filosofia (fu discepolo di Andrea Caffi) e di teatro, fondò con Ignazio Silone la rivista culturale indipendente Tempo Presente.
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[modifica] Biografia
Figlio di Rocco, trascorse i primi anni della sua vita a Roma e sin dall'età di vent'anni si votò all'antifascismo, dopo una breve parentesi fra le file fasciste, entrando a far parte della formazione Giustizia e libertà e finendo nel 1935 esule a Parigi per evitare l'arresto della polizia.
Nel 1936 fu in Spagna, combattente contro le armate franchiste nella pattuglia aerea di André Malraux, poi abbandonò il fronte per contrasto con i comunisti. Allo scoppio del secondo conflitto mondiale, in seguito all'invasione tedesca della Francia, riparò a New York, facendosi notare tra gli intellettuali americani.
Propugnatore del socialismo libertario che contrappose alle spinte anarchiche e trotzkyste della rivista Politics di Dwight Macdonald cui si legò intellettualmente, ebbe legami d'amicizia con filosofi come Hannah Arendt e scrittori come George Orwell, collaborando al settimanale italiano a New York, Italia libera con Gaetano Salvemini.
Tornato in Italia nel 1947 una prima volta e nel 1951 una seconda, si sentì esule nella propria patria, anche per il suo rifiuto a sottostare ai compromessi che volevano la cultura strettamente legata ai partiti politici; per un periodo tenne una rubrica di critica teatrale sulla rivista Il Mondo fondata da Mario Pannunzio.
Nel 1956, assieme allo scrittore Ignazio Silone fondò Tempo presente, rivista culturale indipendente, esperienza innovativa nell'Italia dell'epoca che portò avanti, nonostante qualche dissapore con Silone, con grande attenzione agli autori di notevole spessore che riempivano le pagine del mensile.
Le sue posizioni furono improntate all'anticomunismo ma, a differenza di Silone, fu senz'altro più utopico; vicino alle posizioni di Albert Camus teorizzò «la normalità dell'esistenza umana contro l'automatismo catastrofico della Storia».
[modifica] Opere
- Credere e non credere, Milano 1971
- Il tarlo della coscienza, postumo