Maurizio Ferrara
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Maurizio Ferrara (Roma, 29 maggio 1921 – Roma, 19 aprile 2000) è stato un giornalista e politico italiano.
Nato in una famiglia liberale ed antifascista, si laureò in giurisprudenza nel 1942 e nello stesso anno entrò nel Partito Comunista Italiano, partecipando alla Resistenza romana. Dal 1945 al 1970 lavorò all'interno del quotidiano L'Unità di cui fu commentatore politico, inviato e direttore dal 1966 al 1970.
Per anni segretario particolare del leader comunista Palmiro Togliatti, nelle elezioni regionali del 1970 fu capolista del PCI nel Lazio e venne eletto consigliere regionale. Confermò il suo seggio nelle consultazioni di cinque anni dopo e dal 1976 al 1977 fu presidente della regione Lazio: fu costretto a dimettersi a causa della risicata maggioranza che lo sosteneva.
Nel 1979 venne eletto senatore e confermò il suo seggio a Palazzo Madama nelle elezioni politiche del 1983 e del 1987. Numerosi furono gli incarichi nel partito che gli vennero assegnati: era stato membro del comitato centrale del PCI dall'undicesimo al diciassettesimo congresso e segretario regionale del Lazio dal 1980 al 1984.
Con la moglie Marcella fu autore di varie opere politiche («Conversando con Togliatti» e «Cronache di vita italiana», aveva scritto anche «I prati lunghi», «Mal di Russia», «La Relazione») nonché di alcuni particolari libri in dialetto romanesco («Er compromesso rivoluzzionario», «Er comunismo cò la libbertà»).
Fu molto legato al figlio Giuliano Ferrara, di cui però non condivise né la candidatura alla elezioni europee del 1989 con il Partito Socialista Italiano né la svolta a destra e l'ingresso come Ministro dei Rapporti con il Parlamento nel primo governo Berlusconi. Maurizio Ferrara morì nella sua abitazione di Via dell'Orso a Roma a causa di un male incurabile.