Fontane di Napoli
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
![]() |
« Voi non le sentite, vero? Non la vedete, non capite... Eppure sta là, è sempre lei, la stessa da sempre...tutte le vibrazioni che ci avvolgono, che ci tengono in contatto con gli altri mondi, che guidano le nostre vite, le nostre anime, partono o passano tutte da questa assurda città costruita sul fuoco e sull'acqua... » |
(Erpidio A. [1] )
|
Le primissime Fontane di Napoli affondano le loro radici in età classica. Nei secoli successivi, come vedremo, l'aumento demografico e le dominazioni straniere diedero più risalto anche a questo tipo di strutture, che acquisirono maggiori caratteri decorativi.
Indice |
[modifica] L'approvvigionamento di acqua a Napoli
[modifica] Acquedotti
I greci scavarono cunicoli sotterranei per condurre le acque in città, numerose erano le risorse d'acqua fuori le mura e quelle maggiormente utilizzate erano le acque alle falde del Vesuvio e delle colline casertane.
I Cumani o gli stessi Ellenici, costruirono l'acquedotto della Bolla che seguiva un lungo percorso, iniziando dalle colline nell'entroterra campano (piana di Volla, da cui è derivato il nome) fino ad arrivare nella zona di Stadera. L'acqua veniva poi distribuita in cinque zone distinte: Dogana, Mercato, Annunziata, Cappella Vecchia e Loreto. Quest'acquedotto, il più antico della città, venne utilizzato anche in tempi più recenti.
L'abbondanza di acque non frappose dunque alcun ostacolo all'approvvigionamento; difficile fu invece farla arrivare fin dentro la città, poiché varia e complessa era la morfologia del terreno (un problema che si posero soprattutto i romani, in quanto, abituati a costruire per lo più acquedotti a cielo aperto, furono, in un primo momento, "obbligati" ad ampliare e ad ammodernare i precedenti acquedotti greci). Più tardi dotarono la città anche di imponenti acquedotti all'aperto che si estendevano per decine di chilometri e che inoltre rifornivano d'acqua tutte le città del golfo.
L' acquedotto sotterraneo di età augustea, denominato Claudio, riforniva d'acqua i centri militari marittimi di Miseno e Bacoli, nonché la Piscina Mirabilis. A Napoli venne adoperato per approvigionare d'acqua le ville di Bagnoli, Posillipo e del litorale napoletano.
Di grande utilità furono anche i tre acquedotti a pelo libero che furono utilizzati fino alla costruzione dell'acquedotto intubato del 1885.
Nei secoli seguenti, con la crescita della città, importanti furono anche gli acquedotti "moderni" del Carmignano (costruito nel XVII secolo dall' architetto Cesare Carmignano) e del Serino. Ancora oggi sono visibili, nella Napoli sotterranea, esempi di questi acquedotti, dei veri e propri complessi sistemi idraulici che per secoli hanno accompagnato la storia della città.
[modifica] Acque sorgive
L'approvigionamento d'acqua, proveniva dunque dagli acquedotti oppure da acque sorgive sparse in varie zone della città. Quest'ultime furono molto usate sino in età moderna o anche oltre; utilizzate per la distribuzione e/o per alimentare antiche fontane.
Per la sua leggerezza e freschezza, ma, soprattutto per le sue abbondanti riserve d'acqua, la sorgente del convento di San Pietro Martire fu tra le più celebri acque sorgive. Venne largamente utilizzata nel XVI secolo, anche da importanti figure storiche: come Carlo V, che prima di lasciare Napoli, fece rifornire le sue galee proprio dell'acqua di questo convento.
A Napoli quasi ogni quartiere era provvisto di almeno un'acqua sorgiva, di conseguenza numerose altre sono passate alla storia; solo per citarne qualcun'altra: a Santa Lucia vi erano due acque sorgive, quella che ha lasciato maggiori testimonianze di sè è la sorgente naturale che fuoriusciva dal Monte Echia. Altre ancora, erano site nella zona della Basilica di San Paolo Maggiore e nel quartiere aristocratico di Chiaia, precisamente, nella zona di Mergellina (un'acqua sorgiva molto amata ed usata dai Borboni).
[modifica] La storia delle fontane napoletane
[modifica] Origini
Attraverso attenti esami e resoconti storici, si è intuito che le fontane decorative e le stesse acque sorgive della Napoli antica, entrarono a far parte della vita del popolo già nel periodo della Magna Grecia. Oltre che per l'aspetto utile, furono protagoniste di divinizzazioni o costituivano dei veri e propri punti di riferimento, anche per quanto riguarda alcuni aspetti socio-religiosi, nonché esoterici.
[modifica] Le fontane dell'età moderna
Le prime fontane pubbliche napoletane dell'età moderna vennero costruite per lo più addossate a mura, chiese, palazzi o altri edifici, onde evitare che il popolo intralciasse piazze e slarghi o per consuete leggi emanate (vedi ad esempio la Fontana del Capone). In questo periodo storico, inoltre, anche a Napoli nacquero raffinate fontane che, come già accadeva da qualche secolo, aggiungevano all'aspetto utilitario, ulteriori funzioni di decoro e arredo urbano.
Nella seconda metà del 1500 vi fu un vero e proprio boom di fontane, legato soprattutto alla crescita demografica; nel 1595 Napoli aveva superato abbondantemente i 300.000 abitanti e fu dunque doveroso potenziare le strutture idriche cittadine e dare al popolo più fontane. Ricordiamo inoltre che alcune fontane della città sono state costruite anche per motivi celebrativi; a rappresentanza di un determinato periodo storico, o a raffigurazione di un sovrano (ciò accadeva soprattutto tra il XVII e il XVIII secolo).
[modifica] Le fontane nelle vicende storiche della città
Come già accennato, le numerose dominazioni straniere, portarono anche delle conseguenze sulla costruzione di nuove fontane. Molte dinastie, infatti, per "conquistare" il consenso popolare, usavano far dono ai cittadini di nuove e magnifiche fontane, a simboleggiare la loro generosità o il loro potere. Napoli, nel XVIII secolo, si ritrovò con un gran numero di fontane, in vari punti della città; per alcune fu necessaria la demolizione perché troppo ingombranti tanto da intralciare in alcune zone, particolarmente nei vicoli, il passaggio delle carrozze.
Altre furono rubate o distrutte da popoli invasori; inoltre, non era neanche raro che gli ex regnanti, prima di lasciare la città perché soppiantati da un nuovo straniero, distruggessero o sfregiassero fontane o altre strutture idriche (un sorta di rituale che aveva come scopo la punizione del "popolo traditore").
Nel tempo i progetti che prevedevano la costruzione di ulteriori fontane, rimasero sulla carta; mentre, alcune fontane che già adornavano la città, cambiarono locazione o furono modificate. Verso la fine del XIX secolo e l'inizio del XX, quelle inopportune, ovvero, le fontane ritenute fuori luogo nel contesto architettonico della città, ebbero vita breve o furono demolite. Oggi il loro numero è ancora elevato: sono più di cento (escludendo quelle di costruzione moderna) tra monumentali, ornamentali, rionali, ecc... Tuttavia, indipendentemente dalla loro tipologia, buona parte di esse versano in un allarmante stato di degrado (si vedano, ad esempio, la Fontana della Scapigliata o Fontana del Capone); altre ancora, sono rinchiuse nei depositi comunali del Chiatamone, in attesa di restauro e di visibilità.
[modifica] Fontane monumentali
Le fontane monumentali di Napoli sono solitamente di grandi-medie dimensioni, create in modo che entrassero a far parte coerentemente nell'arredo urbano. La loro magnificenza scultorea è dovuta non solo ad artisti di livello (Bernini, Domenico Fontana, ecc..) ma, in alcuni casi, anche a sapienti scultori di ignote botteghe napoletane.
Di seguito sono elencate le principali fontane monumentali della città:
- La Fontana del Nettuno (1595-1598). Realizzata su disegno di Domenico Fontana e lavorata da Michelangelo Naccherino e Pietro Bernini, ha cambiato numerose volte collocazione.
- La Fontana del Sebeto (XVII secolo). Progetta e creata da Cosimo Fanzago, rappresenta le vicende del fiume Sebeto (l'antico fiume che scorreva nel cuore di Napoli). L'acqua sgorga dai due mostri posti ai lati della struttura; la fontana è caratterizzata da un vecchio simboleggiante il corso d'acqua.
- La Fontana di Santa Lucia (Villa Reale) (XVII secolo) a differenza della precedente, è caratterizzata da numerosi bassorilievi; venne realizzata da Michelangelo Naccherino con la collaborazione di Alessandro Ciminiello, Geronimo d'Auria ed altri.
- La Fontana di Monteoliveto (XVII secolo) detta anche di re carluccio, venne dedicata a Carlo III di Spagna. Alla creazione ha partecipato anche Dionisio Lazzari e Cosimo Fanzago. Tra i marmorai si segnalano: Bartolomeo Mori, Pietro Sanbarbiero, Giovanni Maiorino, ecc..
- La Fontana della Tazza di Porfido, molto probabilmente, è la più antica del complesso vanvitelliano, visto che al suo centro è posto un piatto circolare proveniente da Paestum, laddove , originariamente, si ergeva anche il Toro Farnese proveniente dalla Terme di Caracalla di Roma (oggi al Museo Archeologico Nazionale per motivi di sicurezza).
- La Fontana del Formiello (XVI secolo) era chiamata anche Fontana Reale con Abbeveratoio. L'acqua sgorga da teste di leoni scolpiti nella parte bassa della struttura. Don Pedro Antonio d'Aragona voleva che venisse introdotta anche la statua di Filippo IV di Spagna, ma il popolo non acconsentì e così rimasero solo i grandi stemmi che tutt'oggi sormontano la parte centrale e le due laterali, della fontana.
- La Fontana del Gigante è posta sul lungomare di Napoli; la fontana è opera del Bernini e di Michelangelo Naccherino.
[modifica] Le fontane ornamentali e rionali
Numerose sono soprattutto le fontane ornamentali e rionali della città. Sono state costruite per svariati motivi, da quelli prettamente storici, a cui si è già accennato, a quelli puramente estetici, per lusso o per abbellire intere zone o angoli della città. Molte di loro furono usate anche come abbeveratoi per cavalli e lavatoi per le donne del popolo.
Di seguito vengono descritte ed illustrate alcune fontane ornamentali e rionali di Napoli:
- La Fontana della Sellaria è una delle fontane barocche di Napoli; fu realizzata nel 1649 con le spese dei proprietari delle case poste in quel rione che versarono le quote al giudice della Vicaria che provvide a pagare gli artisti e le maestranze. Il progetto fu commissionato all'architetto e ingegnere Onofrio Antonio Gisolfi con affidamento ai lavori al marmoraro Onofrio Calvano, al capomastro Leonardo de Mayo, al fabbro Salvatore Daniele e allo scappellino Domenico Pacifico e terminata 1653.
- La Fontana della Sirena è opera del prof. Onofrio Buccino (scultore), realizzata nel 1869 con la collaborazione di un giovanissimo Francesco Jerace.
- Si trovano in Piazza Mercato le due Fontane-Obelischi (una è posta sul lato est e l'altra sul lato ovest) il loro creatore è Francesco Seguro; il quale diede una netta influenza egizia alle due strutture. E' appunto caratterizzata da sfingi e volti di leoni scolpiti a metà altezza dell'obelisco. Le strutture non sono in buone condizioni, da tempo manca un massiccio piano di restauro e di salvaguardia. I monumenti inoltre sono spesso soggetti a vandalismi di vario genere.
- La Fontana del Leone fu voluta da Ferdinando IV di Borbone, perché in questo punto scorreva un'acqua molto fresca, tanto da essere molto richiesta dalla famiglia reale; soprattutto, quando passava del tempo nella zona di Mergellina. La fontana ha una forma semicircolare, si raggiungono i gettanti attraverso una rampa di scale.
- Il Cortile delle Carrozze era lo slargo dove venivano accolte tutte le carrozze in arrivo al Palazzo Reale. La Fontana del Cortile delle Carrozze è una delle fontane presenti nei cortili della residenza reale. Seppur venne quasi sempre usata come abbeveratoio per cavalli, acquisì comunque un notevole fascino donatogli dai pregevoli marmi utilizzati.
- La Fontana della Maruzza è una delle fontane rionali di Napoli: non vi sono molte informazioni circa la sua costruzione e/o il suo creatore. Si suppone che sia stata creata nel XVII secolo da un ignoto bottegaio napoletano.
- La Fontana del Capone risale al XV secolo e faceva parte del piano di rinnovamento dei servizi pubblici emanato da Don Pedro de Toledo. E' caratterizzata da un mascherone in marmo bianco e da una vasca semicircolare il cui fondo è composto da lastre di pietra bianca e grigia.
- La Fontana della Spinacorona (XVI secolo) è testimone del periodo in cui lo stile medievale veniva soppiantato da quello puramente barocco. Il soggetto della fontana è ancora una volta il simbolo leggendario di Napoli (la Sirena ) che quì è raffigurata intenta a spegnere le fiamme del Vesuvio.
[modifica] Le fontane dei palazzi, dei cortili e dei chiostri
Queste strutture idriche, sicuramente molto meno conosciute rispetto a molte altre fontane ornamentali, sono state costruite solo e rigorosamente a scopo decorativo. Gran parte di esse sono ubicate in cortili, palazzi, ville, giardini e chiostri. Solo di alcune vi si conosce il nome o la storia per intero, mentre, molte altre non compaiono neanche negli elenchi ufficiali del Ministero dei Beni Culturali: sul numero e le condizioni di queste fontane, da quanto si sa, non si prevedono né revisioni né aggiornamenti. Di seguito sono raffigurate alcune fontane "anonime" di Napoli, prive di storia o del loro nome, oppure di entrambe le cose:
[modifica] Fontanelle
Numerose anche le fontanelle di forma cilindrica (di metallo o ghisa); alcune sono caratterizzate da teste leonine poste più o meno alla sommità del cilindro e si trovano solitamente nei parchi della città. Le opere di riqualificazione urbana che interessano anche le aree verdi, stanno lentamente provocando la scomparsa di queste strutture idriche; alcune sono già state soppiantate da moderni gettanti.
[modifica] Note
- ^ Antonio Emanuele Piedimonte, Napoli segreta, Edizioni Intra Moenia, 2006
[modifica] Fonti
- Aurelio De Rose, Le Fontane di Napoli, Tascabili Economici Newton, 1994
[modifica] Collegamenti esterni
Portale Napoli: accedi alle voci di Wikipedia che parlano di Napoli