Architettura neogreca
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L'architettura neogreca è una corrente che si sviluppò all'interno del neoclassicismo, riprendendo l'apparato formale dell'architettura greca.
Indice |
[modifica] Opere paradigmatiche
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Per approfondire, vedi la voce Architettura neoclassica. |
Intorno al 1750 in Europa si diffuse la conoscenza dell'architettura greca, grazie all'intensificarsi di scavi archeologici e alla pubblicazione di alcuni libri come il primo volume delle Antiquities of Athens (1762). Il revival greco si affermò tra il 1780 ed il 1820-40, ma la prima opera ad introdurlo nel mondo occidentale è da ricercare in un tempio in stile dorico realizzato nel parco di Hagley Hall nel 1758. [1] Il tempietto fu progettato da James Stuart, il quale nel 1764 ricevette l'incarico per la sistemazione di un giardino nello Staffordshire, dove innalzò numerosi edifici ispirati all'architettura ateniese.
Tuttavia, solo verso la fine del XVIII secolo l'architettura greca, dapprima considerata primitiva rispetto a quella romana, trovò la definitiva consacrazione, grazie anche agli studi di Claude-Nicolas Ledoux ed altri. Tra il 1789 ed il 1793, in Germania venne realizzato il primo edificio ispirato ai Propilei di Atene: la Porta di Brandeburgo, a Berlino, realizzata da Carl Gotthard Langhans. L'opera di Langhans, che tuttavia presenta colonne con basamenti tipici dell'architettura romana, ebbe notevoli ripercussioni nel resto d'Europa: nel 1806 William Wilkins presentò un progetto per l'ingresso al Downing College di Cambridge, al quale fece seguito, nel 1810, la costruzione dei propilei di Chester Castle. Più tardi il tema fu ripreso nei Propyläen di Monaco di Baviera, i cui primi disegni furono presentati da Leo von Klenze negli anni dieci del XIX secolo.
Lo stile neogreco trovò in von Klenze e Karl Friedrich Schinkel due dei principali esponenti e la loro influenza fu tanta che si diffuse anche nelle altre regioni dell'Europa settentrionale, come la Danimarca, la Polonia e la Finlandia. Del primo, oltre ai Propyläen, è doveroso ricordare il maestoso progetto del Walhalla, un tempio classico, dedicato agli eroi della Germania, posto alla sommità di un vasto basamento; a Schinkel si devono invece opere quali la Neue Wache, l'Altes Museum e la Schauspielhaus di Berlino, che caratterizzarono fortemente il volto della capitale tedesca.

A Londra una delle opere più significative derivate dall'architettura greca è il grande colonnato ionico del British Museum; parallelamente, l'interesse per l'archeologia portò alla realizzazione di composizioni molto particolari come la chiesa di San Pacrazio (St Pancras New Church, 1818-1822), dove si segnala la presenza di un colonnato con cariatidi basato su quello dell'Eretteo dell'Acropoli di Atene. Sempre nel Regno Unito, Edimburgo divenne epicentro dell'affermazione neogreca nelle regioni settentrionali dell'isola; la Royal Scottish Academy, iniziata intorno agli anni venti dell'Ottocento e la coeva Royal High School rappresentano alcuni dei contributi più importanti. A Glasgow invece, intorno alla metà del medesimo secolo, Alexander Thomson riportò in auge il neogreco con la costruzione di alcuni singolari edifici come la Caledonia Free Church (1856, ora semidistrutta), pur senza esercitare particolare influenza nei suoi contemporanei.
Tendenze analoghe al resto d'Europa si manifestarono anche in Italia, dove, nei primi decenni dell'Ottocento, operò l'eclettico Giuseppe Jappelli; egli, dopo aver inserito elementi classici nel Caffè Pedrocchi, volse a temi più marcatamente neogrechi con la costruzione del mattatoio pubblico di Padova. Un'altra architettura notevole è il Tempio Canoviano, di Possagno, al cui disegno collaborò Gian Antonio Selva: il tempio, innalzato a partire dal 1819, propone una fusione tra il modello del Partenone e la rotonda del Pantheon di Roma.
Anche in Nordamerica il revival greco, introdotto dalle prime opere di Thomas Jefferson e Benjamin Latrobe, trovò importanti applicazioni. Non secondario fu poi l'apporto di William Strickland, che nel prospetto della Second Bank of the United States si richiamava al disegno del Partenone; lo stesso Strickland, intorno agli anni trenta dell'Ottocento realizzò la Borsa di Filadelfia, caratterizzata da un'abside ispirata al Monumento Coragico di Lisicrate.
[modifica] Altre immagini
Walhalla, presso Ratisbona |
Accademia di Atene, di Theophil Hansen |
[modifica] Note
- ^ N. Pevsner, J. Fleming, H. Honour, Dizionario di architettura, Torino 1981, voce "Neogreco".
[modifica] Bibliografia
- R. De Fusco, Mille anni d'architettura in Europa, Bari 1999.
- R. Middleton, D. Watkin, Architettura. Ottocento, Martellago (Venezia) 2001.
- N. Pevsner, J. Fleming, H. Honour, Dizionario di architettura, Torino 1981.
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