Anthony Quinn
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Anthony Quinn — nome d'arte di Antonio Rudolfo Oaxaca Quinn (Chihuahua, 21 aprile 1915 – Boston, 3 giugno 2001) è stato un attore messicano naturalizzato statunitense. È noto soprattutto per la sua interpretazione in famosissimi film di Hollywood e Cinecittà, e per i suoi due premi Oscar.
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[modifica] Infanzia e primi lavori
Nato da padre irlandese e madre messicana, una combinazione che gli avrebbe in seguito permesso di interpretare ruoli di varie etnie, crebbe a Boyle Heights, nei pressi di Los Angeles, California, U.S.A.; abbandonò presto la scuola (molto più avanti, negli anni novanta, ricevette il suo primo diploma dalla scuola superiore di Tucson, Arizona), e si diede alla boxe e alla pittura prima di intraprendere la carriera attoriale.
[modifica] Recitazione
Quinn cominciò la sua carriera d attore interpretando personaggi marginali in più pellicole del 1936, tra cui Parole (il suo debutto) e The Milky Way ("La via lattea"), dopo una breve esperienza in teatro; rimase poi relegato a ruoli "etnici" nelle pellicole della Paramount fino agli anni '40. Nel 1947, era un veterano con più di 50 film al suo attivo ed aveva recitato come indiano, mafioso, hawaiiano, indipendentista filippino, guerrigliero cinese, sceicco arabo (ma in toni umoristici), e non era ancora diventato famoso; perciò tornò al teatro, dove per tre anni ebbe un po' di successo interpretando a Broadway ruoli come Stanley Kowalski in Un tram che si chiama desiderio, lo stesso che darà la fama a Marlon Brando.
Torna sullo schermo agli inizi degli anni '50, principalmente in film di serie B come Maschera del vendicatore (1951), ma riesce anche a recitare con Marlon Brando in Viva Zapata! (1952) di Elia Kazan: la sua interpretazione come fratello di Emiliano Zapata gli frutta il suo primo premio Oscar (come miglior attore non protagonista nel 1952), e da quel momento in poi gli saranno assegnati ruoli ben più significativi.
Partito per l'Italia nel 1953 recitò in molti film di Cinecittà, regalando una delle sue migliori interpretazioni, come il rozzo e forzuto Zampanò, ne La strada di Federico Fellini, al fianco di Giulietta Masina (1954).
Tornato in patria, nel 1956 vince il suo secondo premio Oscar, sempre come attore non protagonista, interpretando il pittore Paul Gauguin in Brama di vivere (1956) di Vincente Minnelli, al fianco di Kirk Douglas; l'anno successivo riesce anche ad ottenere una candidatura per l'Oscar al miglior attore grazie al suo ruolo da protagonista in Selvaggio è il vento (1957) di George Cukor.
Negli anni '50, si specializzò in ruoli da "duro", talvolta "macho", ma alla fine della decade non nascose la sua età: fisico non più scolpito, capelli ingrigiti, e la sua voce prima calda e vigorosa divenne roca ma altrettanto affascinante. Il suo nuovo aspetto lo rese però credibile in ruoli come l'ex-colonnello e combattente per la libertà greca Andrea Stavrou ne I cannoni di Navarone (1961), l'ex-boxer Louis 'Mountain' Rivera in Requiem per un peso massimo (1962) e il beduino Awda Abū Tayy in Lawrence d'Arabia (1962). Il successo di Zorba il greco nel 1964 fu il punto più alto della sua carriera durante gli anni '60 – e gli fruttò un'altra nomination agli Oscar –.
Col finire della decade la sua interpretazione perse però vigore, i successi diminuirono, apparve solo in alcune serie televisive e pochi film. Nel 1980 partecipò al film Il leone del deserto, insieme a Irene Papas, Oliver Reed, Rod Steiger e John Gielgud; il film parlava del capo beduino Omar Mukhtar (Quinn) che combatté le truppe di Mussolini nel deserto della Libia; il film, finanziato da Muammar Gheddafi, fu ai tempi censurato con decreto del ministero dei beni culturali e la proiezione è tuttora vietata in Italia.
Nel 1983 rivisitò il suo personaggio più famoso recitando in una versione musical di Zorba, che a Broadway rimase in cartellone per 362 spettacoli.
Nel 1994, interpretò Zeus nella serie per la tv Hercules; la sua carriera cinematografica era ormai a una stasi, ma continuò a lavorare in film come Jungle Fever (1991) di Spike Lee, Last Action Hero (1993) di John McTiernan, e Il profumo del mosto selvatico (1995) di Alfonso Arau. Poco dopo la sua ultima interpretazione in Avenging Angelo (2001), Anthony Quinn morì di crisi respiratoria a causa di un cancro alla gola ad 86 anni a Bristol, Rhode Island, dove aveva trascorso l'ultima parte della sua vita e dove è oggi sepolto in una cripta di famiglia.
[modifica] Famiglia
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Quinn si dimostrò nella sua vita privata tanto vigoroso e passionale quanto appariva sullo schermo; divorziò dalla sua prima moglie Katherine De Mille, da cui aveva avuto tre figli, nel 1956; dall'anno successivo intraprese un burrascoso matrimonio di 31 anni con la costumista Iolanda Addolori: la loro relazione si spezzò nel 1993 allorché Quinn ebbe una relazione con la sua segretaria da cui ebbe un figlio; i due ebbero poi un secondo bambino nel 1996. In totale, Quinn ebbe 13 figli (tra cui Alex A. Quinn, Francesco Quinn, Lorenzo Quinn, Valentina Quinn e Danny Quinn) e tre amanti ufficiali.
[modifica] Altri interessi
Quinn fu studente ed amico di Frank Lloyd Wright.
Nel suo tempo libero continuò a dipingere e scolpire, e giunse ad essere un artista apprezzato.
Scrisse, da solo e in collaborazione, due memorie: Il peccato originale (1972) e One Man Tango (1997); nell'ultimo, Quinn è sincero e apologetico su alcuni dei momenti più bui del suo passato.
[modifica] Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni di o su Anthony Quinn
[modifica] Filmografia
- La conquista del West (1937)
- Waikiki Wedding (1937)
- Dangerous to know (1938)
- I Filibustieri (1938)
- La via dei giganti (1939)
- King of Chinatown (1939)
- Sangue e arena (1941)
- La storia del generale Custer (1941)
- I tre furfanti (1942)
- Gli eroi del Pacifico (1945)
- La parata dell'impossibile (1945)
- Sinbad il marinaio (1946)
- Sangue indiano (1947)
- La grande conquista (1947)
- La maschera del vendicatore (1951)
- Fiesta d'amore e di morte (1951)
- Viva Zapata! (1952)
- Il mondo nelle mie braccia (1952)
- Cavalleria rusticana (1953)
- Ad Est di Sumatra (1953)
- Seminole (1953)
- Cavalca, Vaquero! (1953)
- Ulisse (1954)
- La lunga notte (1954)
- La strada (1954)
- Il grande matador (1955)
- La pistola non basta (1956)
- L'uomo dalla forza bruta (1956)
- Brama di vivere (1956)
- L'ultima cavalcata (1957)
- L'ultima riva (1957)
- Il giorno della vendetta (1957)
- Selvaggio è il vento (1957)
- La tua pelle brucia (1958)
- Ombre bianche (1959)
- I bucanieri (1959)
- Il diavolo in calzoncini rosa (1959)
- Ultima notte a Warlock (1957)
- Orchidea nera (1958)
- Barabba (1961)
- I cannoni di Navarone (1961)
- Lawrence d'Arabia (1962)
- Una faccia piena di pugni (1962)
- La vendetta della signora (1964)
- Le meravigliose avventure di Marco Polo (1964)
- Zorba il Greco (1965)
- Ciclone sulla Giamaica (1965)
- Cominciò per gioco (1966)
- L'avventuriero (1967)
- La 25ma ora (film 1967) (1967)
- Gioco perverso (1968)
- L'uomo venuto dal Kremlino (1968)
- I cannoni di San Sebastian (1969)
- La stirpe degli dei (1969)
- Il segreto di Santa Vittoria (1969)
- Passeggiata sotto la pioggia di primavera (1970)
- Rpm Rivolizione per minuto (1970)
- Sergente Flep Indiano ribelle (1970)
- Rubare alla mafia è un suicidio (1972)
- Il boss è morto (1973)
- Los Amigos (1973)
- La quinta offensiva (1973)
- Contratto marsigliese (1974)
- Uno sporco eroe (1976)
- L'eredità Ferramonti (1976)
- Bluff - Storia di truffe e di imbroglioni (1976)
- Gesù di Nazareth (1977)
- Casablanca passage (1978)
- Il magnate greco (1978)
- Caravans (1978)
- I figli di Sanchez (1978)
- Il leone del deserto ("Lion of the Desert" proibito in Italia) (1980)
- The Message ("Il Messaggio") (1980)
- Stradivari (1988)
- Passione d'uomo (1988)
- Revenge, vendetta (1990)
- Cara mamma, mi sposo (1991)
- Jungle Fever (1991)
- L'impero del crimine (1991)
- Il mago (1993)
- Last action hero (1993)
- Hercules nel labirinto del minotauro (1994)
- Somebody to love (1994)
- Hercules e il regno perduto (1994)
- Il profumo del mosto selavatico (1995)
- Gotti (1996)
- Il sindaco (1996)
- Avenging Angelo (2002)