Aldo Manuzio
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Aldo Manuzio (in latino Aldus Manutius; Sermoneta o Bassiano, 1449 – Venezia, 5 febbraio 1515) è stato un editore e tipografo italiano. È ritenuto il maggiore tipografo del suo tempo e il primo editore in senso moderno. Introdusse numerose innovazioni destinate a segnare la storia della tipografia fino ai nostri giorni.
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[modifica] Biografia
Le origini della famiglia e l'esatto luogo di nascita sono oscure. Nelle sue prime edizioni si firma "Aldus Manucius", dal 1497 "Manutius", che dai posteri è stato poi re-italianizzato in "Manuzio". Che il vero nome potesse essere Teobaldo Mannucci è notizia priva di fondamento, asserita dall'edizione di libero dominio della Enciclopedia Britannica, ma non confermata dalla letteratura scientifica.
Aldo studiò il latino a Roma con Gasparino da Verona e Domizio Calderini, e il greco a Ferrara con Guarino da Verona. Nel 1482 fu a Mirandola assieme al suo amico e compagno di studi Giovanni Pico.
Quando questi si trasferì a Firenze, procurò ad Aldo il posto di tutore dei suoi due nipoti Alberto e Lionello Pio, principi di Carpi. Alberto Pio divenne successivamente il finanziatore delle prime stampe di Aldo, al quale donò anche delle terre nei pressi di Carpi. Il legame con Alberto Pio si mantenne tutta la vita.
In questo periodo devono essere maturati in Aldo dei piani molto precisi su quello che sarebbe diventato il suo progetto editoriale. La sua ambizione principale era quella di preservare la letteratura e la filosofia greca da ulteriore oblio, diffondendone i capolavori in edizioni stampate. Scelse infine Venezia come sede più idonea per la sua tipografia e vi si insediò attorno al 1490. I manoscritti e codici greci della Biblioteca Marciana, proprio in questo periodo, stavano rendendo la città lagunare il centro più importante per lo studio dei classici. Lì allacciò rapporti di collaborazione e di amicizia con letterati ed artisti del tempo e con molti studiosi greci fuggiti da Bisanzio e rifugiatisi a Venezia.
Questi intensi rapporti intellettuali portarono infine (1502) alla fondazione dell'Accademia Aldina, dedicata agli studi ellenistici, che poteva annoverare alcuni dei più grandi studiosi dell'epoca (come Erasmo da Rotterdam, Pietro Bembo e Thomas Linacre) tra i suoi membri. L'Accademia diede un notevole impulso allo studio dei classici greci in Italia ed in Europa.
Nel 1494 aprì la tipografia nella contrada di Sant'Agostin. Il suo motto, festina lente ovvero "affrettati con calma", apparve per la prima volta nel 1498 nella dedica delle opere di Poliziano. Era rappresentato da un simbolo raffigurante un'ancora con un delfino; l'ancora stava ad indicare la solidità, il delfino la velocità. Rapidamente, in tutt'Europa, i suoi volumi furono conosciuti come "Aldine".
La diffusione della lingua e della filosofia greca sembra essere stata prioritaria rispetto al profitto economico nell'operato di Aldo. La sua principale preoccupazione fu di mantenere altissima la qualità delle sue edizioni(che sono infatti considerate degli autentici tesori dai bibliofili), e non quella di renderle accessibili economicamente ad una cerchia più vasta possibile di lettori.
La commercializzazione delle sue opere era affidata a greci, e il greco era la lingua usata nelle conversazioni a casa sua nonché nelle istruzioni a tipografi e legatori. Impiegò non meno di trenta greci come correttori di bozze, ricercatori di manoscritti e calligrafi, sui cui modelli ricalcò i suoi caratteri.
Nel 1505 Aldo sposò Maria, la figlia di Andrea Torresano da Asola, che aveva rilevato la tipografia fondata a Venezia da Nicholas Jenson e che dal 1495 era in società con Aldo, assieme al a Pierfrancesco Barbarigo, figlio del doge in carica Agostino Barbarigo. Vennero così a fondersi due tra gli editori più importanti della città. Dopo la morte di Aldo il 6 febbraio 1515, il suocero ed i due cognati continuarono la sua attività fino alla maggiore età dei suoi figli (fra i quali l'umanista Paolo Manuzio). La tipografia Aldina cessò l'attività dopo la terza generazione, con Aldo Manuzio il giovane.
Oggi porta il suo nome il Progetto Manuzio, archivio elettronico di testi in lingua italiana.
Anche la Aldus Corporation (ora incorporata in Adobe), che nel 1985 pose le basi del Desktop Publishing professionale con il suo programma PageMaker, nel suo nome si riferiva a questo grande editore.
[modifica] Opere
Le opere di Aldo Manuzio ancora oggi, a quasi cinque secoli di distanza, suscitano interesse e meraviglia. Le circa 130 edizioni in greco, latino e volgare da lui pubblicate in 20 anni di attività sono tuttora studiate in tutto il mondo. Il suo catalogo costituì una specie di enciclopedia del sapere umanistico.
I primi volumi uscirono nel 1494. Furono quelli che Aldo stesso definì i "Precursori della Biblioteca Greca": "Ero e Leandro" di Museo, la "Galeomyomachia" e i Salmi. Tra il 1495 ed il 1498 per la prima volta al mondo fu data alle stampe l'edizione completa di Aristotele. Seguirono le opere di Aristofane, Tucidide, Sofocle, Erodoto, Senofonte, Euripide, Demostene ed infine Platone. Dal 1501 Aldo si concentrò sui classici latini ed italiani che pubblicò per la prima volta in formato in ottavo e nel carattere corsivo, fatto appositamente disegnare all'incisore Francesco Griffo da Bologna.
L'impatto rivoluzionario delle edizioni di Aldo Manuzio appare particolarmente evidente paragonando l'elegante volume in formato ottavo del 1502 contenente la Divina Commedia, stampato in corsivo senza alcun commento, agli ingombranti incunabuli del decennio precedente, che seppellivano il testo di Dante sotto una mole insostenibile di commentari esegetici. Questa edizione, che sarebbe diventata la base di tutte le ristampe per i successivi tre secoli, fu curata da uno dei più eminenti letterati dell'alto Rinascimento, il veneziano Pietro Bembo (1470-1547), che fu uno dei principali consulenti di Aldo.
La II edizione della Commedia, uscita dal torchio a mano del grande stampatore nell'agosto del 1515 a Venezia, risulta essere la prima edizione illustrata in assoluto della famosa opera e, anche per questo, in genere è addirittura più ricercata dell'edizione del 1502.
Meritano inoltre una menzione particolare:
- "De Aetna" di Pietro Bembo (1496). Nel "De Aetna" venne usato per la prima volta il carattere Bembo che è rimasto uno standard per tutta la storia della tipografia fino ai nostri giorni.
- "Hypnerotomachia Poliphili" (1499) di Francesco Colonna, erroneamente attribuito a diversi autori (tra gli altri oltre ad Aldo stesso a Leon Battista Alberti ed a Pico della Mirandola). Vero capolavoro dell'arte tipografica, corredato di splendide xilografie probabilmente opera di un artista della cerchia del miniaturista padovano Benedetto Bordone, è ritenuto il libro stampato più bello del Rinascimento. Una copia è visibile qui. Il libro è stato usato come base per un recente romanzo: Il codice del quattro.
Aldo stesso fu autore di grammatiche classiche, di un trattato di metrica e di traduzioni dal greco e dal latino.
[modifica] Innovazioni
- Il contributo forse più significativo di Aldo Manuzio alla moderna cultura della scrittura fu la definitiva sistemazione della punteggiatura: il punto come chiusura di periodo, la virgola, il punto e virgola, l'apostrofo e l'accento impiegati per la prima volta nella loro forma odierna. È scomparso invece il "punto mobile", usato da Aldo per chiudere le frasi interne al periodo.
- Per i suoi volumi, Aldo introdusse il cosiddetto formato ottavo, diverso dal manoscritto e dagli incunaboli dell'epoca per la sua maneggevolezza, portabilità e per le sue piccole dimensioni. Le Aldine erano quasi un precursore dei libri tascabili odierni. Il nuovo formato fu presto adottato in tutta Europa.
- Manuzio è considerato anche l'inventore del carattere corsivo (corsivo italico o aldino), che aveva pensato come riproduzione della calligrafia cancelleresca rinascimentale e usato per la prima volta nel 1502 nella sua edizione di Dante (il corsivo si chiama italique in francese e italics in inglese proprio a causa della sua origine nella tipografia veneziana di Manuzio). Esecutore di questo primo corsivo fu l'incisore dell'officina di Aldo, Francesco Griffo.
- Spetta ancora ad Aldo Manuzio il merito di aver pubblicato il primo catalogo delle proprie edizioni greche (1498) poi aggiornato con le successive opere latine e volgari (1503-13). Nei cataloghi si trova notizia degli argomenti trattati nei libri, trascrivendone i capitoli e fornendo apprezzamenti elogiativi circa la validità dell'opera.
[modifica] Bibliografia
Tra i più importanti libri su Aldo Manuzio si può qui citare:
- A.A. Renouard, Annales de l’imprimerie des Aldes, ou l’histoire des trois Manuce et de leurs éditions, Paris 1834 (III edizione).
- H. G. Fletcher III, New Aldine Studies. Documentary Essays on the Life and Work of Aldus Manutius, San Francisco 1988.
- Martin Lowry: Il mondo di Aldo Manuzio - Affari e cultura della Venezia del Rinascimento, ediz. Il Veltro, 1984, Roma, pp. 441 (Titolo originale: The world of Aldus Manutius - Business and Scholarship in Renaissance Venice, Basil Blacwell - 108 Cowley Road, Oxford, 1979). II edizione, con aggiornamento bibliografico 2000.
- L. Febvre, H. Martin, La nascita del libro, Roma-Bari, Laterza, 2001
- L. Braida, Stampa e cultura in Europa, Roma-Bari, Laterza, 2003
[modifica] Voci correlate
- Aldine
- Antiqua
- Editoria
- Liber Liber, associazione culturale che patrocina un progetto di biblioteca digitale intestato ad Aldo Manuzio.
- Paolo Manuzio.
- Storia dell'editoria italiana