Xilografia
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Per xilografia (dal greco ξύλον, "legno"), o, più italianamente, silografia, si intende l'incisione di immagini e a volte di brevi testi su tavolette di legno, le matrici, successivamente inchiostrate e utilizzate per la realizzazione di più esemplari dello stesso soggetto, su carta e a volte su seta, mediante la stampa con il torchio. Dato che la silografia è un tipo di incisione a rilievo, non è difficile inserire la matrice di legno nelle forme tipografiche, stampando insieme testo e immagini. Questa caratteristica della silografia rende il processo di stampa molto economico, infatti sarà usata soprattutto per i "testi popolari".
La tecnica è di origine cinese e le prime stampe su carta risalgono al VIII secolo d.C. In Europa fin dal XIV secolo si producono le prime xilografie, o silografie, che sono il mezzo per illustrare i primi libri a stampa.
Gli incisori utilizzano legni morbidi e facili da lavorare, tagliati nel senso della venatura. In questo modo si facilita il lavoro dell'incisore, ma le matrici si deteriorano velocemente. Già all'inizio del XVI secolo il legno è quasi abbandonato, sostituito dalle matrici in metallo.
La xilografia conosce un nuovo periodo di grande utilizzo, soprattutto per illustrare libri e giornali, a partire dal 1840 ca. e fino alla fine dell'800, quando questo utilizzo muore soppiantato dai nuovi processi fotografici. In questo periodo si impara ad utilizzare legni molto duri, soprattutto il bosso, e tagliati in senso perpendicolare alla venatura. Con queste caratteristiche le matrici, difficili da lavorare, riescono tuttavia a realizzare tirature anche molto elevate, nell'ordine delle diverse migliaia di esemplari.
Principale xilografo italiano del Novecento fu Tranquillo Marangoni.