Torque
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Il torque, torquis, torc o torq (latino: torques, da torqueo) era un collare, o più raramente un bracciale, solitamente d'oro o di bronzo, più raramente d'argento, usato dai Celti e affini.
Costituiva una sorta di segno tipico della divinità e, di conseguenza, indossandolo ci si garantiva protezione. Era un talismano catalizzatore e avvicinava l'uomo agli dei concentrandone l'energia mistica sul proprio corpo.
Per i Celti il Torque era dunque molto piu di un gioiello, era un oggetto mistico parte integrante dell'identità di un popolo che contrassegnava con toni sacri molti oggetti del vivere quotidiano.
Alcuni torque sono stati rinvenuti nelle tombe di popolazioni celtiche, quasi a simboleggiare il legame eterno con gli dei, l'auspicio di un buon viaggio nell'oltretomba, altre ancora le ritroviamo in alcuni dipinti romani che raffigurano guerrieri celti in battaglia vestiti solo dal torque al collo, come se quest'oggetto fosse l'unica protezione dal nemico, una protezione divina.
[modifica] Origini
In uso in Europa da varie gens dall'Età del Bronzo (circa dal I-II millennio a.C.) ne si ha traccia fino al 300; ebbe un comune utilizzo a partire dall'800 a.C. cioè dall'epoca in cui risalgono i suoi più antichi ritrovamenti dell'Età del Ferro presso le Alpi italiane. In seguito lo ritroviamo indossato da praticamente tutte le tribù celtiche e protoceltiche: dagli Iberi ai Liguri, a nord fino ai Celti insulari passando per tutte le tribù germaniche e della Gallia Transalpina; ma viene indossato e ritrovato anche presso i Galati (o Celti Anatolici in Asia Minore), gli Sciti ed i Persiani.
[modifica] Uso

Esso indicava l'alto rango di chi lo indossava e per questo motivo veniva spesso utilizzato nelle raffigurazioni delle divinità. Il torquis veniva utilizzato frequentemente nelle sepolture cerimoniali di individui socialmente importanti. Ciò è comprovato dal ritrovamento di una sepoltura di un principe nei pressi di Hochdorf e risalente al VI secolo a.C. e di un principessa ritrovata nei pressi di Vix in Borgogna. L'uso fra le popolazioni Celtiche di indossare torque è testimoniato anche da alcuni autori classici come Strabone e Cassio Dione Cocceiano. Il primo (IV, 4, 5) parla dell'usanza gallica di indossare ornamenti d'oro e appunto torque, mentre il secondo (LXII, 2, 1-4) afferma che la regina Budicca indossava al collo un grande collare a tortiglione.
Esistono molte altre testimonianze dell'usanza di indossare questo tipo di ornamento, sia da parte di esseri umani che di divinità: nella copia romana del Galata morente c'è la raffigurazione di un guerriero celtico nudo e con indosso un torque.
In molte monete di conio celtico sono raffigurati individui con indosso un torque. Molte divinità celtiche o romanizzate venivano raffigurate con un torque a simbolizzare il loro alto ufficio: una statua di Mercurio insieme alla sua sposa Rosmerta a Treviri indossano un collare a tortiglione, così come una statua di Ercole a Castlesteads o una di Venere proveniente da Augst, che indossano entrambi dei torque. Ma l'uso del torque è dedicato soprattutto alle divinità autoctone, come testimoniato dal famoso calderone di Gundestrup risalente al I - II secolo a.C. che raffigura immagini di divinità celtiche con al collo dei torque.
[modifica] Curiosità
Poiché questo ornamento era un elemento di spicco nel patrimonio di chi lo possedeva, esso era considerato dai soldati romani un bottino molto ambito, che spesso veniva assegnato a coloro che si erano particolarmente distinti in battaglia, come testimoniato da Plinio (Naturalis Historia, XXXIII, 2). I monumenti eretti in onore di soldati particolarmente meritevoli enumeravano spesso anche il numero di torque da essi raccolti in battaglia. Fu proprio dall'aver preso un collare simile da un guerriero gallico che Tito Manlio ebbe il cognomen di Torquatus (Cicerone, De Officiis, III, 31), che venne trasmesso ai suoi discendenti.