Space Shuttle
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Lo Space Shuttle (traduzione letterale: navetta spaziale), spesso abbreviato in Shuttle, nome ufficiale Space Transportation System (traduzione letterale: sistema di trasporto spaziale), in sigla STS, è un modello di navicella spaziale della NASA, l'ente governativo degli Stati Uniti responsabile per i programmi spaziali. È l'unico modello di navicella spaziale degli Stati Uniti attualmente in attività. La sua particolarità è la parziale riutilizzabilità, è stato infatti progettato per effettuare in sicurezza circa un centinaio di voli spaziali sostituendo solo alcune parti ausiliarie.
Lo sviluppo e le missioni spaziali dello Space Shuttle sono gestite dal Programma Space Shuttle.
Indice |
[modifica] Utilizzo
Lo Space Shuttle è utilizzato per il trasporto di grandi carichi verso diverse orbite, per il trasferimento dell'equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale e per effettuare missioni di manutenzione come quelle sul Telescopio Spaziale Hubble. Una sua potenzialità prevista originariamente e non ancora sfruttata è quella di riportare a terra satelliti artificiali.
Nel dettaglio:
- trasferire equipaggio da e sulla ISS
- missioni umane di manutenzione, specialmente sull'Hubble
- esperimenti umani in orbita terrestre bassa (Low Earth Orbit, LEO)
- trasporto in LEO di:
- grossi satelliti - includendo anche l'HST
- componenti per la costruzione della ISS
- rifornimenti
- trasporto di satelliti con il Payload Assist Module, per spedire il satellite in:
- un'orbita terreste alta; tra cui:
- il Chandra X-ray Observatory
- molti satelliti TDRS
- due DSCS-III (Sistema di Comunicazione Satelliti di Difesa)
- un satellite del Programma Di Supporto alla Difesa
- un'orbita interplanetaria; tra cui:
- la Sonda Magellano
- la Sonda Galileo
- la Sonda Ulisse
- un'orbita terreste alta; tra cui:
[modifica] Descrizione
Lo Space Shuttle è composto da quattro parti principali:
- l'Orbiter Vehicle (in sigla OV): un orbiter con spazio per l'equipaggio, vano di trasporto per il carico, tre motori principali che utilizzano il combustibile presente nei serbatoi esterni, e un sistema di manovra orbitale con due motori più piccoli;
- due Solid-fuel Rocket Booster (in sigla SRB): razzi riutilizzabili a propellente solido, il perclorato d'ammonio (NH4ClO4) e l'alluminio, che si staccano due minuti dopo il lancio ad una altezza di 66 km e vengono recuperati nell'oceano grazie al fatto che la velocità di caduta viene notevolmente ridotta da alcuni paracadute;
- l'External Tank (in sigla ET): un grande serbatoio esterno di combustibile contenente ossigeno liquido (in cima) e idrogeno anch'esso liquido (nella parte bassa) che servono ad alimentare i tre motori principali dell'OV. Si stacca dopo circa 8 minuti e mezzo ad una altitudine di 109 km, esplode in atmosfera e ricade in mare senza che venga poi recuperato.
I progetti iniziali prevedevano serbatoi supplementari sull'orbiter e altre attrezzature che però non furono mai costruite.
Lo Shuttle ha una grande stiva per il carico utile che si estende per buona parte della sua lunghezza. I portelloni della stiva sono provvisti di radiatori montati sulla superficie interna, e vengono tenuti aperti mentre lo Shuttle è in orbita per favorire il controllo termico, che viene mantenuto anche regolando l'orientamento dell'intero Shuttle rispetto alla Terra e al Sole. All'interno della stiva per il carico utile si trova il Sistema di Manipolazione Remota, detto anche Canadarm, un braccio robotizzato impiegato per recuperare e mettere in orbita il carico utile. Sino all'incidente del Columbia, il Canadarm veniva incluso soltanto nelle missioni in cui il suo impiego era richiesto dalla natura della missione stessa. Poiché il braccio è una parte cruciale della procedura di Ispezione della Protezione Termica che è attualmente richiesta per i voli dello Shuttle, in futuro probabilmente verrà incluso in tutti i voli.
Lo Space Shuttle ha subito numerosi miglioramenti nel corso degli anni. L'orbiter ha cambiato il suo sistema di protezione termico diverse volte per ridurre il peso e il carico di lavoro. Le piastrelle di ceramica devono essere controllate dopo ogni volo per trovare eventuali piastrelle rotte; inoltre assorbono umidità e quindi devono essere protette dalla pioggia. Questo inconveniente è stato dapprima risolto spruzzando sulle tegole il prodotto Scotchgard; in seguito è stata sviluppata una soluzione ad hoc. In un secondo tempo molte tegole della sezione dello Shuttle che diventa meno calda sono state sostituite da grandi pannelli di un materiale isolante avente la consistenza del feltro; ciò ha comportato il vantaggio di non dover ispezionare in modo particolarmente accurato zone molto grandi del rivestimento (in particolare la zona del carico).
Internamente lo Shuttle è rimasto in gran parte simile al progetto originale, con l'eccezione dei sistemi di avionica che vengono migliorati continuamente. I sistemi originali erano dei computer IBM modello 360 basati su processori Intel 8086, con sottosistemi di controllo video basati su microcontroller RCA 1802, collegati a monitor analogici posti nella cabina di pilotaggio, similmente agli attuali aerei di linea modello DC-10. Oggi la cabina di pilotaggio è basata su 5 computer APA-101S ridondanti basati su processori 80386, ed è dotata di sistemi a tutto display. I cinque calcolatori di bordo usano complessivamente circa 2 Mb di memoria RAM a nuclei magnetici, che diversamente dalla normale RAM integrata a transistor è completamente immune alle radiazioni. I computer impiegano il linguaggio di programmazione HAL/S. Come nella tradizione del Progetto Apollo-Sojuz, anche delle calcolatrici programmabili vengono portate a bordo (originariamente si usava il modello Hewlett-Packard 41C). Oltre alla cabina di pilotaggio a tutto display, svariati miglioramenti sono stati adottati per ragioni di sicurezza a seguito della esplosione del Challenger, fra cui una via di fuga per l'equipaggio da utilizzare in situazioni che richiedano un "ammaraggio". Con il sorgere della stazione spaziale, i sistemi a tenuta stagna interni sono stati sostituiti da sistemi di collegamento e attracco esterni, in modo da ottenere una maggiore capacità di carico nel ponte intermedio dello Shuttle da impiegarsi nelle missioni di rifornimento alla Stazione.
I motori principali dello Shuttle sono stati oggetto di parecchi perfezionamenti per migliorare la affidabilità e aumentare la potenza. Ciò spiega come mai durante la procedura di lancio si possono sentire comandi curiosi, come Porta la potenza al 106%; questo non significa che i motori vengano portati oltre il limite: il valore del 100% è il livello di potenza dei motori principali originali. Attualmente, il contratto per la fornitura dei motori prevede un valore del 109%. I motori originali potevano arrivare al 102%; il 109% fu ottenuto nel 2001 con la fornitura Block II.
Nei primissimi lanciatori il serbatoio esterno era verniciato di bianco per proteggere l'isolamento che riveste la maggior parte del serbatoio stesso. Miglioramenti di progetto e misure successive permisero di provare che la verniciatura non era necessaria, permettendo di risparmiare una frazione di peso apprezzabile, aumentando quindi il carico utile che è possibile portare in orbita.
Altre riduzioni di peso sono state ottenute eliminando alcune parti interne nel serbatoio dell'idrogeno che si sono mostrate non necessarie. Ne è risultato un modello di serbatoio esterno leggero che è stato poi adottato nella gran parte delle missioni dello Shuttle. Con il volo STS-91 si è visto l'impiego per la prima volta di un serbatoio esterno superleggero, realizzato con la lega alluminio-litio 2195, più leggero di 3,4 tonnellate rispetto all'ultima generazione di serbatoi leggeri. Poiché lo Shuttle non può volare senza equipaggio, tutti questi miglioramenti sono stati provati durante voli operativi.
Naturalmente, anche i razzi SRB sono stati migliorati. Va notata l'adozione di una terza tenuta ad o-ring nei giunti fra i segmenti in seguito all'incidente del Challenger.
Molti altri miglioramenti agli SRB erano stati pianificati per migliorare le prestazioni e la sicurezza, ma non sono mai stati messi in pratica; erano culminati nel progetto Advanced SRB, che avrebbe dovuto essere prodotto nella metà degli anni novanta, e che sarebbe stato notevolmente più semplice, economico e probabilmente più sicuro a fronte di prestazioni superiori, ma che è stato in seguito cancellato per tagliare i costi dopo che erano già stati investiti 2,2 miliardi di dollari. La cancellazione del progetto Advanced SRB ha portato allo sviluppo del serbatoio esterno superleggero, che dà una parte dell'aumento di carico utile senza miglioramenti dal punto di vista della sicurezza. Inoltre l'aeronautica ha sviluppato un proprio progetto di booster molto più leggero e in un singolo pezzo, ma anche questo è stato cancellato.
[modifica] Dati tecnici
- Altezza dello Space Shuttle: 56,14 m
- Altezza dell'orbiter: 37,23 m
- Apertura alare: 23,79 m
- Massa alla partenza: 2.041.000 kg
- ET: 751.000 kg
- SRB: 2 x 590.000 = 1.180.000 kg
- Spinta alla partenza: 34,8 MN
- SSME: 3 x 1,8 = 5.4 MN
- SSRB: 2 x 14,7 = 29,4 MN
- Massa al rientro (solo orbiter): 104.000 kg
- Carico massimo trasportabile: 28.800 kg
- Orbita: da 185 a 643 km
- Velocità: 27.875 km/h
- Posti astronauti: 10 (di solito l'equipaggio va da 5 a 7 persone tra piloti, specialisti di missione e scienziati)
[modifica] Esemplari costruiti

Di prova in grado solo di effettuare test di lancio e atterraggio:
- Enterprise (OV-101)
Persi in incidenti:
- Challenger (OV-099, ex-STA-099)
- Columbia (OV-102)
In uso:
[modifica] Statistiche di volo
Shuttle | Giorni di volo |
Orbite | Distanza in km |
Voli | Volo più lungo in giorni |
Equipaggio e passeggeri |
EVA | Agganci con Mir/ISS |
Satelliti messi in orbita |
---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
Atlantis | 257,83 | 3.873 | 152.534.078* | 28 | 13,84 | 174 | 25 | 7 / 8 | 14 |
Challenger | 62,41 | 995 | 41.527.416 | 10 | 8,23 | 60 | 6 | 0 / 0 | 10 |
Columbia | 300,74 | 4.808 | 201.497.772 | 28 | 17,66 | 160 | 7 | 0 / 0 | 8 |
Discovery | 281,45 | 4.433 | 185.235.454 | 33 | 13,89 | 206 | 35 | 1 / 7 | 31 |
Endeavour | 219,35 | 3.461 | 145.399.490 | 20 | 16,63 | 137 | 33 | 1 / 7 | 3 |
Totale | 1.121,78 | 17.570 | 726.194.210* | 119 | 17,66 (STS-80) | 737 | 109 | 9 / 22 | 66 |
* Informazioni relative alla missione STS-117 non ancora disponibili
La missione più lunga, l'STS-80 del novembre del 1996, è durata 17,5 giorni.
[modifica] Procedure per il lancio
- T -43 ore e in funzione - Il Direttore dei Test dello Shuttle effettua la tradizionale chiamata alle postazioni e il display del conto alla rovescia viene attivato.
- Inizia il controllo finale del veicolo e delle attrezzature per il lancio
- Controllo dei sistemi di volo di riserva
- Controllo del software di volo memorizzato nelle unità di memoria di massa e dei display
- Caricamento del software di volo di riserva nei computer di uso generale dell'orbiter
- Rimozione delle piattaforme del ponte intermedio e del ponte di volo
- Attivazione e test dei sistemi di navigazione
- Completamento della preparazione per caricare i reagenti e il sistema di distribuzione
- Completamento delle ispezioni preliminari al ponte di volo
- T -27 ore e sospeso - Questa è la prima sospensione programmata e di solito dura quattro ore.
- Allontanamento dalla piattaforma di lancio di tutto il personale non necessario
- T -27 ore e in funzione
- Inizio delle operazioni per caricare i reagenti criogenici nei serbatoi delle celle a combustibile dell'orbiter
- T -19 ore e sospeso - Questa sospensione programmata di solito dura quattro ore.
- Distacco dell'unità ombelicale intermedia dell'orbiter
- T -19 ore e in funzione
- Inizia la preparazione finale dei tre motori principali dell'orbiter
- Riempimento del serbatoio dell'acqua del sistema di soppressione acustica
- Chiusura dei servizi della coda sulla piattaforma di lancio
- T -11 ore e sospeso - La durata di questa sospensione programmata varia, ma di solito dura dalle 12 alle 13 ore.
- Preparazione dell'equipaggiamento degli astronauti
- Spostamento della struttura di servizio rotante nella posizione "park"
- Attivazione delle unità di misurazione inerziale e dei sistemi di comunicazione
- T -11 ore e in funzione
- Inizio dei controlli funzionali del tracker stellare
- Installazione della pellicola in numerose cineprese sulla rampa di lancio
- Attivazione delle celle a combustibile
- Allontanamento dall'area a pericolo di esplosioni di tutto il personale non necessario
- Passaggio dei depuratori dell'aria dell'orbiter all'azoto gassoso
- T -6 ore e sospeso - Questa sospensione programmata di solito dura due ore.
- La squadra di lancio verifica che non ci siano violazioni dei criteri per il lancio prima di caricare il serbatoio esterno con i propellenti
- Allontanamento di tutto il personale dalla piattaforma di lancio
- Raffreddamento delle linee di trasferimento del propellente
- Inizio del caricamento del serbatoio esterno con circa 1.900 metri cubi di propellenti criogenici
- T -6 ore e in funzione
- Conclusione del caricamento del serbatoio esterno con il carico di idrogeno liquido e ossigeno liquido
- Il Final Inspection Team arriva alla rampa di lancio per effettuare una dettagliata ispezione del veicolo
- T -3 ore e sospeso - Questa sospensione programmata di solito dura due ore
- Esecuzione della calibrazione pre-volo dell'unità di misurazione inerziale
- Allineamento delle antenne dell'Area di Lancio di Merritt Island
- T -3 ore e in funzione
- L'equipaggio parte per la rampa di lancio
- Completamento della preparazione per la chiusura della White Room della rampa di lancio
- I membri dell'equipaggio iniziano ad entrare nell'orbiter
- Controllo del posizionamento degli interruttori dell'abitacolo
- Gli astronauti effettuano un controllo radio con il centro di controllo del lancio (Kennedy Space Center) e il controllo di missione (Johnson Space Center)
- Chiusura del portellone dell'orbiter e ricerca di eventuali perdite
- Completamento della chiusura della White Room
- La squadra addetta alla chiusura si porta alla zona di rientro
- I dati principali del sistema di guida sono trasferiti al sistema di riserva
- T -20 minuti e sospeso - Questa sospensione programmata di solito dura 10 minuti.
- Il Direttore dei Test dello Shuttle effettua l'ultimo briefing
- Completamento dell'allineamento dell'unità di misurazione inerziale
- T -20 minuti e in funzione
- Passaggio del computer di bordo dell'orbiter alla configurazione di lancio
- Inizio del condizionamento termico delle celle a combustibile
- Chiusura delle valvole di sfiato della cabina dell'orbiter
- Passaggio del sistema di volo di riserva alla configurazione di lancio
- T -9 minuti e sospeso- Questa è l'ultima sospensione programmata e la lunghezza varia a seconda della missione.
- Il direttore del lancio, la squadra di gestione della missione e il direttore dei test dello shuttle chiedono ai propri team per un go/no go al lancio
- T -9 minuti e in funzione
- Avvio della sequenza automatica di lancio da terra
- Ritrazione del braccio di accesso all'orbiter (T-7 minuti, 30 secondi)
- Avvio unità di registrazione della missione (T-6 minuti,15 secondi)
- Avvio delle unità di alimentazione ausiliarie (T-5 minuti, 0 secondi)
- Avvio del recupero dell'ossigeno liquido (T-4 minuti, 55 secondi)
- Inizio dei test sulle superfici aerodinamiche dell'orbiter, seguiti dai test sull'orientamento dei motori principali (T-3 minuti, 55 secondi)
- Pressurizzazione del serbatoio dell'ossigeno liquido (T-2 minuti, 55 secondi);
- Ritrazione del braccio per lo sfiato dell'ossigeno gassoso, o "beanie cap" (T-2 minuti, 55 secondi)
- I membri dell'equipaggio chiudono e bloccano le visiere dei caschi (T-2 minuti, 0 secondi)
- Pressurizzazione del serbatoio dell'idrogeno liquido (T-1 minuto, 57 secondi)
- Spegnimento riscaldatori bi-pod (T-1 minuto, 52 sec)
- Spegnimento dei riscaldatori dei giunti dei SRB (T-60 secondi)
- L'orbiter è alimentato solo dall'energia interna (T-50 secondi)
- Il sistema di controllo del lancio a terra è pronto per la sequenza di avvio automatica (T-31 secondi)
- Attivazione del sistema di soppressione acustica della rampa di lancio (T-16 secondi)
- Attivazione del sistema di combustione dell'idrogeno dei motori principali (T-10 secondi)
- Accensione dei motori principali (T-6,6 secondi)
- T -0
- Accensione dei razzi a combustibile solido e decollo!
[modifica] Cancellazione della missione
Nel caso di problemi durante il lancio l'operazione dei razzi SRB non può essere fermata. Dopo l'accensione degli SRB, le modalità di cancellazione della missione possono essere applicate solo dopo che sono esauriti e sono stati abbandonati. Sono previste le seguenti modalità di cancellazione:
- Ritorno al sito di lancio (RTLS, Return To Launch Site); non si è mai verificata
- Cancellazione con atterraggio nella Costa orientale (ECAL, East Coast Abort Landing); non si è mai verificata
- Cancellazione con atterraggio transoceanico (TAL, Transoceanic Abort Landing); non si è mai verificata
- Cancellazione a lancio completato (AOA, Abort Once Around); non si è mai verificata
- Cancellazione verso un'orbita (ATO, Abort to Orbit); si è verificata durante la missione STS-51; ha costretto a ripianificare la missione, ma la missione è stata comunque dichiarata completata con successo.
La modalità di cancellazione dipende da quando, nella fase di ascesa, la cancellazione stessa si rende necessaria. Se l'idrogeno e l'ossigeno non sono necessari, vengono consumati deliberatamente in modo da poter abbandonare il serbatoio esterno in modo sicuro.
Una cancellazione con atterraggio transoceanico deve essere dichiarata in un intervallo di tempo che va approssimativamente da T+2min,30sec (decollo più due minuti e trenta secondi) e lo spegnimento dei motori principali, a circa T+8min,30sec. L'atterraggio potrebbe avvenire nella Base Aerea di Ben Guerir, in Marocco; all'Aeroporto internazionale di Banjul, Gambia; nella Base Aerea di Saragozza o nella Base Aerea di Moron in Spagna.
Se l'orbiter non riuscisse a raggiungere una pista, sarebbe costretto ad atterrare sul terreno o ad ammarare; è improbabile che l'equipaggio che si trovasse ancora a bordo possa sopravvivere.
Comunque, nel caso in cui lo Shuttle sia in volo planato controllato, il sistema di fuga per l'equipaggio permette l'evacuazione per mezzo di lancio con paracadute. Una particolare pertica permette ai membri dell'equipaggio di accedere a una via di fuga che conduce sotto l'ala sinistra dell'Orbiter.
Nei due incidenti che si sono verificati avvenne tutto così in fretta che si poté fare ben poco; l'unica contromisura ebbe luogo durante il volo STS-51: poiché i razzi SRB erano ancora accesi dopo che si erano separati dal resto del veicolo, furono fatti esplodere da un comando inviato dalla NASA che ha innescato delle cariche esplosive che sono installate a questo scopo.
[modifica] Lo Shuttle in retrospettiva

Al successo dello shuttle come veicolo di lancio non è corrisposto un ugual successo nel ridurre i costi di lancio, che ammontano a circa 500 milioni di dollari per lancio invece dei previsti 10-20 milioni.
La missione originale dello Shuttle è di operare ad alta quota al minor costo e maggior livello di sicurezza possibile, consentendo un notevole miglioramento rispetto alla precedente generazione di capsule spaziali non riutilizzabili con e senza equipaggio. Ma pur essendo il primo sistema di lancio riutilizzabile operativo al mondo, il progetto può essere considerato piuttosto fallimentare, per non aver apportato i miglioramenti pianificati. Benché il progetto fosse radicalmente diverso da quello iniziale, si pensò che potesse incontrare le richieste dell'aeronautica riducendo al contempo i costi, ma si verificarono dei problemi. Uno di questi è l'inflazione, molto elevata durante gli anni settanta, che comporta un aumento dei costi del 200% nel decennio contro un aumento del 34% tra il 1990 e il 2000. L'effetto sulla crescita dei costi di sviluppo dello Shuttle è evidente. Però l'inflazione non spiega per intero la crescita dei costi. Anche tenuto conto dell'inflazione ogni lancio dello Shuttle dovrebbe costare oggi 100 milioni di dollari. La spiegazione sta nei dettagli operativi collegati alla manutenzione e all'assistenza della flotta di Shuttle, che si sono rivelati enormemente più costosi del previsto.
Lo Shuttle viene concepito per operare come un aereo di linea, nella fase finale di rientro. Dopo l'atterraggio l'Orbiter deve essere controllato e poi riunito al resto del sistema (ET e SRB) e dovrebbe essere pronto a un nuovo lancio nel giro di due settimane. Invece questo processo dura mesi a causa di più severi standard di manutenzione, richiesti dopo la perdita del Challenger, che impongono continui aggiornamenti nel processo di controllo.
Ora anche i compiti più semplici richiedono quantità incredibili di documentazione. Questa documentazione si rende necessaria per il fatto che lo Space Shuttle è dotato di equipaggio e non ha sistemi di fuga, perciò ogni incidente che causasse una perdita di uno dei booster causerebbe anche la morte dell'equipaggio, il che è ovviamente inaccettabile. Di conseguenza l'obiettivo principale del programma Shuttle è riportare l'equipaggio sulla Terra in condizioni di sicurezza, cosa che contrasta con gli altri obiettivi, e in particolare quello di mantenere bassi i costi. Inoltre, poiché ci sono casi in cui non si può terminare prematuramente la missione in modo controllato, esistono tipologie di guasti che non si può evitare che diventino critici; quindi molti componenti devono semplicemente funzionare alla perfezione, e quindi devono essere ispezionati accuratamente prima di ciascun volo. Il risultato è che le ore di lavoro necessarie per un volo sono aumentate in modo massiccio; 25.000 persone lavorano alle operazioni dello shuttle (e questo dato potrebbe non essere del tutto aggiornato). I progettisti per il futuro sono orientati verso sistemi a un solo stadio, verifiche di idoneità al volo automatiche, e, in alcuni casi, sistemi a bassa tecnologia sovradimensionati per aumentarne la durata.
L'aspetto peggiore della storia del sistema shuttle è il ruolo dell'aeronautica. Sebbene debba essere considerata responsabile la NASA per aver promosso il coinvolgimento dell'aeronautica, è stata quest'ultima che ha richiesto le prestazioni che hanno portato il sistema alla complessità e al costo attuale. Ironicamente, né la NASA né l'aeronautica hanno ottenuto il sistema che volevano (o di cui avevano bisogno) e l'aeronautica a un certo punto ha gettato la spugna ed è ritornata al suo vecchio sistema di lanciatori, abbandonando anche il progetto del lanciatore riutilizzabile Vandenburg.
Le prestazioni che hanno più pesato nel rendere zoppicante il sistema shuttle (carico utile da 29 tonnellate; stiva per il carico utile di grande capacità; estensione operativa larga 1600 km) in effetti non sono mai state utilizzate, con l'eccezione della stiva per il carico utile.
[modifica] Storia
![]() |
Per approfondire, vedi la voce Programma Space Shuttle. |
Lo Shuttle viene varato il 5 gennaio 1972 quando il Presidente Richard Nixon annuncia lo sviluppo di una navetta spaziale riutilizzabile e a basso costo.
Il progetto è ridimensionato per problemi di budget e ciò nonostante viene sviluppato rapidamente e nel corso di alcuni anni sono pronti i prototipi.
Tra questi il primo orbiter completo, inizialmente chiamato Constitution, poi diventato Enterprise in seguito a pressanti richieste dei fan del telefilm Star Trek, che scrissero in massa alla Casa Bianca. L'Enterprise è pronto il 17 settembre 1976 e viene usato per una serie di test di atterraggio che hanno successo e dimostrano la bontà del progetto.
La prima navetta Shuttle messa in opera e costruita a Palmdale, California, è il Columbia, consegnato al Kennedy Space Center il 25 marzo 1979 e lanciato per la prima volta il 12 aprile 1981 con un equipaggio di due uomini. Il Challenger viene consegnato nel luglio del 1982, il Discovery nel novembre del 1983, e l'Atlantis nell'aprile del 1985. Il Challenger viene distrutto da un'esplosione in fase di lancio nel gennaio del 1986 provocando la morte dei sette astronauti a bordo. È sostituito dall'Endeavour costruito con parti delle altre navette e consegnato nel maggio del 1991. Il Columbia si disintegra durante il rientro nell'atmosfera il 1 febbraio 2003. Nell'incidente muoiono tutti i sette membri dell'equipaggio.
[modifica] Voci correlate
- Programma Space Shuttle
- Lista delle missioni dello Space Shuttle
- Cronologia delle missioni dello Space Shuttle
- Space Shuttle External Tank
- NASA
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Space Shuttle