Re Salomone
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Il Re Salomone è stato uno tra i primi e più importanti re d'Israele. Il suo regno è datato approssimativamente dal 970 al 930 a.C.
Era figlio del re Davide e Bath-Sheba (Betsabea), che era stata moglie di Uria l'Hittita.
Il suo regno viene considerato dagli ebrei come un'età ideale, simile a quella del periodo augusteo a Roma. La sua saggezza, descritta nella Bibbia, è considerata insuperabile[1]. Durante la sua reggenza venne costruito il Tempio, che divenne leggendario per le sue molteplici valenze simboliche.
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[modifica] Vita
[modifica] La nascita
Il Vecchio Testamento narra che una sera, mentre l'esercito israelita stava assediando una città degli Amorrei, Davide era rimasto a Gerusalemme. Così vide Betsabea che stava facendo un bagno e vedendo la sua bellezza si unì a lei. Ma questa era già sposa a Uriah, uno dei generali dell'esercito di Davide, che in quel momento era in guerra. La donna rimase incinta, e per evitare lo scandalo, Davide fece in modo che Uriah fosse coinvolto in un'azione bellica rischiosa ed infatti questi rimase ucciso in una sortita. Davide poté quindi prenderla in moglie, ma il bambino morì poco dopo. Dopo dolorose vicende, conseguenze del peccato, la coppia ebbe un nuovo figlio, primo di altri tre, che chiamarono Salomone. Le conseguenze del peccato tuttavia non finirono qui, tanto che ci furono la congiura di Absalom e quella di Adonijah, che spodestò per qualche tempo Davide.
[modifica] Il suo regno
Prima della sua incoronazione, nelle scritture non si sa nulla di più. Salomone divenne re per designazione divina (1 Cr 22:9), e la congiura di Adonijah (Adonia), suo fratellastro, accelerò solo i tempi.
Il primo atto del nuovo corso fu la messa a morte del fratello e di Joab, generale di Davide, per la congiura, e di Shimei per il tradimento verso il padre[2]. Ci fu anche l'importante destituzione dalla carica di sommo sacerdote Abiathare a favore di Tsadok.
Il punto di snodo del regno di Salomone fu la richiesta a Dio di dargli la sapienza, necessaria secondo lui per governare un popolo. Dopo questo fatto la sua potenza e ricchezza divennero leggendarie.
Nel 976 a.C. iniziò la costruzione del Tempio (1 Re 6:1) che terminò nel 969 a.C. (1 Re 6:28), impiegando circa sette anni. Questo dato è importante per capire la grandezza di Salomone, poiché Erode impiegò quarantasei anni nell'ampliare il Secondo Tempio (Gv 2:19), non riuscendo, forse, a riportarlo allo stato originario.
[modifica] La decadenza
Come ogni altro re di quel periodo, prese a circondarsi di mogli, sia per motivi politici, dato che poteva così stringere alleanze con i popoli vicini, sia per dimostrare il proprio potere. Ma così attuò anche una decadenza spirituale all'interno di Israele, dato che ogni nuova moglie adorava dèi diversi, e anche Salomone prese ad adorarli. Il fatto portò alla decisione divina di dividere il regno in due parti, ma solo dopo la morte di Salomone, una a Roboamo, il discendente legittimo, che avrebbe dovuto regnare sulle tribù di Giuda e Beniamino, e una a Geroboamo, che regnò su tutte le altre, creando il regno di Israele.
[modifica] La Saggezza
[modifica] Il giudizio di Salomone
L'autore dei due Libri dei Re dà un esempio significativo della sapienza di Salomone. Nel mondo antico doveva essere una cosa abbastanza comune chiedere il giudizio del re, in quanto veniva a mancare la suddivisione moderna dei poteri. Quindi i regnanti erano i giudici supremi, a cui venivano rimandati i casi più difficili. Un esempio è la vicenda, molto più in là nel tempo, di Paolo di Tarso, che chiede di essere mandato dall'imperatore, in quanto cittadino romano. E il caso a cui si trovò di fronte Salomone doveva essere davvero una situazione ingarbugliata.

Due prostitute gli vennero poste dinanzi. Costoro gli raccontarono che, avendo partorito l'una a pochi giorni dall'altra, dormivano nella stessa casa. Accadde che, una notte, uno dei due bimbi morì e, secondo l'accusa, una delle donne scambiò suo figlio morto con quello vivo dell'altra. Così, dopo aver sentito varie volte litigare le due, Salomone si fece portare una spada e si avvicinò al bambino, facendo credere che lo avrebbe tagliato a metà per darne una parte a ciascuna. In questo modo Salomone capì subito quale fosse la vera madre, non quella che approvava questo giudizio, ma quella che per amore del figlio implorò che fosse dato all'avversaria per non ucciderlo. In questo modo Salomone capì chi era la madre: quella disposta a rinunciare al figlio per farlo vivere.
[modifica] La fama
Le notizie su Salomone si diffusero in Oriente, tanto che molti "potenti" di allora vollero metterlo alla prova, così gli facevano visita e gli portavano doni. Tuttora i capi di Stato si fanno visita tra loro, non certo per proporre enigmi, ma per stringere relazioni, e facendo questo non mancano di sicuro cerimoniali e scambio di doni.
Ci viene proposto nella Bibbia l'incontro con la regina di Sheba. Questa era probabilmente un regno situato nell'attuale Yemen, comunque sembra che non ci sia una connessione certa con l'Etiopia.[citazione necessaria]
[modifica] Salomone come autore biblico

A Salomone vengono attribuiti due salmi, la maggior parte del libro dei Proverbi e due libri del canone. Visto che non c'è accordo tra gli studiosi liberali e quelli di orientamento conservatore, in linea di massima si può dire che i primi negano la paternità al re d'Israele di queste opere, mentre i secondi gliele attribuiscono.
Queste sono:
- L'Ecclesiaste o Qoelet
- Il Cantico dei Cantici
- I Proverbi
- Pr 1-22:16
- Pr 25-29 , probabilmente raccolti al tempo del re Ezechia
- I salmi 72 e 127
Inoltre viene indicata nel prologo del libro deuterocanonico Sapienza la paternità a Salomone, ma in questo caso sia gli studiosi liberali che quelli conservatori sono d'accordo nel negarlo.
[modifica] Salomone come mago ed esorcista
In un periodo inprecisato il Re Salomone viene considerato un mago e un esorcista. Un'opera importante che ci dà testimonianza di ciò è il Testamento di Salomone, in cui si narra come il re eserciti il suo potere magico sui demoni per costringerli a costruire il Tempio di Gerusalemme.[citazione necessaria]
[modifica] Amuleti raffiguranti Salomone a cavallo
Tale ruolo magico di Salomone ricompare in una serie di amuleti, in pietra o metallo, con diverse rappresentazioni, accomunati dalla presenza di Salomone a cavallo (identificato solitamente dall'iscrizione) mentre trafigge un demone dalle fattezze femminili.[citazione necessaria]
[modifica] Salomone nell'Islam
Salomone (arabo:سليمان, Sulayman) è citato tre volte nel Corano (21:81-82; 27:15-45; 34:11-13) come profeta saggio e dotato di particolari doti magiche. A Salomone sono inoltre legate numerose storie riportate da commentatori coranici antichi e da storici musulmani.
Uno degli aspetti centrali di Salomone è certo il suo rapporto con i jinn, che si dice fossero totalmente al suo servizio.
Importante episodio coranico legato (Cor. 7:15-45) alla figura di Salomone è la storia (già presente nella Bibbia) del suo incontro con Bilqis, la regina di Saba ovvero Sheba.
Salomone è anche ricordato come grande costruttore di edifici, strade e canalizzazioni. A tale proposito lo storico omanita al-‘Awtabi (sec. XI-XII) attribuisce a Salomone e ai suoi jinn lo scavo e la costruzione di 1000 canali, (in [[lingua araba|arabo (arabo:ﻗﻨﺎﺕ , ﻗﻨﺎة, qanāt)) che costituiscono l’antico sistema irriguo ancor oggi in funzione in gran parte dell’Oman.
Cor 34:11-13 si riferisce al dono divino ricevuto da Salomone di essere trasportato dal vento a una velocità che aveva del miracoloso, peculiarità ripresa da alcuni storici arabi fra cui si può ricordare Tabari, che parla di un viaggio fra la Siria e Istakhr, in Iran, e al-‘Awtabi che parla di un viaggio fra Istakhr e Gerusalemme durante il quale sorvolò l’Oman dove vide a Salut, sito posto nella zona di Nizwa, un palazzo che sembrava appena terminato e abitato da un’aquila la quale, interrogata dal profeta, riferì di essere arrivata in quel luogo 800 anni prima e di avervi trovato già il palazzo disabitato ma in ottimo stato.
[modifica] Note
- ^ , tanto da essere il suo nome sinonimo di sapienza. Questo è particolarmente vero nel Medioevo, in quanto si pensava che ad ogni generazione si attuasse una sorta di degenerazione. Quindi Adamo era l'uomo più perfetto, in quanto figlio diretto di Dio. Salomone sfugge a questa sorte, in quanto la sua saggezza è direttamente opera divina.
- ^ Anni prima, mentre Davide era in fuga dal figlio Absalom, Shimei lo maledisse e lanciò dei sassi contro la sua corte. In seguito dimostrò la sua fedeltà, ed è per questo che Salomone lo costrinse a non allontanarsi da Gerusalemme, ma egli disubbidì tre anni dopo, e venne giustiziato.
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