Nathaniel
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Nathaniel è un personaggio della Trilogia di Bartimeus scritta da Jonathan Stroud. Giovane mago londinese, il suo vero nome viene poi cambiato dal suo maestro, Arthur Underwood, in John Mandrake.
[modifica] Il carattere
Nathaniel è descritto come un mago molto ambizioso e piuttosto abile per la sua giovane età. È un ragazzo pieno di sogni; possiede buoni valori come il senso della giustizia e l'amore per i suoi cari, ma con il susseguirsi della vicenda si lascia trascinare dal desiderio di vendetta, dalla rabbia ed infine dall'ambizione, che lo spinge a rinnegare i suoi valori ed a mirare solo alla carriera. Tratta il jinn Bartimeus come un semplice servo anche se, almeno inizialmente, giunge quasi a considerarlo una sorta di amico. Nonostante non se ne renda conto è molto legato al jinn e, divenuto adulto, si rifiuta di congedarlo, poiché è l'unico legame che ha con la sua infanzia. Con il passare del tempo diventa sempre più corrotto, avido, opportunista e presuntuoso. Bartimeus conosce questi difetti del padrone e glieli fa notare con ironia, ma Nathaniel non accetta le critiche e punisce il jinn per questo. Nonostante i suoi grandi difetti salva più volte il suo Paese dalla rovina, portata prima da un demone (L'Amuleto di Samarcanda), poi da un golem (L'Occhio del Golem) ed infine da un'entità potentissima che vuole uccidere tutti i maghi e poi i comuni (La Porta di Tolomeo). Lavorando nello Stato, invita i giovani al servizio militare, mandando a morte certa molte persone innocenti. È un giovane permaloso, ma innamoratosi di Kitty Jones riesce, grazie alla ragazza, ad ammettere i suoi errori e cerca inutilmente di rimediare: deciso a riscattarsi muore nell'atto di uccidere un potente demone.
[modifica] Nei libri
Nel primo libro, L'Amuleto di Samarcanda, viene presentato come un ragazzo di dodici anni. Nonostante la sua giovane età riesce ad evocare un potente jinn di quarto livello, il famoso Bartimeus, allo scopo di vendicarsi di Simon Lovelace, un mago molto famoso, ricco e potente. Simon Lovelace ha infatti umiliato Nathaniel di fronte a molti maghi e solo grazie alla istitutrice del ragazzo, la signorina Rosanna Lutyens, Nathaniel è riuscito a fuggire dalle ire del mago. Nathaniel decide dunque di vendicarsi facendo rubare dal suo jinn l'amuleto magico di Lovelace (appunto, "l'amuleto di Samarcanda"): tale oggetto ha il potere di proteggere colui che lo indossa dalle magie di qualunque demone. Nathaniel, almeno all'inizio, non è a conoscenza di questo particolare e lo ruba solo per ripicca. Scoperto un piano segreto progettato da Lovelace ai danni dei maghi, salva questi ultimi dalla catastrofe uccidendo un demone molto potente al servizio di Lovelace. In seguito (Nell'Occhio del Golem) diventa l'Assistente del Capo degli Affari Interni. Convoca regolarmente Bartimeus per ordinargli i lavori più pedanti ed infimi. Inizia ad indagare su delle strane morti e su misteriose distruzioni di edifici pubblici e privati. Scopre che qualcuno sta manovrando un golem, una creatura legendaria fatta di argilla e pressocchè invincibile. Riesce però a carpire il segreto della sua invincibilità: infatti distruggendo la pergamena contenuta nella testa del golem esso si distrugge. Tenta di distruggere il golem, senza riuscirvi ed infine questo viene annientato da Kitty. Nel libro La Porta di Tolomeo viene promosso alla carica di Ministro dell'Informazione.
La Trilogia di Bartimeus - La trilogia scritta da Jonathan Stroud
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