Ferrante d'Este
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Ferrante d'Este (Napoli, 1477 – Ferrara, febbraio 1540) è stato un nobile italiano. Era figlio del duca di Ferrara Ercole I d'Este e di Eleonora d'Aragona, figlia del re Ferdinando I di Napoli. Suoi fratelli erano Alfonso I d'Este, succeduto al padre, il cardinale Ippolito d'Este e Isabella d'Este, moglie di Francesco II Gonzaga.
Al bambino venne messo il nome del nonno materno e suo padrino fu Giuliano della Rovere.
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[modifica] Alla corte di Carlo VIII
Nel 1493 fu inviato dal padre a prendere servizio presso Carlo VIII di Francia alla corte francese. Quando Carlo invase l'Italia, Ferrante decise di non seguire l'esercito francese a Napoli ma di rimanere a Roma a spendere dissolutamente il denaro che periodicamente il padre gli mandava[1]. Per la sua negligenza, Ercole mandò una lettera di rimprovero al figlio perché si adoperasse per non perdere i favori del re e perché raggiungesse le truppe francesi[2]. Il figlio ubbidì e combatté al fianco di Carlo VIII nella battaglia di Fornovo. Tornò poi in Italia nel 1497.
[modifica] Ritorno a Ferrara
Nel 1498 ottenne da Venezia una condotta per la guerra di Pisa. Difese la città toscana contro l'esercito di Firenze fino alla primavera del 1499, quando, tornato a Ferrara, venne licenziato da Venezia .
Nel 1499 andò con il fratello Alfonso a Milano per conoscere Luigi XII di Francia ma, avendo accumulato presso la corte francese ingenti debiti, Ferrante non ricevette i favori del successore di Carlo VIII[3].
Tra i fratelli Este nacque una disputa riguardante un musicista, don Rainaldo. Questi era al servizio di Giulio d'Este, figlio naturale di Ercole I, ma il cardinale Ippolito d'Este lo voleva per la propria cappella. Ippolito, verso la fine del 1504, venendo a Ferrara in occasione della malattia del padre, portò Rainaldo con sè rinchiudendolo nella Rocca del Gesso, una fortezza appartenente a Giovanni Boiardo, conte di Scandiano. Nel maggio 1505 Giulio scoprì dove si trovava l'uomo ed insieme a Ferrante e ad altri uomini armati si riprese il proprio musicista. Ippolito, braccio destro del fratello duca, si lamentò con Alfonso per quanto era accaduto e questi esiliò a Modena Ferrante e a Brescello Giulio[4].
Sia Lucrezia, sia Isabella d'Este e suo marito Francesco II Gonzaga riuscirono a convincere Alfonso a perdonare entrambi i fratelli[5].
[modifica] La congiura
Successivamente, nel 1516, Ferrante organizzò col fratellastro Giulio una congiura diretta ad assassinare Alfonso e a prenderne il posto. Si unirono a loro altri nobili ostili ad Alfonso e ad Ippolito. Il piano prevedeva anche l'assassinio di Ippolito, tuttavia i cospiratori non riuscirono ad organizzare per bene il piano e i sicari, aspettando di notte Alfonso per le strade di Ferrara con pugnali avvelenati, mancarono l'obiettivo[6].
Le spie di Ippolito vennero però a sapere del piano e lo riferirono ad Alfonso[7]. Venne aperta una inchiesta e Giulio e Ferrante, insieme ad altri tre uomini, furono giudicati colpevoli. Giulio, fuggito a Mantova, fu poi consegnato da Francesco Gonzaga ad Alfonso. Ferrante invece venne condotto nel Castello già un paio di mesi prima dell'inizio del processo.
Mentre la condanna a morte per i tre cospiratori venne eseguita, Giulio e Ferrante furono graziati e incarcerati nella torre dei Leoni. I loro beni furono presi da Alfonso e donati ai suoi favoriti[8].
Ferrante trascorso tutta la sua vita in carcere e lì morì a 63 anni, dopo 34 anni di prigionia senza ricevere la visita di nessun famigliare. Giulio fu invece rilasciato da Alfonso II d'Este dopo 53 anni di prigionia.
[modifica] Note
- ^ Sarah Bradford. Lucrezia Borgia.Milano, Mondadori, 2005. ISBN 88-04-88-04-55627-7
- ^ Sarah Bradford. Lucrezia Borgia.Milano, Mondadori, 2005. ISBN 88-04-88-04-55627-7
- ^ Sarah Bradford. Lucrezia Borgia.Milano, Mondadori, 2005. ISBN 88-04-88-04-55627-7
- ^ Sarah Bradford. Lucrezia Borgia.Milano, Mondadori, 2005. ISBN 88-04-88-04-55627-7
- ^ Sarah Bradford. Lucrezia Borgia.Milano, Mondadori, 2005. ISBN 88-04-88-04-55627-7
- ^ Sarah Bradford. Lucrezia Borgia.Milano, Mondadori, 2005. ISBN 88-04-88-04-55627-7
- ^ Sarah Bradford. Lucrezia Borgia.Milano, Mondadori, 2005. ISBN 88-04-88-04-55627-7
- ^ Sarah Bradford. Lucrezia Borgia.Milano, Mondadori, 2005. ISBN 88-04-88-04-55627-7
[modifica] Bibliografia
- Sarah Bradford. Lucrezia Borgia.Milano, Mondadori, 2005. ISBN 88-04-88-04-55627-7
- Sergio Mantovani. "Ad honore del signore vostro patre et satisfactione nostra". Ferrante d'Este condottiero di Venezia. Ferrara-Modena, 2005.